
Parto con una premessa: non siamo diventati campioni stasera, ma non eravamo nemmeno brocchi Mercoledì sera dopo la sconfitta con il Bologna.
Questa squadra ha cambiato tanto sia come interpreti nei ruoli cruciali, sia come sistema di gioco, sia come allenatore.
Purtroppo, come ha sottolineato lo stesso Amorim nel post-partita, il nostro percorso, almeno nel breve periodo, sarà fatto di alti e bassi.
Abbiamo bisogno di tempo perchè i calciatori metabolizzino il credo dell’allenatore, ma soprattutto che in campo creiino quegli automatismi fondamenti che portano poi il gioco su un next level.
La cosa positiva è che, rispetto al passato recente, almeno l’ambiente sembra essere compatto, con l’allenatore difeso a spada tratta, a più riprese, dal proprietario.
Detto questo, il Milan si approcciava a questa partita con dichiarazioni interlocutorie: da una parte il mister che predicava calma, dall’altra il proprietario che parlava di vittoria.
E’ anche vero che in molti prevedevano una serata amara per i colori rossoneri, con l’Inter che effettivamente finora aveva mostrato quella verve che a noi spesso è mancata.
E invece, nella notte di Halloween, a vedere le streghe sono stati i nerazzurri. Oltre ai primi 10 minuti completamente in bambola, hanno dovuto anche rivedere, come nei peggiori incubi, un Maignan in formato saracinesca.
In campo quello che doveva essere il lato forte dei cugini, si è trasformato in una vera mattanza, con Carlos Augusto più volte superato da un Moreira in stato di grazia.
Un Modric onnipresente e un Maignan in vena di magie, hanno poi permesso di suggellare l’ottavo derby consecutivo senza vittorie per i cugini.
Rimane molto comunque su cui lavorare, soprattutto quelle palle inattive su cui spesso non riusciamo proprio a intervenire.

Maignan: 6,5 – Incolpevole sul primo goal, sfodera prima un miracolo su Spence che tira a botta sicura da nemmeno 7 metri e interviene poi su un tiro da fuori di Chalanoglu salvando la porta e il risultato. Sempre attento a guidare la squadra, mette lo zampino nel goal di Moreira su punizione muovendo Rabiot e Diawara per chiudere la visuale a Martinez.
Diawara: 6 – Fino a pochi mesi fa giocava in Ligue 2 francese. Oggi si è ritrovato titolare in un San Siro strapieno. Difensivamente deve crescere ancora, in più di qualche occasione si perde l’avversario costringendo Pavlovic a raddoppiare, ma la testa e la voglia sembrano esserci. Dall’82’ Bartesaghi: s.v. – Entra per portare in campo forze fresche, per fortuna non combina disastri.
Pavlovic: 7- – Partita in cui non fa mancare la sua presenza sia in difesa che davanti. Da una sua percussione nasce un’azione pericolosa sul finale, mentre in difesa è decisiva una sua chiusura su un Barella pronto a calciare in porta da dentro l’area. Forse il meno colpevole fra tutti per il goal di Bastoni.
De Winter: 6 – L’atteggiamento è sempre quello giusto, in difesa limita come può Thuram andandolo anche a prendere a centrocampo. E’ innegabile però che la vaccata sembra sempre in canna, come quel liscio da cui nasce l’occasione di Spence, prontamente sventata da Maignan.
Gila: 6,5 – Solita prova difensiva di sostanza del centrale arrivato in estate. Chiude quasi tutte le linee di passaggio, e in collaborazione con Pavlovic vanifica i tentativi degli attaccanti nerazzurri. Da segnalare che sul suo lato c’era Carlos Augusto, giocatore più in palla tra i nerazzurri.
Modric: 7,5 – In una serata in cui servono testa, intelligenza e cuore prima che le abilità calcistiche, sale in cattedra un 41enne che a dispetto della carta di identità giganteggia per tutta la partita. Praticamente dovunque, pronto a recuperare palla, interrompere l’azione avversaria o proporsi per mettere in cassaforte il pallone. Sulla punizione di Moreira è lì a incoraggiare il belga perchè batta la punizione. Punto di riferimento dei compagni, gioca una partita da vero professore. Sul finale perde un pallone che sarebbe potuto essere pericoloso, ma è l’unica sbavatura in una partita sontuosa. Campione senza tempo.
Musah: 7 – Un calciatore letteralmente trasformato rispetto a quello visto appena arrivato al Milan, un paio di anni fa. Gioca una partita diligente, di applicazione, facendo tutto quello che gli viene chiesto dal tecnico e correndo anche per Modric. A fare la differenza, però, è il modo in cui lo fa. Non sbaglia praticamente niente, se non un pallone in uscita nel finale, quando ormai la stanchezza si stava facendo sentire per tutti. Da un suo recupero su Barella, al limite dell’area avversaria, nasce la punizione trasformata poi da Moreira. Dall’82’ Jashari: s.v. – Entrato per portare forze fresce in un’area nevralgica del campo, fa il suo per i pochi minuti giocati.
Rabiot: 7 – Gioca in una posizione strana, perchè galleggia tra la trequarti in fase offesiva e sulla linea di centrocampo in fase difensiva, ma dovunque giochi risulta determinante. Si inserisce spesso sfruttando gli spazi lasciati dalle difese avversarie e, cosa non da poco, siamo oggi al quinto goal in stagione.
Moreira: 8- (il migliore) – Alla presenza di un ex 22 entrato nella Hall Of Fame sfodera una prestazione sontuosa. E’ vero, si perde Bastoni sul goal nerazzurro, ma per il resto stasera è il vero Nightmare degli avversari. Sulla fascia è incontenibile, irride spesso Carlos Augusto e piazza in mezzo due assist sfruttati da Pulisic prima e Rabiot dopo. Non contento di essere entrato nei due goal, decide di mettersi in proprio trasformando una punizione guadagnata da Musah. Svaria spesso su tutto il fronte d’attacco. Nella ripresa, quando gli equilibri della gara cambiano, si applica soprattutto nella fase difensiva, con ottimi risultati. Se dovesse confermarsi, come si spera, abbiamo azzeccato un gran bell’acquisto. Dall’89’ Terracciano F.: s.v. – Rimane ancora un mistero il motivo per cui indossi la nostra maglia. Riesce a giocare 6 minuti senza fare danni rilevanti, anche se al suo ingresso più di qualche incubo si è affacciato nella testa dei tifosi rossoneri.
Pulisic: 6,5 – Continua a vedere rosso quando si trova l’Inter davanti. Bagna il rinnovo di contratto siglato in settimana con l’ennesimo goal in un derby, su preciso inserimento in area per sfruttare il cross di Moreira. Tolto il goal ogni tanto esce dalla partita, ma nella posizione che gli ritaglia Amorim rischia sempre di essere determinante. Dall’82’ Cisse: 6,5 – Sarò di parte, ma questo ragazzino nei 13 minuti in cui è rimasto in campo non ha smesso un attimo di correre. In realtà non è tanto la quantità dei movimenti, ma la qualità degli stessi che lo portano a cercare il goal, nemmeno 3 minuti dopo essere entrato, con un bel tiro nello specchio sventato da Martinez.
Ramos: 6 – In questo sistema di gioco soffre purtroppo la mancanza di palloni giocabili. Encomiabile il suo impegno per andare a prenderseli anche a centrocampo, ma figlio mio, se ti abbiamo pagato 80 milioni è perchè ci servono i tuoi goal. Spero arrivino presto, anche per lui che come impegno non è mai secondo a nessuno. Stasera infatti ripiega spesso in fase difensiva a fare una mano ai compagni. Dall’89’ Hutchinson: s.v. – Entra per mantenere alto il pressing della squadra e limitare le ripartenze degli avversari. Compito svolto alla perfezione.
Allenatore Ruben Amorim: 6,5 – Molto lucido nell’analizzare il post- partita, dimostra di aver imparato qualcosa dalla partita contro il Bologna. Oggi i cambi sono arrivati solamente dopo l’80esimo e solo dopo che a cambiare era stato Chivu. Mette Rabiot a coprire le palle corte su calcio d’angolo, dopo aver preso il goal dell’1-2 momentaneo. La squadra sembra iniziare a capire cosa vuole, ed infatti nel secondo tempo siamo anche riusciti a gestire la palla senza subire troppo gli avversari. Ha ancora molto lavoro da fare, soprattutto come scritto prima sulla gestione delle palle inattive. Un altro punto da migliorare è sicuramente è la gestione dei cambi, ma in questo ha la scusante di una rosa veramente male assortita e di disporre di cambi non proprio all’altezza dei titolari.
Ho scoperto il calcio e il Milan forse un po’ troppo tardi rispetto alla media dei miei coetanei, ma questo non mi ha impedito di vedere fior fiori di campioni indossare la nostra maglia e di godermi le vittorie, in Italia e nel Mondo, del nostro amato Milan.
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