
Ragazzi, vi interessa la Nazionale? Volete che ve ne parli? Be’, io mi ero addirittura dimenticata della partita con il Belgio. Me ne sono casualmente imbattuta nel momento in cui Lukebakio ha segnato un gol molto simile a quello che aveva rifilato a noi. E non nego di aver provato un moto di perfida soddisfazione. Quando sembrava che Maldini fosse il nuovo Dt della Nazionale, ci rimasi male. Un po’ perché cadeva la remotissima speranza di liberarmi dell’Uccello Rosso e di rivedere Paolo al Milan. E un po’ perché la sua presenza incrinava la mia avversione verso una Nazionale espressione della Federazione Interista Gioco Calcio, destabilizzandomi. Tanto durerà poco, pensavo. Paolo non può rimanere a lungo in quell’ambiente bacato. E’ incompatibile. In effetti è durata ancor meno di quanto pensassi. Bene così. Della Nazionale non mi va di parlare. Lascio fare al giornalaccio rosa, per il quale Pio, Pio, oltre al pigolio dei pulcini, deve essere il vocalizzo dell’Italia intera. E mi fa male pensare al Milan, a questa imitazione mal riuscita di Milan. Sono in sintonia con Rivera, un simbolo, un protagonista assoluto della nostra Storia, che non riesce a seguirlo come faceva prima. Allora cosa posso fare? Chiedo aiuto al Dottor Divago.
E, divagando, il mio pensiero va al grande Fisico Pauli, il padre del Principio di esclusione, secondo il quale due elettroni non possono avere gli stessi numeri quantici. Pauli era un grandissimo teorico, abilissimo con carta e penna, ma risultava privo di manualità. Nel mondo accademico aveva la fama di essere uno iettatore per le apparecchiature scientifiche, che implodevano quando lui si avvicinava. I Fisici sperimentali avevano il terrore della sua presenza nei laboratori. Venne coniato uno scherzoso Principio di esclusione, chiamato Effetto Pauli. Diceva che un’apparecchiatura sperimentale funzionante e Wolfgang Pauli non potessero occupare la stessa stanza. Io mi immedesimo nel Dottor Divago, sì, ma solo fino a un certo punto. Eh, la lingua torna a battere dove il dente duole. Vorrei tanto che esistesse un Principio di esclusione tra il Milan e Gerry. Purtroppo, invece… E hai voglia a sperare nel Principio di defenestrazione! Ehi tu, Spes ultima dea, vedi di parlare con la Dea Eupalla. Ah, no. Sarebbe inutile. Anche De Laurentis l’ha compreso. Gerry nostro di calcio non capisce nulla. Con il calcio, con la Dea Eupalla non c’entra proprio niente. Caro ADL, io lo avevo intuito da molto tempo. Ti dirò di più. L’ecclesiastico non è neppure un mago dell’Economia. Come si può pensare di fare un businnes, lanciandosi in un settore di cui non si sa niente e non circondandosi di persone che, invece, abbiano specifiche competenze in materia? In questo modo è inevitabile andare incontro a problemi economici. Altro che businnes! In buona sostanza comportarsi così, secondo me, significa essere un asino. Perchè è capitata proprio a noi questa disgrazia? Perchè?
Bè’, il calcio non è solo la cosa che mi angoscia. Il Dottor Divago mi spinge verso la tavola di Mendeleiev. Colonna dei metalli alcalini. Calcio. Numero atomico 20. Analisi alla fiamma: colore giallo. Stronzio. Numero atomico 38. Analisi alla fiamma: rosso. Proprio il colore che io vedo, quando in tribuna scorgo certi personaggi. Purtroppo è lo stronzio l’elemento che più si confà alla nostra situazione. Altro che il calcio, una roba di cui nella nostra Società sanno ben poco. Di stronzio, invece, siamo pieni. Basta guardarsi intorno… Eh, caro Dottor Divago. Tu cerchi di farmi divagare. Però… alla fine casca sempre l’asino. E l’asino sono io. Dici che devo darmi alla Geografia? Va bene. Pensiamo a Londra, dai. Big Ben, Trafalgar Square, Buckingham Palace. E spostiamoci a Wimbledon. A proposito, come stai Jannik? Sono un po’ preoccupata per te. Ma… la mia attenzione si sposta su Manchester. Ne ho sentito parlare come di una città molto brutta. Non è quello che mi interessa. Bufera sul City, accusato di 114 irregolarità finanziarie. Non di intrattenere rapporti preferenziali con federazione sportiva e mondo arbitrale. Rischia multe, penalizzazioni, esclusione dalla Premier, revoca dei titoli. Cartonati in fermento. Allo scudetto sperano di aggiungere una Champions di cartone. Non ci voglio neanche pensare, dai. Il Marsiglia risultò dopato nella finale contro di noi, ma mica ci assegnarono la Champions. Quanti sono i magheggi, le irregolarità, le violazioni di norme finanziarie e sportive contestabili agli Orrendi? Se non 114, poco meno. Con loro, però, le istituzioni chiudono amorevolmente un occhio. Anzi, tutti e due. E, alla mal parata, c’è sempre la prescrizione che consente non solo di evitare la retrocessione, Palazzi dixit, ma addirittura di fregiarsi di un titolo che profuma di vergogna. A tal proposito Marotta è l’unica persona al mondo che ha vinto lo stesso scudetto con due squadre diverse. Rivendicò, infatti, quello del 2006 prima per la Juve e poi per l’Inter.
A cosa serva la Nations League mi è cosa ignota e imperscrutabile. Anche se Inghilterra Spagna è stata davvero bella. L’interruzione della Marotta League, comunque, non mi disturba. Tutt’altro. Mi pare che la prossima partita sia con la Turchia. Speriamo che…. Mamma mia, arrivano li Turchi! Vediamo cosa deciderà Don Beppe riguardo alla presidenza della Figc. Riguardo a Butti e Chinè ha già sentenziato. Devono rimanere al loro posto, perché si sono mostrati in modo cristallino al di sopra delle parti. L’integerrimo Viglione, con cui ha stretti rapporti, conserverà il suo ruolo istituzionale o verrà promosso a presidente? Pazzesco! Dai, Dottor Divago, aiutami tu a pensare ad altro. Il Mantova ha iniziato bene il campionato. Non faccio voli pindarici, per carità. Però sono contenta. E’ arrivato l’autunno. La cosa porta malinconia a una come me, che ha come stagione preferita la Primate. Cos’è la Primate? L’ultima parte della Primavera e la prima dell’Estate. A me piacciono i mesi di Maggio, Giugno e Luglio. Soprassiedo sul fatto che, con la nostra maledetta proprietà, vengono puntualmente intristiti dalla certificazione di una stagione pessima e di un Mercato sempre monco e mai pianificato con un minimo di progettualità e intelligenza. Parlare di questioni tattiche mi mortifica. Davvero, Ruben, punti su Estupinan e non riesci a trovare un posto a Moreira? Sì? Allora facciamo così. Separiamoci. Io vado a destra e tu va’ a fa’… vedi un un po’ cosa. Magari in compagnia di Gerry. Io? Sono distante mille miglia da voi, perché…. Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.
Chiara
Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.
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