Milan-Inter presentazione

Una squadra isterica, il Milan, capace di prendere quattro reti dal Bologna in casa, di cui tre da Mbangula e dopo essere stato in vantaggio per 2-1. Dall’altro lato della barricata una compagine che in nove partite di campionato è riuscita a vincere otto match pareggiandone uno solo, e in cinque di questi incontri è andata in svantaggio, recuperando o ribaltando il risultato. Insomma, a vedere la maturità delle due squadre non dovrebbe esserci molta storia nel Derby che si giocherà tra poche ore a San Siro, uno degli ultimi che il centenario impianto milanese ospiterà prima di diventare archeologia sportiva.

Il Milan ha subito contro il Bologna di fatto tre gol fotocopia, andando in difficoltà sulle fasce e subendo la rete dal giocatore a rimorchio. Un po’ come capitato anche contro Atalanta, Benfica e Lazio. Senza dimenticare la ciliegina sulla torta della rete da calcio piazzato, grande classico di questi anni. Certo, usiamo pure l’attenuante delle tante assenze, ma fino al 62’ tale attenuante non esisteva. C’è poi un’altra tradizione ormai assodata in questo inizio di campionato: le reti subite dopo i cambi di Amorim. Anche mercoledì due giri di lancette dopo le prime tre sostituzioni ecco il pareggio del Bologna (su autogol di Bartesaghi, certo), ma poi dopo due ulteriori minuti il 2-3 di Mbangula. Sarà un caso? Nel post partita il tecnico portoghese ha sostenuto che i rossoneri sono stanchi e, complici gli infortuni, hanno faticato molto a livello atletico. Vero, ma non si capisce perché aver mantenuto una rosa tanto corta con tre impegni stagionali e un calendario serratissimo, specie nella prima parte della stagione. Una situazione che ha obbligato, ad esempio, a reintegrare in rosa Tomori, bistrattato in estate. Sembra tutto molto confuso nel Milan, a livello sportivo e strategico. Ogni partita può essere un 1X2, e ogni partita può cambiare in ogni momento in ogni modo. E tutto ciò per noi tifosi è davvero parecchio faticoso, figurarsi in un Derby.

Dall’altra parte un’Inter che fatica anch’essa. In Champions tre punti in tre gare (e con lo Shakhtar ha rischiato di non raccogliere nemmeno quelli), in A come detto punteggio quasi pieno, ma riacciuffando partite per i capelli (vedi Napoli e Roma) e sfangandone altre non si sa bene come (Fiorentina e Venezia). Si dice che in questi episodi si veda la vera forza di una squadra, quando tutto pare andare per il verso sbagliato salvo poi rovesciare il proprio destino. Sono d’accordo con questa idea, ma non possono essere altresì ignorate le difficoltà, specie quando si ripetono ostinatamente. Un po’ come il Milan di un anno fa, che per oltre venti incontri è stato in grado in un modo o nell’altro di non perdere (il gol di Athekame contro il Pisa, il rigore di Stanciu sbagliato al 98esimo, Torino-Milan da 2-0 a 2-3, Milan-Napoli vinta in 10 vs 11 per un tempo, eccetera) salvo poi pagare tutto con gli interessi. Ovvio, questa Inter non è nemmeno lontanamente paragonabile al Milan di Allegri, ma alcuni campanelli d’allarme per Chivu ci sono stati, e Amorim può sfruttare, per esempio, una fragilità difensiva mostrata in più riprese, così come un rendimento delle fasce non all’altezza delle ultime stagioni. Probabile formazione (352): Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Diouf, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Thuram, Esposito.

Nel Milan rientrano Rabiot, Moreira e Gila. Bartesaghi potrebbe essere preferito a Estupinan. Goncalo Ramos sempre unica punta, nonostante l’enorme fatica che fa nel segnare (anche perché non riceve mezza palla giocabile in area dai suoi compagni). Per il resto la formazione sarà quella titolare, con il solito Modric che, a 41 anni suonati, è ancora imprescindibile per questa squadra. La classe non si discute, ma anche questo è indicativo: manca il croato (e Rabiot) e la luce si spegne. Questo non è ammissibile, nonostante la loro grandezza. Probabile formazione (4231): Maignan; Gila, De Winter, Pavlovic, Bartesaghi; Modric, Rabiot; Hutchinson, Pulisic, Moreira; Ramos.

In chi sperare? Credo la chiave saranno le tre mezze punte, soprattutto i due esterni. Hutchinson e Moreira – con Pulisic – sono tra i pochi giocatori della rosa che possono potenzialmente puntare e saltare l’uomo, un fondamentale ormai molto e sepolto. Contro una difesa che ha comunque subito oltre una rete a partita (una sola in meno del Milan in questo inizio di stagione) può essere un fattore. Forza Milan!

Fab

Seguiteci anche su

WhatsApp

Telegram

YouTube

Torna in alto