Genoa-Milan presentazione

Il rischio è sempre quello di ripetersi: questa squadra è indecifrabile. Come impostare un articolo pre partita dopo una settimana come questa, in cui prima il Milan ha battuto l’Inter con una prestazione maiuscola e poi è uscito sconfitto per l’ennesima volta in Europa League? Mentalità, impegno, maturità, onorare l’impegno, continuità. Si è sentito parlare di un po’ di tutto in questi giorni post disfatta contro il Ferencvaros, e indubbiamente ognuna delle parole elencate sottolinea una mancanza dimostrata dai rossoneri. Ne aggiungerei un’altra, però: professionalità. Perché disputare una partita come quella di giovedì, in una competizione comunque importante (mai vinta dal Milan) e davanti a pubblico pagante, è ai limiti della mancanza di rispetto.

È anche un peccato sotto un certo punto di vista essere così duri dopo comunque una vittoria nel Derby, match in cui si è visto un ottimo Milan, ma è giusto così, a mio avviso. Perché i violini dovranno suonare quando sarà raggiunta la continuità necessaria per puntare in alto. Quando si avrà la giusta umiltà per non sottovalutare nessun avversario. Quando si smetteranno di compiere gli stessi errori. De Winter, ad esempio, è il perfetto esempio per descrivere questo Milan: discreto giocatore, in giornata sì un muro, in giornata no un colabrodo. Si è creata questa leggenda metropolitana per cui un grande giocatore si vede nelle grandi partite. No: un grande giocatore si vede in tutte le partite. E anzi, sono in maggior numero le partite che si giocano contro avversari inferiori, se proprio vogliamo dirla tutta.

A breve comincerà uno dei match più caldi della stagione rossonera, al Ferraris di Genova contro un Genoa in grande spolvero nelle ultime uscite. Dodici punti in cinque match: il Milan nello stesso lasso di tempo ne ha conquistati dieci. Vittorie contro Fiorentina, Venezia, Juventus e Lecce e sconfitta contro la Roma. De Rossi ha trovato il modo di far rendere al meglio una squadra comunque dotata di buone individualità. Da El Shaarawy a Messias, da Baldanzi a Traorè, da Ostigard a Osmajic, il Genoa ha la possibilità di mettere in difficoltà anche le grandi o cosiddette grandi. Tre difensori rocciosi davanti Bijlow, un centrocampo con Frendrup e un altro (Amorim, Baldanzi, Traoré), due tornanti e infine due mezzepunte alle spalle dell’unico centravanti Osmajic. Tanta intensità, corsa, copertura delle fasce e raddoppi. Non sarà una partita facile questo ultimo impegno prima della sosta per le Nazionali. Proprio per niente. Probabile formazione (3421): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Ehizibue, Frendrup, Traorè, Ellertsson; Messias, El Shaarawy; Osmajic.

Nel Milan poco di cui discutere, formazione tipo (almeno, quella che lo è diventata). Una sorta di 4411, con quattro centrali in difesa, Musah a correre e tutti gli altri a cercare di far male. Preoccupa Ramos, ancora a secco su azione da fine agosto. Il caso è ormai come cercare di coinvolgerlo e valorizzarlo, perché è una sorta di corpo estraneo e il Milan non può permettersi di giocare in 10. Probabile formazione (4411): Maignan; Gila, De Winter, Pavlovic, Diawara; Moreira, Musah, Modric, Pulisic; Rabiot; Ramos.

Vincere prima della sosta. Nessuna alternativa. Forza Milan!

Fab

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