5-5-5

13 settembre 2017 | Di | Rispondi Di più

Vi starete domandando il perché del titolo, come dite? Montella? Assolutamente no, è per sdrammatizzare perchè in fondo noi tifosi siamo tutti allenatori e molto probabilmente la maggioranza di noi conosce a memoria solo il 5-5-5 di oronziana memoria. Credo di essere un massimo esperto in materia per cui potevo esimermi da fare una disamina frutto di ore di visione di bizona o di una noce di capocollo? In teoria sì per la vostra salute, ma volevo condividere con voi le mie impressioni, ossia quelle di un tifoso qualunque che non ha alcuna pretesa di raccontare una verità quanto piuttosto quella di discutere con voi di quanto accaduto, con la consapevolezza di poter sbagliare tutto.
Spesso e volentieri ciò che si imputa a Montella è l’essersi fossilizzato sul 433, ma per come la vedo io non è così. A mio modo di vedere il primo tempo contro la Lazio (il secondo non lo considero perché semplice garbage time) ha dimostrato come questa disposizione sia qualcosa di stampato su di un foglio di carta, piuttosto di una realtà.
Volendo essere dei puristi direi che il 433 ortodosso lo applicano in pochissimi (Zeman probabilmente ne è il miglior interprete) mentre la maggior parte degli allenatori sono caratterizzati da due disposizioni ben distinte in fase di possesso e non.
Per quanto riguarda la partita di domenica vorrei concentrarmi sulla nostra disposizione tattica in fase di impostazione laziale perché il Milan si disponeva con un 4231 con Borini-Montolivo-Suso dietro a Cutrone.

Ad essere sinceri Montella aveva parlato della possibilità di giocare a due nella conferenza stampa pre Lazio-Milan (minuto 13:40 del video postato da Lupin) e mi pare che ciò sia subito avvenuto.
Riguardo a questo modulo, ciò che mi lascia perplesso non è solo la sua applicazione (di cui parlerò successivamente) ma la scelta di Montolivo in questo schema. Sempre nella stessa conferenza stampa un giornalista poneva l’accento su Calhanoglu facendo presente come da mezzala tendesse ad accentrarsi generando così problemi sulla catena di sinistra Borini-Calha-Rodriguez. Questo è quanto si è ripetuto nella partita di domenica col capitano del giannino.
A mio avviso a questo punto le cose son due: o Calhanoglu e Montolivo scientemente decidono di giocare ad minchiam non rispettando i dettami tattici del mister, oppure per un astruso motivo il 18 è stato preferito al turco. Alla prima possibilità credo poco visto la ripetitività con cui il 4231 è stato approntato durante la partita, per cui è stata compiuta una scelta tecnica a favore di un calciatore enormemente più scarso dell’ex leverkusen. Si dirà “è per la forma atletica, Calha è indietro” …ma l’avete visto Montolivo? Se vi rivedete tutto il primo tempo, dopo i primi dieci minuti non ha più rincorso un avversario, se non sporadicamente, lasciando Rodriguez in balia degli avversari con in più l’aggravante di non combinare nulla di buono in fase offensiva.
Il primo esempio è già al quindicesimo minuto quando la Lazio giunge in porta in 15 secondi netti partendo dal portiere:

In questa azione, che si ripeterà troppe volte nel primo tempo, viene fuori tutta l’inutilità di un 4231 applicato con Montolivo centrale dei tre dietro la punta (o vertice basso del rombo formato con Cutrone) e Borini spompato.
Inzaghi uccella subito la pressione (eufemismo) dei quattro davanti del Milan facendo lanciare Strakosha nella zona di Milinkovic-Savic e da lì la Lazio fa girare la palla verso il centro con lo scatto di Basta a destra completamente libero. Suso porta pressione all’avversario, ma Montolivo decide di fare, come suo solito, il vigile urbano non pressando Luis Alberto (su cui sta ritornando Suso), non mettendosi sulla linea di passaggio verso Parolo, né scalando su Basta su cui cerca di rinvenire un Borini già cotto, permettendo così al serbo di crossare indisturbato.
Ora, io non so chi dovesse scalare su Basta (Montolivo o Borini), fatto sta che i due giocatori sono risultati totalmente inadeguati, con cuor di ricotta da pensionare per evidenti limiti di tenuta e scazzo generale in campo in pieno giannino style e Borini da usare come sesto nella rotazione là davanti e nulla più. Se Montella avesse in mente per Montolivo un ruolo diverso dal sesto centrocampista sui sette in rosa si dovrà rassegnare ad un campionato con un massimo di dieci calciatori in campo più un tizio che trotterella o fa il vigile urbano. A lui la scelta.

Ciò che trovo comunque incomprensibile (ricordatevi che ho studiato per filo e per segno solo la bizona) è la testardaggine con cui il mister ha proseguito la partita fregandosene degli avversari. Potrei postare parecchi video dal quindicesimo minuto in poi, ma credo che quello sottostante dimostri i suoi convincimenti (a meno che non fosse in bambola) perché non abbiamo adottato alcuna contromisura alla mossa di Inzaghi: lancio lungo di Strakosha sulla sinistra e i nostri centrocampisti (Kessiè e Biglia) a rincorrere gli avversari per evitare un quattro contro quattro.

Guardate Strakosha: si prende quattro secondi buoni per poter lanciare in maniera precisa nella zona di Calabria ed in 10 secondi dal lancio rischiano di entrare in area.
L’emblema della sconfitta tattica di Montella e della precaria condizione atletica è rappresentato dal 2-0 (realizzato in 35 secondi partendo dal portiere) ossia la degna conclusione dell’ennesimo cross da destra nel primo tempo:

Come si può notare, la palla viene lanciata sulla sinistra scavalcando tutti i centrocampisti (ad eccezione di Biglia) per poi passare orizzontalmente fino ad arrivare a Basta (ma guarda un po’) più spostato in avanti. Questo però è uno dei rari casi in cui Borini (con la lingua di fuori dopo dieci minuti) riesce a chiudere costringendo il serbo a far ripartire il giochino per giungere alla stesso identico risultato, ma con differente interprete (Lulic) ed impiegando una ventina di secondi in più rispetto ai 15/20 secondi canonici per crossare: passaggi in orizzontale da destra verso sinistra, Biglia (spompo) che non chiude il passaggio in verticale del laziale, Montolivo che si alza senza apparente senso logico liberando la linea di passaggio, palla a destra per Lulic (Borini è già morto da parecchi minuti ma il recupero precedente su Basta gli ha praticamente conferito la mobilità di una lapide) e Rodriguez che si porta sul laziale in maniera blanda permettendo il cross per il bellissimo gol di Immobile (per la cronaca Bonucci non ha colpe se guardate l’azione).

Ora, dopo tutto questo io mi faccio delle domande: che senso ha fare il 4231 con Biglia? A mio parere nessuno. Biglia per sua stessa ammissione giocava a 5 nella Lazio ed era ben protetto, giocando a due come fatto domenica lo si ammazza costringendolo a continue rincorse e lui non è un’incontrista. Se poi ci aggiungiamo che i tre davanti non tornavano e la teorica mezzala sinistra (giocava da centrale dei tre dietro la punta) ha la velocità di una balena spiaggiata, facciamo tombola. Per far ammazzare di fatica Kessie’ e Biglia facendogli rincorrere chiunque passasse tanto valeva mettere Calhanoglu al posto di Montolivo perchè meno di lui in fase difensiva non poteva fare ed in fase offensiva poteva creare dei grattacapi.
Sulla fase d’attacco al di là della generale pochezza di Borini non è possibile essere lo zero assoluto quando Suso non è in giornata. Se da una parte la Lazio impiegava meno di un minuto per arrivare in porta, noi come da consuetudine ci abbiamo impiegato tra le due e le tre settimane con una melina davvero stucchevole senza generare un vero tiro in porta. Anche la fase offensiva deve migliorare perché se ogni volta dobbiamo giocare contro due linee schierate la verticalità di Calhanoglu va a farsi friggere e sarebbe un errore grossolano.

Adesso buttiamo tutto al macero? Assolutamente no, ho solo  cercato di analizzare questa singola partita sperando che nessuno mi sputi nell’occhio per far funzionare la penna stilografica di Trapattoni. Credo che Montella con questa partita si sia giocato un jolly per cui, da persona intelligente qual è, farà tesoro di questa lezione evitando eccessi di presunzione e l’impiego di giocatori inadeguati. Nulla è compromesso, siamo solo alla terza giornata ricordiamolo tutti, basterà imparare dagli errori.

Forza Milan!

Seal

Tags: , ,

Categoria: Tattica

Sull'autore ()

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l’ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.