Shkendija-Milan preliminare Europa League 2017/2018: presentazione

24 agosto 2017 | Di | Rispondi Di più

Cosa si può dire per presentare il ritorno di un turno preliminare la cui partita di andata si è conclusa con un rotondissimo 6-0? Assolutamente nulla, motivo per cui parleremo di tutt’altro, in particolare di calciomercato. Niola Kalinic, 29enne attaccante croato, è l’undicesimo acquisto del nuovo Milan cinese targato Mirabelli e Fassone. Un calciatore che fa storcere il naso ai più per le aspettative che si avevano. Se infatti è vero che l’ex viola non è il pippone che molti credono sia, è altrettanto pacifico che il tifoso del Milan, magari influenzato da voci di mercato mirabolanti e da una campagna acquisti realmente scoppiettante, si aspettasse nel ruolo “principe” della squadra un colpo nel vero senso della parola. Dopo tre mesi di Morata, Belotti e Aubameyang, con una spruzzata buttata lì di CR7 (colpo impossibile, e mi spiace qualcuno sia stato davvero infinocchiato dagli articoli online e cartacei), le aspettative erano talmente alte che anche l’onesto Kalinic appare un acquisto di contorno, quasi senza senso o per i più delusi addirittura “offensivo”.

Personalmente non credo Kalinic sia, sia mai stato né sarà mai un top player, ed è probabilmente stato pagato più del suo reale valore. È tuttavia interessante cercare di conoscerlo meglio, dal momento che piaccia o meno vestirà la maglia del Milan. Come detto ha 29 anni e un passato tra Inghilterra, Russia e Fiorentina. Non ha le caratteristiche della classica prima punta statica in grado esclusivamente di prodursi in sponde, ma è molto bravo nei movimenti su tutto il fronte offensivo, per quanto alla fin fine i suoi gol arrivino dall’interno dell’area di rigore. Dotato di un’ottima tecnica di base, spesso indietreggia fino alla trequarti campo per trovare spazio per le sue giocate, movimento grazie a cui favorisce l’inserimento dei centrocampisti che giocano alle sue spalle o della punta che orbita al suo fianco.

Con il neo numero 7, André Silva, Borini e Cutrone il Milan avrà a propria disposizione un pacchetto offensivo magari non a livello di quello della Juventus o del Napoli, ma ottimamente variegato. Troviamo il killer d’area, il giocatore dinamico, la prima punta di movimento e André Silva, il giovane rampante di belle speranze, il vero e proprio vincitore della scelta operata dalla società con l’arrivo di Kalinic. L’acquisto di una punta affermata ma non di grido potrà se non altro responsabilizzare da subito l’ex punta del Porto, che in precampionato (e specie nell’andata contro i non irreprensibili macedoni) ha mostrato parte delle sue potenzialità. Il Milan ha indirettamente detto ad André Silva che è lui – o meglio, sarà – l’attaccante principe della squadra, la punta di diamante che se tutto andrà come si spera potrà sopportare il peso dell’attacco per molti anni a venire.

È vero, non nascondiamo la testa sotto la sabbia: in avanti sul mercato si poteva anche fare meglio, ma gli attaccanti rossoneri, abbinati a un centrocampo che vede in Biglia, Kessié, Locatelli, Bonaventura, Suso e Calhanoglu degli ottimi incursori e in Conti e Rodriguez due tornanti col vizio del gol, potranno dare un contributo importante alla stagione del rilancio milanista.

Fabio

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Categoria: Europa League, Tattica

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.