La peggior squadra del mondo

21 ottobre 2017 | Di | Rispondi Di più

Ma cosa hai da ridere? Durante le partite dai le spalle al campo?

La percezione della realtà – Causa un torcicollo fuori scala giovedì sera ho visto solo metà della partita contro l’AEK Atene. Ho dovuto prendere delle medicine che causano sonnolenza e nel corso del primo tempo ho, ahimè, sonnecchiato. Il giorno dopo mi sono ovviamente imbattuto nei commenti dei tifosi del Milan con un’autentica invasione di messaggi su tutte le “app” disponibili nel mio telefono. Non che i commenti registrati di persona siano stati più benevoli… A metà mattina avevo realizzato quanto segue: numero uno, si è trattato di un primo tempo osceno e, numero due, i medicinali che causano sonnolenza non sono sempre un fastidio. Pausa pranzo. La nota emittente satellitare trasmette una sintesi piuttosto corposa della partita e decido di guardare il primo tempo. Sorpresa, sorpresa! Nel primo tempo il Milan ha attaccato e, non fosse stato per il portiere con il cognome da farmaco, probabilmente avremmo chiuso la prima frazione in vantaggio. Come diceva un famoso conduttore televisivo: “La domanda nasce spontanea”: il Milan fa veramente schifo o siamo noi ad averne una percezione distorta?

Sacchismo – Flashback, martedì sera. Chiamo mia moglie e le notifico che, una volta tanto, le tocca il tablet mentre io mi prendo la televisione. Alle 20,45 si celebra la laica messa in onore del Sacchismo, Manchester City “versus” Napoli, Guardiola contro Sarri. I due discepoli prediletti che, in avvicinamento del match si sono fatti i complimenti. In questo momento, a giudizio di tutti, non si può trovare di meglio in circolazione. Fischio di inizio, estasi. Effettivamente mi manca il 442 di stretta osservanza ma i principi sono proprio quelli. La montagna partorisce, invece del proverbiale topolino, una partita meravigliosa che non finisce in pareggio solo per lo scellerato rigore di Mertens. E’ quello il mio termine di paragone del pallido Milan di Montella?

Giocano tutti meglio di noi – In realtà, no. Quando mi sono posto questa domanda la risposta è stata negativa. Io confronto il mio Milan con tutte le squadre che vedo giocare e, sfortunatamente, la risposta è sempre la stessa: giocano tutti meglio di noi. Ieri sera ho avuto modo di seguire un’ampia porzione di Cremonese – Brescia e la risposta è stata ancora quella. Non si tratta di un semplice giudizio tecnico ma di una valutazione che comprende il ritmo, l’intensità, la voglia dei giocatori. A mia memoria la squadra di Montella non è mai arrivata nemmeno vicino ad un livello accettabile. Possibile? Torno alla domanda di partenza, non sarà un problema della percezione che noi abbiamo della squadra?

Houston, abbiamo un problema – Credo che il “Montella 13” abbia già comunicato alla prorpia base che la sua nave ha un problema. Di sicuro io l’ho capito venerdì mattina durante la preplica della partita: abbiamo un problema. Minchia, bello sforzo! Direte voi. Lo so, detta così è una banalità inaccettabile. Però la frase va letta con maggiore attenzione. Partendo dal fatto che non tutti in quel di Milanello sembrano avere l’identica percezione dello stesso argomento. Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli hanno lanciato più volte dei segnali di allarme che il pilota pare non avere colto. Nelle conferenze stampa post partita si presenta sempre un ridanciano Montella che racconta, per esempio, di un Milan in crescita. Al netto del fatto che è una cosa fastidiosissima e deve smettere di ridere quando perdiamo perché ci siamo rotti le scatole, non sembra esserci accordo sulla mia frase la quale, pure essendo banale, non è affatto condivisa. Nemmeno giovedì sera lo è stata perché le dichiarazioni prepartita di Mirabelli (inappuntabili anche se, forse, temporalmente inappropriate) stridono con il “Marco e Massimiliano sono con me” dell’”astronavino” Montella.

Houston, abbiamo UN problema – Proseguiamo. Il primo passo per risolvere un problema è ammettere di averlo. Si, come per l’alcolismo. Una volta ammesso che abbiamo un problema lavorare sulla soluzione diventa più facile. L’invito a Montella è quindi duplice: 1) smettila di ridere 2) guarda la classifica, perché se la guardi non c’è niente da ridere, niente. E se guardi la squadra giocare a pallone, nemmeno. Ciò detto, la frase va letta come nel titolo del paragrafo. Abbiamo UN problema che se ne porta dietro altri mille. Inutile andare a cercare quale sia nello specifico perché il succo è che la torta è venuta una schifezza e non serve a niente aggiungere guarnizioni, decorare il piatto e imbandire una tavola con i lini e le stoviglie più pregiate. La torta farà sempre schifo. Il problema è Montella? L’astronavino non ci ha capito una banemerita ma non può essere solo lui. Il problema è la fascia a Bonucci? Probabilmente la mossa è stata improvvida e mal digerita dal partito del Giannino presente nello spogliatoio (cazz! Avessi detto i reduci del Real Madrid campione d’Europa…) ma non giustifica le prestazioni indegne viste in campo di Bonaventura, per esempio. Il problema è il mercato? Mi sembra presto per dirlo ma è possibile; certo è che Bonucci non può avere scordato come si gioca a quattro dietro, Suso non può cannare ogni dribbling che gli offrono gli avversari e così via. Non abbiamo mille problemi, ne abbiamo uno solo: questa squadra così come è concepita è la peggiore del pianeta.

Io sono il Signor Wolf – Detto che non vengo pagato per risolvere i problemi come il mitico personaggio di Harvey Keitel in “Pulp Fiction” ho già regalato una prima soluzione. Ammettessero, tutti, di avere un problema. L’allenatore di non averci capito nulla, il capitano di avere esagerato e di essere pressochè impresentabile, i giocatori di giocare da schifo, la dirigenza di non avere individuato la soluzione. Si sedessero intorno ad un tavolo e cercassero la soluzione, unica e condivisa, al problema che ci hanno messo davanti agli occhi: la torta fa schifo. Buttare via tutto (TUTTO) e ricominciare da capo. La soluzione non gliela posso dare io, devono trovarsela da soli, qualsiasi essa sia, ma devono farlo a partire da oggi pomeriggio. Il resto sono cazzate che abbiamo già visto al Giannino e che non vogliamo rivedere.
Ma il Signor Wolf? Arrivo a risolvere il nostro problema. Mettete tutto da parte. Buttate via gli opinionsti stronzi che stanno, per l’ennesima volta, marciando, per il loro schifoso interesse, sulle macerie del nostro amato Milan. Noi non siamo come quella merda lì, noi non siamo interessati a favorire il giocatore amico che ci passa le dritte per fare i fighetti in faccia al direttorucolo di turno in una redazione di sfigati intenta ad ammazzare il tempo con tornei di varia natura. Buttate via tutto porca miseria! Perché noi siamo i tifosi del Milan. Buttate via tutto cazzo e riempiamo lo stadio della nostra inimitabile passione.

Oggi andate sul sito del Milan e comprate il biglietto per Milan – Genoa. Non perché siete fan di Fassone e Mirabelli ma perché tifate Milan. Fatelo in onore di Convinto che oggi vi direbbe di alzare il culo ed andare allo stadio a tifare Milan. Fatelo per il Milan. Fatelo per voi stessi e per ricominciare ad essere, una volta per tutte, quel popolo di cui questa squadra ha bisogno. Fatelo per fare vedere a chi non ha voglia di vedere che noi siamo il Milan e non il Giannino.

E che cazzo!

Pier

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Categoria: Allenatori, Giocatori, Squadra

Sull'autore ()

La prima volta che sono entrato a San Siro il Milan vinceva il suo decimo scudetto. Ai miei occhi di bambino con la mano nella mano di suo nonno quello era il paradiso. Migliaia di persone in delirio, i colori accesi di una maglia meravigliosa e di un campo verde come gli smeraldi. I miei occhi sulla curva e quello striscione “Fossa dei leoni” che diceva al mondo come noi eravamo diversi dagli altri, leoni in un mondo di pecore. Da allora ogni volta, fosse allo stadio, con la radiolina incollata all’orecchio o davanti alla televisione la magia è stata sempre la stessa.