Quo vadis?

12 settembre 2017 | Di | Rispondi Di più

Prima di pensare definitivamente (e fortunatamente) alla partita di giovedì e voltare pagina rispetto all’incubo romano, ho deciso di propinarvi due o tre mie riflessioni sparse sul momento del Milan.

Al di là del risultato molto pesante, della prestazione orrenda, dell’approccio a dir poco remissivo e dei famosi numeretti legati al modulo, l’elemento più preoccupante dell’esibizione di domenica è stata la totale mancanza di una idea di gioco di fondo. Nessuno pretende che ci siano meccanismi già oliati e automatismi che scattano dopo mesi (o anni) di lavoro sul campo attorno a un nucleo determinato di giocatori. Però mi piacerebbe intravedere qualche concetto di gioco in più, magari solo a livello di abbozzo o di potenzialità, come un virgulto che sta piano piano uscendo dal terreno fertile e che promette, col tempo, di sbocciare in un fiore che si spera magnifico.

La pazienza è una dote che tutti noi tifosi milanisti dobbiamo e dovremo mettere in campo, però ci riuscirebbe più facile se oltre al lavoro sul mercato intravedere una ‘filosofia’ di sviluppo della manovra chiara e delineata. Si vuole sviluppare la manovra verticalizzando subito coi lanci di Bonucci? Si vuole uscire col palleggio coinvolgendo Biglia nella ‘salida lavolpiana’? Si vuole usare Ricardo Rodriguez come pseudoregista decentrato e usare i cambi gioco? Si vuole fare possesso dinamico e verticalizzato? Si vuole azzardare il gegenpressing?

Qualsiasi siano le soluzioni che Vincenzino ha in mente, in questa fase sono avvolte in una nebbia piuttosto fitta. Spero che col passare delle settimane e delle partite, con il crescere della condizione e con la maggiore conoscenza reciproca dei calciatori, si possa iniziare ad intravedere la mano del tecnico e il gioco diventi sempre più efficace, identificabile e magari pure divertente (giusto per non stare bassi con le aspettative!). Sono sicuro che anche dalla società, con Mirabelli in testa, stia arrivando chiaro e forte il messaggio che certe prestazioni non si debbano ripetere e che occorra mettere la capoccia bassa e lavorare duro sul campo. Fin da subito. Senza perdere ulteriore tempo.

Vincenzino, mettici del tuo!

Per usare un po’ di latinorum che fa sempre figo… Vincenzo, QUO VADIS? Scegli una direzione, percorrila, su le maniche e lavoraci sopra cercando di plasmare l’identità della squadra in modo che lo spettatore neutrale possa dire: ‘ecco il Milan di Montella!’ . E tutto questo in larga parte prescinde dal modulo, dalla difesa a 3 e dall’attacco a due che già a Vienna andranno in scena. Altro ‘dettaglio’ importante è che i cambiamenti che vedremo giovedì derivino da una convinzione di Montella e della dirigenza e non dalle ‘pressioni’ esterne successive alle scoppole laziali.

Cambiando argomento, consiglio ai pochi tra voi che non lo avessero già fatto, di leggere la lunga e articolata intervista rilasciata da Marco Fassone al Corriere dello Sport. Oltre a far emergere una volta di più la trasparenza comunicativa e la chiarezza di intenti del nostro Amministratore Delegato, mi preme sottolineare il passaggio su Montella: “Non lo abbiamo mai messo in discussione e sarebbe rimasto anche senza la quali­ficazione all’Europa League. Mi è piaciuto tantissimo come ha lavorato la scorsa stagione, caratterizzata dalle difficoltà del cambio di proprietà. Ha grandi doti gestionali del gruppo”.

Si tratta di una conferma di fiducia molto importante e netta, anche se preceduta da frasi più sibilline (se vogliamo pensare male) in riferimento ai dubbi sorti durante la partita dell’Olimpico: “Se questa sconfitta ha minato le nostre certezze? Qualche dubbio ci è venuto, ma Montella è stato bravo nel post partita a sottolineare che le scon­fitte fanno parte di un progetto di crescita. Magari non di queste dimensioni… “

Chiudo citando un passaggio di Fassone che ci aiuta (spero) a voltare definitivamente pagina e a guardare al futuro immediato che è il ritorno in un girone di coppa europea dopo tanto troppo tempo:  “Per noi [l’Europa League] è una competizione importante, anzi prioritaria. Non la faremo schierando le riserve perché vogliamo arrivare il più lontano possibile e migliorare il nostro ranking. Se da febbraio avremo un po’ di fortuna nei sorteggi…”. Essendo uno strenuo sostenitore dell’impegno e della partecipazione anche alla seconda competizione europea, non posso che accogliere con soddisfazione le parole dell’AD su questo argomento. Andiamo a riprenderci l’Europa!

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

 

Tags: , ,

Categoria: Squadra

Sull'autore ()

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!