11 luglio 2017 Gmt -82

3 ottobre 2017 | Di | Rispondi Di più

L’ora più buia

Fa caldo, questo luglio è cominciato malissimo con temperature veramente preoccupanti. Le previsioni non promettono nulla di buono e si prevede un’estate torrida. Per fortuna il Milan si è radunato e Montella ha provato il calciomercato, ha giocato la squadra messa insieme da Fassone e Mirabelli. Non sarà facile costruire una squadra nuova con tutti questi acquisti, ma puntando su una formazione, più o meno certa, la squadra crescerà e diventerà competitiva. Di sicuro il mercato farà arrivare altri acquisti, ma con una squadra già provata e collaudata sarà semplice inserire i nuovi acquisti, sarà molto facile integrarli, in modo tale da essere competitivi fin da subito. Che bello fare il mercato a luglio, non come il passato dove i cadaveri arrivavano a settembre in avanzato stato di decomposizione, anzi alcuni venivano tumulati nella stessa cerimonia di presentazione. In pratica si faceva vedere l’urna con le ceneri.

Come dite? Non è luglio? Ma siete sicuri? Come? Siamo ad ottobre? Ma siete matti? Ma se ieri sera Montella ha provato finalmente la squadra del calciomercato! Possibile che siano passati già 81 giorni senza mai provarci? E avete proprio ragione! A voler vedere le cose in maniera positiva, il ritiro è cominciato ieri, noi siamo a luglio. Con un 11 logico si è almeno tentato un primo rudimento calcistico, anche se la foga e la voglia non fanno automaticamente calcio. Sarri si è rinchiuso 20 giorni in clausura e ha prodotto calcio, i risultati sono davanti agli occhi di tutti. Noi dovevamo fare la stessa cosa, questo è il primo errore. Il secondo errore è stato quello di lasciare questo allenatore che obiettivamente è scarso in tutte le sue componenti: tecniche, motivazionali, comunicative. Un disastro.

Se uno si ferma a ragionare, ed è difficile chiederlo a chi ragiona con il cervello pieno di gas putridi che ingenerano un codice perverso: 239.000.000, forse si capisce la genesi della situazione attuale. Questo codice manda il cervello dei più psicotipi in tilt, iniziano a perdere succo ascellare, sudano liquidi corrosivi e si abbandonano ad una flatulenza primordiale che rischia di saturare l’ambiente che li circonda con conseguenti esplosioni. In questi giorni cerco nelle news le esplosioni e mi sto facendo una mappa di questi scoppiati. La palla esce in fallo laterale? Ed ecco che il codice comincia ad attivarsi. Un corner non viene raccolto da nessuno? La flatulenza prende il sopravvento…e guai ad essere sotto…vento. Le scoregge implodono come bombe a grappoli e i ragionamenti del cazzo diventano leggi da scolpire sulle tavole.

Nessuno, o forse pochi, ricordano come finì l’ultimo campionato del Giannino (e io lo nomino e non me ne frega un cazzo se a qualcuno da fastidio, può anche andare a leggersi gli editorialisti della mezzanotte e farsi una sega a due mani con Borg come tutore e osservatore autorizzato) con una serie di figure di merda che misero in luce, qualora ce ne fosse bisogno, la pochezza di certi pipponi che insudiciavano la nostra maglia. Ad ogni sconfitta mi consolavo con l’idea che i nuovi dirigenti si accorgessero dei cazzoni inutili, delle pippe e dei cadaveri e crestati vari che infestavano la rosa, compreso uno scimunito giapponese che portava un ritardo mentale e di fuso secondo solo a Perdiola, il nostro attuale e presunto allenatore.

Perdiola è perfetto, da l’idea di essere la controfigura perdente di Guardiola, ma al tempo stesso configura un tipico richiamo a Nostro Signore ogni volta che decide una formazione e uno la legge: “Perdio…la!” Ecco, costui doveva rendersi conto che le sue squadre in primavera vanno in letargo, al contrario del regno animale, e al tempo stesso che c’erano una marea di pippe da allontanare il più possibile dal campo. La dirigenza lo ha capito ed ha preso i provvedimenti necessari, agendo in maniera decisa ed immediata sul mercato, reperendo quanti più giocatori possibile per ricostruire una squadra che al 30 giugno era “di merda”. Qui si è spesa una media di venti milioni a giocatore perché c’era un’intera squadra da rifare, ma sono ragionamenti difficili da capire al primo tentativo.

Purtroppo, a posteriori, questo si può configurare come un errore, bisognava fare mercato l’ultima settimana, come insegna il Condorasino, il proprietario dell’animaccia dei servi che hanno protetto e gozzovigliato con il Giannino. A che serve comprare giocatori subito se questo poi crea entusiasmo? Ma no, bisogna gozzovigliare a cena e aspettare fino all’ultimo così non si spendono al luglio 60 milioni per Bonucci e Silva, ma ne spendi 239 (oddio si attiva il codice) e prendi solo Neymar e si fanno contenti tutti quelli che vogliono il super campione che da solo vince le partite con Sosa e Montolivo alle sue spalle. Eh si perché della cronologia non fotte un cazzo a nessuno, ma i maleodoranti flatulenti ti rimproverano che non hai speso la super cifra per uno solo! A che cazzo serve la programmazione quando con una cena insieme a 4 procuratori venduti puoi prendere Bertolacci? Perché prendere i giocatori a luglio e annoiare i tifosi ad agosto? Eh si perché ti rimproverano anche questo… Se inizi a luglio poi ti scopri ad agosto, prendili ad agosto e saranno tutti contenti!

La società ha dichiarato subito, ad Aprile, che avrebbe messo a disposizione di Perdiola l’ottanta per cento della rosa. Tutti contenti, tutti felici, tutti entusiati. E ad ogni colpo? Mamma mia, grande entusiasmo e orge di seghe con regolari pisellate al televisore senza preservativo, così…sesso libero e scatenato stile Woodstock. E lì? Tutti zitti. Il fatto è che dopo tanti anni di Giannino anche un po’ di sano entusiasmo vi fa male, è stato come nutrire quelli che uscivano dai campi di concentramento, si otteneva l’effetto contrario. Quasi nessuno si ricordava di Mirabelli ex uomo mercato dell’Inter, anche se chi conosce bene le cose sa come sono andate in quella esperienza. Ma fa comodo spararlo adesso, tanto l’entusiasmo è finito subito con la pippata di Montolivo che a Roma perde l’ennesimo pallone a centrocampo e manda praticamente in gol la Lazio. Finito, morto. Defunto. L’entusiasmo non ha attecchito, non si è ostointegrato con l’organismo, anzi c’è stato un vero e proprio rigetto che non eviti nemmeno con una confezione famiglia di ciclosporina.

Dopo il procurato danno in area si paventa un nuovo tipo di fallaccio, il procurato entusiasmo! Sono tutti incapaci, sono tutti incompetenti, mercato sopravvalutato e compagnia cantante. Eh si perché si vuole vincere facile, altro che forza lotta vincerai, tutte minkiate da canto curvarolo! Forza compra vincerai, questo volete sentire. Non c’è più il gusto della sfida, non c’è più la voglia di lottare. Si è speso, si deve vincere, senza se e senza ma. Così ti appare sul tablet un Crudeli che urla e latra in tv che ci si deve vergognare perché lui è stato illuso. Ma vergognati tu che hai retto il moccolo e lo strascico a Galliani per anni, tu che andavi belando della loro improvvisa povertà per il Lodo Mondadori. Così ci siamo ridotti ad essere un Crudeli qualsiasi, ad accusare chi sta cercando di risollevare il fu Milan, lavorando giorno e notte senza stare ad ingozzarsi con gli amichetti procuratori.

Ma anche scherzare, giocare con i tifosi, coinvolgerli sui social è una colpa, non sia mai che turbi la tristezza di gente priva di umorismo, gente che io odio a prescindere perché li ritengo dei minorati figli di un dio minore. Non si può scherzare sul calcio, non puoi fare dei video celebrativi, come ti permetti? Solo in certi canili si può fare cabaret tra rutti, sdentati, guitti, servi e addirittura sensitive. Lì si può tutto. A Casa Milan non si può scherzare, lì al massimo ci puoi organizzare delle gare di biliardino per architetti, mostre di pittura e ricette di cucina con il Uallarito che cucina con gli occhiali a specchio per paura di esplosioni. Questa era la sede organizzata dalla AD al Truccabimbi, quella che se non ha da fare figli non ha una sua reale occupazione, quella che non frequentava lo stadio quando era una dirigente, quella che ha sderenato un centravanti riducendolo allo stato neurovegetativo, quella che ha inventato il logo dell’arancia sbucciata, quella che è tornata adesso allo stadio a menare rogna. Fondazione Milan? Ma per favore, liberiamoci di questi fantasmi.

E a proposito di fantasmi, l’errore di Fassone e Mirabelli è stato quello di non avere 500 milioni, magari con 239 (il codiceeeeee) ti prendevi Neymar e con la rimanenza ci facevi una squadra! Eh si perché bisognava radere al suolo il Giannino e liberarsi di tutte le pippe come Abate, Geremia Tnt Antonelli, Malaventura e tutti gli altri rimasugli. Certo, dovevi tenere Kuco Muco, come cazzo fai a produrre calcio senza il recordman di espulsioni che adesso gioca a Madrid insieme a Ronaldo e Isco? Eh beh. Va tutto alla malora perché ci siamo privati di questo scarpone. Sia stramaledetto a vita il Giannino che vi ha incenerito le menti. Sia stramaledetto il giorno che il Condorasino ha distrutto questa società con il suo sudicio codazzo. Ecco i risultati, una tifoseria capace di ragionare con la minkia e con i piagnistei di un Crudeli qualsiasi.

Vedo benissimo le problematiche, ma io me ne sbatto i coglioni e sapete perché? Perché ho ancora entusiasmo da vendere, perché sono tornato dopo un decennio ad incazzarmi durante le partite, sono tornato ad urlare e strepitare, a ritrovarmi per terra dal divano con il telecomando a dieci metri. Io sono tornato a vivere di Milan, sono tornato a tifare e a godere, fino all’orgasmo, della distruzione del carro con i coglionazzi sopra. Sono tornato a sperare e sognare e non sarà un Kalinic qualsiasi o un Kessie sopravvalutato a far venir meno questa voglia irrefrenabile che ho di Milan. Io sono da questa parte, chi non condivide si può schierare con Crudeli e quelli come lui. Della partita non parlo, non ha senso. Non mi ci spreco nemmeno. Tornare a vivere di Milan per me è già un risultato SONTUOSO. Lunga vita a Fassone e Mirabelli, a morte il Giannino.

Gianclint

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Categoria: Sermoni

Sull'autore ()

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.