Frosinone

Io e Montella 1-1

19 settembre 2017 | Di | Rispondi Di più

Santuario del Divino Amore

Ha avuto ragione Montella, evviva Montella. Lo confesso, dopo la sconfitta di Roma ero furente e avvilito allo stesso tempo. Avevo sognato di godermi una bella squadra dopo anni di schifo e sudiciume, ma ero rimasto veramente di sasso dopo il disastro contro la Lazio. In preda ad una crisi epilettico-nervosa avevo urlato all’esonero. Poi dopo  la partita di giovedì la mia rabbia ha trovato basi razionali, vedendo Silva e Calha fare scempio della compagine di origine asburgica; come era possibile presentare a Roma una formazione rimaneggiata e tenere fuori i migliori? Come era possibile non fare le sostituzioni e prendere altri due gol? Si badi, tutto questo lo penso ancora perchè l’umiliazione subita da Immobile e compagni mi brucia ancora, mi brucia maledettamente. Ecco allora che l’avvicinamento alla partita casalinga contro i friulani mi ha innervosito ulteriormente, con i miei preferiti ancora fuori.

Allora lo fai apposta! Tanto che avevo elaborato una teoria secondo la quale, quando un allenatore vuole fare il fenomeno a scapito della logica del buon senso e del calcio, va cacciato prima che faccia ulteriori disastri. Alla luce del mio noto, cioè i fatti delle partite di cui sopra, ero convinto di aver ragione e la scelta finale di Calabria, dopo il gravissimo infortunio di Conti, è stato il più classico dei colpi di grazia. Non ho capito più nulla e ho pensato che in caso di risultato negativo avrei scatenato un fiume di ostilità nel consueto sermone. Montella ha duramente punito la mia presunzione, Calabria è stato magnifico ed io mi sono ritrovato ad applaudire le giocate di questo e di quello. Mai sono stato cosi felice di sbagliarmi.

Perché ho voluto aprire così? Semplice, questo deve essere un insegnamento per me e per tutti. Lasciamo perdere i preconcetti e apriamoci ad una visione diversa; basta con gli “io lo avevo detto”, basta con pregiudizi trancianti. Cerchiamo di capire, ragioniamo e troviamo spunti di riflessione e non di scontro. Non mi piace vedere che si sfidano su questo blog montelliani e non, non va bene. Si deve parlare insieme per trovare un ragionamento che ci accomuni, trovare quel filo razionale che ci leghi per arrivare a sostenere questa squadra, questo allenatore e le sue scelte. Non ci piace la formazione che manderà in campo? Ok, legittimo, ma cerchiamo di capirne il perché, ci sono troppi, tra voi, che hanno risorse intellettive e calcistiche per non approfittarne tutti quanti. Cresciamo tutti insieme, troviamo una via comune.

Sono anni che la domenica, dalle 15 alle 17, mi incazzo a morte, dopo aver visto partite, specie quelle casalinghe, che erano più insopportabili di un clistere. Eppure domenica mi sono riconciliato con questo lasso di tempo, ho ritrovato il piacere di applaudire una bella giocata: le veroniche ed i cross di Rodriguez (ma quanto è forte questo qui?), le aperture di Biglia, la forza incessante che esce alla distanza di Kessie e la partecipazione al gioco di Kalinic, beh…ci voleva proprio. Ne avevo veramente bisogno. Inutile fare il resoconto, il bello lo abbiamo visto tutti ed è questo bello che voglio e presumo vogliamo, se poi voi volete vincere come un’Inter qualsiasi, fate voi. Io amo le belle giocate, se entrava la rovesciata di Bonaventura spegnevo il televisore e andavo a piedi al Divino Amore. Ma il dio del calcio non ha voluto, troppo scialba la prova di Jack. Lui e Suso devono capire che non si può trattenere la palla a piacimento, si rallenta il gioco. Più l’italiano che lo spagnolo, ad onor del vero.

Tornando a Kalinic ha fatto vedere, a chi si era dimenticato cosa fosse un vero centravanti moderno, le sue qualità. Ha attaccato lo spazio, l’universo, le costellazioni e i sistemi solari; ha attaccato tutto e tutti e i due gol (ma stupendo il terzo) sono stati il giusto merito ad un giocatore concreto e generoso. Altro che quello schifo di Bacca. Basta aver visto qualche partita di calcio, ma non più di una quindicina, per capire che quel succhia scarpini di un colombiano rappresenta l’anti calcio, lo scarpino rovesciato. Bacca è stato uno dei peggiori centravanti che io abbia mai visto, capace di segnare solo se messo solo davanti la porta, in pratica con Rivera, Maradona e Platini alle sue spalle. Che poi, se uno avesse per pura magia, questi tre fenomeni dietro non ricorrerebbe lo stessa a Bacca. Chiunque dotato di buon senso preferisce sempre un giocatore completo ad uno sputazzatore con mezzo piede che gioca ad minkiam. Vedrete che tornerà indietro e sarà bello spedirlo o in Messico dal giapponese stordito o in Turchia dalla Uallamummia. Purtroppo per avere ragione ho dovuto aspettare tre anni, quando invece l’ho sempre saputo.

Adesso sotto con la Spal, non sottovalutiamo, ma concentramoci per regalare altre gioie a chi vuole vedere belle giocate. Silva lo voglio in campo, ho proprio voglia di applaudire altri suoi gol. Se non gioca con la Spal quando lo facciamo giocare? Che Montella ce lo spieghi, ma con motivazioni razionali; va creato entusiasmo intorno a questi giocatori nuovi, perché si sentano a loro agio e non sotto valutazione. Se ogni volta devono dimostrare qualcosa per me non si fa il bene loro e del Milan. Magari sbaglio e sarò smentito ancora. Va bene lo stesso. Sulla difesa ho poco da dire se non che a difesa schierata non abbiamo problemi, ma sui rapidi capovolgimenti di fronte con inserimenti non vedo giocatori veloci che possano prevalere nell’uno contro uno, Zapata a parte. Se ha qualcuno vicino che lo tiene sveglio, che gli da qualche pizzicotto, che lo disseta con caffeina, che gli parla e lo distrae, forse c’è la speranza che non vada nella solita catalessi. Io la penso così, poi vediamo se ho torto ancora. Felice di essere smentito.

Gianclint

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Categoria: Sermoni

Sull'autore ()

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.