Correre ai ripari

13 settembre 2017 | Di | Rispondi Di più

Capire cosa sia successo a Roma è la cosa più importante per correre ai ripari; quello che si sta svolgendo non è, per noi, un campionato normale, ma un conto alla rovescia che ci deve portare nella prossima e rinnovata edizione della Champions League. Oltre al discorso legato al prestigio, quello che veramente conta è un piazzamento che ci consenta introiti che non possiamo perdere; gran parte dell’impalcatura finanziaria si basa su una nostra futura partecipazione alla competizione europea. Non voglio immaginare, nemmeno ipotizzare per un solo attimo, un eventuale mancato piazzamento; ciò non è ammissibile. La sconfitta non è stata una sorpresa, i prodromi si erano visti tutti in casa contro il Cagliari. La differenza sta nella qualità degli avversari, Immobile è nettamente superiore a Sau e compagni, per non parlare del resto. Oggi è già mercoledì, inutile stare ad elencare gli errori tattici, chi è venuto prima di me lo ha fatto con dovizia di particolari, senza contare i vostri innumerevoli e competenti commenti. Mi limiterò a dire quello che avevo già scritto nel dopo Cagliari, la squadra non corre, necessita di allenamento vero, io li vedo lenti e compassati.

La squadra è poco allenata e direi anche male, ecco perché insisto sul discorso di allenarsi come il Napoli, per me l’altura e un ritiro vero a studiare e ripetere ad alta voce sarebbero stati una manna per una squadra tutta da assemblare. Questi scendono in campo senza sapere che fare, con una fragilità mentale che è veramente preoccupante. Contro il Cagliari siamo crollati dopo il vantaggio, dopo la Lazio siamo letteralmente spariti dal campo dopo il rigore. In altri momenti avrei sparato sui singoli, ma tra vecchi e nuovi faccio fatica a trovare differenze. Messi male, niente schemi, niente carattere, tutto riconduce a lui: l’allenatore. Abbiamo pianto per anni contro Bacca che non giocava per la squadra e Cutrone che fa? Qui bisogna mettere in campo quelli forti e subito con lo schema che la logica, il buon senso e il calcio suggeriscono. I forti in campo, le mezze seghe fuori. Inzaghi ha dato una severa lezione a questo allenatore che non ho mai amato e che comincio seriamente a detestare. L’anno scorso dicevo che per me era neutro, nel senso che, date le condizioni e la rosa, erano più le cose giuste che quelle sbagliate, ma di poco. La formazione di domenica e i mancati cambi sono una chiara dimostrazione di poca competenza. Si valuti subito questo allenatore, perché dopo, per i discorsi di cui sopra, potrebbe essere troppo tardi.

Discorso mercato e quindi società. Io da questa società mi aspetto che spieghi bene le cose a questo tecnico, gli si faccia capire che così non va. Un allenatore che capisce solo i calci, e qui ne sono arrivati 4…, non mi piace per niente. Occorre essere umili, lasciar perdere proclami e festini; era necessario un nuovo passo comunicativo e c’è stato, ma non si deve esagerare. Ma mi spiegate a che cavolo è servita l’ultima sceneggiata? Bisogna essere coperti, quello che si doveva dire si è detto, quello che si doveva fare anche. Il mercato è stato intenso, anche perché la rosa era infestata di pippe e non si poteva ricostruire tutto in pochi mesi. Qualche acquisto è stato sbagliato, ma complessivamente non si può dir nulla; non sarà perfetto, ma nemmeno si possono fare simili figuracce dopo 70 giorni, una vergogna. Non si vincono le partite perché hai fatto un grande mercato, perché comunichi in maniera trasparente e perché hai anche eliminato una serie di pippe vomitevoli; le partite le vinci perché hai un gioco. Alla ricerca del gioco dunque, e con il turco in campo. Non scherziamo nemmeno. Basta sceneggiate e video, lavoro e sudore, magari anche qualche bella cazziata al tecnico e a qualche strapagato fantasma.

Chiaramente mi sarei aspettato un intervento di Fassone che a fine partita ci metteva la faccia. Ho sempre criticato in maniera feroce il Condorasino che scappava a fone partita quando si perdeva. E che facciamo, replichiamo? Troppo facile bearsi degli acquisti, troppo facile prendere la parola per sbertucciare giustamente Pallotta o altri rosiconi. La trasparenza deve esserci sempre, nel bene e nel male. Caro Fassone, comunicare nei momenti difficile è per chi non ha niente da rimproverarsi. Bisogna crescere anche in queste cose.

Cambiando discorso trovo surreale il calciomercato dei servi. Eh si, come avete forse notato tra Milan News e Calciomercato.com ci sono acquisti e ritorni. Il telecavallino, dopo anni che ce la mena con elfi, nani, fate e gnomi sul portale rossonero, adesso è passato a calciomercato.com, passaggio che ha del ridicolo. Ma se questo non ha più un cazzo da dire, non ha seguito sui social, ammesso che sappia cosa siano, che lo prendi a fare? Ti porta dei click in più? E di chi? Degli elfi di Gran Burrone e degli orchi di Isengard? Ahahahahahah io già lo vedo che si esalta per Leonida Bonucci che con i 300 opliti prende quattro pere a Roma. Chiaramente Milan News ha subito pescato nel bussolotto dei soliti e ha pescato Franco Ordine, quello che non distingue un 3-5-2 da un 4-3-3, quello che vinse il Pulitzer per lo scoop delle uova al tegamino di Seedorf e che ha una foto con il cappotto donatogli da Goebels in punto di morte, cioè prima del suicidio. Possibile che di Milan possano parlare e scrivere sempre gli stessi?

Evidentemente è così. Basti guardare che fino a qualche mese fa la web radio era una cosa sconosciuta e adesso invece vedo fotografie dei soliti noti “incuffiati” a dovere. Chiaramente gli ascolti sono quelli che sono, cioè nulli, del resto chi volete che li ascolti? Ah si, gli stessi che erano rimasti sul canale servatico, una trentina di abbonebeti. Eppure è tutto un rimescolio, tutto un agitarsi dei soliti menestrelli che devono trovare nuova allocazione. Gli stessi sono furiosi contro Radio Rossonera, rea di essere un nuovo e diverso polo informativo, loro che erano gli unici prescelti da quello che c’era prima per scrivere il dettatino. Sono scombussolati e disorientati, basta leggere i loro editoriali, eufemismo, le solite quattro scemenze. A turno prendono le difese di Fassone e Mirabelli per ingraziarseli, si va dal “non era lui che ha preso Kondokoso” al “non era lui che lavorava per l’Inter, ma per il Milan, dal “non era lui che veniva da sinistra, ma da destra ed aveva la precedenza” al “non era lui che l’ha tradita, ma era lei che era  una zoccola!” E’ un fiorire di radule senza precedenti, non ricordano nulla della precedente gestione e soprattutto non ricordano nulla dello schifo gestionale.

In più alcuni sono diventati esperti di alta finanza e di economia e legislazione cinese. Fino a qualche mese fa non hanno mai saputo che il Milan avesse un bilancio e credo che vivano ancora nella certezza che non lo abbia mai avuto. Nessuno di questi ha mai avuto nulla da ridire, allorquando, a -90 milioni di buco, si era fuori dalle competizioni. Andava tutto bene. Giornalisti mediocri, anzi incapaci e in più analfabeti allo stato puro. Ogni editoriale diventa un campo di battaglia per matite rosse e blu e per bianchetti. La punteggiatura viene messa solo alla fine come il prezzemolo sulla pasta con le vongole. Questi dovevano solo tirare l’aratro, facendo riposare il bue che scriveva al posto loro. E adesso sono gli stessi che tentano di riciclarsi nelle idee e nelle funzioni. Bello vederli annaspare, bello vedere le loro radule essiccarsi lentamente, con forti problemi per le papille gustative. La dipartita di Niang e Sosa non li ha scalfiti, non ricordano nulla di quanto accaduto. Non hanno nemmeno il coraggio di dire che Sosa ci ha tradito per i soldi turchi!

Gianclint

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Categoria: Sermoni

Sull'autore ()

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.