Il niente

5 settembre 2017 | Di | Rispondi Di più

Buongiorno Milanisti. Chi si aspetta una di quelle mie veementi invettive contro questo o quello, temo rimarrà deluso. Mi faccio forte della mia coerenza e siccome in passato non ho mai parlato di figure minori, appartenenti ad un certo mondo televisivo, non comincerò certo adesso. Non posso farmi venire i nervi per il niente. Come posso attaccare e radere al suolo il niente? E’ come il cielo di quelle giornate torride di qualche settimana fa, in cui non vedevi niente, non c’era niente. Sul mio televisore non trovo il niente, Egli (maiuscolo perché per me ha più valore lui) si rifiuta e io lo assecondo, io trovo giusto che lui non voglia ripropormi le immagini del niente. Il niente ama talvolta mascherarsi e si traveste da nulla, ma sempre niente resta. Non esistere, non avere alcuna valenza, non destare il mio interesse equivale ad essere niente. Posso dedicarmi a contraddire Sky o la Rai, al massimo Italia 1, posso confutare qualche editorialista da strapazzo e analfabeta su qualche portale, posso ingaggiare una certa vis polemica con grandi testate giornalistiche, ma non posso dedicarmi al niente.

Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare

quei programmi demenziali con tribune elettorali

e avete voglia di mettervi profumi e deodoranti

siete come sabbie mobili tirate giù uh uh. 

Il Maestro Franco Battiato.

E quante volte vi è stato detto di non parlare del niente? Quante volte vi è stato chiesto di non riportare il niente, di non stare a farvi il sangue amaro. Niente, non c’è niente da fare, appunto. Ci sono dei guardoni seriali di questo niente che non ce la fanno. Abbiamo messo i filtri, ma certi furbacchioni cambiano una lettera,  un’assonanza. Eh beh…che furbizia, tipica di un agente segreto addetto alla crittografia. Nemmeno la macchina Enigma avrebbe osato tanto. Imperterriti. Ma è arrivato il momento delle grandi scelte, delle decisioni finali. Chi sceglie noi, chi vuole ascoltare noi, forti di una coerenza che i numeri soddisfano con trionfale successo, scelga una volta per tutte. L’ho scritto ieri e non torno indietro. L’abbandono è la nostra decisione, vanno abbandonati alla loro solitudine e quando i numeri non consentiranno più la sopravvivenza, sarà naturale la fine. Non si può stare qui e riportare quello che noi non vogliamo sentire, qui non scriviamo pizzini o post da paginetta, qui c’è gente che si fa un culo incredibile per produrre articoli e noi troviamo offensivo, umiliante e maleducato che si venga qui a riportare il niente. Non è possibile. Chi ascolta i Dire Straits non può sentire i Pooh che belano di uomini soli con le vocali al contrario. Inammissibile.

E’ vero, abbiamo spesso e volentieri incrociato la tastiera contro la stampa servile, ma c’è un limite a tutto. A certi livelli non scadiamo. Purtroppo la Radio da fastidio, molti vecchi marpioni dell’informazione tramano a Dol Guldur, mentre in lacrime evocano i bei momenti del passato in cui erano culo e camicia con la vecchia dirigenza, ballando il minuetto e lottando in maniera selvaggia per una fetta di Langhirano. La Radio non piace a tal punto che anziché essere contenti di una società che vuole dialogare, ci si indigna per una cena con Mirabelli. Potevate fare anche voi una cena con il vecchio direttore sportivo! Potevate cenare con Maiorino, sai che serata, sai che divertimento! Dopo l’antipasto il sonno era già padrone del campo! Potevate approfittare del grande Condor che di cena non ne ha fatta una, ma circa 1.785.028! Possibile che non ci siate potuti andare? E cazzo, ne avete avute di possibilità, a tutte le latitudini, con ogni clima e con ogni tipo di animale, dal gettonatissimo barbagianni semicotto ancora piumato, allo gnu, alla giraffa fino al formichiere, il cui naso, impanato e mollemente adagiato su un letto di porchetta di maiale magro da corsa, era una delizia. La radio non vi piace? E sti cazzi?

Volendo smentire un tizio con una giacca color vomito di aranciata, se ne sentiva proprio il bisogno. E si sente parlare solo di  Radio Rossonera, oppure era meglio sentire l’informazione che incensava il suo padrone per il risparmio dell’ingaggio grazie alla cessione (con buonuscita…) di quella pippa di Adriano? E potrei andare avanti per ore! Eh no. Certo, c’è sempre qualcuno che semplifica le cose e parla di 50 euro per andare a cena con Mirabelli! Ahahahahahahahaha. Basta leggere il sito della radio per sapere tutto, anche che l’avvocato La Scala ne è l’editore…, come del resto era scritto a chiare lettere in una delle 40 interviste che lo stesso ha rilasciato a tutte le testate, ma lo hanno scoperto ieri i Mastini di Baskerville… Invece di stare ad ascoltare a sbafo…abbonatevi e pagate i 50 euro, altrimenti levatevi dagli zebedei…per rimanere nei giusti toni…, visto che siamo stati tacciati di violenza…

A proposito di giusti toni…, va stigmatizzata fortemente la scelta della società di far moderare la conferenza di Fassone e Mirabelli al telecronista di Milan Tv. Trattasi infatti di telecronista, come spiegato dalla pagina Wikipedia che parla del canale tematico. Questo va anche precisato perché c’è qualche analfabeta che non sa leggere e confonde i telecronisti con i direttori. Trattasi di uno scivolone molto grave, io stesso, ho resistito pochi minuti. Trovo inammissibile ed inaccettabile che chi ha difeso a spada tratta la vecchia gestione, nonostante la sparizione del Milan dal grande calcio, chi ha tessuto le lodi e cantato le gesta di una certa dirigenza incompetente e dedita all’ingozzo e gozzoviglio, debba adesso stare ad esaltare le lodi di chi fa l’esatto contrario di chi c’era prima! Il tutto creando divisioni, dando patenti di tifo, criticando aspramente chi la pensava in maniera contraria, operando una censura dittatoriale nei confronti di chi non era allineato. Chi ha parlato di ceste, carri e fortini, chi ha incolpato chi aveva ragione di avvelenare i pozzi contro ogni evidenza, chi ha parlato di tastieristi rei di far giocare male un branco di pippe…avrà o no una responsabilità politica? Questo è stato un errore gravissimo della nuova comunicazione, che in quanto nuova non può avere all’interno il vecchio. Non scherziamo.

Gianclint

 

 

 

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Categoria: Sermoni

Sull'autore ()

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.