Lutto a Staminkia

17 aprile 2017 | Di | Rispondi Di più

La coratella di Sosa, preparata al 32° della ripresa…

La città di Staminkia è un luogo particolare, abitato da ebeti, minkioni, cazzoni inutili e leccacravatta, in pratica un luogo dove l’intelligenza non può mettere piede, in quanto il livello mentale dei suoi abitanti rasenta lo zero. Qui il potere è detenuto da un essere mezzo uomo e mezzo uccello, il Condor di Staminkia. Trattasi di un ex dirigente sportivo che una volta era un uomo normale, prima di essere colpito, anni fa, da una forte scarica di corrente elettrica, in una tragica serata di Marsiglia. La scossa lo trasformò in un essere ibrido, un incrocio tra un uomo e appunto un uccello; l’essere è caratterizzato da una voracità disumana che lo fa stare a tavola per ogni attività. Costui esercita il potere in maniera dittatoriale, tenendo con la frusta ed il guinzaglio le due classi in cui è divisa la popolazione: i sacerdoti del Gran Consiglio della Mensa di Milanello e i leccacravatta, gli esseri inutili di cui sopra. I Sacerdoti sono quelli che attraverso giornali, siti, televisioni e stampa diffondono il verbo del Condor, servendolo in maniera fideistica, arrivando a mistificare la realtà, a raccontare fregnacce e scemenze di ogni risma.

Da giovedì Staminkia è in lutto per la deposizione del suo dittatore, causa acquisto del Giannino da parte di una cordata cinese; cordata e trattativa avversata in tutti i modi dal Condor e dai suoi sacerdoti, specie quelli che latrano e abbaiano nei canili televisivi lombardi. Per mesi ha tramato contro, cercando di tenersi la sua creatura, il Milan tramutatosi in Giannino, che non apparteneva più nemmeno a Berlusconi, ma era il suo passatempo, il giocattolo, l’oggetto per affermare il suo potere, la sua arroganza, la sua maleducazione, ma soprattutto la sua ignoranza calcistica ed esistenziale. Chi se ne frega del Milan, chi se ne frega se è una squadra ultra centenaria, l’importante è tenerselo per fare i propri affari, per stare su una ribalta vergognosa, ribalta protetta ed esaltata da quelli, proprio quelli, che stavano seduti in sala stampa con lo sguardo perso nel vuoto, con la paura del nuovo, dopo che, per oltre un trentennio, hanno fatto i loro porci comodi. Che bello guardarli con la paura stampata in faccia, con quell’espressione di chi vorrebbe tirare fuori subito la specialità della casa: la radula per sleccare il padrone di turno, ma al tempo stesso timorosi di tradire chi per anni hanno servito fedelmente ogni giorno. Erano increduli, non potevano credere ai loro occhi, possibile che il padrone fosse cambiato? Vuoi vedere che ci tocca fare i giornalisti?

Io lo immagino che si contorce dalla rabbia, non potendo più presentarsi al canale servatico a belare che è difficile scegliere tra parametri zero…, lo immagino a rosicare qualunque materiale ligneo mentre immagina di non dover più rinfacciare, quando si vince…, i trent’anni ai tifosi, i secondi posti, le coppe perse in finale, i terzi posti e ogni stupida classifica scritta da qualche ventriloquo a libro paga. Godo nel saperlo rantolare di furore, come Polifemo nella spelonca, soffrendo come un cane per non poter più partecipare a trattative ridicole con pranzi e cene pantagrueliche per comprare il bidone di turno. Per il suo potere ha distrutto una squadra, potere concessogli da Fantomas, ormai ridotto a parlare con uno stupido cane e a scimmiottare i produttori cinematografici di Elsa, dando da mangiare ad agnellini insacrificabili. Ha raso al suolo i valori sportivi di una società gloriosa, trasformando il tutto in una giostra mediatica, vantandosi di pippe che ha regolarmente dismesso, creando buchi di bilancio enormi, facendo indossare la maglia a crestati indegni e schifosi. Ha massacrato la storia di una società, facendoci sparire dall’Europa che conta, millantando fiscalità contrarie ai suoi affari, sceicchi e petrolieri. Eppure a Torino non trovo tracce di sceicchi, tracce che non compaiono nemmeno nell’Europa che sta per giocarsi la Champions. Trovate traccia di queste analisi negli scritti di quei quattro servi indegni e corrotti? No, nulla, ma la Norimberga li aspetta, li tratteremo per quello che sono, un branco di giullari e buffoni di corte.

Dispiace, eufemismo, per quei canili televisivi lombardi dove certi guitti prezzolati vanno ad abbaiare e latrare, canili dove ancora oggi si disconosce l’esistenza di questi cinesi. Poveracci, che miserabili, che esseri inqualificabili, che banda di perdenti, che esseri ributtanti e ripugnanti. Nei prossimi mesi vedrete come la loro “critica” prenderà una duplice direzione: da una parte si avventeranno sui cinesi per via del debito da ripagare, trovando quotidianamente motivi per denigrarli, dall’altra attaccheranno Fassone per ogni mossa, per ogni pensiero, per ogni respiro. Eh già, Fassone. Gli ha detto male a questi servacci, si sono trovati davanti un vero professionista, sorridente e non arrogante, delizioso nella dialettica e non maleducato nella tracotanza. Chiunque abbia un minimo di raziocinio, sono quindi esclusi gli abitanti di Staminkia, capisce la differenza che passa tra un manager vero e un geometra antennista dedito al gozzoviglio e all’ingozzo. Una differenza abissale. Fassone ha raggiunto un grande risultato, ha spiegato agli astanti che non capiscono un cazzo di nulla, e mi auguro che non ecceda in esultanze maialesche, tipiche di una certa ignoranza calcistica da bettola di basso livello. Si sono trovati davanti un manager senza una cravatta che volgeva all’ittero che ha spiegato loro un progetto con dovizia di particolari.

I più ignoranti tra loro si stanno ancora chiedendo il significato di certi termini e di certe locuzioni, purtroppo parliamo di gente che fa fatica ad articolare un pensiero autonomo, esponendolo con soggetto, predicato e complemento. Leggete i loro scritti e vedrete che vi sembrerà che lo abbia scritto Niang, emettendo suoni gutturali e battendo con la clava sulla parete della caverna. Gente che va bene per la pastorizia, portando le pecore dalla pianura alla montagna e viceversa. Il dopo conferenza deve essere stato uno strazio, si saranno chiesti se c’è un tesoretto, cosa fare dell’extra budget e se ci sarà un regalo del presidente. Fassone ha giocato facile, gli piace vincere facile; l’ex AD era totalmente incapace e impreparato, i giornalisti, o presunti tali, totalmente digiuni di qualunque tipo di cognizione. Ahahahahahahaha che brutta fine che hanno fatto. Se i due Lì, che per comodità chiameremo YonLì e HanLì, fossero andati in una scuola elementare di Bollate, avrebbero ricevuto domande più intelligenti. “Il Presidente Berlusconi vi ha trasmesso la sua carica?” (tra un giochino con lo stupido cane e una poppatina all’agnellino?). Ma che razza di domanda è? Quello si è cuccato 740 milioni, questi li hanno tirati fuori e devono farsi caricare da quello? Ma si, gli avrà raccontato due barzellette imbecilli e due Hip Hip Hurrà! Questo è il livello.

Diciamolo serenamente, abbiamo guardato alla tribuna con un altro occhio e io sono impazzito di gioia nel vedere un gruppo di cinesi inespressivi, che bello, niente Condor, niente figlio del Condor e nemmeno quello con la maglietta a maniche corte a dicembre che funge da suggeritore. E chissà che fine ha fatto il leggendario Rocco Maiorino, il DS invisibile, venuto dal nulla e rappresentativo del niente; ieri, dopo aver scoperto Suso ha scoperto di essere stato licenziato. Via. Non riusciamo a capire perché il proprietario del Giannino continui a presenziare, apre le bottiglie ed indica le sedie; roba da Giannino, roba indecente, roba da buttare via e subito. Il buon Sapienza ci piace, uomo di ironia che in passato ha apprezzato la nostra; Pippo devi rimanere, ma devi arringare questi giornalisti o presunti tali.

Ieri Zampatainculo ha dato un senso alla sua inutile carriera nel mondo del calcio, ma da qui a farne un giocatore del nostro futuro ce ne passa; capisco la gioia per il suo gol, ma il secondo gol nerazzurro lo ha favorito lui, uscendo sconsideratamente dall’area e rientrando come una lumaca. Non scherziamo. Ma Fassone e Mirabelli avranno già capito cosa manca a questa squadra e sapranno porvi rimedio. Io mi limito a stigmatizzare l’operato di un centravanti che offende la nostra storia nel ruolo e quello della Uallamummia, giocatore che tra cartellino ed ingaggio costa 10 milioni di euro e che dopo 30 minuti ha la coratella di fuori pronta per essere spadellata. Un morto che ieri ci ha deliziato con lisci e perdite di palla da cineteca. Ma lasciamo perdere, o sparo a zero su altre 15 pippe. Dimenticavo, ieri si è visto un Locatelli sontuoso, costretto a far panchina a vantaggio del principito del calcio turco. Indecente. Fassone ha parlato di priorità, mi limito, nel mio piccolo, a suggerine qualcuna di tipo formale:

  1. cambiare l’inno del Milan, quello della Repubblica Popolare Cinese va benissimo;
  2. cambiare le divise, queste della Diesel vanno bene per una pizzata dentro una bettola non quotata su Tripadvisor o per mettere un pieno di gasolio. Inguardabili, di una bruttezza unica.
  3. togliere la cravatta gialla dal museo e darla alle fiamme. Le ceneri vadano disperse in qualche canile televisivo.
  4. togliere la maglia numero 10 dalle spalle dello stordito giapponese; l’operazione va fatta con le forbici, ritagliando il numero sacro.
  5. chiudere il canale servatico e riaprirlo con dei cinesi in divisa; via soprattutto il Muezzin, per primo. Vietare sms da casa. Vanno distribuiti i numeri di telefono per chiamarli e cazziarli.
  6. vietare all’ex AD al truccabimbi, la Roscia Filosofale, di organizzare in sede mostre di pittura per pittori fulminati e scampati alla legge 180, gare di biliardino per architetti, serate poetiche, balletti classici, gare di cucina tra pippe.
  7. impedire domande cretine in sala stampa con frustate.
  8. inserire nei ranghi societari un “parrucchiere sociale”, possibilmente cinese; se qualcuno si presenta con creste o altro, stipendio dimezzato.
  9. abolizione immediata dello speaker a San Siro che è una cosa vomitevole; basta solo il tabellone
  10. il ritiro della fascia di capitano dal braccio di Capitan Ricotta e di Giaciglio; scelgano i tifosi chi la merita;
  11. abolizione del torneo Berlusconi di cui non fregava più un cazzo nemmeno a lui.
  12. musiche patriottiche cinesi prima del match
  13. chiusura dei canili televisivi
  14. eliminazione della Nivea dagli sponsor, meglio Preparazione H.

Detto ciò, si apre una nuova era. Dovremo avere tutti pazienza, cercare di aspettare che il piano progettuale si attui, ben sapendo che ci sono solo macerie, aldilà di un derby bello e recuperato clamorosamente nell’extra time. La Juve sta ad oltre 20 punti, quello deve essere il nostro obiettivo, non la supremazia cittadina, quella sarà la conseguenza. Fassone ha risposto a tutti, chi lo avverserà, rimpiangendo il Condor di Staminkia, non capisce un cazzo di niente e va catalogato nella categoria “coglioni a prescindere”. Adesso vedremo che succederà in certi editoriali, in certi articoli e colpiremo duramente con tutta la forza di cui dispone il Night. E’ un momento SONTUOSO.

FORZA MILAN

Gianclint

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Categoria: Sermoni

Sull'autore ()

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.