Perplessità e fazioni

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Perdonatemi ma inizio con una voce-notizia-indiscrezione che mi ha abbattuto:

“Il Milan fa sul serio per Merih Demiral. Paolo Maldini, Zvone Boban e Frederic Massara sono rimasti letteralmente stregati, esattamente come molti altri addetti ai lavori, dalla facilità con cui il centrale turco classe 1998 ha saputo imporsi nel calcio italiano con la maglia del Sassuolo. 
La Juve non ha intenzione di privarsi del calciatore, a meno che i rossoneri non si presentino con un’offerta molto importante, non inferiore ai 40 milioni di euro” (fonte: calciomercato.com)

Quando ho letto questa notizia, ve lo garantisco, un brivido mi è corso lungo la schiena. In più la notizia è stata ripresa da svariate fonti di informazione ivi comprese quelle solitamente più affidabili sul tema mercato quindi ragionevolmente qualche fondamento anche minimo potrebbe davvero avercelo. Detto questo mi sembra francamente un’idea folle e mi pare ridondante sottolineare i motivi. Spero e credo che tutto si risolverà in una bolla di sapone ma anche solo il fatto di averlo pensato aumenta considerevolmente i miei dubbi sulla sensatezza di quello che si sta facendo ai piani alti di Casa Milan.

A proposito di Casa Milan, domenica scorsa sono passato di fianco a via Aldo Rossi e ho notato che il maxischermo sovrastante l’edificio che ospita (in affitto ovviamente) la sede della gloriosa compagine rossonera è ancora fuori uso. Per intenderci e per spiegare meglio ai non milanesi, l’aspetto attuale è molto diverso da quello nella foto che illustra questo post.  E credo, se qualcuno ne sa di più mi corregga, che la situazione sia invariata da mesi. Su uno sfondo nero parte solo qualche baluginio tipico da schermo guasto. Ecco volevo solo segnalarvelo… dopo gli avvocati bestia che hanno messo spalle al muro l’Uefa facendo vedere i sorci verdi alle massime cariche del calcio continentale, abbiamo anche i manutentori bestia di Elliot

In città in effetti pare che solo una squadra, ahimè non la nostra, abbia lanciato una campagna abbonamenti per la stagione 2019/2020. Numerosi cartelloni di dimensioni mastodontiche e una forte presenza emozionale, oltre a rendere notevolmente più spiacevole il panorama urbano per milanisti come me, fa trapelare anche un’idea di come i progetti delle due milanesi al momento attraversino una fase leggermente diversa.

Mi sembra già di leggere alcuni di voi che mi accusano di disfattismo (falso), di scarsa fiducia verso la attuale proprietà (verissimo), di poca stima verso i nostri dirigenti (falso e vero allo stesso tempo) e verso il nostro allenatore (non tanto vero quanto voi potete pensare, credo semplicemente che sia la persona sbagliata nel posto sbagliato nel momento più sbagliato). Mi sembra già di leggere alcuni dei vostri pernacchioni sulla storia del maxischermo ma si tratta di un accostamento metaforico orsù!

Chiaramente avendo a cuore prima di tutto il Milan, spero di sbagliarmi su tutta la linea.

Tra le tante cose che però non mi piacciono in questo periodo e che mi fanno sentire piuttosto isolato dal mondo dei tifosi rossoneri è la tendenza ad additare come lamentosi, tifosotti o scassapalle quelli che osano alzare la manina manifestando qualche perplessità sulla gestione societaria, sulle magnifiche sorte progressive (autocit.) del Milan e sulle nascostissime ambizioni sportive di Elliot di cui narrava Boban. Io e altri ‘perplessi’ (usiamo questa parola giusto per amore di sintesi e di brevità) non siamo tenuti a mostrare patenti di milanismo, concetto che speravamo tutti di aver superato, o curriculum atto a dimostrare il nostro attaccamento alla squadra. Siamo semplicemente persone, tifosi, stanchi, scottati e piuttosto restii ad essere convinti che sia davvero la volta buona per ripartire. Ma vi assicuro che siamo, o quantomeno sono, desideroso di essere stupito in positivo nonostante le sopracitate perplessità.

Non ho mai pensato e mai penserò che gli ottimisti o gli Elliotisti o i giampaolisti siano più o meno milanisti di me. In realtà la cosa che mi lascia più perplesso è che siamo ancora qui a dividerci tra fazioni…ma forse è una dinamica connaturata alla fase di passaggio, lunga e dolorosa, che stiamo attraversando come squadra e come tifoseria.

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

 

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!