La febbre del sabato sera

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Sabato sera, in quel del San Paolo di Napoli, il Milan tornerà a disputare una partita ufficiale 3 mesi abbondanti dopo il 5-1 rifilato alla Fiorentina a San Siro.

In questi tre mesi è successo di tutto: i credenzari cinesi e i loro alfieri italici hanno tolto spintaneamente il disturbo, la Uefa ha prima escluso e poi ha dovuto riammettere causa TAS il Milan all’Europa League, è arrivato Leonardo (de Araujo) e se ne è andato Leonardo (Bonucci). E’ tornato un certo Paolo Maldini ed è approdato per la prima volta sul pianeta rossonero un certo Gonzalo Higuain, preceduto di pochi giorni dal nuovo presidente nominato dal fondo Elliott (il discutibilissimo Paolo Scaroni). La fascia di capitano si è spostata sul giovane braccio di Alessio Romagnoli e una pletora di nuovi acquisti ha invaso Milanello a tempo di record proprio mentre tanti altri (Antonelli, Gabriel, Vergara, Silva, Kalinic, Locatelli) lasciavano il centro sportivo per non farvi ragionevolmente più ritorno. Una cosa però non è successa: al momento Montolivo è ancora in forza al Milan. Questo no, non è cambiato ahimè.

In tutto questo trambusto il buon Gennaro si è ritrovato un filino spaesato durante la tournée americana e pure con l’esordio in campionato rinviato a fine ottobre per i tragici fatti di Genova: di conseguenza il Milan darà il calcio di inizio al proprio torneo a casa della squadra vice  campione d’Italia, allenata quest’anno dal mentore di Rino. Quel Carlo Ancelotti che non riuscirò mai a considerare un avversario nel vero senso della parola e che è stato l’ultimo rappresentante della stirpe d’oro dei grandi allenatori vincenti del Milan (Rocco-Liedholm-Sacchi-Capello-Ancelotti).

La curiosità è tanta così come la speranza di non partire ad handicap nella corsa alla agogagnata Champions, pure nella coscienza di andare sul campo di una squadra che l’anno scorso ci ha sopravanzato di 27 punti e che senza la rapina perpetrata dalla juventus a San Siro a fine aprile avrebbe ragionevolmente vinto il campionato. In più è una squadra che ha interiorizzato i principi sarriani e che li potrà mettere a frutto sotto la guida di uno dei gestori calcistici migliori della sua generazione. Quindi sulla carta l’impresa è improba ma allo stesso stimolante.

Le mie principali curiosità sono, oltre ovviamente al Pipita, legate alla tenuta atletica della squadra dopo quello che hanno raccontato essere un periodo di preparazione molto intenso. In aggiunta mi piacerebbe vedere, ma contro i partenopei non sarà semplice, una squadra col baricentro spostato dieci metri più avanti rispetto alla classica versione del Milan gattusiano.

Tornando ai singoli spero sia confermata la presenza dal primo minuto di Bakayoko che ho salutato come un ottimo acquisto e che se ritroverà anche ‘solo’ l’80% dello smalto dei tempi monegaschi potrà farci fare un salto di qualità importantissimo a centrocampo visto che ha gamba fisicità intensità e qualità rare nel panorama italico. Forse nel trio delle meraviglie di quel Monaco che raggiunse la semifinale di Champions (completato da un certo Mbappe e dal redivivo Mendy) era ed è il meno dotato ma parliamo comunque di un centrocampista con enormi capacità e potenzialità, ingiustamente sottovalutato in queste settimane passate ad ad inseguire chimere ed SMS.

Pare poi che Rino voglia ‘proteggere’ Caldara centellinandone il minutaggio in questo scorcio iniziale di stagione: infatti la titolarità di Musacchio al momento è quotata bassissima dai bookmakers. Il centrale argentino non mi ha mai convinto né durante le poche apparizioni con la casacca rossonera né in quelle col Villarreal. Speriamo che mi smentisca almeno fino a quando il titolare designato (l’ex Atalanta) non prenderà saldamente posto al fianco di Romagnoli.

Il mio pronosticone superottimista è che faremo 4 punti tra la trasferta di Napoli e l’impegno in casa contro la Roma: spero non si trasformi in un boomerang ossia in una gufata tremenda!

Come scriveva ieri Seal nel suo post, c’è tanta voglia di Milan. Speriamo che questa voglia non ci venga guastata dallo streaming di DAZN: va bene (anzi benissimo) Diletta Leotta ma sarebbe il caso che anche la qualità della trasmissione fosse di ottimo livello. In ogni caso la gestione e distribuzione dei diritti tv è l’ennesima buccia di banana su cui scivola il sistema calcio italiano, a discapito della competitività e della facilità di accesso da parte degli appassionati. Una più razionale ripartizione dei diritti e una migliore gestione dello spettacolo televisivo contribuirebbero a dare una spinta ulteriore a quegli accenni di rinascita che il calcio nostrano sembra faticosamente mostrare (ottimi risultati delle Nazionali giovanili, apparente ritorno di Milan e Inter, consolidamento di Napoli e Roma, ecc)

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

ps: sul web a tinte rossonere si è discusso parecchio a proposito del ritiro dalle telecronache di Carlo Pellegatti. Il buon Carletto ha sostenuto nell’ultimo decennio abbondante posizioni indifendibili e lontanissime dalla mia visione delle cose e anche il suo stile di tele radio cronaca si è allontanato via via dai miei gusti e dalla mia sensibilità, trasformandolo ai miei occhi quasi in una anacronistica macchietta. Però devo dargli atto di aver accompagnato con la sua voce e le sue cronache la fase infantile della mia passione rossonera, quella più pura e più ‘sana’. Ricordo ancora le domeniche pomeriggio di un’epoca pre pay tv (e in cui il Milan dava ben altre soddisfazioni rispetto a quello degli ultimi due lustri); pomeriggi passati a sfogliare Forza Milan e ad ascoltare le sue radiocronache in cui non si capiva una mazza dello svolgimento del gioco ma che emozionavano e nutrivano la fantasia di un bambino

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!