JeSuso e gli isterismi

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Se le uniche crisi della nostra stagione saranno un gol preso al 90esimo in un derby giocato male e contro una squadra più forte, e una brutta sconfitta nella coppa che non conta un cazzo (cit. varie fonti) tranne quando perdi io ci metto la firma.
Presto per fare qualsiasi bilancio, ma si torna a parlare di quarto posto e di Champions dopo aver preparato con troppo anticipo il funerale di Gattuso, di cui spesso vengono approfonditi solo difetti e mancanze, limiti tattici e lessicali. Ma il tecnico di Corigliano è in grado di guidare il Milan. Ad ormai quasi un anno dall’insediamento devo rivedere il mio scetticismo: ha attraversato diversi casini extracampo, una situazione disperata, cambio di proprietà, una sessione di mercato molto particolare, pressioni fuori scala, e gestito bene un gruppo che poteva scindersi in gruppetti o anche peggio. Non sarà il tecnico dei successi futuri, e credo che Giampaolo o Gasperini possano dargli lezioni di tattica; credo anche però che se fossero subentrati a novembre 2017 oggi non sarebbero ancora al timone. La media punti complessiva è decente, le sconfitte in campionato poche (sette, di cui tre però nel primo mese). Per fortuna Elliott non è Zamparini e ha fatto la cosa giusta per il Milan, una cosa diversa dai deliri degli ultimi anni: dare continuità. Andiamo avanti per piacere.

L’Udinese è questo giocatore. Donnarumma va protetto dai tiri dalla distanza.

Ci manca equilibrio, in ambo i sensi. Da ‘via tutti’ a ‘siamo quarti!’ in due partite, da la misura dell’assurdo della situazione Milan. Quello che ruota intorno alla squadra, anche noi tifosi, è in una fase in cui il delirio e gli assoluti disegnano scenari completamente diversi con frequenza preoccupante. Dieci minuti di palleggio del Genoa causano moti di insurrezione, tre giorni di quarta piazza portano a balli e canti. Allla metaforizzazione della situazione penserà Gian, con una delle sue intuizioni (tipo Birsa) nei prossimi giorni.
I numeri, che sono ancora molto fluidi e che osserveremo approfonditamente nella prossima sosta nazionali, indicano che si ce la possiamo fare. Con qualche utente si è considerata la possibilità che come il Milan di Montella si possa far bene ma poi schiantarsi; per me le rose non sono paragonabili e al momento questo Milan è in linea (anzi, qualcosa sotto) nel confronto rendimento/punti mentre quello era in overperformance e anche di parecchio. Soffriremo fino alla fine, comunque. Qualche altra battuta di arresto ci sarà probabilmente. Domenica a Udine la partita sarà davvero importante, perchè è facile prevedere poi una sconfitta contro la juve e un confronto contro la Lazio dopo la sosta in cui non partiremo favoriti. C’è il rischio di frenare, c’è il rischio che certi giustizialismi libici tornino a montare. Oltre che i nostri ragazzi sembrano un po’ psicolabili, passando da momenti di sicurezza a paura nell’arco di qualche giocata.
L’Udinese è finora altamente deludente, sulla falsariga dell’anno passato sembra un team con discrete individualità ma messo insieme il giorno stesso della partita; ma ha un giocatore, De Paul, molto sottovalutato in termini assoluti e in grado di fare davvero male (e non solo fisicamente come ricorda De Sciglio). Con l’emergenza in atto in termini di uomini dovremo giocare con la massima determinazione per fare ciò che finora non ci è riuscito: vantaggio e chiusura rapida. Le trasferte minori (Empoli, Cagliari) ci sono finora costate un bel po’.

Non ho mai considerato Suso un fuoriclasse, o un giocatore da cui attendermi costantemente qualcosa; per questo motivo non mi sono impressionato negativamente nel girone di ritorno dello scorso anno, quando nuovi compiti di partecipazione al gioco di squadra, anche in non possesso, e meno centralità nel palleggio ne hanno fatto crollare lo score. Ne ho inoltre richiesto più volte l’accantonamento nei primi match quest’anno, perchè trovavo assurdo che si continuasse a impiegare un’ala così poco prolifica. Ma per fortuna non sono il tecnico del Milan, che cocciutamente ha continuato a puntare sullo spagnolo definendolo più volte inamovibile. Perchè Suso è entrato in modalità JeSuso e dopo 10 partite di campionato è:
-Il top assistmen della serie A e dei cinque massimi campionati europei (7 assist)
-Il giocatore che ha partecipato a più reti in seria A insieme a Cristiano Ronaldo (11 reti)
-Il giocatore col più alto rating della serie A per whoscored (sopra a Ronaldo e De Paul), e quinto per rating complessivo fra tutti i campionati (sotto Messi, Mbappè, Neymar, Hazard)
-Primo e secondo per assit a giocatore: 3 assist per Higuain, 2 per Bonaventura
Ora il ragazzo deve segnare il passo dando continuità a queste prestazioni. Sicuramente ha lavorato su se’ stesso migliorando la partecipazione al gioco, ed è possibile anche che la nuova stabilità fuori dal campo ne abbia incentivato le prestazioni. Non è un mistero infatti, viste le dichiarazioni rilasciate, che con Mirabelli non corresse buon sangue.
Non è un fuoriclasse? Mah…sicuri? Forse non è quello che ci piace. Non è quello che ti trascina la squadra, e anche per carattere e attitudine forse non lo sarà mai, ma con una giocata può cambiare il match. A lui ora il saper dimostrare di poterlo fare tutto l’anno e contro tutti gli avversari.
Il gol segnato al Genoa mercoledì è di fattura eccezionale, da applaudire per minuti. L’occhio dei grandi club pare essersi posato sullo spagnolo. Inevitabile visto il livello di prestazioni. Intando via il capppello per Suso, che ha saputo uscire dal Giannino e dai deliri cinesi molto più forte e determinato. Quando c’è il talento, si supera tutto.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.