Il profumo della vita

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Dopo il post di settimana scorsa sono stato tacciato da molti di pessimismo. Il senso delle mie strampalate considerazioni non era esattamente quello, ma comprendo che quel tipo di interpretazione potesse essere corretta e forse (anzi, sicuramente) di non aver trasmesso compiutamente il mio pensiero sullo Zeitgeist del nostro Milan e sulle mie sensazioni in proposito.

Ho deciso quindi di fare parzialmente ammenda cercando di scovare qualche motivo per cui essere ottimista e ho colto l’occasione per ricordare ed omaggiare Tonino Guerra, ahimè tramite l’abusata citazione pop di un noto spot televisivo legato ad una altrettanto nota catena di negozi di elettronica. Guerra fu però, anche e soprattutto, un antifascista perseguitato dal regime durante la seconda guerra mondiale, un poeta di ottimo valore e importantissimo sceneggiatore, tra gli altri, del conterraneo Federico Fellini.

Tornando a temi più prosaici, mi svesto quindi dagli abiti di Dr Jekyll ‘pessimista’ (o realista, fate voi) e provo a vestire i panni del mr Hyde che vede spiragli di luce nel panorama rossonero all’orizzonte.

  • Le avversarie

L’obiettivo dichiarato esplicitamente dalla dirigenza è, tanto per cambiare, l’agognato quarto posto. Nell’attuale campionato italiano 3 posti paiono già assegnati (juventus, Napoli e inter). Il quarto posto al netto di sorprese (Torino?) dovremmo giocarcelo quindi con Lazio, Roma e Atalanta. Ovviamente col mercato ancora in pieno corso è molto presto per dare giudizi definitivi, ma per motivi diversi pare difficile che queste squadre siano imbattibili o insuperabili. La Roma si trova in uno stato di confusione e conflittualità sia societario sia tecnico sia ambientale. La Lazio come al solito sarà molto sparagnina nel rinforzarsi ed è arrivata dietro di noi già lo scorso campionato. L’Atalanta è sempre temibile ma ragionevolmente dovrà portarsi dietro il piacevole fardello della Champions League, che influirà parecchio e con esiti imprevedibili per una squadra una società una piazza non abituate alla massima competizione europea. Dunque non pare impossibile giocarsela fino in fondo per centrare l’obiettivo al netto dei (molti) dubbi su tecnico e squadra.

Sottolineo però che non sono tra quelli che ritiene l’assenza dell’impegno di Europa League come un fattore determinante per giocare più ‘freschi’ il campionato quindi non lo annovererò tra gli elementi di speranza.

  • La qualità

gli acquisti già conclusi di Hernandez e Krunic a cui si sommerà molto probabilmente quello di Bennacer pare confermino, pur nel cabotaggio piuttosto mediocre (almeno sulla carta) dei nomi in questione, la volontà di investire su profili che possano portare qualità di palleggio e fraseggio – perdonatemi l’assonanza – piuttosto che una esasperata solidità o fisicità.

Privilegiare questo tipo di orientamento, pur in un calcio complessivamente sempre più dinamico e fisico, non può che far sperare in bene chi ama questo gioco e le sue espressioni più nobili. Auspico chiaramente che vengano aggiunti altri giocatori di spessore e qualità, magari non i Veretout di turno ecco. In questi giorni tanti di noi si stanno aggrappando alla frase del GIAMMAESTRO durante la presentazione. “Il mio motto? Testa alta e giocare a calcio” (o qualcosa del genere). Eviterei accuratamente di bearmi di questo genere di uscite andando a concentrarmi invece sulla tipologia di giocatori che verranno acquisiti/ceduti e sull’espressione reale di gioco sul campo, partendo già dalle impegnative amichevoli estive. Di parole promesse proclami ne abbiamo sentiti fin troppi in questi anni, senza che ci impedissero di sprofondare nella palude da cui fatichiamo così tanto ad uscire. Quindi, per citare un conterraneo di Guerra, ‘fatti non pugnette’

  • Il consolidamento

Se verranno confermate le attuali tendenze nella strategia di Maldini&Massara, non dovrebbero esserci infornate di pletore di giocatori Mirabelli style. Quindi ci sarà ragionevolmente la tendenza a consolidare quanto di buono (o almeno di discreto) è stato abbozzato negli anni scorsi e di aggiungere tasselli importanti senza creare l’effetto porte girevoli.

Andrà a consolidarsi, oltre al sempre citato gruppo, anche il ruolo di alcuni giocatori che dovranno fare un ulteriore salto di qualità: Donnarumma se rimarrà, Romagnoli al suo secondo anno da capitano, Calabria, Piatek, Paquetà e anche una seconda linea come Castillejo. Abbiamo poi un gruppetto di lungodegenti, tutti ex atalantini, il cui ritorno in piena forma sarà discriminante per fare una buona stagione. Parlo ovviamente di Bonaventura (perdonami Gian amico mio… ma quanto è mancato lo scorso anno a questa squadra il buon Giacomo!), di Caldara e di Conti. Soprattutto su quest’ultimo nutro diverse perplessità ma spero fortissimamente di essere smentito dai fatti. Consolidare, costruire e non ripartire sempre da zero o quasi è imprescindibile, posto che le fondamenta abbiano una certa solidità.

Vi assicuro che mi sono sforzato e anche parecchio per distillare questi tre punti di ottimismo e futuro roseo. Sono certo che voi potrete aiutarmi tirando fuori altri conigli dal cilindro! Però, AVVERTENZA, valgono solo considerazioni calcistiche sportive e di mercato, non parliamo ancora di plusvalenze, debiti, crediti, swap, cazzi e mazzi finanziarioidi… che non ne posso davvero più

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!