Qualcosa a cui aggrapparci

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Lo splendido (tanto per cambiare) articolo di Larry di questa mattina ha aperto mirabilmente la strada a queste poche righe, in cui cercherò di evocare qualche precedente positivo cui aggrapparci in vista della trasferta all’Ideal Standard stadium. La storia delle nostre trasferte nella Torino bianconera, soprattutto quella recente, è costellata di sconfitte e la differenza di valori forza e talento tra le due squadre (e società) negli ultimi sei anni è sempre stata abissale.

Quindi è taumaturgico portare alla memoria qualche precedente positivo. Come sempre se avete altre trasferte in casa bianconera che siano dolci da ricordare. Evitare per favore di rivangare i ladrocini subiti tipo la celeberrima serata del dicembre 2004 al Delle Alpi.

WEAHWEAH (1999) – Il Milan di Zaccheroni in clamorosa rimonta scudetto sulla Lazio va a fare visita alla juventus di Ancelotti (come suona strano scriverlo a tanti anni di distanza!) che è subentrato pochi mesi prima a Lippi. La stessa juve che, nel contesto di un campionato anonimo, qualche giornata prima ci ha fatto un favorone battendo a domicilio la Lazio stessa con l’unico lampo della versione italica del grandissimo Thierry Henry. Il secondo tempo è un’estasi rossonera con Giorgione Weah che in 20 minuti affonda i bianconeri e ci lancia verso uno degli scudetti più inaspettati della nostra storia. Uno scudetto che ricordo ancora con un piacere e una nostalgia infiniti. Iconica l’immagine di Weah e Boban che corrono mano nella mano verso la curva.

SHEVA & CLARENCE (2004) – Questa volta Carletto siede sulla panchina giusta e con una prestazione maiuscola il Milan espugna il fortino dei gobbi con un perentorio 3-1 (il gol di Ferrara arriva in pieno ‘garbage time’). Shevchenko e un doppio Seedorf sanciscono un passo fondamentale verso lo scudetto vinto poi prevalendo sulla Roma di Capello. Come spesso capitato nella nostra storia, una vittoria a casa della juve significa per noi grandi obiettivi raggiunti a fine anno. Giusto per fare scendere la lacrimuccia eccovi la formazione rossonera di quel giorno: DIDA – CAFU NESTA MALDINI PANCARO (grande Beppino!) – GATTUSO PIRLO SEEDORF – KAKA SHEVCHENKO INZAGHI. E scusate se è poco.

RINO! (2011) – Nel marzo del 2011 una delle versioni più deprimenti che si ricordi della juventus sfida il Milan allegriano, che invece si trova in piena bagarre scudetto poi vinto prevalendo nel testa a testa sull’inter (ad oggi è l’ultimo titolo italiano non targato Agnelli&co). Nonostante l’evidente differenza di valori in campo, per una volta a favore nostro, come sempre la casa bianconera è un’ambientazione scomoda e ne esce una partita scorbutica e collosa, risolta a 20 minuti dalla fine dal più inaspettato dei protagonisti, quello che oggi è il nostro allenatore e condottiero, GATTUSO. Rino al 68esimo lascia partire una ‘ciofeca’ (come da lui stesso definita nell’intervista post partita che vedete sotto) di sinistro (!!!) che batte Buffon e stende una juve in crisi nerissima. Da segnalare che Bonucci in quella partita entra all’84esimo al posto di Traorè (!!!!!!!)

In questo video il gol vittoria del 2011: pregasi notare la supremazia mentale fisica genetica tecnica tattica e aggiungete voi gli aggettivi di Zlatan che sovrasta (devasta) nello stacco ‘Lazzaro’ Chiellini accendendo la scintilla che porterà poi alla sopracitata ciofeca vincente

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!