Derby “dimenticati”

11 ottobre 2017 | Di | Rispondi Di più

A metà della settimana che ci accompagna a un Derby decisivo per le sorti della nostra stagione, ho deciso di rievocare tre stracittadine vittoriose ma che non vengono mai citate da noi tifosi tra quelle indimenticabili. Non parlerò né del 3-2 con gol di Seedorf, nè del doppio pareggio in Champions nel 2003, né del 6-0, né del gol di Hateley. Farò chiaramente riferimento agli anni che mi ricordo meglio ossia gli ultimi 20. Chi ha ricordi più remoti di derby da goduria ma messi in un relativo dimenticatoio, si faccia avanti,  non esiti e ci dica la sua!

L’ordine è sparso a seconda di come mi sono venute in mente le partite, non c’è né cronologia né ordine di preferenza. Speriamo ovviamente che sia un buon auspicio, a suo modo, per domenica.

INTER – MILAN 1-2 (24 ottobre 1999) – Un Milan con lo scudetto sulla maglia si presenta al cospetto dell’Inter con il fardello di non vincere il derby da più di cinque anni (20 marzo 1994 con gol in extremis di Provvidenza Massaro). Tra i Rossoneri spiccano le presenze di 3 nuovi acquisti che faranno la storia del Milan nel nuovo secolo: Seginho e Gattuso titolari e un certo Andriy Shevchenko in panchina (!!). Dopo il gol di Luis Nazario da Lima su rigore, lo stesso brasiliano si rende protagonista di una (mezza) gomitata su Ayala che porta al cartellino rosso. Iconica la sbraitata in faccia a Ronaldo di un giovanissimo Rino Gattuso che dimostra da subito di avere attributi da vendere e di non avere timori reverenziali: il calabrese inizia già lì a entrare nel cuore del tifo milanista incarnandone l’anima più battagliera e passionale. Con l’Inter ridotta in 10 un Milan poco convincente viene rianimato dall’ingresso di Sheva che nel giro di cinque minuti con un gol rocambolesco mette il primo mattone nella sua personalissima rincorsa al titolo di peggior incubo per i cugini. A un minuto dalla fine un corner di Boban pennellato sul capoccione di Weah fa esplodere il popolo del Diavolo dopo 5 anni di rospi ingoiati. Personalmente vidi la partita a casa della mia ex fidanzatina dei tempi, rossonera di padre interista: il mio urlo belluino al gol di Giorgione provoca la prima discussione con quello che all’epoca poteva essere un potenziale suocero. Ma che goduria!

Steinar sorride ancora pensando a quella notte

MILAN – INTER 5-0 (Coppa Italia. 8 gennaio 1998) – In una stagione piuttosto deprimente, che si concluderà anche con la sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Lazio di Nesta, questa partita segna il mio esordio in Curva Sud. Ho scoperto solo di recente riguardando gli highlights su internet che San Siro non era per nulla gremito quella sera: nei miei ricordi, essendo passati quasi 20 anni, c’era una bolgia disumana e ogni seggiolino era occupato! Quante distorsioni e inganni induce la memoria quando l’emotività e il tempo che scorre ci mettono lo zampino! Come dimenticare quell’atmosfera dimessa che si trasforma in un piccolo grande trionfo nella coppetta nazionale: prima Albertini, poi la goduria del gol dell’ex di Ganz appena arrivato sulla sponda giusta del Naviglio. A seguire uno degli ultimi guizzi del Genio Savicevic, l’autogol di Colonnese e infine l’epocale rete su punizione del carneade norvegese Steinar Nilsen anche lui sbarcato da pochi mesi a Milanello dopo aver militato in patria nel Tromsoe. Fu l’unico lampo del piccolo difensore scandinavo con i nostri colori…ma che lampo! Nessuno di noi poteva sospettare che quel 5-0 sarebbe stato l’antipasto che anticipava di 3 anni il ‘piatto forte’ del leggendario 6-0. Ma personalmente fu subito amore con l’atmosfera della Curva Sud, che non abbandonai più per sette anni e mezzo. D’altronde come avrei potuto allontanarmi dopo un battesimo così?

MILAN – INTER 2- 0 (Quarti di finale Champions League, 6 aprile 2005) – Può sembrare assurdo e un po’ in effetti lo è, ma un Derby che viene poco citato tra i ‘preferiti’ è quello che vide Stam e Sheva demolire l’inter manciniana nel secondo scontro diretto cittadino sul massimo palcoscenico europeo. Le ragioni di questo (relativo) oblio sono diverse: la manifesta superiorità che dimostrammo in quel doppio confronto, la vicinanza con la semifinale del 2003, la vergognosa conclusione della partita di ritorno in cui i “cugini” già sotto 1-0 (Sheva tanto per cambiare) pensarono bene di interrompere la partita, l’esito finale di quella coppa (Istanbul). Tutti elementi che nel tempo hanno contribuito ad accantonare nel pantheon della memoria quella partita. Si trattò invece di una partita dominata in lungo e in largo da una squadra infarcita di campioni ed in strepitoso stato di grazia. Che se la riguardassimo oggi ci verrebbero le lacrime agli occhi dalla nostalgia. Giusto per la cronaca ecco la formazione del Milan di quella sera (scusate l’abuso di maiuscole: DIDA CAFU MALDINI NESTA STAM GATTUSO SEEDORF PIRLO KAKA’ SHEVCHENKO CRESPO – subentrati dalla panchina: KALADZE COSTACURTA AMBROSINI. Così eh… giusto per la cronaca.

Ora tocca a voi.

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO. MILANO SIAMO NOI LA STORIA VE LO INSEGNA

Raoul Duke

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Categoria: Ricordi rossoneri

Sull'autore ()

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!