La quadratura del cerchio

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A noi l’anno scorso avevano detto che il regolamento prevede tassativamente di recuperare una partita nella prima data disponibile. Quindi ci hanno fatto giocare il derby tre giorni dopo la trasferta al Gobbentus Stadium. Inutile lamentarsi. Dura lex, sed lex, bellezze. Scopro con stupore che, invece, i regolamenti sono, come dire, flessibili. Addomesticabili. Dunque, alla Lazio rinviano la partita con l’Udinese per motivi piuttosto labili. Avrebbe infatti potuto giocare il Sabato, lasciando spazio la Domenica al rugby, visto che la gara di Uefa League si era disputata il Mercoledì e non il Giovedì precedente. Ma tant’è. Così arrivano freschi all’andata di Coppa Italia con noi. La Federazione stabilisce il recupero per il 10 Aprile. Alla faccia della prima data libera. E pure della seconda, della terza, etc. Qualche giorno fa il colpo di scena. Rinvio al 17 Aprile. Guarda un po’ che bello. Gli Aquilotti giocano prima contro di noi, senza la fatica dell’infrasettimanale. E poi, dopo il recupero, affrontano il temibile Chievo. Questa è una gigantesca presa per i fondelli! Se si aggiunge alle parole di Gravina per il danno subito dalla Roma e dal calcio italiano in quel di Oporto, cosa può pensare una donna innamorata del Milan? La quadratura del cerchio è, in questo caso, facile. Spira un ponentino romano che non mi piace. Neanche un po’! Reagisci, Società! Sono cautamente fiduciosa, sentendo parlare di frequenti confronti con l’Uefa. Staremo a vedere gli sviluppi.

Caro, vecchio S. Siro…

Quale sarà la quadratura del cerchio sullo stadio? Sembra che si vada verso la costruzione di uno nuovo, adiacente a quello vecchio, che verrebbe demolito. Io sono fondamentalmente una romantica, facile preda di suggestioni e nostalgie. Ma i dolci ricordi del passato mi provocano una struggente tenerezza priva di gioia. Mi instillano nell’anima una pesante tristezza, una profonda malinconia, se il presente è grigio e non vedo prospettive per il futuro. A me piace guardare avanti. Non ho le competenze tecniche adeguate per stabilire quale sia il rapporto tra costi e benefici. E’ chiaro che mi piacerebbe una ristrutturazione di S. Siro. Il cuore la vorrebbe con tutto se stesso. Se, però, questa risultasse troppo onerosa e non fosse possibile rendere completamente moderna una struttura troppo vecchia, io direi con dispiacere addio a quello che è stato il mio stadio. Francamente mi dà molto fastidio la condivisione con gli Orrendi. Non c’è multiproprietà più sgradevole per me. E avrà pure un significato il fatto che non ci siano altri casi simili a livello di grandi club. La cosa mi fa pensare e mi mette paura. Spero e credo, comunque, che la Società sia in grado di fare le giuste valutazioni tra costi sicuri e ricavi preventivabili. Se certe spese non sono sostenibili in proprio e le prospettive di ricavo risultano appetibili anche nel caso di condivisione dell’impianto…. Certo, uno stadio tutto nostro sarebbe una cosa bellissima. Ma c’è anche il problema del Comune, che non vuol perdere la proprietà. Sala dixit. E qui bisogna andare molto cauti.

A Torino hanno steso un tappeto verde davanti ai Gobbi. La Juve ha acquistato per 25 milioni il diritto di superficie e di ristrutturazione del Delle Alpi e di utilizzo delle aree per attività connesse alle esigenze sportive e commerciali. Certo, il contratto è a tempo determinato. Si tratta di 99 anni. Risulta, però, rinnovabile, per evitare che alla scadenza il Comune diventi padrone del Gobbentus Stadium. L’intera storia è davvero curiosa. Dunque, la Juve compra il diritto di superficie dell’area del Delle Alpi e il Torino paga a lei l’affitto. Il Comune assegna al Toro per 6 milioni lo stadio Comunale, perché in una città che si rispetti non ci devono essere figli e figliastri. I Granata si assumono l’impegno di ristrutturarlo per le Olimpiadi invernali del 2006. Ma ecco che il Torino avvio a una procedura fallimentare. Così il Comune ridiventa proprietario dello stadio e lo ristruttura. Sia il Toro che i Gobbi vanno a giocare nel 2006/07 nel Comunale, pagando l’affitto. Il Delle Alpi ospita alcuni concerti dal 2006 al 2008 e poi viene abbattuto, per permettere la costruzione ex novo dello Stadium, completata nell’estate 2011. Al Comunale resta il Toro e il Comune incassa un solo affitto. Capito che triangolazione meravigliosa, con la gioiosa partecipazione dei Granata? Lo stadio di proprietà ci è indispensabile per garantirci un futuro. I Gobbi hanno ottenuto una perfetta quadratura del cerchio. E noi che faremo?

Insomma, i Gobbi possono tutto. Anche quadrare i cerchi. Eppure la quadratura del cerchio è un problema insolubile. Il dilemma mise alla prova i matematici della Grecia antica che si arrabattarono in ogni modo per cercare inutilmente di risolverlo. L’impossibilità di costruire un quadrato che abbia la stessa area di un cerchio sta tutta nel Pi Greco, cioè nel rapporto tra la circonferenza e il diametro. Il Pi Greco, approssimato a 3,14, è un numero irrazionale e pure trascendente. E’ affascinante, magico, sfuggente. Non si può intrappolarlo. Ha infinite cifre. Non è ottenibile né dal rapporto di numeri interi né come soluzione di un’equazione polinomiale. L’area di un cerchio di raggio unitario vale Pi Greco ed è impossibile individuare la sua radice quadrata. Ma, Pi Greco o non Pi Greco, i Gobbi la quadratura del cerchio per la questione stadio l’hanno ottenuta. E come! Figuriamoci se non potevano acquistare CR7. Per loro è stata una bazzecola.

Io in panchina non metterei te.

Rino , invece, fatica a ricercare la quadratura del nostro cerchio. Non ho guardato le Nazionali. Neppure la nostra. La dolorosa sconfitta nel derby e un’analisi post gara che ho trovato fuori luogo mi hanno tenuto lontana dal calcio. Ho fatto un’unica eccezione per il Mantova. Preziosa la vittoria in trasferta con il Pontisola. Ma il Como è sempre lì, a un punto. Per il resto…. Meglio pensare al Pi Greco. Ho sentito dire che Calha e Paquetà sono stati impiegati nello stesso ruolo che occupano nel Milan. Non ci crederei nemmeno se lo vedessi. Mica gioca Suso nella Turchia o nel Brasile. D’accordo, la quadratura perfetta del nostro cerchio non è possibile. La rosa ha delle indubbie lacune. Ma si può tentare di andarci vicino. Come? Io un’idea ce l’avrei. Panchinare Suso e non Kessie, inserire Biglia e lasciare un po’ più liberi Calha e Paquetà. RR ha avuto un problemino muscolare. Non fosse disponibile, non mi fascerei la testa. Tutt’altro! Metterei Laxalt. A differenza di Gattuso, ho fiducia nella qualità della squadra e non credo che debba giocare tutta rattrappita all’indietro per sfangarla. Certo, si provassero anche gli schemi offensivi, io…..non mi offenderei. Penso che a Genova andremo con la solita formazione, alla ricerca dei soliti equilibri. Forza Pum Pum Pum! Auguri, Kris mio. Spero che ce la faremo comunque, sfruttando qualche colpo individuale. Ma ho una paura… Troppo importante per noi quel benedetto quarto posto! Domenica mi tocca pure fare un po’ di tifo per gli Orrendi, anche se mi fa senso dirlo. Non giocherà De Vrij. Giusto così. Lui contro la Lazio ha già giocato l’anno scorso. La Samp incombe. Il nostro cerchio deve trovare la quadratura Champions. Altrimenti, Brrrrr…….. E allora, al di là di dubbi, inquietudini, perplessità, mal di pancia, nel cuore e nell’anima c’è posto per un solo grido: Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.