Happy days

4537

Sono stanca. Sfibrata. Sfinita. Potrei fare un copia incolla dei miei post. Giochiamo malissimo. Anzi, non abbiamo proprio un’idea di gioco. E troviamo sempre un arbitro che ci danneggia. Davvero facile prendersela con noi. Che ci vuole a far morire un moribondo? Basta un Maresca qualsiasi o chi per lui a favorire la nostra esclusione dalle Coppe o a lasciarci senza centrocampo contro la Fiorentina. Non so se in panchina abbiamo un allenatore o un dispensatore fallito di veleno. Non so se in campo abbiamo dei giocatori o degli scolaretti zucconi e svogliati. Sta di fatto che ogni nostra partita è uno spettacolo davvero brutto e nauseante. Potrebbero infliggerci l’obbligo di guardarla come pena alternativa al carcere. Mamma mia, che tristezza, ragazzi. Eppure siamo ancora quarti. La sensazione, però, è che la cosa durerà poco. Non si può giocare così male. Non si può!

Pippo, sei andato a nozze con Rino, eh!

Anche il Bologna, un serio candidato alla retrocessione, con noi fa la sua figura. Non so chi sia migliore tra Inzaghi e Gattuso. Mi pongo la domanda nel mio non certo frizzante pre e mi vengono in mente i “ Promessi Sposi”. Precisamente l’incontro tra il Conte zio e il Padre Provinciale. Il Manzoni lo introduce in questo modo : “ Due potestà, due canizie, due esperienze consumate.” Non c’è che dire. Io descriverei così il tête a tête tra i due condottieri al Dall’Ara. Frustrata ed esacerbata per la disfatta di Atene, mi faccio scivolare addosso il rigore negato al Toro. E pure quello incredibilmente non fischiato al Genoa con la Roma. Totti si era fatto sentire, e come, dopo la partita con l’Inter. Missione compiuta e risultato ottenuto. Il Var, secondo me, è un ottimo strumento. Ma, ovviamente, deve essere usato bene. Invece serve per annullare gol per fuorigioco di un’unghia del piede, magari rilevati anche mezz’ora prima che la palla finisca in rete. Poi su episodi clamorosi, facilmente rilevabili a occhio nudo, non viene interpellato. C’è qualcosa che non va. Più di qualcosa. Fa così schifo che la chiamata sia, come in altri sport, facoltà delle squadre, ovviamente limitata ad un numero massimo di volte? Evidentemente sì. Perchè? Ogni sospetto sui manovratori del vapore è lecito.

La nostra oggettiva pochezza non deve essere il motivo per minimizzare quel che ci accade intorno. Assurdo cercare un alibi? Ce l’aveva anche l’amico dell’Armando di Iannacci.” Macchè delitto di gelosia. Io c’ho l’alibi. A quell’ora sono sempre all’osteria.” Ecco, noi spesso andiamo in campo come fossimo all’osteria. Temo il Bologna. Questa è la pura, semplice, dura verità. Per tirarmi su, conto su Inzaghi. Il gol dell’ex non mi fa paura. Quando Poli ha segnato sia con noi che con loro, è sempre arrivata la sconfitta. Il sorteggio Champions mi è piaciuto. I Gobbi sono favoriti, per carità. L’Atletico, però, non è un bell’osso da rosicchiare. Forza Cholo! Mi fa piacere anche il recupero di Romagnoli. Finalmente uno che rispetta i tempi di rientro. Per noi è una piacevolissima novità. Buona la sconfitta della Lazio a Bergamo. Ma pure l’Atalanta diventa pericolosa in ottica Champions. Se vincessimo con il derelitto Bologna… Non oso neppure completare il pensiero. Noi falliamo sempre questo tipo di appuntamenti. Sono inquieta, disincantata, insofferente. More solito, mi rifiuto di sentire la conferenza stampa di Gattuso. E anche i servizi pre gara. Mi interessa ben poco della formazione. Prima della partita mi sintonizzo su Paramount Channel e guardo “ Happy days.” Sento che non avrò una happy night. So, però, che non sono una paragnosta…. Temo che il rientro di Suso servirà a ben poco. Il fatto è che senza gioco ogni gara è difficile. Calha neppure ad Atene ha dato segnali di vita. Non credo possa sbocciare stasera nel suo ruolo di mezz’ala sinistra. Lì fa coppia con un RR che sta alla velocità come Dracula all’Avis. Quasi impossibile pensare che riusciremo a pungere il Bologna su quella fascia. Speriamo possa funzionare meglio la catena di destra. Chissà che Suso decida di premiare le sovrapposizioni di Calabria. Forza Frank, forza Baka! Mettete un tigre nel nostro asfittico motore. Ci vorrebbe un Fonzie da buttare dentro, per trasformare questa notte in una happy night. Ripongo qualche speranza in Higuain e Cutrone. Certo che dovrebbero venire innescati con una certa velocità. Lascio con una sorta di riluttanza la famiglia Cunningham ai suoi happy days e mi sintonizzo sulla partita. Più che il Bologna temo i nostri e l’arbitro. Timeo Marescam et dona ferentem.

Inutile tergiversare. Mi rifiuto di fare la cronaca di questo scempio di partita. Lenti, involuti, vomitevoli. Niente di nuovo, insomma. Il Bologna non ci pressa alti e quindi noi esercitiamo il nostro stucchevole, asmatico possesso palla nella loro trequarti. Hai voglia di condannare le punte. Se Pippo avesse più coraggio e ci venisse a prendere nella nostra metà campo, vincerebbe, penso. Non potremmo fare le parole crociate. Solo le orizzontali sapremmo risolvere. E pure male. Anche Maresca si dà da fare da par suo, come previsto. Risultato? Ci va pure bene che non abbiamo perso e siamo senza centrocampo contro la Fiorentina. Una serata trionfale. Un Martedì fuori dai canoni. Ma io non sono mai contenta, eh! Mi lamento con la Società, perché non è capace di farsi valere. Perchè non contiamo proprio niente. Insomma, ci hanno fatto giocare la Domenica a mezzogiorno dopo l’impegno del Giovedì sera. Vedi che, invece, stavolta ci hanno messo addirittura di Martedì? Cappero, cominciamo a contare qualcosa. Vero, Maresca? Quando ci dirigi, come tanti tuoi colleghi, soffri di sudditanza psicologica. Verso gli altri. Chiunque essi siano.

Difficile rifugiarsi nel porto dell’ironia dopo serate come queste. D’altra parte, mica è bello smadonnare a più non posso contro noi stessi in primis e poi con l’universo mondo. In ogni caso, bisogna andare avanti. Tanto più pensando che siamo ancora quarti. Non è poco. D’accordo, la nostra posizione attuale ci sembra precaria. Le nostre prestazioni sono chiari di luna che non inducono all’ottimismo. Mi viene in mente una frase letta da qualche parte. Il pessimista si lamenta del vento. L’ottimista aspetta che cambi. Il realista aggiusta le vele. Cosa può fare la Società per cercare di aggiustare le vele? Tre azioni da intraprendere contemporaneamente.

1) Incidere sulla guida tecnica con una sostituzione( mi pare che Jardim sia ancora libero) o con un opportuno tutoraggio. Credo che Paolo e Leo possano avere qualche competenza in materia.

2) Intervenire con il Mercato di Gennaio. Io, lo confesso, non ho capito la portata della sentenza Uefa. Come verrà considerata la stagione 2017/2018? Il pareggio di bilancio da raggiungere riguarda l’aggregato di questa e delle prossime due stagioni? Sono quisquilie mica da poco. Il silenzio della Società non facilita la comprensione. In ogni caso, oltre ai soldi, conta la chiarezza di idee di un progetto tecnico che non può prevedere la presenza di due simil trequartisti sulle ali. E non vorrei che pure Paquetà fosse un altro giocatore analogo da impiegare fuori ruolo.

3) Farsi sentire presso le Istituzioni nostrane ed estere, perché il Milan non può essere costantemente penalizzato e irriso a livello arbitrale.

Rino, ti va bene che capisco poco di calcio. Perchè, se così non fosse, saresti tu a non capirne niente.

Il futuro prossimo, comunque, si chiama Fiorentina. L’affrontiamo senza il centrocampo titolare. E sappiamo bene quanto valgono le riserve. Situazione di estrema emergenza. Il contesto in cui Gattuso dà il meglio di sé. Bisogna trovare delle soluzioni. Io spero che una non sia Montolivo. Cosa farei? Metterei Laxalt e Conti ai lati con Calha e Josè Mauri centrali. Brrrr!!!!!!! Sì. Ma, viste le alternative, farei così. Laxalt ha sempre fatto schifo, quando è entrato? Vero. So che Diego non è un fenomeno. Però l’ho visto giocare bene con Genoa e Uruguay. Possibile che da noi diventino tutti pippe? Pure Higuain? Sono più propensa a pensare che siano impiegati e gestiti male. I nostri giocatori vengono sempre serviti con le spalle rivolte alla porta e, pressati, si limitano all’appoggio corto, quando non perdono palla. Questo a me sembra il problema. Cutrone ha sbagliato, lamentandosi per la sostituzione. Il suo comportamento mi sembra l’indice della frustrazione che provano gli attaccanti che non vengono mai serviti nei tempi e nei modi giusti. Gattuso nel post dice che Patrick e Gonzalo non fanno i movimenti corretti. Sono zucconi e non recepiscono i suoi illuminati insegnamenti? Bah. Rino si è pure accorto che l’area è vuota. Geniale! Ripropone il ritorno al 4-3-3. Fantastico! Prima c’era semplicemente Bonaventura, bravo negli inserimenti. Peccato lasciasse una voragine a centrocampo sia in fase di interdizione che in quella di costruzione. Quasi mai visti io Calha e Suso buttarsi in area. Manchiamo di uomini capaci di saltare l’avversario, è vero. Hakan, se e quando ti vedrò fare un dribbling o un tiro riuscito, mi commuoverò. Suso può andar via sul primo passo, ma poi viene sempre recuperato. Pare brutto allora cercare di guadagnare tempi e spazi con degli uno due? Sembra di sì. Molto meglio ruminare calcio, passarla all’indietro o orizzontalmente e arretrare senza pressare, quando perdiamo palla, per interporci sulle linee di passaggio. Anche gli attaccanti devono collaborare allo sviluppo del nostro meraviglioso gioco, venendo a prendersi il pallone. Pazienza se l’area resta vuota. La squadra non ha l’attitudine a fare i cross dal fondo, dice Rino. Strano, con esterni che non sono ali e per di più giocano a piedi invertiti. E senza conoscere il concetto di sovrapposizione. Le idee tattiche mi paiono sensate e su queste si può costruire per il futuro. Un futuro color marron.

Ok, archiviamo l’impresa di Bologna. Ora la dico veramente grossa. Sarò matta, ma sto cominciando a rivalutare un po’ anche i calciatori. Sì, proprio quei simil ectoplasmi che vagano sperduti per il campo. Il mio ragionamento è questo. Io non sono un fenomeno. Mi si chiede di tirar fuori il veleno. Ci provo. Però preferirei venir inserito in un contesto di gioco in cui a farla da padrone non siano l’approssimazione, il retropassaggio, la paura. In cui mi venissero insegnati degli schemi di gioco ai quali aggrapparmi, vista anche la mia non eccelsa qualità. Se non credo nel progetto tattico, se mi sembra che il mio insegnante non sia all’altezza, se vivo in un continuo clima di tensione, entro in un quadro psicologico che abbruttisce le mie prestazioni. Ed allora anche il veleno va a farsi benedire. Magari riesco a schizzarne un po’ di più nei casi in cui siamo falcidiati da infortuni e squalifiche e mi sento il mondo intero contro. Però, per costruire qualcosa di valido sul piano del gioco, dovrei avere uno spartito sul quale suonare in sintonia con le mie, magari non eccelse, capacità. Sono matta? Sì. Lo riconosco. E non mi stupisco del fatto che molti la pensino in maniera opposta. Vorrei tanto che Paolo e Leo fossero pazzi come me. Loro, invece, sembrano saggi. E qui non si cava un ragno dal buco. Fonzie, Richie, i nostri happy days sono passati, purtroppo. E chissà se e quando torneranno. Mi consolo rivedendo i vostri. Teniamoci stretto fin che possiamo questo quarto posto. Fino a Sabato, dite? Probabilissimo. Ma non fasciamoci la testa prima di essercela rotta. Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.