Ciaspole

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Ciaspole, come mi girano! Si dice sorbole e non ciaspole.? Non me ne potrebbe fregare di meno. Ho un diavolo per capello io! E poi una ragione c’è. C’è sempre nelle cose. Passo il Venerdì sera a Torino, alla cena di compleanno dell’amico Tiberio, tiepidamente juventino con simpatica moglie estranea a dinamiche calcistiche. E’ una persona squisita, gradevolissima, con quell’ unico, pur se moderato, difettone. Serata piacevolissima che speravo fosse propedeutica a quella successiva. Il Sabato sera invece…. Mica vero che poi mi mandano un WhatsApp di auguri, con riferimento alla partita, dicendo che vanno a ciaspolare in montagna? Viva il mare! Che le ciaspole affondino nella neve come noi siamo affondati nel finale al Gobbentus Stadium. Certo che sono proprio un bel tipo. Sapevo che non avremmo portato fuori le penne da là. Prima della gara ero tranquilla. Tanto, mi dicevo…. L’unico fastidio era dovuto alla non vittoria del Napoli con la succursale gobba. E allora perché questa rabbia tremenda? Perchè durante la partita mi sono trasformata in un essere urlante, che conservava solo vagamente sembianze umane? Perchè tutti gli ammennicoli continuano a girarmi pure oggi che è Pasqua? Già, una Pasqua del cappero. Nemmeno gli auguri vi faccio, ragazzi. E anche il Lunedì dell’Angelo… Poi ci sarà un Martedì di passione, in cui tiferò Real più dei tifosi madrileni. E Mercoledì il derby, l’ultimissima chiamata per mantenere vivo un sogno proibito. La tremenda delusione per ciò che sul campo poteva incredibilmente essere e non è stato mi ammorba l’umore. Ma non mi arrendo La speranza è un sentimento testardo. La nostra rosa manca di petali all’altezza. La differenza l’hanno fatta le panchine. Loro hanno messo Douglas Costa e Cuadrado. Noi Kalinic e Montolivo. E per il campo ha continuato a vagare senza costrutto un irritante Bonaventura. Non sopporto più Jack. Non lo reggo proprio. Mi ha fatto male sentire Rino puntare l’indice su Calha, reo di non aver rincorso gli avversari dopo una palla persa su un ennesimo passaggio rallentato e sbagliato di Bonaventura. Perchè Hakan deve cantare e portare la croce, mentre la mezz’ala sinistra di ‘sto cappero non combina mai niente? Perchè? Dopo un’attenta e approfondita riflessione sono giunta a una conclusione. Senza il calcio starei divinamente. E allora perché non stacco la spina, maledizione al secchio? La risposta è semplice. Il Milan fa parte di me. Come fai a strappare via una parte del tuo cuore e della tua anima?

Chapeau, Leo. Tu sei il mio grande Capitano.

Non ho voglia di tornare al mio pre e neppure di fare la cronaca della partita. Mi ha impressionato la prestazione di Bonucci. Difficilissimo per lui giocare in quell’ambiente. Fischi e insulti continui non l’hanno destabilizzato. Ha tirato fuori una prestazione maiuscola. Grazie, Leo! Oltre che un calciatore con i fiocchi sei un grande uomo. Chapeau! Il tuo gol mi ha mandato in estasi. Delirio, apoteosi, catarsi. Ecco ciò che mi hai regalato. Anche e soprattutto per te mi spiace un sacco che non siano arrivati punti . La tua splendida prova resta scolpita nel mio cuore. Ora più che mai, Leo, sei il mio Capitano. Me ne frego dei tuoi trascorsi gobbi. Io ti sento come uno di noi. Il nostro condottiero. Spero tanto che la Società ti rimpolpi le truppe con innesti ad hoc. Staremo a vedere, anche se le premesse non sembrano buone. Ora pensiamo al derby. Affrontarlo dopo questa battaglia andata così male è un problema non da poco. Loro sono in ripresa e hanno passeggiato con il Verona. Noi dobbiamo scrollarci di dosso fatica, stress, amarezza, delusione. E abbiamo a disposizione un solo risultato. Sarà durissima, ma dobbiamo lottare con tutte le nostre forze e andare anche oltre. Io ci credo. Voglio crederci! La vittoria è la condizione necessaria, per chiedere ancora qualcosa di bello a questo campionato. E’ la penna per scrivere la nostra felicità. La gomma per cancellare la nostra tristezza.

Ripensandoci a mente fredda, la partita non è stata brutta. Tutta una cosa diversa rispetto all’andata, anche se il risultato ci condanna con gli stessi due gol di scarto di allora. Per più di un’ora abbiamo giocato alla pari con loro. E forse anche un po’ meglio. Certo, pungiamo poco. I valori complessivi della rosa restano distanti. Sono avanti a noi di un mare di punti non solo per il nostro sciagurato girone d’andata made in Montella. Quello ha semplicemente compromesso l’obiettivo quarto posto, che era ampiamente alla nostra portata. Possibilità di attingere valori in panchina, esperienza e caratura complessiva della squadra hanno influito sul risultato di Torino. Ma non soltanto questo. In una partita anche i più deboli possono vincere, se giocano con coraggio e hanno un briciolo di fortuna. La nostra si è infranta sulla traversa di Calha, che trema ancora. Gli va sempre tutto bene, purtroppo. Quel che mi preoccupa non è tanto il gap tecnico tra noi e i Gobbi. Un gap non certo colmabile in un paio di Mercati. Sono preoccupata per la differente struttura societaria. Loro sono una macchina da soldi e da guerra. Senza una proprietà solida, senza uno stadio nostro, senza precisi progetti di rilancio resteremo sempre indietro. Molto indietro. Per non affondare nella neve bastano le ciaspole. Per non affogare nelle acque agitate occorrono un armatore forte e dei nocchieri capaci. Secondo me i secondi li abbiamo. E, anche se non ho condiviso alcune scelte, penso che pure il capo dell’equipaggio vada bene. A Gattuso bisogna dare atto di aver creato una squadra. Ora concentriamoci sul derby, dai. L’assenza di un pur non brillantissimo Biglia pesa molto. Rino, so bene come siamo messi a centrocampo. Ma risparmiami Montolivo, per favore. Lo so che Loca non è un fulmine di guerra. Però peggio dell’ex capitano non potrà fare. E Bonaventura, oltre a non difendere, è di intralcio alla manovra. Rischia il tutto per tutto e gioca con Calha, Suso, Loca, Kessie e i due ragazzi davanti. Tenta di sparigliare le carte, Rino. L’inerzia, ora, è tutta favorevole agli Orrendi. A volte serve anche un po’ di sana pazzia. Prova a dismettere ciaspole mal ridotte e a inforcare sci magari non messi benissimo. Così ci potremmo schiantare? Pazienza. Ci avremo provato. RR per me è una delusione tremenda. Credevo che avessimo finalmente preso un grande terzino sinistro. Come non detto. Sembra imbalsamato. Suso ha grande doti tecniche. Però cincischia troppo con la palla. Quando si è fatto recuperare in velocità da Barzagli, ho capito perché non sono innamorata di lui. Calha, invece, mi piace un sacco. Su Hakan costruirei il prossimo Milan. Inutile guardare troppo avanti, adesso. A volte lontano è un posto irraggiungibile. A volte vicino è un posto ancor più lontano. Il nostro obiettivo vicino si chiama derby. Dobbiamo raggiungerlo. Noi lotteremo, palpiteremo, soffriremo insieme alla nostra squadra e al nostro allenatore. Non vi do la Buona Pasqua, ragazzi. Vi auguro un ottimo Mercoledì. E magari anche un buon Martedì. Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.