A pelle… A palle….

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La foto sopra riassume il mio Sabato. Però non tutto il male viene per nuocere. Ero svuotata dalla nostra oggettiva pochezza. Neanche più arrabbiata. Solo nauseata. Avvilita. Affranta. Spenta. Priva della voglia di lottare. Senza stimoli per vedere la partita con i Gobbi. Rassegnata al massacro. Ora sono un concentrato di ira pazzesca e incontrollabile. Un vulcano che erutta lava e lapilli. Un mare di onde impazzite che si rincorrono schiumanti. Questa volta non me la prendo con Gattuso, anche se lo ritengo un allenatore da serie Z. E nemmeno con Musacchio e Calabria. Di fronte alla vergogna del Cessum Stadium passano in secondo piano i nostri difetti. Siamo stati derubati. E non è certo la prima volta. A pelle, sono furibonda. A palle…mi girano furiosamente. Un arbitraggio veramente ripugnante. E non venite a parlarmi dei nostri errori, per favore. Aveva sbagliato anche Bonucci. La prima volta è stato punito da Piatek. Poi ci ha pensato il rigore di Dybala a sistemare le cose. In diretta mi sembrava ci fosse. Rivedendo le immagini, invece, ho cambiato parere. Dybala è un curioso mix tra Dibiasi e Louganis. Sulla seconda minchiata , con Calabria liberato in area, il buon Leo è stato salvato dal fischio premuroso, amorevole e ingiusto del vomitevole Fabbri. Un vero galantuomo. Bonucci con noi rimediava gialli e rossi come se piovesse. Ora? Un’ammonizione in 30 partite. Mi sono spiegata? Il rigore non dato per il fallo di mano di Alex Sandro è una cosa che va al di là del bene e del male. Neppure il Var è servito. Tu non credi alla malafede, Rino? Io sì! Riesci a farmi arrabbiare pure quando sono incattivita con altri e non con te.

Donnarumma aveva fatto una corazzata Potemkin a Genova. Dateci, però, il rigore sacrosanto su quella palla di Baka presa di mano da un difensore e la raddrizziamo subito. Per non parlare dell’episodio finale su Piatek. Orsato? Un altro galantuomo. Come Banti. Come Maresca, autore di un capolavoro in Roma Milan. E pure a Bologna… Come Mazzoleni. Ricordate la fatica che ha fatto per andare a rivedere l’episodio a S. Siro? Non voleva proprio, poverino. Poi, inchiodato dalle immagini, non ha potuto non fischiare il rigore, perché è un po’ più intelligente di Fabbri. Ma, naturalmente, si è ben guardato dall’estrarre il secondo giallo per Benatia. Lo schifo andato in onda a Torino non si riassume, comunque, in rigori dati e non dati. Non si sublima solo nelle vigliaccate di Mandzukic. Lui si può permettere di tutto. Sbraccia, sgomita, tira maglie, scalcia a piacimento. Manda anche a quel paese ed applaude l’arbitro. Ora si parla di possibile prova televisiva per il calcione rifilato a Romagnoli. Sarebbe un’ulteriore beffa. Il Var dovrebbe essere la prova televisiva. Perchè non l’avete utilizzato per dare rigore ed espulsione? Figuriamoci. Ho assistito ad uno stillicidio fin dall’inizio. Pronti, via e Bonucci dà una ginocchiata da dietro a Piatek. Tanto per far capire che aria tira. Fabbri, bontà sua, fischia senza scomporsi. Non lo fa quasi più per le numerose scorrettezze su Kris. Anzi, in qualche circostanza inverte pure il fallo. E che dire sulle entratacce di Bentancur, mai sanzionate con un giallo? E’ chiaro che gli impuniti viaggiano sul velluto. Come possono sentirsi i nostri giocatori, che poi non si vedono nemmeno assegnare quel rigore clamoroso? Come noi. Nervosissimi. Un cocktail di rabbia e frustrazione. Una condizione psicologica che non aiuta ad esprimersi al meglio una squadra che ha già i suoi problemi di gioco e di personalità. E il giallo a Calha? Grottesco. Ma non ci faranno andare dallo psicologo. Ci sono soluzioni più economiche ed efficaci, come si evince dalla foto.

Capitano, io non ne posso più proprio come te!

E’ vero che abbiamo segnato quasi subito dopo l’episodio increscioso. E che quindi non si può parlare di mancato 2 a 0. Ma il danno psicologico fatto da una direzione arbitrale così aberrante è gravissimo. Anche noi, come i ragazzi in campo, abbiamo avuto la sensazione che lottare contro 12 avversari fosse un’impresa improba. Io, francamente, ho il sangue agli occhi. E non venitemi a parlare dei tanti punti persi stupidamente per strada. Che giochiamo male lo so benissimo. E l’ho sempre detto. Questo, però, non autorizza i padroni del vapore a bistrattarci costantemente. Noi ammoniti al primo fallo. Anche per falli che non ci sono. Gli altri possono picchiare tranquillamente. E tutti quei gialli per proteste a Romagnoli? Questi ci prendono per i fondelli. E io ne ho le scatole strapiene. I Gobbi non avevano bisogno del solito trattamento di favore, dall’alto del loro stratosferico vantaggio. Ed allora perché un arbitraggio così scandaloso? I motivi possono essere solo due, a complemento dell’inadeguatezza del personaggio. Omaggio non richiesto per dimostrare un ossequio utile per la carriera e gusto di affossarci nella lotta Champions. Rizzoli, terrò d’occhio il tuo comportamento nei confronti del signor Fabbri. Lo ribadisco. Il fatto che noi ci mettiamo ampiamente del nostro non giustifica il trattamento che ci viene riservato.

Banti a Cagliari va al Var. Il difensore rossoblù ha effettivamente toccato con la mano. Quindi niente calcio d’angolo. Rigore per la Spal e ammonizione. Tutto giusto, secondo regolamento. Tutto normale. Allora sa arbitrare, quando vuole. E a te, Mazzoleni, dice niente quel giallo? Oggi non ho voglia di fare nessuna analisi della partita. Il vulcano che mi ribolle dentro per la gravissima ingiustizia subita mi toglie ogni velleità di considerazioni tecniche e tattiche. Non è possibile chinare sempre la testa di fronte al truffaldino strapotere ovino. Vista la gioia di Nevdev e Andrea Agnelli al secondo gol? Sembrava che avessero vinto la Champions, quegli odiosi arroganti. Le dichiarazioni di Leonardo non mi bastano. Su quelle di Gattuso sorvolo per carità di patria. Maldini? Non pervenuto. Me ne frego del fatto che in campo non siamo dei draghi. Voglio che la Società sbatta i pugni sul tavolo. Rizzoli deve capire che siamo stanchi di essere trattati così. Sabato non può mandarci uno di quei soliti galantuomini. Deve designare un galantuomo vero come Pasqua. Non possono esagerare per evitare squalifiche? Assumano me come dirigente pro tempore a titolo gratuito. Basta che mi paghino le eventuali multe. Ci penso io a dire quel che va detto con tanto di filmati a supporto. E ad avvertire anche le squadre europee. Già, perché adesso gli ovini hanno imposto pure Rosetti da Torino come disegnatore. Anche Chiellini aveva fatto una stupidaggine simile alle nostre nel finale di Juve Atletico. Era un rigore inutile e cretino. E lui , essendosene accorto, si è buttato a terra, facendo una patetica sceneggiata. Naturalmente l’ha fatta franca. Il marchio Ladrentus deve essere esportato all’estero. Che si sappiano regolare. E poi sono stanca pure di plusvalenze farlocche e di Società satelliti. Chiaro, FGCI?

L’asservimento dei mezzi di informazione è imbarazzante. Non posso disdire Sky per questioni familiari. Ma sono arrivati a livelli di zerbinaggio davvero ripugnanti. A pelle mi fanno schifo. A palle….il turbinio è tale da alimentare un’intera centrale eolica. E adesso? Be’, non ci sono dubbi su quello che si deve fare. La bastardata che ci hanno inflitto crea i presupposti per ricompattare l’ambiente. Sfruttiamola! Voglio Società, tecnico, giocatori sintonizzati sulla stessa frequenza. Sveglia anche tu, Ivan, maledizione al secchio! Voglio una sinergia completa tra loro e noi tifosi. Dal campo agli spalti e viceversa devono fluire onde emotive che si rafforzano. Insomma, andiamo a giocarcela senza paura in un S. Siro ribollente di passione. Lasciamo da parte divergenze e i litigi. La squadra e l’allenatore sono quel che sono. Ma sono nostri. Poche storie, Rino. Non parlare dei nostri errori. Un po’ di forza e di sano orgoglio ferito dalle ingiustizie nelle dichiarazioni. Quelle post ladri non mi sono piaciute. E ora basta avversari bravissimi e partita difficilissima. Dobbiamo vincere. Stop! Se poi non ce la faremo, pazienza. A patto che non si lasci niente di intentato. Che ci mettiamo tutta la tecnica, il cuore, l’intelligenza che abbiamo, per andare anche oltre i nostri limiti. Lo dobbiamo a noi stessi. E ai maledetti che fanno di tutto per danneggiarci e favorire i concorrenti. Visto il rigore dato da Abisso alla Lazio? La palla prima sbatte sul corpo e poi sul braccio. Per regolamento non si dovrebbe fischiare. Ma le leggi si adattano a piacimento, a seconda che ci si trovi di fronte ad amici o nemici. Il Sassuolo l’aveva ribaltata. Peccato per il gol di Lulic al 95esimo. Immobile ha avuto il coraggio di protestare platealmente per un rigore inesistente un minuto dopo. Vuoi vedere che questi si lamenteranno pure per l’arbitraggio? E con il fatto che possono recuperare le partite quando vogliono come la me la mettiamo? Meno male che l’Atalanta non ha vinto con gli Orrendi. Purtroppo la Roma ha espugnato Marassi. Nonostante tutto, siamo ancora quarti, pur con il solo punto fatto in quattro partite. Certo, c’è un affollamento pauroso. Comunque sia, il sogno, inaspettatamente per me, è ancora vivo. Crediamoci! A pelle, ho ripreso vigore. A palle…. Se Società, allenatore e giocatori avessero un decimo del mio turbinio, troverebbero tesori di energia. Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.