Verona Milan 3-0, perché?

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Come al solito mi tocca il triste compito di scrivere per primo, con il cadavere ancora caldo… un po’ come quegli investigatori CSI che arrivano sul luogo del delitto, stendono i nastri giallo-neri (in questo caso giallo-blu) per circoscrivere il luogo del crimine e si mettono freddamente a raccogliere indizi alla ricerca dei colpevoli.

Chi mi legge con assiduità sa che la mia sentenza l’ho emessa da tempo, i primi responsabili di questo disastro siedono a casa Milan: è la società che sceglie l’allenatore, che costruisce la squadra a sua immagine e somiglianza, che cementa il gruppo dettando regole e comportamenti, che tiene la barra dritta nei momenti di difficoltà.

In tutta franchezza ritenete che tutto ciò sia stato fatto a regole d’arte?

La scelta dell’allenatore è stata una non-scelta, ci si è limitati a tenere Montella e tutto il suo staff.

Sulla costruzione della squadra è ormai del tutto evidente che sono stati commessi errori sesquipedali, senza scendere nel dettaglio mi sento di dire che 140 milioni mal contati per Biglia-Kessie-Calhanoglu-Kalinic-Silva gridano ancora vendetta.

Ma più ancora che le scelte sbagliate quello che dovrebbe far riflettere è l’equivoco di fondo alla base della nostra campagna acquisti, con un DS che lavorava in funzione di un modulo e un allenatore che ne aveva in testa un altro.

Sulla gestione del gruppo meglio stendere un velo pietoso, con la scelta del capitano calata dall’alto e mal digerita dalla “vecchia guardia”, e non parlo tanto degli Abate o dei Montolivo, che non avrebbero neanche più dovuto essere lì (altro errore tenerli, molto grave), quanto piuttosto di chi una mano seria avrebbe dovuto darla fin da subito, come Suso e Bonaventura.

E qui anche le colpe di Montella sono gravissime, per cercare di giocarsi l’occasione della vita ha tenuto un atteggiamento ondivago e cerchiobottista, incapace di compiere scelte chiare negli uomini e nel modulo, nel tentativo di galleggiare e salvare le chiappe:  solo per questo andava esonerato ad inizio ottobre, si è invece scelto di tenerlo lì a bagnomaria un paio di mesi a fare da parafulmine, dopo avergli fatto sacrificare la testa del preparatore atletico.

Infine, dopo aver fatto scappare tutti i buoi, si è chiamato a chiudere la stalla Gennaro Gattuso, vecchio cuore rossonero e persona degnissima, ma tecnico ancora acerbo dal punto di vista tattico per sua stessa ammissione (in ogni sua intervista, troviamo il riferimento a “tecnici molto più bravi di lui”).

Il risultato finale di questo percorso è sotto gli occhi di tutti, ci ritroviamo a metà stagione a distanza siderale dalla zona Champions, con un gruppo disarticolato incapace di fare squadra e che quindi si scioglie di fronte alle prime difficoltà.

Sulla vicenda Voluntary Agreement preferisco non addentrarmi, trattasi di argomento troppo tecnico per esprimere giudizi sensati in assenza di dati certi, sembra però di poter dire che nemmeno lì la ciambella sia riuscita col buco.

Quel che è certo è che i numeri iniziano ad essere impietosi, sconfitti da tutte le squadre che ci precedono, 7 volte in svantaggio mai una rimonta (i bookies le scommesse live sulle nostre partite non le quotano neanche più), 1 punto e 5 gol subiti nelle 2 trasferte contro le ultime in classifica, ma soprattutto un dato che deve far riflettere:  12 punti nelle ultime 12 partite, negli ultimi 3 mesi stiamo viaggiando alla media di un punto a partita, altro che Champions, ringraziamo Iddio che il campionato sia a 20 squadre.

Perdonatemi se non me la sento di dare voti allo scempio odierno, tanto per farmi seppellire di critiche basta e avanza già quello che ho scritto.

 

Max

Di seguito le pagelle di Matt Le Tiss:

Donnarumma 5,5. Prendere la sufficienza quando si subiscono tre reti è praticamente impossibile. Incolpevole sui goal ed è la chiara dimostrazione come sia meglio avere un centrocampista da 70 milioni piuttosto di un portiere da 70 milioni. A mio parere il primo da sacrificare in caso di bisogno, e non solo per Raiola.

Calabria 5. Rinnova il contratto fino al 2022 ma francamente non se ne sentiva il bisogno, fisicamente e tecnicamente non adatto ad una squadra di vertice, alterna buone cose ad altre meno buone ma da la sensazione che il giocatore seppur giovane, sia questo. Non nutro grosse speranze per
Il futuro.

Bonucci 5,5. Sembra essere il meno peggio là dietro, non che ci voglia molto, e già questo fa capire il livello dei suoi compagni di reparto. È cresciuto rispetto ad inizio stagione ma non è abbastanza, non conta la difesa a 2, a 3 o a 4. Questo Bonucci non basta.

Romagnoli 4. 4 come le partite giocate bene da quando è arrivato al Milan, non ricordo in questi anni prestazioni da 7 in pagella. Perde anche tutti i duelli, basta un campanile per metterlo in difficoltà ed è sempre posizionato male con il corpo. Perde il duello con Kean(avessi detto Eusebio). A fine anno mi domanderei se tenerlo o no.

Rodriguez 5. Non lo avrei mai tolto e l’errore di Rino è evidente ma questo Rodriguez non è il vero Rodriguez, gioca con discreta sicurezza ma lo svizzero deve tornare sui suoi livelli tecnici, calcia troppo spesso sporco e male. Il primo goal nasce da una punizione concessa per un suo fallo stupido. E non è il primo(derby).

Kessie 4,5. Sull’ivoriano nutro speranze per il futuro ma l’errore di base è sempre lo stesso: non è un incontrista ma un incursore.
Ha tutto per esplodere ma deve assolutamente migliorare tecnicamente, non inquadra la porta mai e poi mai. Spesso pasticcione. A mio avviso però ci si può lavorare.

Montolivo 5. Come sempre meglio in quantità che in qualità, la voglia ce la mette ma stiamo dando le chiavi del centrocampo a qualcuno che avremmo dovuto cedere da anni. Gioca con la testa ma non basta, serve ritrovare il vero Biglia ma se si insiste con Riccardo non oso pensare in che condizioni sia l’argentino.

Bonaventura 4,5. Non si vede mai. Questo è un giocatore che passa per un top da noi solo perché circondato da giocatori normali. Ha qualità, ma non eccelse, ce le fa vedere ogni tanto ma non basta. Rallenta spesso l’azione è gioca sempre a troppi tocchi.

Suso 4. La sua finta la conosce chiunque, ha più qualità di Bonaventura ma fa sempre constantemente le stesse giocate. Troppo ancorato a quella zolla di campo, ha una certa intelligenza calcistica ma credo che in Spagna come lui ce ne siano molti. Per me in un tridente le ali devono essere veloci e scattanti. Lui e Jack insieme rallentano troppo l’azione e quando si va sotto nel punteggio diventano troppo egoisti.

Kalinic 3,5. Mezzo punto perché mi sembra sia proprio una ragazzo volenteroso ma proprio non la becca mai. Lo vidi dal vivo anni fa in un Aston Villa-Blackburn e mi pareva inadeguato alla Premier, ora mi pare inadeguato al Milan. Troppo soft, troppo molle, pare giochi sulle punte. Se fossimo stati a San Siro lo avrebbero sotterrato di fischi.

Borini 4. Come attaccante nel tridente è giocatore perfetto per il Sunderland, ma non quello ultimo dell’anno scorso, dove peraltro non sempre era titolare, ma nel Sunderland attuale ovvero quello quartultimo in Championship. È un Antonini schierato attaccante, sempre scoordinato quando deve colpire il pallone, e mai una giocata pulita. Si sbatte e corre ma sfortunatamente in questo gioco esiste il pallone. A sua parziale scusante va detto che gli cambiano ruolo ogni 5 minuti. È proprio necessario farlo giocare sempre?

Cutrone e Andre Silva 5. Cutro incide poco ma io in questa annata sciagurata gli darei fiducia dall’inizio, la merita e far meglio di Kalinic è francamente facile. Il portoghese erede di Nuno Gomes e Pauleta gioca come se scendesse la scalinata degli studi di Uomini e Donne. Solo che Maria De Filippi sarebbe meno fumosa. Lancio una provocazione: diamogli 5 partite da titolare e vediamo se si tratta di giocatore acerbo o pippa.

Locatelli sv.

Gattuso 4. Prendere tre pere dal Verona rimaneggiato è a mio parere peggio di un pareggio a Benevento. Non eravamo partiti male ma al primo goal(calcio piazzato ancora) ci siamo sciolti. Sciagurata la sostituzione di Rodriguez. Ho paura che un’altra bandiera sarà bruciata..

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.