Sei anni trascorsi tra il nulla e il niente

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Il 13 maggio 2012 salutano per l’ultima volta San Siro alcuni dei protagonisti dell’ultimo grande ciclo berlusconiano, segnatamente Nesta, Gattuso, Seedorf ed Inzaghi; di lì a poco la proprietà certifica ufficialmente il proprio disimpegno svendendo al Paris Saint Germain Thiago Silva ed Ibrahimovic per mere esigenze di bilancio, senza di fatto sostituirli.

E’ l’inizio della fine, di un periodo buio che continua fino ai giorni nostri, anche se lì per lì non ce ne rendiamo conto del tutto, il primo anno dopo la diaspora Allegri ci mette una pezza facendo le nozze coi fichi secchi, i gol di El Shaarawy all’andata e i rigori di Balotelli al ritorno ci tengono a galla portando ad un terzo posto finale che con il senno di poi ha il sapore del miracolo calcistico: è un piazzamento peraltro che ci fa più male che bene, perché consente alla vecchia proprietà bolsa ed in malafede di perpetuare i propri vuoti slogan, quelli degli sceicchi che hanno rovinato il calcio, della necessità di un Milan giovane e italiano e così via.

I nodi iniziano a venire al pettine dall’anno successivo, ottavo posto finale con il tandem Allegri-Seedorf e 57 punti totali, ancora peggio nel 2015 con Inzaghi in panchina, decimo posto e 52 punti; appena meglio nel 2016 con l’accoppiata Mihajlovic-Brocchi, settimo posto con 57 punti, e nel 2017 con Montella, sesto posto con 63 punti e ritorno nell’Europa minore.  Arriva finalmente l’agognato cambio di proprietà, l’era cinese inizia con grandi proclami, grandi promesse e grandi investimenti sul mercato, ma il risultato finale è pressoché identico, sesto posto dell’accoppiata Montella-Gattuso con 64 punti e qualificazione in Europe League acciuffata per i capelli (se poi riusciremo a giocarla lo scopriremo nei prossimi giorni).

Alla luce dei dati appena esposti, e di altri che mi sono dilettato ad analizzare e di cui vi parlerò tra poco, credo sia il caso di cominciare a riflettere sulla percezione che noi tifosi abbiamo della nostra squadra: nelle nostre discussioni sul calciomercato quando il nome di un giocatore viene accostato ai nostri colori, ci capita spesso di dire o pensare “buon giocatore, ma non è da Milan”…beh signori, cos’è veramente il Milan ora come ora?

Lasciando perdere il confronto con le grandi d’Europa, semplicemente improponibile, e limitando l’analisi alla realtà del nostro campionato, i dati degli ultimi 6 anni sono semplicemente sconfortanti: la distanza dalla Juventus dominatrice delle ultime stagioni è siderale, oltre 31 punti all’anno il distacco medio (553 punti totali contro 365); ma anche il confronto con le squadre che si sono divise le piazze d’onore negli ultimi anni, Napoli e Roma, è impietoso (19 punti di distacco medio dal Napoli e 16 dalla Roma).

Se ciò non bastasse, prendiamo in considerazione la media piazzamenti degli ultimi 6 campionati, e scopriremo che siamo dietro anche a Fiorentina (5,16), Lazio (5,33) ed Inter (5,66)… insomma, inconsciamente continuiamo a pensare alle nostre 7 Champions ma la cruda realtà dei fatti ci dice che negli ultimi anni siamo diventati mediamente la settima forza del campionato italiano.

Con tutto ciò non voglio cedere al pessimismo più nero, in fin dei conti è bastato instillare un barlume di entusiasmo nella tifoseria rossonera per riportare stabilmente a San Siro oltre 50 mila spettatori, e questo è un patrimonio che in Italia non ha nessuno o quasi; quello che intendo dire è che una stabile e duratura risalita non può che passare attraverso una seria programmazione pluriennale da portare avanti con il duro lavoro quotidiano, di tempo per gli avventurieri finanziari e per i proclami fini a se stessi non ce n’è più.

Max

P.S: ricordatevi di votare il peggiore difensore della stagione!

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.