Il Milan che verrà, il Milan che vorrei

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Tra meno di tre settimane inizia la nuova stagione ma al momento il Milan è ancora un cantiere aperto, visto che le note vicissitudini societarie degli ultimi mesi che hanno tenuto la situazione in stallo fino a pochi giorni fa.

Il lavoro che attende il nuovo Direttore Tecnico Leonardo nei prossimi 15-20 giorni è durissimo, soprattutto perché concentrato in un lasso di tempo molto breve e con risorse finanziarie da gestire con estrema oculatezza alla luce dei vincoli dettati dal Fair Play Finanziario.

I nodi ancora da sciogliere sono moltissimi, a cominciare dalla guida tecnica della squadra, stante le voci ricorrenti che si susseguono su contatti in corso con Antonio Conte: è evidente che un cambio in corsa sulla nostra panchina tenderebbe a rivoluzionare qualunque considerazione sui singoli giocatori, dato che la squadra andrebbe logicamente costruita e plasmata in base ai desiderata del nuovo tecnico.

Il pochissimo tempo a disposizione mi induce a ritenere abbastanza improbabile quest’ipotesi, e per quanto l’arrivo di Conte possa rappresentare un upgrade importante da tenere in considerazione in un prossimo futuro, credo che tutto sommato Rino Gattuso meriti di giocarsi le sue chances nella stagione che sta per iniziare, alla luce delle buone cose mostrate nello scorso girone di ritorno.

Dando quindi per buona la permanenza di Gattuso in panca e il mantenimento del modulo base dello scorso anno (4-3-3), provo a buttar lì qualche considerazione personale sulla nostra rosa reparto per reparto, ben sapendo che tra quello che sarà possibile fare e quello che mi piacerebbe balleranno almeno 150 milioni di differenza… ma tanto nelle prossime 3 settimane saremo tutti quanti direttori tecnici, quindi giochiamo.

PORTIERI

Volenti o nolenti, bisogna puntare su di te…

Al momento abbiamo in rosa 5 portieri, con un ingaggio complessivo intorno ai 25 milioni lordi che stride con qualunque logica di buona gestione.

Posto che Gigi Donnarumma al momento non può essere ceduto alle cifre ipotizzabili fino all’anno scorso credo che valga la pena di puntare su di lui, nella speranza che una ritrovata tranquillità possa consentirgli di tornare a grandi livelli; a completare il terzetto terrei il fratello Antonio e Gabriel a giocarsi gli altri due posti, mandando a crescere in prestito un altro anno il giovane Plizzari e cercando di realizzare una piccola plusvalenza su Reina se Sarri è realmente interessato a lui.

DIFENSORI

La corsia laterale di destra appare adeguatamente presidiata, soprattutto se la sfortuna finirà di accanirsi sul rientrante Conti e se Calabria sarà in grado di confermare il processo di crescita evidenziato lo scorso anno; sulla fascia di sinistra ho qualche perplessità in più, tanto Rodriguez che Strinic sembrano garantire buona predisposizione in fase di copertura ma scarsa attitudine alla fase di spinta, fermo restando che il primo possiede un buon piede e può essere utilmente impiegato anche come centrale di sinistra in una difesa a tre.  Abate e Antonelli sembrano arrivati ai titoli di coda della loro avventura in rossonero (finalmente), per un vero salto di qualità sulla corsia mancina il libro dei sogni si apre alla pagina di David Alaba, venticinquenne laterale sinistro del Bayern Monaco (ma costa almeno 50 mln, e al momento abbiamo altre priorità).

La batteria dei centrali andrebbe bene così com’è, non fosse che nel frattempo Bonucci ha chiaramente espresso il desiderio di cambiare aria e tornare all’ovile (nel vero senso della parola), intelligente la mossa di Leonardo (il DT) di chiedere in cambio Mattia Caldara, che andrebbe a formare con Romagnoli una coppia affidabile nel presente e spettacolosa in prospettiva (destro e più marcatore il primo, sinistro e bravo nell’impostazione il secondo); qualora l’incastro di mercato con i gobbi non andasse a buon fine, una valida alternativa potrebbe essere rappresentata da Yerry Mina, centrale colombiano fortissimo di testa finora poco impiegato nel Barcellona.  A completare il reparto dei centrali due buone alternative come Zapata e Musacchio (più il primo che il secondo), mentre Gomez può essere tranquillamente ceduto al miglior offerente, ammesso di trovarne uno.

Finora si è ragionato a saldo zero, anzi dalle cessioni di Reina, Bonucci e Gomez potrebbero liberarsi risorse tra cartellini ed ingaggi per circa 25/30 mln, al netto dei nuovi arrivi; dalla cintola in su però è indispensabile investire, se si vuole provare realmente a competere per le prime 4 posizioni.

CENTROCAMPISTI

Il terzetto titolare della scorsa stagione formato da Biglia, Kessie e Bonaventura nel complesso offre discrete garanzie, ma necessita di alternative di spessore che non possono certamente essere Montolivo (da rescindere) o Mauri (da cedere senza pensarci su), possono forse meritare una chance Locatelli, chiamato finalmente al salto di qualità dopo due stagioni di apprendistato, ed il rientrante Bertolacci se in  grado finalmente di garantire una buona tenuta fisica; per un vero upgrade nella zona centrale del campo però ci vuole ben altro, e in questo senso i nomi che circolano ultimamente di Samassekou e Bakayoko, per quanto interessanti, non sembrano portare quella qualità aggiuntiva che andiamo cercando.

Tanto varrebbe riportare a casa come vice Kessie a basso costo un giocatore frettolosamente ceduto l’estate scorsa come Juraj Kucka e puntare tutte le fiches sull’acquisto di Sergey Milinkovic-Savic, vero crack in grado di cambiare faccia a tutto il reparto (ma temo che Lotito pretenda dai 100 mln in su).

ATTACCANTI

Se si vuole continuare a giocare con il 4-3-3 appare indispensabile cercare delle alternative di livello che possano dare il cambio a Suso e Calhanoglu, Borini e Halilovic appaiono in tal senso del tutto inadeguati per una squadra alla ricerca del salto di qualità; due giocatori interessanti con valutazioni di mercato non impossibili (intorno ai 30 mln) potrebbero essere l’ivoriano Wilfried Zaha, ala destra del Crystal Palace in grado di ricoprire tutti e tre i ruoli d’attacco, e lo svedese Emil Forsberg, ala sinistra del Lipsia in grado di dare una mano all’occorrenza anche sulla mediana.

Last but not least, il capitolo centravanti. Dopo la prima buona stagione d’esordio, Cutrone merita di continuare a crescere con tranquillità alternandosi con un bomber d’esperienza, in grado di garantire quei 20/25 gol sicuri che fanno tutta la differenza del mondo, e che Leonardo sembra aver individuato nel profilo di Gonzalo Higuain; in un mondo ideale, i 50/60 mln necessari all’acquisto potrebbero derivare dalla cessione dei 3 centravanti attualmente in rosa, ma visto il rendimento dell’ultima stagione non mi stupirei se per Silva, Bacca e Kalinic arrivassero soltanto delle richieste di prestito con diritto di riscatto.

Fermo restando che visto come siamo messi storcere il naso all’arrivo di Higuain appare semplicemente un controsenso, è chiaro che se potessi scegliere il mio profilo ideale di centravanti sarebbe quello di Edinson Cavani, costi simili a livello di cartellino ma inavvicinabile per ingaggio (12 mln + bonus al PSG).

In definitiva, con la cessione degli esuberi in difesa avremmo un discreto risparmio in termini di ingaggi mentre con la cessione onerosa (dreams) dell’inutile batteria di centravanti in rosa potremmo di fatto rafforzare tutto il tridente offensivo, praticamente con un mercato a saldo zero.

Se poi Elliott avesse in mente qualche chiara strategia (realizzabile, non alla Fassone) per l’aumento del fatturato prossimo venturo, magari potrebbe starci pure la chicca Milinkovic-Savic in mezzo, quella in grado di cambiare il volto a tutta la squadra.

Lo so, sto correndo troppo, per di più in palese contraddizione con quanto scritto non più tardi di una settimana fa… ma di garanzie, bilanci e finanza ne ho piene le tasche, per una volta lasciatemi sognare…

Max

P.S: chi non lo avesse ancora fatto si ricordi di votare il Premio Sconcerto!

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.