Divieto di sosta

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Ed eccoci qui, nel bel mezzo della prima sosta per la Nazionale di questa stagione.

In queste circostanze l’incubo di qualsiasi media sportivo è come riempire il palinsesto ed anche noi, nel nostro piccolo, non facciamo eccezione.

Perché parliamoci chiaro, puoi inventarti fantasiose formule innovative per tenere desta l’attenzione ma la realtà è che, fatta eccezione per le fasi finali delle grandi competizioni, al tifoso italiano medio della Nazionale fotte poco o nulla.

A peggiorare il quadro concorrono le scelte del CT Mancini, capace di proporre come coppia centrale difensiva per il futuro il duo Bonucci-Chiellini (età media 33 anni), come terzino sinistro uno scintillante Biraghi che riesce a crossare sulla schiena dell’avversario diretto per 3 volte in meno di mezzo minuto (una roba da guinness), come mezz’ala un gagliardo Gagliardini, come centravanti un talento con un grande futuro alle spalle che quest’estate non ha voluto nemmeno il Chievo.

Con le creste e gli gnomi non si va da nessuna parte…

L’ineffabile Ciuffetto si è detto comunque soddisfatto dell’atteggiamento della squadra, ecco le sue dichiarazioni a fine incontro:  “Era la prima partita importante, purtroppo qualche errore ci può stare. Nel complesso i ragazzi hanno fatto bene. Abbiamo commesso troppi errori nelle uscite consentendo a loro di usare il contropiede. Era la prima partita contro una squadra più collaudata di noi e hanno fatto bene. Nel secondo tempo benissimo”. Balotelli fischiato al momento della sostituzione: “Ha bisogno di giocare, è un attaccante di spessore internazionale. Deve trovare la condizione migliore”.

In effetti che Balotelli debba trovare la condizione migliore lo sento dire dai tempi del Lumezzane, evidentemente gliel’hanno nascosta proprio bene…

 

Ma lasciamo un attimo da parte le gioie della Nazionale e focalizziamo la nostra attenzione sull’evento clou della settimana, il ritorno sulla scena calcistica del dinamico duo: Adriano Galliani è uscito allo scoperto, il Monza è a un passo dal diventare di Silvio Berlusconi.

L’ex ad del Milan e fedele collaboratore del Cavaliere, al Corriere della Sera, ha spiegato: “Io e Silvio in astinenza da calcio. Noi ci sentiamo veramente come Ulisse che torna a Itaca”.

A volte tornano

La scelta di puntare sul Monza era praticamente obbligata: “Avevamo venduto il Milan da poco, il calcio ci mancava parecchio e parlando del più e del meno con il presidente l’anno scorso balenammo l’ipotesi di acquistare un altro club. Avevamo già convenuto che l’unica squadra che avremmo potuto rilevare, senza cancellare il rapporto unico con il Milan, sarebbe stato il Monza. Berlusconi in questi mesi ha rifiutato diverse offerte per acquisire squadre, io ho declinato incarichi in più di una società. Il presidente abita a tre km dal Brianteo, io in quella città sono nato, cresciuto e ho iniziato la mia carriera dirigenziale”.

L’affare è entrato nel vivo, si punta a chiudere entro fine mese per il 70% del club: “Negli ultimi tre giorni ho ricevuto decine e decine di chiamate da parte di giocatori svincolati, procuratori interessati a piazzare i propri assistiti, dirigenti incuriositi. C’è un universo calcistico in fermento, attratto dal possibile ritorno nel mondo del pallone di Silvio Berlusconi. Sa cosa mi hanno detto ieri? Il potenziale arrivo della coppia Silvio e Adriano sta causando in Lega Pro lo stesso effetto che Cristiano Ronaldo ha generato in Serie A”.

Cos’altro si può aggiungere alle parole del Cristiano Ronaldo dei dirigenti (cit.)? Ha già detto tutto lui e per eventuali aggiunte basta rivolgersi alla consueta corte dei miracoli, già pronta a rispolverare penne e lingue come ai tempi d’oro.

Fioccano già le scommesse sul futuro centravanti della squadra, alcuni vedrebbero bene Egidio Calloni per ricomporre la storica coppia con la Monaca di Monza, altri un sempreverde Marco Borriello per ragioni di affinità con il futuro Presidente (che ha già proposto di cambiare il nome della provincia in Monza e Patonza).

Three is better than one

Un Borriello Ibizenco che ha visto bene di rilasciare un’ intervista a Rai1 nel corso della ‘Vita in Diretta’ per parlare della sua nuova vita: “L’anno scorso è successo qualcosa, tra noi calciatori, che ci ha colpito da vicino, ed stata purtroppo la morte di Davide Astori. Io al funerale di Davide ho ascoltato le parole del cardinale che diceva che a volte si guadagnano tanti soldi, si ha il successo però, da un momento all’altro, non ci sei più. Quindi ho iniziato a godermi un po’ la vita, a prenderla un po’ più alla leggera. Purtroppo Davide se n’è andato, ma penso ci abbia lasciato un grande insegnamento”, ha detto Borriello che prosegue. “Avrei voluto fare la carriera di Cristiano Ronaldo, non ci sono riuscito, ma sono contento lo stesso. Mi godo la vita sempre con il sorriso e la massima positività”.

In effetti il buon Borriellone ha sempre condotto un’esistenza da monaco tibetano e quando è troppo è troppo, la foto a latere dimostra con tutta evidenza come stia moltiplicando i suoi sforzi per prendere la vita un po’ più alla leggera.

 

Il Sacro Rispetto dei Regolamenti gobbo

Voglio chiudere con le parole di Marotta, che ha espresso la sua posizione in merito alla norma che uniforma le fasce da capitano in serie A e che la Fiorentina ha scelto di ignorare (pagando le relative multe) pur di ricordare Astori sul braccio. “Massimo rispetto per il sentimento, è giusto che ci sia, però c’è un regolamento, ne parleremo nel consiglio del 12 settembre”.

A Marotta verrebbe evangelicamente da dire “Perchè guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?”… ma mi rendo conto che forse non è la metafora più adatta.

 

Max

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.