Troppo facile …

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Giocare a San Siro contro un Cagliari rimaneggiato, con cinque titolari assenti è troppo facile, la vittoria scontata. Una di quelle partite in cui hai tutto da perdere e niente da guadagnare. Tutto troppo facile …

Nel prepartita Larry mi chiede: “allora ? come la mettiamo stasera ?”. Non so cosa mi è passato per la testa. Normalmente sono l’uomo più superstizioso della terra e ben conscio che nel calcio non ci sono regole. Normalmente avrei risposto: “vediamo…” o qualcosa del genere, pure avessimo dovuto giocare contro la “Polisportiva Gratosoglio”. Eppure no, Domenica sera l’istinto mi diceva che non era così. Che avremmo vinto ed anche con una certa tranquillità. Sempre d’istinto ho risposto “Stasera la vinciamo facile”. Larry, che ha imparato a conoscermi bene,  è rimasto stupito quasi quanto me mentre mi sentivo ostentare tutta questa sicurezza quasi stesse parlando qualcun altro. “bravo”, mi risponde “così mi piaci” ma l’espressione era sorpresa. Troppo facile ?

11 conclusioni a rete per 7 sette occasioni da gol contro sole 2 degli isolani e più per qualche nostra distrazione dopo un 2-0 che sembrava aver già messo le cose in chiaro che altro. Qualche pausa dopo il doppio vantaggio durante la quale abbiamo lasciato qualcosa di troppo ma la partita non è mai sembrata in bilico. Si, sembra tutto troppo facile

Se hai un portiere che prende tutto quello che arriva dalle sue parti, che anche se lasci un’occasione agli avversari ci mette una pezza, se qualsiasi cosa succeda dà ai compagni l’impressione che tanto di lì non si passa, se riesce a fare due miracoli salvando la stessa occasione due volte (quello che ha fatto domenica sera è semplicemente mostruoso e se Joao Pedro si mangia quel gol mandando la palla sulla traversa non è solo perché è un pippone lui, guardatevi bene gli highlights, e grande Max al quale la cosa non è sfuggita) e fa tutto questo come fosse normale diventa davvero troppo facile.

Se le circostanze ti obbligano a sostituire un grande e conclamato attaccante, quello che avrebbe dovuto farti fare il salto di qualità, quello su cui i tifosi avevano riposto le loro speranze,  con un giovane del quale fino a sei mesi fa non conoscevamo neppure l’esistenza e questo in tre partite e mezza ti spara quattro gol, lotta su ogni pallone, si posiziona su ogni lancio come se fosse l’unica palla buona di una finale di champions league, fa salire la squadra e gioca con i compagni ed al di là di un voglia incontenibile di far gol gioca “per la squadra” diventa davvero tutto facile. Non sono di quelli che pensano Higuain sia una pippa, e credo che il Polish debba ancora magiare tanti panini prima di poterlo paragonare al Pipita, ma credo anche che sia meglio un ottimo giovane affamato e motivato (con qualità ovviamente) che vive l’essere stato scelto dal Milan (per quanto non il Milan dei tempi migliori) come un punto d’arrivo e desideroso di non far ricredere chi l’ha scelto, che un campione sfanculato dalla squadra del momento che a lui ha preferito un fuoriclasse (anche se per me i fuoriclasse sono altra roba…) e che arriva accompagnato solo da rancore e sentimenti di rivalsa. Magari ricordiamocene quando Piatek steccherà, perché succederà… Per un giovane, tosto agguerrito e talentuoso, che ha questo nella testa tutto è possibile forse persino troppo facile.

Se prendi un ragazzino dal Brasile che passa come l’ennesimo slinguazzatore di palloni di turno, quello per cui tutti gridano allo scandalo perché l’hai pagato 35 milioni (ma Barella non ne valeva 50?), per i quali persino la UEFA decide di mandarti un warning ufficiale senza nemmeno conoscere i tuoi conti e questo, subito dopo aver segnato il 2-0 ed aver di fatto chiuso la partita, si spara 50 metri di gran corsa solo per coprire un pallone e non concedere un corner o un cross agli avversari, beh… allora è troppo facile.

Se in una sera nella quale giochi sapendo che i tuoi rivali per il quarto posto hanno vinto tutti e che se stecchi avrai addosso la stampa, i tifosi, i media, il Signore con tutti santi, gli Avenger, i navy seals in assetto di guerra, “il Guercio” incazzato con tutto il ventisettesimo reggimento (di disciplina) Panzer redivivo (cit. Sven Assel),  e Mosè che farà richiudere le acque su Milanello mettendo la parole fine a qualsiasi velleità per i prossimi secoli e la giochi con il piglio e la sicurezza del più forte… Non vale, è troppo facile.

Se, nella stessa sera, anche quelli meno in forma, quelli che più di ogni altro contestiamo, giocano una buona partita, se la squadra riesce ad andare oltre le mancanze del singolo dimostrando che compattezza e senso di appartenenza sono davvero un valore aggiunto, se a tratti ci fanno vedere un calcio propositivo e divertente, se i ragazzi sfidano i fischi ed i mormorii di San Siro per abbracciare un compagno nell’occhio del ciclone, allora è vero. E’ tutto troppo facile.

Se poi trovi un arbitro che arbitra senza voler fare il fenomeno, non molla gialli e rossi solo perché sta giocando a chi l’ha più lungo, che gli errori (pochi ed irrilevanti) li divide equamente da una parte e l’altra senza favorire nessuno allora, se sei più forte, diventa tutto facile.

Ogni partita fa storia a sé, non lo dimentico, e Sabato ci aspetta un impegno tutt’altro che facile. Non mi illudo che il peggio sia passato e giocare a Bergamo contro una Atalante che pare in forma sarà una “passeggiata de salute”. Dovremo sputare sangue e pregare i nostri santi. Non c’è nulla di facile e se arriveremo dove speriamo sarà solo perchè, pur con tutti i limiti, l’avremo meritato. Nel frattempo mi godo questa settimana in cui, forse per la prima volta, respiro a pieni polmoni. Al momento meglio non illudersi e vivere patita dopo partita. Alla fine chissà che pensando a questa stagione non sembri sia stato… tutto facile ?

PS. Se uno stimato professionista che vive e lavora dall’altra parte del mondo riesce ad organizzarsi una trasferta a Londra passando da San Siro solo per poter vedere 11 ragazzotti che scendono in campo per giocare una partita, per avere il piacere di conoscere cinque “dopolavoristi” disperati che hanno in comune con lui solo una passione infinita, lasciatemelo dire, perdonatemi questo scatto d’orgoglio; non c’è nulla di facile. Ci vuole un miracolo. Un miracolo che si chiama Milan …

FVCR

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.