S’ì fosse foco

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S’ì fosse foco, arderei lo mondo
S’ì fosse vento lo tempesterei
S’ì fosse acqua ì l’annegherei
S’ì fosse Dio, mandereil ‘en profondo…
… S’ì fosse Axel, come sono e fui, scaglierei lo pad contra ‘el TV, per distruzione sua e dell’intero mondo.

Per fortuna Domenica sera l’angelo custode era in servizio nonostante il festivo e l’ora tarda. E’ un bravo angelo custode, sempre pronto agli straordinari nonostante sia sottopagato. Eccezionale nello scovare quel piccolo barlume di coscienza nascosto nei meandri della mia rabbia ed a sussurrarmi il mantra che aggiungere il danno alle beffe non sarebbe una cosa intelligente e sbriciolare una TV, distruggendo nel frattempo un PAD, un danno troppo ingente per le mie povere tasche. Grazie a lui ho resistito.

vedere Vecino sembrare Messi non si può sopportare…

Perdere un derby fa male, perderlo quando, dopo anni, ci arrivi da favorito, fa malissimo. Perdere un derby che avrebbe potuto farti fare la svolta che aspettiamo da anni è devastante, perderlo sapendo che quelli là l’hanno meritato è sconfortante, perderlo per resuscitarli quando sono reduci dal peggior periodo dell’anno, raggiunti e sorpassati, con lo spogliatoio in subbuglio, senza il loro miglior giocatore e reduci da due sconfitte che li avevano ammazzati psicologicamente anche peggio. Esserci bruciati le certezze conquistate così duramente, quando potresti essere ad un passo dall’obiettivo, quando con una vittoria (ma anche con un pareggino vista la sconfitta della Roma), avresti messo una seria ipoteca su un futuro roseo è imbruttente. Che un allenatore filosofo di sta ceppa e che considero un piagnone sopravalutato ci abbia babbato tatticamente come fossimo debuttanti e che una squadra disastrata ci batta sul nostro terreno, quello della compattezza e della determinazione, è inaccettabile. Essere traditi dal reparto, la difesa, sul quale avevamo costruito il nostro campionato è, per soprammercato, preoccupante.  Se pe caso fosse entrato il tiro di Cutrone allo scadere (parole di Gianclint che sottoscrivo col sangue) non sarebbe cambiato nulla. Peggio di così non poteva andare con la ciliegina sulla torta del litigio Kessiè/Biglia che toglie anche la sicurezza di avere uno spogliatoio unito, qualità nella quale credevo manco fosse stata scritta sulle tavole della legge.

solo in mezzo a Skriniar e De Vrij non è come essere in mezzo a Goldaniga e Karjnc. I miracoli non può farli nemmeno lui…

Se, come sostiene Max, tre indizi fanno una prova (e per me ha ragione) questa partita trasforma molti sospetti in certezze. Rino, ci piaccia o meno, è bravissimo quando è nella disperazione, quando tutto gli rema contro, quando chiunque altro mollerebbe ma quando deve andare oltre semplicemente non ce la fa. Si attacca alle certezze e se qualcuno gli scombussola i piani (a Spalletti è bastato inserire Vecino tra le linee e giocare con uno scolastico 4-4-1-1 raddoppiando sulle fasce allargando il gioco e mandando in tilt i nostri centrocampisti che non sapevano mai chi andare a prendere e come) si fa cogliere impreparato, reagisce in ritardo e spesso male. Non ho mai discusso le sue scelte, dando per scontato che non sono un tecnico e non vedendo i ragazzi in allenamento non posso giudicare, ma dopo l’ennesima prova incolore (uso un eufemismo per non scadere nella volgarità), il suo insistere su Suso mi perplime (e vai con gli eufemismi…). Che questa squadra non riesca mai ad accelerare (gli ultimi 10 minuti di assalto non fanno testo, è più disperazione che altro) è un altro fatto. Giochiamo a velocità costante e subiamo il cambiamento di ritmo degli avversari. Non siamo mai noi a dettarlo. Per finire, al di la delle considerazioni tecniche che lascio a chi è più preparato, l’impressione deprimente è che al momento sia questa la vera caratura del mix squadra, allenatore, staff, società. Una squadra che può lottare per la CL ma che non da mai sicurezze, che contro le avversarie dirette tende a giocare impaurita ed a squagliarsi alla prima difficoltà, che non sappia affondare i denti nella giugulare dell’avversario in difficoltà, che senta l’insicurezza del suo condottiero al momento del salto tanto quanto ne sente la determinazione quando sembra che tutto sia perduto, che se arriverà all’obiettivo lo farà con il cuore in gola, all’ultimo secondo e soffrendo ad ogni partita come cani.

Come sempre quando si perde, specie quando sono sconfitte così brucianti, la tentazione di sfogarsi e contestare tutto e tutti è forte. Quella di trovare “il colpevole”, un solo, unico colpevole, che è un male molto più facile da estirpare che tanti differenti malanni sommati, anzichè rimanere lucidi è una tentazione ancora più irresistibile. Lo capisco perché ne sono vittima ma è necessario anche fare i conti con realtà. In questo momento della stagione non si può pensare a cambiamenti radicali. Men che meno cambiare il mister, non lo credo possibile e rischieremmo di fare peggio che meglio anche perché sembra abbia la squadra dalla sua parte. La situazione è questa e non possiamo farci nulla. Possiamo solo scegliere se compattarci intorno alla squadra, stringere i denti e soffrire anche noi fino a fine campionato con la speranza di arrivare a quel maledetto quarto posto o se scendere in guerra con la contestazione dura (magari chissà che non facciano come i tristi e che questo non scateni uno scatto d’orgoglio). Francamente questa volta non ne ho idea ma forse è solo lo scoramento post derby. Ho solo una certezza. Io voglio bene a Gattuso, per il suo essere milanista, per la sua serietà e disarmante onestà, per non aver mollato nei momenti peggiori ed essere riuscito a tenere la barra dritta dandoci almeno la possibilità di giocarci il futuro quando la stagione sembrava già buttata. Per questo, come ho già scritto in passato, merita un addio con l’onore delle armi, la fanfara  ed i nostri ringraziamenti (e crocefissi, falci in pugno e bla bla bla fratelli…) ma, specie se riusciremo ad entrare in Champions, insieme ai giocatori che garantiscano la crescita di questa squadra (ed all’addio di certe vecchie cariatidi putrescenti e perniciose), ci sarà bisogno di qualcun altro su quella panca. Sul chi non ne ho idea, la scelta la lascio a Voi.

Per finire una piccola nota positiva oltre al fatto che da qui alla fine del campionato le concorrenti se la dovranno giocare tra loro perdendo fatalmente qualche punto prezioso. Una volta tanto la sosta nazionali torna bene. Credo che in questa situazione qualche giorno di riposo (per i non convocati) o, per i nazionali, staccare un attimo dall’ambiente che non sarà certamente rilassante e ridanciano, possa aiutare a smaltire scorie e brutti pensieri. Mi ritiro in meditazione qualche ora perché sento anch’io l’impellente bisogno di smaltire. Non si deve mollare niente e nulla è perduto, me ne rendo conto, ma al momento, S’ì fossi foco…

PS. Mi spiace molto per Musacchio. Ieri, come spesso ultimamente, tra i migliori dei nostri e uomo che sta dimostrando grande serietà, impegno e Professionalità. Non so se per i giocatori di movimento vale come per i portieri che anche se fanno miracoli a ripetizione se perdono la partita è come se non avessero fatto nulla e si sentono frustrati peggio dei compagni. Aveva segnato, cosa che ai centrali non capita spesso, ed avrebbe meritato che il suo gol contasse qualcosa per goderselo fino in fondo. Temo che non sia così.

FORZA MILAN

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.