Uniti

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E’ finita, il Milan batte l’Hellas al Bentegodi con un calcio di rigore e una partita davvero brutta. Lì per lì sono incavolato e depresso allo stesso tempo, poi penso a quanto successo e un sorriso mi solca il viso perché riuscire a batterli facendo schifo è una giusta e sacrosanta soddisfazione. Dite che sono matto? Neanche per sogno. I “buu” a Kessié, gli insulti “territoriali” a Donnarumma, l’account ufficiale dell’Hellas che twitta cose surreali parlando di fischi per le decisioni arbitrali (!) quando lo stesso speaker dello stadio è stato costretto a leggere il messaggio contro il razzismo non li dimentico. Godo enormemente ad averli battuti giocando malissimo, stragodo.
Ciò che invece mi fa incazzare è il silenzio assordante della lega calcio e compagnia cantante. Si parla tanto di vendere il prodotto “serie A” e all’estero dopo l’episodio di Lukaku a Cagliari e quello di Kessié a Verona giustamente ci considerano al massimo di serie C, altro che balle. Come biasimarli? Eppure dopo lo sfottò di Baka e Kessié ad Acerbi si era mosso tutto il mondo pallonaro, per non parlare della politica, quasi stessimo parlando di due rifiuti della società. Oggi invece tutti muti, non è successo niente!
Siamo il terzo mondo del calcio non ci sono cazzi. Noi quei subumani che insultano gravemente non li vogliamo punire, questa è la realtà. Non parliamo di sfottò, ma proprio di insulti pesanti. Io mi domando cosa deve accadere per prendere provvedimenti: basterebbe vestirsi da scimmia con una cintura di banane oppure verrebbe considerata una citazione di king kong? Per me passerebbe la seconda teoria, ormai stiamo liberando il campo a certi fenomeni e nessuno si accorge che altrove sono stati debellati o confinati e puniti.
Già, perché sarebbe anche ora di parlare di punizioni da parte delle stesse società senza trincerarsi dietro silenzi o motivazioni che lasciano pensare a tutto fuorchè qualcosa di buono. Di esempi ce ne sono a bizzeffe, l’ultimo riguarda un coso (non saprei definirlo altrimenti senza essere volgare) dei Rangers che potendo insultare da vicino il capitano del Celtic gli ha rivolto uno schifosissimo “dov’è tua sorella?” (morta diverso tempo fa all’età di 21 anni per un tumore). La risposta dei Rangers è stata semplice e immediata: bandito a vita da Ibrox. Potremmo anche citare i due cosi dei Saints che mimarono un aereo per la morte di Emiliano Sala (banditi per tre anni) o il coso della juventus che fece la stessa imitazione nel derby della mole (bandito). Se si vuole si possono eliminare dagli stadi questi essere orrendi colpendoli puntualmente, evitando così che questi tumori si propaghino. Ogni anno sentiamo ripetere la litania di stadi che devono avvicinare le famiglie, poi quando occorre usare la ramazza o un bel caterpillar, tutti muti. Dignità questa sconosciuta. Il silenzio che arriva dalle istituzioni calcistiche e i tentativi di far passare in fanteria come sfottò quanto accaduto in sole 3 giornate di campionato è francamente schifoso e non è un caso che queste figure di palta all’estero pesino. Però hanno ragione loro, il problema del prodotto serie A è la pirateria…

Mancano meno di tre giorni al derby e come ogni anno l’adrenalina si alza a livelli inverosimili, la differenza è che quest’anno ritengo un miracolo fare un punto e vedo il rischio di imbarcata dietro l’angolo. Questa idea non è legata alla vicenda Paquetà, a Suso o chi volete voi, quanto piuttosto ad una forma atletica ancora precaria e una manovra d’attacco ai minimi termini. Segnare solo due gol (uno su rigore) contro tre candidate alla retrocessione è un campanello d’allarme che a dire il vero assomiglia più a una sirena antiaerea. Un frastuono assordante per il mio milanismo.
Gioco o non gioco il problema risiede anche nei numeri che i giocatori portano in saccoccia e basterebbe vedere quelli dei nostri centrocampisti e attaccanti per capire di non avere troppe frecce al nostro arco. L’esempio migliore è il Napoli, una squadra che può segnare in ogni partita quasi con chiunque: da Fabian Ruiz a Zielinski, da Mertens a Milik passando per tutti gli altri. Per me l’errore di mercato più evidente è da ricercare proprio lì non avendo preso almeno un giocatore capace di portare in dote un numero di gol non indifferente. La speranza è che il giovane Leao sia una nuova freccia nella faretra e solo il tempo ci dirà delle sue vere potenzialità. Aspettiamolo.
Sabato sera però incombe, quella tensione che mi fa affettare con lo sguardo chi parla del derby con un sorrisino pure, per cui chi se ne fotte se siamo sfavoriti e non abbiamo ancora un gioco: buttiamo il cuore oltre l’ostacolo. E’ vero lo scrivo spesso e altrettanto frequentemente finisce male, ma Conte non scende in campo così come Giampaolo. Usiamo le armi che abbiamo unite alla convinzione, un tifo veemente e tanta adrenalina come quella mostrata da Donnarumma al fischio finale al Bentegodi. Uniti.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.