Pavoni

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Strano animale il pavone. Identificato come il simbolo del narcisismo, ai miei occhi il pavone maschio appare più come un animale disperato che cerca in qualsiasi modo di farsi notare con la sua ruota dai mille occhi e i suoi versi. Per dirla tutta fa mille manfrine per farsi notare, per contare qualcosa nella massa, perchè in fondo la pavona non se lo caga neanche di striscio e allora prova ad atteggiarsi, mostrarsi più bello di quello che è, con versi che raggiungono gli ultrasuoni. Per me i pavoni sono esseri senza senso, non servono a niente.
Non so perché ma dopo la faziosissima cagnara seguita allo sfottò con la maglia di Acerbi rivolta alla sola curva rossonera (durato 3 secondi, lo ripeto, 3 secondi) mi è venuto in mente questo animale. Si sono alzate mille voci una più sconclusionata dell’altra, personaggi più o meno sconosciuti hanno sentito il bisogno di fare la loro bella ruota per cercare un posto al sole, quel po’ di visibilità che serve per non sentirsi totalmente inutili. L’assurdità di tutto questo clamore, e la dimostrazione di essere dei pavoni qualsiasi, diventa palese quando chi vuol scatenare una rissa viene tralasciato e chi ha proferito parole offensive nei confronti di un addetto stampa disabile, non viene nemmeno preso in considerazione da questo circolo di pavoni. Già, bisogna prendersela con due giocatori che nel mondo di oggi, fatto di perbenismo solo a convenienza, non possono lasciarsi andare ad uno sfottò iniziato via social e terminato dopo aver mostrato per 3 secondi (a esagerare) la maglia del rivale successivamente all’adrenalina post partita e post rissa sfiorata a causa di alcuni giocatori della lazio. Niente, secondo coloro che stanno belli seduti con pantofole e vestaglia, questo gesto merita la corte marziale, ma che dico, la santa inquisizione! Hanno già preparato le pire in cui arderli con religiosa indulgenza, mica abbiamo faide tribali qui da noi.

Ovviamente tra i balletti con la ruota un posto sembra cercarlo il presidente Gravina, colui che fino a pochi mesi fa era presidente di quel gran laboratorio di fallimenti societari che è la lega pro:

Quello che è avvenuto a San Siro è un atteggiamento irriguardoso e, come ha detto anche il sottosegretario Giorgetti, indegno, che va punito, denunciato e valutato secondo le violazioni delle norme e dei principi etici del nostro mondo. Acerbi è un ragazzo straordinario, ci sono state delle punzecchiature sui social e forse, come ha detto Gattuso, dovrebbero usarli di meno e dedicarsi di più alla preparazione delle gare. Ma dando la sua maglia e stringendo la mano ai giocatori del Milan ha dimostrato di voler chiudere ogni polemica. Esibire la maglia come uno scalpo sotto la curva credo sia una reazione antipatica che dobbiamo prevenire”. (fonte repubblica.it)

Va punito, denunciato e valutato secondo le violazioni delle norme e dei principi etici del nostro mondo? Esatto, con un’ammenda perchè grazie al cielo è solo uno sfottò, di dubbio gusto e classe se volete, ma la maglia non viene calpestata o altro e, è sempre bene ricordarlo, viene mostrata per 3 secondi alla sola curva. Strano notare che tutta questa rigidità sui principi etici del mondo pallonaro arrivi da Gravina, lo stesso che da unico candidato alla presidenza della FIGC così si pronunciò in merito agli scudetti esibiti dalla juventus: “Io credo che la Federcalcio non possa usare il pallottoliere per contare gli scudetti di una società. Se qualcuno lo ha fatto, bisogna chiedere a lui. Non ho nessuna intenzione di focalizzare il mio tempo su vicende del passato. Comunque la federazione ha diffidato la Juventus, ma oltre non possiamo andare. Se loro continuano a dirlo, cosa facciamo? Ognuno rimane delle propria idea” (fonte Messaggero)
Una famosa battuta recita Hello? McFly? C’è nessuno in casa?
Facile trasformarsi in pavoni su una bazzecola, più difficile far rispettare valori e sentenze provando a cavarsela con un “oltre non possiamo andare” come se la FIGC non fosse l’organo di controllo e organizzazione della serie A. A questo punto a che serve la FIGC? Ah sì, a fare i pavoni e dimenticarsi dei problemi veri del calcio.
Gravina non è stato l’unico a mostrarci una bella ruota, ne ha fatto bella mostra anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti ha continuato la sua “battaglia” su quanto accaduto anche dopo la decisione del giudice sportivo perché “Uno sportivo non può fare un gesto come quello dell’altra sera. Il giudice sportivo ha ritenuto di non dover intervenire? E io invece spero che non finisca qua. Vedo i presidenti che si arrabbiano perché chiediamo di contribuire alle spese per la tutela della polizia, poi però se i tesserati provocano i tifosi avversari non muovono un dito. Il Milan avrebbe dovuto condannare questo gesto, non l’ha fatto. Bravo Gattuso, meno bravi i dirigenti. Chiunque abbia fatto sport sa che quello è stato un gesto sbagliato”. (fonte corriere della sera)
Spero non finisca qua. E la miseria e che gli devono fare? Squalificarli perchè giocano lo sport più televisivo sacrificandoli sull’altare del pavoneggiamento? Questi altari però son pericolosi, scivolosi, si può mettere un piede in fallo e sbattere il muso.
A proposito di fallo ricordo un tweet riferito alla partita tra la Pallacanestro Varese e la Vanoli Cremona in cui si vede una persona più importante di uno sportivo, direi un sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport. Io non so se Giorgetti abbia pronunciato parolacce o meno nei confronti dell’arbitro, però a occhio direi che secondo il suo metro non è proprio l’atteggiamento consono ad una figura così di spicco per lo sport perché dovrebbe dare il buon esempio agli spettatori di tutto il palazzetto e rispettare ogni decisione arbitrale. Non dovrebbe uniformarsi a coloro che imprecano o protestano vivacemente contro gli arbitri, o no? O i giocatori vanno condannati (per 3 secondi) perchè il calcio è seguitissimo? Come gira la ruota, anche quella del pavone.

Dopo la vittoria in champions league dell’Ajax ci sentiamo tutti più riconciliati col calcio ed il perchè è presto detto. La gobba è uscita? Certo, ma la riconciliazione sta nella vittoria del gioco rispetto ai calci a un pallone. In Italia abbiamo ormai perso da troppo tempo la stella polare del gioco sacrificato sull’altare del risultato nonostante a vincere sia uno solo, allora perché ci siamo ridotti così? Secondo me ci crediamo superiori e nonostante il calcio vada avanti continuiamo a pensare a non prenderle, poi le prendiamo lo stesso e diamo la colpa all’allenatore, scelto non per il gioco ma perchè “affidabile, subisce poco e non gioca malaccio”. Già, ma tolto l’Atletico Madrid ci sono altri esempi vincenti del genere? Non dev’essere l’infatuazione per il Ten Hag di turno a far cambiare idea su come giocare, ma l’evoluzione del calcio negli anni. Da sempre aspiro a una filosofia di calcio riconoscibile in tutte le categorie, in grado di generare un circolo virtuoso perchè se alla fine vince solo uno, tanto vale provarci giocando bene.
A Parma però non occorrerà filosofia, anche perchè non ne abbiamo, ma tre punti per provare ad allungare dopo la vittoria di sabato scorso. La Champions ci serve non solo per i soldi, ma per ricordarci come si gioca in europa perchè il Milan se l’è proprio dimenticato, ormai intorpidito dal gioco sparagnino o se volete non europeo. Quindi vediamo di andare in champions, anche a prendere bastonate se necessario, almeno capiremo che per vincere occorre tornare a fare gioco. Forza ragazzi regalateci una serena Pasqua.

Seal

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Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.