Milan, i numeri della prima parte di stagione

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Il primo terzo di campionato è andato e come ogni anno do uno sguardo a numeri e classifiche per capirne di più su quanto accaduto. Non sto certo a sindacare sul fare schifo, piuttosto vorrei provare a dare un minimo di spiegazione alla nostra classifica cercando le eventuali differenze tra Pioli e Giampaolo oltre a verificare se le statistiche corroborano i pensieri più comuni dei tifosi.
Premessa: per provare a dare una risposta alle mie domande ho utilizzato i dati elaborati da wyscout.com. Non ho mai creduto che tutto fosse spiegabile attraverso i numeri, ma sono un ottimo ausilio per comprendere più compiutamente certe dinamiche senza per questo avere il dono dell’infallibilità. Fatta questa doverosa precisazione, ho cercato di rispondere a una serie di affermazioni più o meno diffuse.

Da Pioli a Giampaolo alla fine non è cambiato nulla – Mica vero. Prima di motivare quest’affermazione bisogna tenere a mente le condizioni di partenza:

a) breve periodo analizzato (7 partite Giampaolo, 6 partite Pioli)
b) Giampaolo ha fatto la preparazione con la squadra e ha potuto sperimentare nelle amichevoli, Pioli gli esperimenti è costretto ad effettuarli in partite ufficiali
c) Giampaolo ha affrontato un solo avversario di rango (Inter), Pioli ben quattro (Roma, Lazio, Juventus e Napoli)

Osservando la tabella Giampaolo esce sconfitto su tutta la linea rispetto a Pioli. Nonostante avesse affrontato avversari molto più alla portata ha una media “gol attesi” (i famosi xG) inferiore a quella di Pioli. Stessa cosa si può dire per i “gol subiti attesi” (xGA) dove Pioli nonostante avversari molto più ostici ha una media migliore e non è tutto. Andando ad analizzare i tiri in porta si scopre che con Giampaolo sono stati 22 in 7 partite contro i 30 in 6 partite di Pioli nonostante quest’ultimo abbia dovuto affrontare difese nettamente superiori.
Giampaolo aveva bisogno di più tempo? Tutto può essere nella vita, ma guardando i numeri la situazione appariva tragica. Pioli è una medicina efficace? Mah, diciamo che i primi dati sono positivi rispetto al predecessore, ma il campione è ridotto e bisogna vedere alla distanza.

Senza Gattuso e Bakayoko abbiamo perso l’unica cosa buona della passata stagione, la fase difensiva – Nì. Nonostante tutti parlino della difesa come un grande male di questa stagione ad oggi non è affatto così. Dalla tabella sui gol subiti si può notare come a questo punto del campionato il valore sia costante da diversi anni. Va ricordato che l’anno passato Bakayoko prese il posto di Biglia solo a partire dal recupero contro il Genoa (31 ottobre) e dopo una fase di rodaggio fece svoltare la nostra fase difensiva.
Bisogna comunque dire che la media dei “gol subiti attesi” nelle prime 13 giornate era migliore con Gattuso così come il numero di tiri in porta subiti risultava inferiore. L’aumento dei tiri in porta subiti (16%) lo si deve con molta probabilità all’impostazione tattica (meno coperti e con terzini meno inchiodati), ma ad oggi sul lato pratico (gol subiti) la differenza non si vede.

Dobbiamo guardarci alle spalle! Ma no, possiamo ancora andare in europa! – Ad oggi la diatriba tra pessimisti e ottimisti non dà vincitori. Aggregando le classifiche di attacchi e difese oggi il Milan risulterebbe undicesimo, ossia la posizione che occupa. Al momento senza grandi sferzate o tracolli si viaggia verso un campionato anonimo nella zona media della classifica nonostante i soli quattro punti di distacco dalla prima delle retrocesse.
Ad avvalorare questa tesi ci sono i dati sui tiri. Ad oggi l’unica statistica che ci accomuna alle squadre in lotta per non retrocedere riguarda i tiri in porta effettuati in cui risultiamo tragicamente quintultimi nonostante il numero di tiri totale non sia un completo disastro (decimi). A confermare come la produzione offensiva sia un grosso problema c’è anche la statistica sui “gol attesi” che ci vede quindicesimi.
La difesa però non ha nulla a che fare con le squadre che lottano per non retrocedere, anzi. Il Milan è una delle squadre che concede meno tiri in porta (ottavo) con dati non dissimili da juventus, roma, lazio; parlando della totalità dei tiri concessi il Milan ha “addirittura” la quinta miglior performance. A rimettere tutto a posto ci pensa il dato sui “gol subiti attesi” che ci attesta al nono posto cioè in posizione tranquilla.
Se vogliamo scendere nel particolare dobbiamo sempre ricordarci che c’è stato il cambio di allenatore. Nonostante avversari mediamente più forti rispetto a quelli affrontati da Giampaolo, Pioli ha invertito il dato su tiri in porta fatti e subiti portandolo in leggero avanzato positivo mentre prima era drammaticamente negativo e anche qui non è tutto. In pratica tutti i raffronti relativi ai tiri sotto le due gestioni migliorano con Pioli e, senza cataclismi o filotti inverosimili, ad oggi si potrebbe ipotizzare un posizionamento tra l’ottavo e il decimo posto dando torto sia a pessimisti che ottimisti.

In attacco era meglio Gattuso! – Vero. A questo punto della stagione il Milan aveva segnato 22 gol contro gli attuali 12. Guardando la tabella qui riportata si può notare come tutti i valori siano ampiamente migliori di quelli attuali. C’è anche da aggiungere che rispetto ai “gol attesi” il Milan attuale è un po’ sfortunato (o impreciso) mentre nella passata stagione non girava proprio male.
Nonostante il campione ridotto e sbilanciato due parole su Pioli le vorrei spendere. Guardando i numeri riportati nelle precedenti tabelle è verosimile pensare che con lui da inizio campionato non si sarebbero discostati troppo da quelli della passata stagione. Non parlo di punti in classifica, quelli dipendono da molti fattori, ma delle statistiche relative all’attacco.

Piatek è una pippa vs Non gli arrivano i palloni – Bel dilemma. Come si può vedere dal rapporto tra xG e gol, l’anno scorso Piatek aveva numeri da bomber di razza mentre quest’anno sembra un javi moreno qualsiasi. Qual è quello vero? Non credo sia un bomber di razza, ma ho dei dubbi sul fatto che sia quello visto in questa stagione. D’altro canto l’assunto sui pochi palloni in avanti non appare veritiero. Anche se gioca un po’ differentemente rispetto a prima, guardando il numero di tiri effettuati a partita non ci sono differenze con la passata stagione, il punto di discontinuità è la precisione decisamente inferiore.

Non segniamo nemmeno con le mani – Direi che non ci discostiamo molto dalla realtà. L’anno passato a questo punto della stagione l’attacco del Milan era formato da Higuain, Suso e Calhanoglu con Cutrone come riserva. Quest’anno abbiamo Piatek, Suso e Calhanoglu con Leao come riserva. Come si può vedere i gol attesi dai due attacchi (escludo calhanoglu in quanto più centrocampista) non si discostano di molto (in pratica mancano le occasioni di Suso), mentre la trasfromazione in gol delle occasioni è completamente diversa. In parole povere nonostante Higuain fosse depresso per la cacciata dalla juventus la sua tecnica superiore ha fatto la differenza così come il periodo d’oro di Suso.
Per ora la scommessa su Piatek non sta pagando e Suso ha bucato il suo periodo di vacche grasse mostrando tutta la mediocrità di un attacco senza certezze. Alla fine il calcio è semplice: serve gente che l’ha sempre buttata dentro.

Considerazioni finali – A guardare le varie statistiche la società dovrebbe pensare fin d’ora a sistemare le falle di questa rosa in vista dell’anno prossimo perché nessuno può rimettere in carreggiata questa stagione visti gli errori compiuti nella scelta del mister (ha molte colpe) e del parco attaccanti. Diciamo che c’eravamo arrivati tutti, ma quando i numeri certificano le sensazioni tutto appare più chiaro.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.