Il nuovo Milan

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Paolo e Giampaolo. Il nuovo Milan voluto da Gazidis sembra partire da questi due nomi dati ormai per certi da chiunque in qualche modo orbiti attorno al mondo rossonero. Ricordo ancora la conferenza-funerale di Gattuso in cui di fatto anticipava il suo licenziamento/sostituzione e lì mi convinsi che il nuovo mister fosse già stato non solo individuato, ma bloccato,in poche parole una programmazione coi controfiocchi. Certo l’annuncio sarebbe arrivato quando più avrebbe fatto comodo per creare aspettativa e dar linfa a tutto quel carrozzone definito calciomercato, ma quanto doveva essere fatto era già stato fatto. “Bene così” diceva la mia testa, ma col senno di poi direi che non avevo capito nulla.
Non giudico l’uomo Giampaolo così come non giudico l’uomo Maldini, ma se focalizzo nella mia mente la parola “risultati” i dubbi sono considerevoli. Cristallino che nessuno al mondo possa assicurare a priori il raggiungimento di determinati traguardi sportivi tali e tante sono le variabili, ma se dovessi centrare assolutamente il quarto posto (avessi detto) sceglierei Maldini e Giampaolo per ruoli apicali? La mia risposta è no. A mio parere Maldini ha ancora poca esperienza per determinati ruoli e fare la gavetta come nell’anno appena trascorso era la soluzione migliore. Su Giampaolo a torto o a ragione si sprecano ironie da una parte e una sfilza di endorsement dall’altra, tali da non capirci nulla. Se devo essere sincero tutte queste lodi sperticate mi lasciano più che perplesso per un tecnico che, fino a prova contraria, non ha la fila davanti alla sua porta e ad oggi ha avuto un unico vero exploit targato Empoli nell’anno post Sarri (decimo posto).
A tutto questo aggiungiamoci che con la partenza di Leo (già anticipata dai giornali parecchio tempo fa) non è stato rintracciato subito un direttore sportivo. Sicuramente Gazidis è il dirigente più furbo del mondo e tutti gli uomini sono già pronti a prendere il loro posto da diverso tempo con trattative di mercato già avviate e quasi concluse, ma scusatemi se il dubbio di una certa dose di navigazione a vista rimane.

Gli allievi di Giampaolo secondo la stampa

Se davvero avessero programmato tutto per tempo l’allenatore in pectore potrebbe mai essere Giampaolo? Non me ne vogliano i suoi ammiratori, ma il tecnico di Giulianova in quanto a risultati sportivi non ha mai realmente brillato, non è nemmeno paragonabile a Gasperini che ad oggi non ha vinto nulla. Il Milan in questo momento avrebbe bisogno di un allenatore di ben altro peso, ma se proprio cercassimo una rivoluzione calcistica il tecnico scelto con calma mesi fa potrebbe rispondere all’identikit di Giampaolo? Per me no, anche se nelle ultime due settimane ho scoperto che l’allenatore della Sampdoria è una sorta di guru studiato in mondovisione capace anche di fermare il surriscaldamento globale. Questa divinizzazione di Giampaolo sarà il primo fantasma che gli farà visita (come fu per Gattuso) perché inevitabilmente si alzano le aspettative su di un mister che non è Guardiola, Klopp o chi volete voi, ma che grazie a questa campagna mediatica verrà giudicato anche per ciò che non è, dandogli poi colpe che non avrà. Sicuramente avrà ragione chi ce lo descrive come un vero fuoriclasse della panchina e mi prenderò più che volentieri tutti gli sfottò del caso, ma dopo tanta aspettativa ho il terribile presentimento di vederlo trasformato in un morto che cammina o in un fantoccio a cui dar fuoco alla seconda se non alla prima sconfitta, trovandosi così assediato ben peggio di Gattuso.

Dall’altra parte del naviglio per rilanciarsi hanno scelto una strada ben diversa. Nel giro di pochi mesi sono arrivati prima Marotta e poi Conte ossia due figure con parecchia esperienza alle spalle a tutti i livelli, anche altissimi, con vittorie di titoli e trofei nella loro sacca. In breve l’inter ha messo sotto contratto gente che sa come si vince e come reggere la pressione (lasciamo perdere il fatto che siano ex gobbi non è quello il punto), noi ad oggi ci dovremmo affidare a un ds ancora da nominare (speriamo si liberi qualcuno di affermato), Maldini nel ruolo di dt (mai ricoperto) e Giampaolo come allenatore (mai andato oltre la metà classifica). Se le scelte di Gazidis dovessero rivelarsi vincenti bisognerebbe costruirgli una statua all’ingresso di milanello, perché ad oggi, ripeto ad oggi, vedo solo l’ennesimo anno zero partendo da zero certezze, un vero incubo per il sottoscritto. Se Giampaolo dovesse essere il nostro allenatore, spero possa avere a disposizione una rosa a lui congeniale perché il primo a finire sul banco degli imputati sarà proprio il mister ed auspico si possa giocare appieno le proprie carte senza dover adattare uomini al suo modulo. In parole povere oggi più che mai un ds già operativo da mesi sarebbe necessario perché un tale cambio di modulo impone una rivoluzione tra centrocampo e attacco di proporzioni non indifferenti, ma sicuramente Gazidis avrà già messo tutti al proprio posto quindi le mie preoccupazioni saranno eccessive.

In attesa di scoprire quale sarà il nuovo quadro dirigenziale/sportivo, Rocco Commisso ha acquistato la fiorentina dai Della Valle. La notizia di per sé non mi fa né caldo né freddo ma è interessante scoprire come colui che poco più di un anno fa veniva definito da alcuni giornalisti come una sorta di avventuriero lanciandosi addirittura in l’uomo da 2,6 mld di debiti che vuole il Milan oggi venga raffigurato come un tycoon. Probabilmente in questi pochi mesi deve aver trovato il petrolio sotto i piedi, oppure è una delle tante magie di quel giornalismo sportivo sempre pronto a cambiar lato salvo poi indignarsi se persone come mister Gattuso rispondono per le rime.

Un’ultima battuta sulla Uefa che ieri ha rimandato tutto in attesa del pronunciamento del Tas per poi pronunciarsi a sua volta. Non so voi, ma questo continuo rimbalzo tra Uefa e Tas mi ricorda tanto la scena del lasciapassare A38 in un vecchio cartone animato con Asterix e Obelix. Chi impazzirà alla fine?

Seal

E ora il sondaggione!

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.