Il giorno del giudizio

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Alle 22.30 circa di domenica è comparso nel mondo Milan un automa, un T -1000punti composto di utenza liquida capace di assumere le sembianze di qualsiasi persona pronta a gettarsi dal balcone di casa perchè oramai da qui a fine anno non ne vinciamo più una e le altre le vincono tutte.
Il Milan dal canto suo è un po’ come John Connor, giovane, un po’ uno scavezzacollo che col passare del tempo si è plasmato attorno al suo T-8 prendendone pregi e difetti, ben sapendo che da quell’esperienza ne uscirà migliore di prima, sicuramente non pronto a vincere, ma certamente temprato. Il giorno del giudizio è appunto partito domenica notte, quasi dimenticando il percorso fatto per “proteggere” il nostro John Connor perché in fondo a pensarci bene non è tutto già scritto come pensava Sarah.
Non vi parlerò del derby e del mio giudizio su Gattuso e Suso che già conoscete a memoria e non viene spostato di una virgola da questa partita e dal suo risultato. Quello di cui vorrei parlarvi è la reazione non tanto delle ore calde post-partita, ma di quelle a mente fredda in cui l’incazzatura è cocente, ma i dati oggettivi tali rimangono.

io durante il derby

Sia chiaro, perdere un derby, specie quando sei oggettivamente il favorito e non lo vinci in campionato da tre lunghi anni, fa girare le scatole in maniera vorticosa. Menomale che non bestemmio altrimenti durante la partita Belzebù avrebbe aperto una voragine nel pavimento applaudendomi per poi cedermi il suo posto, però…c’è un però. Nella mia testa tutto questo deve rimanere vincolato alla stracittadina perchè ho sempre pensato al tifoso milanista come un tifoso non provinciale, in cui un derby di questo tipo, un derby non di champions league e nemmeno decisivo, rimane “solo” uno dei tanti derby e non si trasforma nell’evento più importante dell’anno perso il quale si chiude baracca e burattini e si dichiara il fallimento della stagione. Non è il derby di Genova, Roma o quello che volete. Ho mille motivi per essere infuriato, e non li tiro fuori o finisco domattina, ma sicuramente non c’è la fine della nostra stagione perché questo derby non pregiudica una beata minchia, come direbbe Cetto La Qualunque. E invece no, per molti pare che tutto sia finito lì, non ci sono speranze, tutti ci faranno il culo a strisce e siamo già fuori dalla champions. Pozzetto da buon milanista avrebbe l’espressione giusta a riguardo.
Abbiamo offerto una prova senza capo né coda? Certo. Abbiamo perso? Sì. Dovevamo ammazzarli? Altroché. Siamo spacciati? Assolutamente no. Dopo questa sconfitta siamo quarti con la Lazio potenzialmente a tre punti, non settimi col quarto posto a sette punti. C’è una bella differenza.
Una buona società deve farlo percepire ai calciatori e all’ambiente perché quello di domenica era a un match point a nostro favore e non a favore dei nostri avversari. Tranquillità, questo è ciò che ci vuole, altro che teste che rotolano e drappi. Non è il tempo, qualunque sia l’opinione su tutto e tutti. Fino a prova contraria il vantaggio in termini di punti lo abbiamo noi quindi bisogna star vigili, allerta, concentrati ma tranquilli. Per me un derby in cui non si assegna nulla di definitivo non può trasformarsi nel giorno del giudizio. Questo è il derby di Milano, se lo facciamo diventare come da altre parti allora la provincializzazione non se ne andrà mai.

Quello che si potrebbe provare ad analizzare a mente fredda sono gli scontri con le grandi o presunte tali del nostro campionato per capirne di più sul nostro John Connor.
Il dato credo lo conoscano quasi tutti: contro gobbi, inter, napoli e le romane ad oggi il Milan ha conquistato una sola vittoria in campionato racimolando quattro sconfitte sulle cinque totali. Una mazzata direi. Ma le altre (gobbi esclusi) come sono andate?
Per quanto i risultati del Milan siano mortificanti (6 punti su 24 disponibili) non è che le romane se la passino tanto meglio. I gol segnati sono uguali (la roma ha una partita in meno) così come non sono molto differenti il numero delle volte in cui la porta è rimasta inviolata (una per milan e lazio, zero per la roma). Se poi si guardano i gol subìti rispetto al totale Milan e lazio viaggiano attorno al 50%.
Che vò dì? Sicuramente il disastro di risultati che vediamo negli scontri diretti non è dissimile da quello delle romane che a conti fatti erano pronosticate dai più come le nostre competitors. Se dovessi fare una previsione la rivale più pericolosa sarà la lazio perché come loro difficilmente vinciamo uno scontro diretto, anzi quasi tutte le sconfitte arrivano proprio in queste partite. Direi che, per motivi diversi, come le romane siamo inferiori alle altre o se volete non siamo ancora pronti a giocarcela davvero alla pari con serenità. Dal mio punto di vista se riteniamo rose e allenatori di lazio e roma buoni e nulla più, lo stesso deve valere per noi.
Noi ad esempio abbiamo giocatori che difettano di personalità in queste partite (uno per tutti rodriguez) e non credo la si possa ottenere senza risultati eclatanti o con giocatori come saint-maximin (è solo un esempio) perché la spavalderia e “l’ignoranza” sono una cosa, la personalità un’altra. La rosa è appunto buona, potrà dare bei frutti a mio giudizio, ma a giugno servirà la svolta con giocatori in grado di far fare la differenza a squadra e compagni

Parlando di personalità, Alessio Romagnoli ha stranamente offerto una prova incolore, ma come capitano ha sempre dato il suo e suonato la carica più volte nella stagione. Ciò che non mi spiego è il suo status di eterno ammonito per proteste. O ho un televisore differente che mi prende per i fondelli o qualcosa non mi torna perché quando va a chiedere spiegazioni all’arbitro allontana i compagni, mette le mani dietro la schiena e non sembra ringhiargli contro con la bava alla bocca. Insomma un gentleman nel calcio nostrano.
Possibile che con calma e tranquillità dica all’arbitro “ma sei cecato?” o “l’unico fischio che hai azzeccato era quello della fine del primo tempo”? Io questa situazione vorrei che cessasse una volta per tutte perché se in qualche modo Romagnoli sbagliasse nel porsi (mah) dovrebbe trovare un modo per correggere questo difetto, in caso contrario qualcuno in società dovrà chiedere spiegazioni, perché un capitano perennemente ammonito per proteste è qualcosa di ridicolo.

Seal

Ed ora dopo tanto tempo torna il sondaggione!


Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.