Il funerale del calcio

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Martedì ore 20:30, le campane risuonano a morto. Ventidue persone si ritrovano su un campo da calcio senza uno scopo ben preciso, a un certo punto entra anche un arbitro con il pallone in mano e parte la marcia funebre con in coda i due allenatori. Davanti si staglia l’effigie di Rinus Michels.
Dagli altoparlanti del Dall’Ara si celebra il requiem del calcio totale, della durata di quasi due ore. Nonostante l’occasione meritasse la massima attenzione, i più si sono addormentati, qualcuno è morto assiderato per il freddo (scampando però a una lunga agonia), altri si sono risvegliati chiedendo in che secolo si trovassero. A fine partita un bimbo dall’aria smarrita ha chiesto al padre quale fosse lo scopo del calcio e lui con fiero orgoglio gli ha risposto “segnare un gol tirando in porta. Forse anche tu un giorno riuscirai a vederne uno e potrai dire a tuo figlio di aver visto un gol su azione manovrata. Sono vere emozioni”.

Bologna-Milan

Bologna-Milan è stato questo, un funerale del calcio. Pattume indifferenziato in cui trovi un po’ di tutto, da allenatori che non hanno la minima idea di cosa sia la fase offensiva, a giocatori scarsi o con la personalità di un criceto. Non è un caso che questo requiem sia andato in scena nello scontro tra l’inventore del 540 ed il tossicologo. Come in un film demenziale nessuno sapeva che cavolo farci col pallone. Quelli del Bologna han subito chiarito che se sono in zona retrocessione un motivo ci dovrà pur essere, dandoci così la palla e aggiungendo “fate come ne avete voglia noi non sappiamo cosa farci con questo coso sferico”. I nostri, totalmente impreparati all’evento, si son guardati stupiti e in perfetto dialetto milanese han detto “mister che minkia facciamo?”. Ne è seguito un dibattito su veleni e antidoti dove nessuno ha capito niente, ma visto il volto cianotico del turco, per non sbagliare i compagni gli hanno somministrato una fiala contro il morso da crotalo. Non cambiando una mazza hanno quindi deciso di chiamare la sostituzione pensando al peggio. A quel punto i calciatori hanno incominciato a chiedere nuove istruzioni perchè pur provando a toccare con mano gli avversari o la palla, quelli del Bologna non avevano intenzione di toccare quella cosa sferica. Alla fine è apparso chiaro come il motivo della scialba prestazione sia stato l’essersi dimenticati le fiale di veleno a Milanello.

highlights Bologna-Milan

Questo delirio scritto un po’ per sdrammatizzare, e un po’ perchè non mi sono ancora ripreso da uno stato confusionale legato alla partita di martedì, credo possa riassumere l’ironia con cui prendere una prestazione imbarazzante sotto tutti i punti di vista.
Il problema vero è il non avere un solo colpevole. Se ci fosse basterebbe allontanarlo da Milanello e tutto si risolverebbe, ma non è così. Il tecnico non ha schemi offensivi e dopo un intero anno non è ancora riuscito ad imbastire una manovra di contropiede. Incredibile. Anche contro il Bologna abbiamo assistito a ripartenze casuali, in taluni casi lo smarrimento sul cosa fare era così evidente da dover assistere a calciatori in attesa dell’arrivo di compagni e avversari. Roba da mani nei capelli. Aggiungiamoci che continuare a chiedere scusa non migliora la situazione. Le scuse valgono nel momento in cui producono una reazione, ma se così non è diventa solo uno stucchevole al lupo al lupo. Lo stato di emergenza della squadra è chiaro, ma un gioco corale degno di questo nome aiuterebbe in tal senso perchè qui non ci sono i Messi, Ronaldo, ecc.
C’è però Higuain che dovrebbe prendersi carico di questo gruppo quando le cose van male, risolvendo anche da solo le partite, ma finora non è accaduto. Anche qui le colpe van divise perché un po’ ce la mette lui e un po’ una manovra che regala palloni giocabili col contagocce. E qui veniamo anche alla rosa.
Ma questa rosa è stata assemblata per giocare con quale modulo? Io ancora non l’ho capito. Il meno peggio è il 433, ma non abbiamo una sola ala capace di dare profondità e di vere mezzali nemmeno l’ombra. Se si prova a fare il 442 giochiamo con due esterni (si fa per dire) su due a “piede invertito”. La verità è che siamo male assemblati e le toppe portate da Leonardo finora sono servite a poco e nulla. Anche lui ha le sue colpe, vediamo cosa succederà nel mercato di riparazione perchè noi di cose da aggiustare ne abbiamo parecchie.
A tutto questo aggiungiamoci dei giocatori incapaci di dar luogo a una minima reazione d’orgoglio dopo l’uscita in europa league, pur affrontando una squadra capace di subìre oltre 1,5 gol di media a partita fino a quel momento, rappresentando la quinta peggior difesa del torneo. Per battere questo Bologna in crisi nera non servivano certo manovre da calcio champagne, serviva avere come prima cosa gli attributi.
E’ giunto il momento che tutto il gruppo Milan si parli seriamente e sinceramente perchè ognuno ha colpe gravi: dirigenza, allenatore e giocatori. Chiunque si estraniasse dalle proprie responsabilità segnerebbe il fallimento di questa stagione, e già se ne annovera uno alla voce europa. Mister Gattuso non è adatto a portare il Milan ad alti livelli, ma questi giocatori lo sono? E la dirigenza sa come porre rimedio? Crogiolarsi dietro il quarto posto può dare un po’ di sollievo solo se a fine anno quello sarà il posto ottenuto, ma le cose van viste nel complesso perchè non siamo nemmeno a metà campionato e distiamo quasi 20 punti dai gobbi e più di 10 dal Napoli, descrivendo perfettamente la nostra dimensione, quella del nostro mister e dei nostri calciatori.

Per aspera ad astra, o almeno speriamo sia così.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.