Il Bounty

7311

Come al solito il Milan di mister Gattuso sembra dare il meglio di sé quando la situazione diventa da codice rosso. Dopo la mattanza di Jeddah i rossoneri si sono presentati a Genova con una coppia di difensori centrali formata dalla prima e dalla seconda riserva, oltre ad Abate sulla destra, ossia la riserva della riserva del terzino titolare. Se a centrocampo l’assenza di Kessié era comunque colmabile grazie all’arrivo di Paquetà e l’arretramento di Calha, in attacco il problema si ripresentava con la riserva della riserva della prima punta in fascia, la riserva della punta titolare come terminale offensivo e Suso visibilmente a mezzo servizio.
Essendo in perenne emergenza a volte dimentichiamo queste circostanze sussultando solo quando davanti ai nostri occhi si staglia l’inimmaginabile, cioè l’infortunio dopo pochi minuti di Zapata con conseguente spostamento di Abate in posizione centrale (il terzo terzino in rosa diventa il quinto centrale) e l’ingresso del titolare della fascia destra ancora indietro atleticamente e con una naturale attenzione nei contrasti.
In queste condizioni le possibilità che vada tutto a ramengo aumentano in maniera vertiginosa, ma se il portiere è in serata puoi passare la burrasca (il primo tempo) per poi riordinare le idee nella ripresa. Se a Doha Donnarumma è stato decisivo in negativo, a Genova lo è stato in positivo permettendo alla squadra di reggere l’urto non previsto per l’infortunio di Zapata. A inizio anno sostenevo come la speranza di un quarto posto passasse inevitabilmente da Higuain e dal ritorno su buoni livelli di Donnarumma, oltre ad un gennaio in grado di portare qualche soluzione in più (mezzala e ala su tutti).

l’ammutinamento che non ti aspetti

Higuain si è ammutinato e rappresenta una delusione enorme che colpisce indistintamente giocatore e società perché è inevitabile un danno d’immagine per il Milan, vista l’abiura di Bonucci prima (scelto anche come capitano) e di Higuain poi, nel giro degli ultimi sei mesi. Agli occhi del mondo pallonaro il fatto che arrivino tutti e due dall’universo gobbo poco importa perché è il concetto a prevalere: grandi giocatori che scappano da Milanello. Chi saprà riparare meglio al danno lo scopriremo nella restante parte di stagione con l’inappellabilità dei risultati. Vedremo.
Nel frattempo tra ammutinati e turisti per caso (vedasi bertolivo e montolacci) che non vogliono abbandonare la nave nemmeno sotto cannoneggiamento, Moncada sta concludendo una serie di operazioni su giovani talenti pronti a formare la ciurma di domani. Si riveleranno buone scelte? Chi lo sa, è comunque positivo riscontrare attività su più fronti perché tutto era stato raso al suolo e tutto va ricostruito, compresa l’appetibilità verso gli sponsor dato che il famigerato “supersponsor” ad oggi non esiste e nemmeno il car sponsor a dirla tutta.

Certamente a Genova il Milan ha mostrato due grandi talenti: Bakayoko e Paquetà.
Mi cospargo il capo di cenere per Bakayoko, questo giocatore è nettamente di un livello superiore rispetto a quanto eravamo ormai abituati a vedere. Ha una capacità di gestire il pallone fuori dal comune e gli avversari gli rimbalzano letteralmente addosso senza che Timo perda la sfera o faccia una giocata di frenesia. Quando riesce a partire palla al piede gli avversari faticano ancor di più a trovare contromisure. Cinque milioni per un prestito con diritto di riscatto sembravano un azzardo davvero eccessivo, invece sono i soldi meglio spesi durante la sessione estiva. Visto che non sono stato tenero con Leo per quella sessione di mercato i complimenti sono d’obbligo. Scelta coraggiosa e azzeccata, ora bisogna riscattarlo a tutti i costi.
Sempre a proposito di complimenti c’è poi l’acquisto di Paquetà. Avendo solo 21 anni e provenendo da un campionato completamente diverso avrà sicuramente degli alti e bassi, ma le qualità sono importanti. Se dovessi citarne una, tra le varie sceglierei sicuramente quella di pensare sempre ad offendere e l’essere poco conservativo, caratteristiche quasi sconosciute nella nostra rosa. Sono questi i tasselli che vanno aggiunti proprio per la nostra congenita difficoltà nel segnare.

Per far fronte a questa problematica è stato acquistato il capocannoniere della serie A Piatek, chiamato a far meglio dell’ammutinato Higuain il quale, oggettivamente, ha dato poco nel girone di andata. Non credo nei miracoli, né ad un Higuain finito, per me il problema rimane lo sviluppo dell’azione che deve essere molto più fluido e meglio organizzato. Certo, l’arrivo di Paquetà e il graduale ritorno di Conti aiuteranno in questo senso, ma la manovra dovrà essere molto più efficace. Piatek non potrà risolvere magicamente tutti i nostri problemi in avanti, anche se me lo auguro, perciò lo sforzo andrà chiesto sia al mister che alla società, la quale dovrà mettere a disposizione di Gattuso un’ala veloce e tecnica. Questo tipo di acquisto è l’unico in grado di risolvere due problemi in un colpo solo: da una parte permetterebbe di avere finamente il giusto interprete in quel ruolo, dall’altra porterebbe allo spostamento di Calhanoglu a centrocampo rinfoltendo un reparto assai scarno.
Vana speranza? Chi lo sa, se ci fosse l’occasione che Leo si faccia trovare pronto, anzi cosa dico, prontissimo, b-ready.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.