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	<title>Sguardi rossoneri &#8211; Milan Night</title>
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	<title>Sguardi rossoneri &#8211; Milan Night</title>
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		<title>Balls hunter</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 05:44:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi rossoneri]]></category>
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					<description><![CDATA[Eccoci qui a un mese esatto dal licenziamento di Furlani, Moncada e Allegri con un quadro dirigenziale da far accapponare la pelle e ciò non succede solo per il caldo africano che ci sta devastando quasi quanto Gerry Cardinale. Ma parliamo di lui, colui che ha comunicato a pochi fidati le sue intenzioni: quadro dirigenziale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Eccoci qui a un mese esatto dal licenziamento di Furlani, Moncada e Allegri con un quadro dirigenziale da far accapponare la pelle e ciò non succede solo per il caldo africano che ci sta devastando quasi quanto Gerry Cardinale. Ma parliamo di lui, colui che ha comunicato a pochi fidati le sue intenzioni: quadro dirigenziale top in 7-10 giorni e circondarsi di grandi italiani.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000; font-size: 18pt;"><strong>AHAHAHAHAHAHAH</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Balle. Un sacco di balle, come al solito.<br />
In pratica ha impiegato quasi un mese per ricevere solo dei “no, grazie” e questo perché dopo il licenziamento non c’era nulla di programmato, nulla di studiato, tutto fatto a caso o solo d’impeto quasi a voler dimostrare di avere le palle, poi però ci siamo accorti che più che palle erano balle, balle spaziali, balle tipiche degli smargiassi che spesso troviamo dall’altra parte dell’oceano. Visto che il tempo passava e nulla si stagliava all’orizzonte la versione è cambiata perché si sa che c’è sempre qualche allocco pronto a fidarsi e così la questione della tempistica non rispettata era per un bene superiore ossia lo scegliere i migliori avvalendosi dei migliori head hunter del globo probabilmente. Oh, avranno scelto anche i migliori su piazza, ma come minimo sono rimasti spiazzati perché tutti hanno risposto picche a dimostrazione che il progetto di Gerry perdomale non solo non è vincente, probabilmente non è nemmeno credibile. Così, non potendo ammettere il totale disastro si è inventata un’altra colossale balla, una balla spaziale da vero balls hunter: modello liverpool. Ma cosa stracazzo significa nella realtà? Beh&#8230;promuoviamo quelli che abbiamo in organico e accendiamo un cero a San Giuda Taddeo, Santa Rita da Cascia, Sant’Antonio da Padova e chiunque altro riesca in miracoli impossibili.<br />
Modello liverpool&#8230;io direi più modello pullover per coprirci dal probabilissimo -30 punti dalla vetta visto l’incredibile serie di castronerie che questi stanno compiendo. Quando si fa qualcosa a livello professionistico non si improvvisa nulla: se metti come ds uno che ha fatto retrocedere l’Aston Villa a cui tra l’altro hai dato il titolo di <em>director player trading</em> stai comunicando che siamo carne da macello. Addirittura abbiamo il <em>director of football intelligence</em>, uno che a quanto pare si vanta di non aver visto una partita dal vivo. Il nostro balls hunter made in usa e getta non vende nemmeno sogni ormai, ma solidi incubi.<br />
Le sue balle sono talmente spaziali che nessuno su questo pianeta crede più non solo alla volontà di far tornare grande il Milan, ma di renderlo una società sportiva normale, normodotata, con le persone giuste al posto giusto e non dei semi-improvvisati messi lì a casaccio perché nessuno vuol venire e allora ti inventi titoli per far sembrare le cose più belle e professionali. Di professionale non c’è nulla, di calcio ancora meno perché Amorim che è un allenatore rigido, direi quasi dogmatico, non potrà che schiantarsi senza qualcuno che lo difenda e un mercato che lo assecondi. Chi potrebbe mai aiutarlo in tutto ciò? Almstadt che a quanto pare stava a Dubai o giù di lì? L’intelligence di Bobby che non sa nemmeno come è fatto un campo? O il grande, incredibile, fantasmagorico Ibra che quando la situazione diventa calda diventa fantasmatico? Eccoci servito il grande pool di professionisti, una roba per cui diciamocelo ci ride in faccia mezza europa.</p>
<p style="text-align: justify;">So che sarà un’annata incredibilmente schifosa, ne sono conscio, ma non riesco a sopportare l’idea che questi esseri calpestino tutto senza remore e ancor di più come la loro dipartita dipenda solo da quel maledetto progetto stadio. E’ per questo che non va spostato il focus da questi balls hunter, venditori di fumo e svenditori di valori perché devono essere mostrati per ciò che sono e soprattutto per ciò che non sono: uomini di parola e di valori. E’ giusto mostrare la loro vera natura e le loro incapacità frutto della totale estraneità alla materia e del totale disprezzo per un bene intangibile come l’appartenenza.<br />
Meritano totale disprezzo e questo dovranno avere perché chi riduce così il Milan non deve aver diritto di cittadinanza tra noi.</p>
<p style="text-align: justify;">W il Milan. Sempre.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>More touch citua</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 07:35:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi rossoneri]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla fine è arrivato Amorim e non è una frase fatta perché semplicemente era l’ultimo della lista dopo i vari nomi rilanciati da giornali e “esperti” di mercato. Non è un fattore di poco conto, anzi ben descrive come venga valutata questa società da chi allena e non solo: molti se ne stanno alla larga. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alla fine è arrivato Amorim e non è una frase fatta perché semplicemente era l’ultimo della lista dopo i vari nomi rilanciati da giornali e “esperti” di mercato. Non è un fattore di poco conto, anzi ben descrive come venga valutata questa società da chi allena e non solo: molti se ne stanno alla larga.<br />
Non è un caso che non ci siano ancora a AD, DT e DS e fa sorridere per non piangere vedere già buona parte dei rivoltosi del tramezzino allinearsi su versioni morbide per non dire puerili secondo cui ad esempio Amorim sarebbe stato un allenatore gradito a Krosche quasi a volerci sussurrare che “oh, qui le cose si fanno per bene mica si prende un allenatore a casaccio”.</p>
<p style="text-align: justify;">Già, fatto sta che l’Eintracht è una società strutturata e, a proposito di cose puerili, questo lo saprebbe anche un bambino quindi le cose sono due: o era tutta una stronzata la storia di Krosche favorevole ad Amorim oppure con il nostro solito fare da smargiassi ma con le tasche di un barbone siamo andati a fare gli splendidi (ad usual) solo perché uno è americano e l’altro si crede il signore sceso in terra. In terra al massimo ci finisce la faccia o il fondoschiena, qualcuno potrebbe dire che in fondo sono la stessa cosa e chi sono io per confermare o obiettare.<br />
Ci sarebbe in effetti anche una terza opzione a pensarci bene: Krosche non ha mai avvallato Amorim, in compenso i nostri smantellatori sono andati a fare gli splendidi col tedesco dopo aver preso la porta in faccia da tutti gli altri per poi prendere una metaforica badilata in testa dall’Eintracht. Niente di più facile, niente di più ibracardinalesco, il duo del fallimento in tuo il suo fetore inteso come figure di m&#8230;diciamo letame anche se da quello almeno vien fuori qualcosa di buono.</p>
<p style="text-align: justify;">Le perle di sconcezza del nostro duo comico però non finiscono qui. Tolto il senso del ridicolo che circonda ogni loro foto, la cosa migliore credo sia stata questa sorta di presentazione nemmeno in contumacia (leggasi Fonseca) ma addirittura virtuale in cui c’è una dichiarazione di Cardinale e una di Amorim come se fossero seduti uno affianco all’altro. La cosa è talmente ridicola che il proprietario di questo disastro per apparire vicino alla squadra (ahahahah), ai tifosi (ahahahahahah) e ormai addentro alle dinamiche del calcio (ahahahahahahahahahah) è arrivato a dichiarare o comunque a far virgolettare un comico “seguiamo Amorim da anni”</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: 18pt; color: #ff0000;">AHAHAHAHAHAHAHAHAH</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma cosa? Ma chi? Tu? Tu che dicevi che dovevi circondarti di grandi italiani? Tu che dicevi di cercare un allenatore alla Fabregas quando Amorim non c’entra nulla? Tu che nel frattempo hai avuto allenatori completamente diversi? Tu che non accetti nemmeno una misera domanda perché verrebbe subito fuori la tua totale ignoranza in maniera calcistica? Davvero dovremmo berci sta dichiarazione in salsa intelligenza artificiale? Io capisco che il mondo sia pieno di babbei e l’analfabetismo funzionale sia ormai dilagante però credo che a tutto ci sia un limite, anche all’indecenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dubbio che un limite però non ci sia ce lo ricorda bene colui che ahinoi è il presidente:<br />
<em>“Io poi confido che Gerry Cardinale abbia un tocco magico nella scelta degli uomini, lo ha dimostrato tante volte nella propria vita e spero che anche questa volta sia davvero un magic touch&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Li more touch… pare il tocco della morte! Bravissimo nello scegliere gli uomini Gerry, un assoluto re mida al contrario. Chissà se Stadioni tra un sonnellino e l’altro si è accorto che all’arrivo dell’italoamericano il Milan aveva una dirigenza vincente mentre ora non ha nessun dirigente sportivo perché qui non ci viene nessuno, quantomeno nessuno con del sale in zucca se non gente che prova un rilancio o disoccupati, questo è. E avrebbe il magic touch? Pensate se fosse sfigato! Se lo avesse non dico che avrebbe la fila alla porta, ma qualcosa di simile invece la porta gliela sbattono in faccia perché il calcio non è il suo mondo, non lo capisce e cosa ancor più grave non gli interessa capirlo. Aggiungiamoci che vere disponibilità economiche da mettere nel Milan non ne ha, anzi stiamo contando i centesimi con Calvelli che ha potere fino a 10 mln e a quanto pare con Cocirio fino a 20. Un grande club ridotto a una barzelletta che fa ridere gli altri.<br />
Ci sarebbero anche le solite dichiarazioni di Stadioni sullo <em>“stadio più bello del mondo”</em> che <em>“non assomiglierà a nessun stadio”</em> che detta così con Gery T-rex al comando potrebbe pure essere un ologramma così risparmiano.<br />
La verità è che il Milan lo avete ucciso, vilipeso, umiliato nella sua storia, cercato scientemente di modificarlo nel suo dna perché siete irrispettosi, privi di freni inibitori metaforicamente parlando e assettati di quello che chiamate business con un sostanziale mercimonio dei nostri valori, dell’intangibile.<br />
Il Milan lo avete ucciso ma non accanitevi sul cadavere: fatevi approvare questo stramaledetto progetto stadio e sparite. Dateci almeno una gioia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>Siete una vergogna</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:32:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questo weekend da scartamento ridotto a causa anche del ponte non si può che ribadire un concetto: siete una vergogna. Non avete la benché minima idea di cosa stiate facendo (se l’avete è ancora peggio) Non avete la benché minima idea di cosa significhi competere Non avete la benché minima idea del concetto di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questo weekend da scartamento ridotto a causa anche del ponte non si può che ribadire un concetto: siete una vergogna.</p>
<p style="text-align: justify;">Non avete la benché minima idea di cosa stiate facendo (se l’avete è ancora peggio)<br />
Non avete la benché minima idea di cosa significhi competere<br />
Non avete la benché minima idea del concetto di rispetto<br />
Non avete la benché minima idea di come funzioni una squadra di calcio<br />
Non avete la benché minima idea dei nostri valori<br />
Non avete la benché minima idea del danno d’immagine che state procurando al Milan<br />
Non avete la benché minima idea di cosa sia il Milan!</p>
<p style="text-align: justify;">Me ne fotto se uno ha lavorato per Goldman Sachs e pure con successo: torni a fare quel tipo di affari e lasci stare il Milan! Lo sport è una cosa, il calcio un’altra, il calcio europeo un’altra ancora, figuriamoci quello italiano. Frega cazzi delle sue parole, parlano i fatti e sono indecenti, incredibili, paradossali.<br />
Dove mai si è vista una società di calcio che licenzia Amministratore Delegato, Direttore Sportivo e Allenatore tutti insieme senza avere quantomeno l’amministratore delegato subito pronto a subentrare? Dove ?! Solo questo americano venuto a spiegarci la vita è riuscito in questa impresa. Non solo siamo diventati lo zimbello d’europa, ma siamo pure una società paralizzata nella sua operatività. Ci hanno raccontato mille balle sul perché Iraola (non Guardiola) ci ha rifiutato adducendo i fantasmagorici soldi della premier peccato che il Crystal Palace, la squadra che avrebbe dovuto ingaggiarlo, fatturi meno di 300 mln e alla fine sia finito al leverkusen che ne fattura 330. Ma piantatela con le balle.</p>
<p style="text-align: justify;">Basta con le giustificazioni, le chiacchiere stanno a zero: ci schifano, anzi vi schifano! Schifano voi e i vostri metodi, schifano voi e la vostra non programmazione, schifano voi e i vostri scaricabarile, schifano voi e la vostra assoluta mancanza di fare calcio, schifano voi e la vostre figuracce, schifano voi e la vostra mancanza di ambizione. Vi schifano, punto. Stanno alla larga da voi perché siete tutto ciò che potrebbe portarli a un fallimento rovinoso, una macchia nella loro carriera. Questo è.<br />
Per voi non c’è redenzione perché la spocchia vi domina guardando noi tifosi come un semplice bancomat. Sparite indegni, perché è indegno vedere il vostro nome associato al nostro amato Milan perché di vostro non ha nulla, voi siete solo una malattia che lo ammorba dall’interno, qualcosa che quando sparirà si festeggerà come per un malato grave. Verseremo lacrime di gioia e ci abbracceremo quando sarete tutti spariti.</p>
<p style="text-align: justify;">Vision and mission: <strong>levarvi il prima possibile</strong><br />
The future is bright:<strong> senza tutti voi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VERGOGNA!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>I fin(i)tissimi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[seal]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 05:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi rossoneri]]></category>
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					<description><![CDATA[Da quando c’è questa sottospecie di proprietà un milanista può alzarsi al mattino, vedere quelle schifose facce e affermare in modo candido e quasi un po’ distaccato: “Mmm… che profumine&#8230; che avete cucinato di buono oggi? Pulpett di merda?!” Siamo passati dal contabile al contastorie, dall’anno zero all’essere lo zero assoluto, insomma non ci danno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da quando c’è questa sottospecie di proprietà un milanista può alzarsi al mattino, vedere quelle schifose facce e affermare in modo candido e quasi un po’ distaccato: “Mmm… c<span style="color: #2a360a;">he </span><span style="color: #2a360a;">p</span><span style="color: #2a360a;">rofumine&#8230; </span><span style="color: #2a360a;">c</span><span style="color: #2a360a;">he avete cucinato di buono oggi? Pulpett di </span><span style="color: #2a360a;">m</span><span style="color: #2a360a;">erda?!”<br />
</span>Siamo passati dal contabile al contastorie, dall’anno zero all’essere lo zero assoluto, insomma non ci danno nemmeno polpette avvelenate con cui almeno potremmo evitarci questo strazio, ma delle profumatissime polpette di merda. Scusate l’espressione ma è solo per riprendere una celebre frase, la realtà sarebbe anche peggiore.<br />
Partiamo dal re assoluto dello scempio, un uomo chiamato disastro: sua inadeguatezza Gerry Cardinale.<br />
Ha cacciato una parte dell’amministrazione sportiva per affidarla a sua vanità Ibra, il peggio che potesse capitarci. Solo pochi giorni prima Cardinale aveva detto alla gazzetta dello sport <i>“Sono pienamente consapevole del fatto che in Italia le cose sono diverse e che devo adattarmi a questo, e ho bisogno di circondarmi di grandi italiani che mi aiutino in questo”</i>. Detto? Fatto!&#8230;il contrario. Tutti i nomi che stanno venendo fuori sono stranieri, nessuno e dico nessuno che citi non dico “grandi italiani”, anche solo italiani medi o piccoli o appena nati. Il nostro contastorie, sempre senza contraddittorio, ogni volta ne racconta una diversa pensando che siamo tutti dei mangia hamburger strafatti di fentanyl.<br />
Grazie all’ultimo dispaccio dal bunker di Belino ci fa sapere, bontà sua, sempre tramite la gazzetta dello sport che Paolo Maldini “<em>sarebbe una soluzione facile per accontentare la folla di tifosi inferocita, ma che ha dimostrato di non volere fare squadra: è considerato un one man show incompatibile con tutti gli altri dirigenti”</em>. Ahahahahahahahah, questa come storia fa proprio ridere! La parte più divertente è quella non scritta a cui, se esistesse il contraddittorio, anche il più sempliciotto tra i tifosi dopo aver strabuzzato gli occhi avrebbe controbattuto con “e ci metti Ibra?” fra le risate generali e il dito indice a schernirlo. Sono fin(i)tissimi, dei teleimbonitori, gente che alla fine della fiera fa bene a scappare senza farsi vedere, gente che pensa di sembrare anche intelligente, gente che ricordo a tutti aveva raccontato di un nostro stadio per poi arrivare a uno condiviso, gente che diceva di volerli costruire praticamente per tutta la serie A, gente che ci diceva di essere un berlusconi 2.0 quando al massimo è un farina 00: buono a gonfiarsi rapidamente ma di sostanza non c’è niente.<br />
Tralascio poi la delirante lista di coloro che <i>si sono impegnati</i> perché davvero è di una bassezza infinita, oltre ad essere come al solito un’altra favola buona solo per un contastorie difronte ad un pubblico di mangia hamburger. Anzi una cosa la dico: fare una tale lista è ignobile, farla senza citare calciatori come Gabbia che sono sempre andati davanti alle telecamere ad ingoiare le polpette di merda al posto di altri (Ibra ad esempio) è schifoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i fin(i)tissimi non possiamo non citare Ibra, l’uomo duro, il leone&#8230;che sgattaiola via come tutti gli altri appena finita la partita, che dopo le roboanti parole al suo insediamento ha messo più la faccia sulle copertine patinate che a difendere la squadra, il Milan. Colui che a casa nostra vuol comandare nemmeno fosse una delle nostre leggende, salvo poi avere già mille impegni in quella che sarà la tragica e tribolata estate rossonera che verrà. Quando mai si è visto quello che dovrebbe essere un capo, andare a farsi i c***i suoi (legittimi) in un periodo allucinante che arriverà fino a fine mercato? Lui può benissimo fare tutte le esperienze che vuole ma tutto ciò è INCOMPATIBILE con la gestione e l’organizzazione di una squadra a cui in pratica si è dato fuoco! Il Milan serve all’ego di Ibra, l’ego di Ibra non serve al Milan e nemmeno Ibra stesso serve al Milan. Fa poi ridere, sempre parlando di contastorie, leggere che lui comanda perché bisogna tener conto che lui ha quote in redbird. Ora, ammettendo che sia così, qualcuno vuol forse dire che Cardinale ha barattato la gestione del Milan per qualche soldo? Cioè, questo sarebbe il nostro grande proprietario? Non posso crederlo, perché se ci credessi di fronte a noi si staglierebbe una gigantesca polpetta di merda.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine l’ultimo superstite dei fin(i)tissimi: Scaroni. Non spreco nemmeno una parola su di lui, visto che lui di parole ma soprattutto fatti per aiutare il Milan a risollevarsi ne ha compiuti zero.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>P.S</strong>: ci raccontavano del grande milanista di titanio Furlani che si sarebbe dimesso perché insomma lui è diverso e andava allo stadio da piccolino con papà. Beh, non si è dimesso, è stato licenziato e a quanto scrivono i giornali non rinuncia ai suoi 3 mln + bonus annui (sarà il dirigente più pagato della serie A?) che gli spettano a quanto pare fino al 2028. Addio milanistone.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>P.P.S</strong>: fatemi invece salutare Tare. Dal punto di vista tecnico credo ci sia molto meglio, ma vederlo andar via portando personalmente la maglia del Milan incorniciata fa capire che ci teneva per davvero. Buona fortuna.</em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;anno della marmotta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[seal]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 05:30:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo la protesta di San Siro abbiamo assistito alla perfetta rappresentazione del Milan cardinalesco con più o meno tutti gli attori, protagonisti e non, recitare una parte coadiuvati dai dietro le quinte di vari giornalisti. Così quella che prima veniva derubricata a “bolla social” improvvisamente veniva certificata dagli “scoop” di vari giornalisti i quali non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo la protesta di San Siro abbiamo assistito alla perfetta rappresentazione del Milan cardinalesco con più o meno tutti gli attori, protagonisti e non, recitare una parte coadiuvati dai dietro le quinte di vari giornalisti. Così quella che prima veniva derubricata a “bolla social” improvvisamente veniva certificata dagli “scoop” di vari giornalisti i quali non facevano altro che confermare quegli enormi dubbi dei semplici tifosi trasformatisi in certezze, anzi in alcuni casi si può parlare quasi di una vera e propria guerra tra bande. Se non fosse che si parla del nostro amato Milan sarebbe quasi divertente, una sorta di manuale pratico su come non gestire una società a qualsiasi livello, anche dilettantisco.<br />
Il cinema però è appena iniziato e porta con sé tutti gli elementi tipici di una trama d’azione: un passato glorioso (la squadra), l’americano venuto a salvarci, promesse di grandi risultati, illusione, tradimenti, fallimenti, cambiamenti, disastri, ecc. Lo potremmo intitolare “fuga dalla vittoria” e parafrasando un po’ il celebre film diretto da John Huston, qui i tifosi invece di nascondere i giocatori con cappotti, cappelli e altro vorrebbero sommergere la dirigenza con le maglie di Maldini fino a farli sparire dalla vista sotto il peso del nostro passato.<br />
Ormai siamo diventati cinema, una sorta di saga o sega a seconda di come la vediate, per alcuni una media company per altri una compagnia di me*da, ma credo che tutti siamo d’accordo sull’arrivare sempre in questo periodo dell’anno non sapendo minimamente cosa succederà. Absolute cinema appunto: suspence e giramento di sfere a nastro.<br />
Come ogni anno non abbiamo idea di chi allenerà, di chi sarà il ds (spesso solo di facciata), ma sappiamo perfettamente di essere in ritardo con l’impostazione della nuova stagione perché come tutti sanno i ds già si muovono in primavera, se non prima, quando hanno alle spalle una struttura rodata, efficiente e rispettosa dei ruoli. Noi invece facciamo cinema con uno che si presenta solo quando l’olezzo oltrepassa l’atlantico, un altro che sembra il tipico spaccone da b-movie con la convinzione granitica di essere bravo, un altro che gioca a far napoleone e via discorrendo.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra trama è sempre la stessa da diversi anni, una sorta di “anno della marmotta” ricordando la celebre pellicola di Harold Ramis con protagonista Bill Murray: ogni stramaledetto finale di stagione ci risvegliamo esattamente negli stessi casini dell’anno prima. Nessuna soluzione, sempre gli stessi dubbi e incazzature. I più positivi come il nostro marajà di Albaro ci provano sempre a vedere del positivo salvo poi soccombere sotto l’ennesimo anno della marmotta, gli altri si abbandonano alla fatalità dell’ennesimo anno perso. Nessuno dei due atteggiamenti è giusto o sbagliato a mio avviso perché tutto frutto del cinema creato da questa proprietà e da questa dirigenza.<br />
Tra l’altro, sempre per restare nell’anno della marmotta, questo è il periodo in cui spuntano eventuali compratori o soci (sono già stati nominati gli Ellison) e quello in cui a breve spunteranno i nomi dei grandi attaccanti per sfatare la “maledezione della maglia numero 9”. Cinema, solo cinema, immancabilmente cinema. E’ per questo che a questa proprietà, a questa dirigenza, non va data tregua: bisogna interrompere questo maledetto anno della marmotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Sfruttiamo i social per far conoscere cosa sta succedendo, commentiamo per far capire che la famosa bolla è una realtà e non fantasia, cerchiamo per quanto possibile di dar visibilità o partecipare a forme di protesta civili in modo che abbiano risonanza nel mondo. L’anno della marmotta se lo tenesse Gerry nei suoi amati States, a noi non frega nulla dell’uno e dell’altro, anzi se facesse il piacere di sparire invece di venirci a raccontare le sue verità senza contraddittorio (manco fossimo in un regime) ci sentiremmo tutti più sollevati quantomeno dalla sua inutile e inconsistente presenza. Vuole fare una cosa da proprietario vero? Facesse sparire tutto il quarto piano di Casa Milan, mettesse i sigilli su quel livello come “zona contaminata” procedendo successivamente alla disinfestazione. Totale, senza tentennamenti. Non i “sto valutando”, “sono tutti in discussione” e minchiate varie: c’è ancora qualcosa da giudicare? Non bastano le evidenze dei fatti? Allora di fatto c’è qualcos’altro o qualcun altro.<br />
Il Milan non è intrattenimento, il Milan non è cinema, il Milan non è una baracconata americana da giorno della marmotta. Se non si è in grado di gestire una squadra di calcio importante e ci si circonda di persone sbagliate ci si sta solo descrivendo come mediocri nella migliore delle ipotesi e la contestazione tramite azioni social o la maglia di Maldini, per fare un esempio, non potranno che ripetersi e quello sarà il nostro anno della marmotta contro questi abusivi della nostra passione perché è l’ora di restituire un po’ delle figure di me*da che ci hanno gentilmente concesso in questi anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>A Milan Cagliari con la maglia di Maldini</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2026 05:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi rossoneri]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="left">Nonostante i tentativi di gran parte dell&#8217;informazione di silenziare la protesta social dei tifosi con le 50.000 firme raccolte contro l’a.d. Furlani su <em>change.org</em>, nulla ha potuto fermare la coreografia della curva e quei telefonini che oramai riprendono tutto, compreso quel “bello eh” pronunciato con al fianco uno dei peggiori presidenti della nostra storia. Ancor meno però hanno potuto contro quella maglia rossonera col numero 3 ben evidente che dà tanto fastidio, un fastidio che può provare solo e soltanto chi non è milanista: se a San Siro qualcuno vede come un’onta l’ostentazione di quella maglia non può fare altro che alzare le proprie terga dalla propria poltroncina e lasciare lo stadio immediatamente perché lui sì è personaggio non gradito, anzi da schifare.<br />
Nonostante negli scorsi giorni abbia sentito più d’uno affermare che “la protesta così non serve”, “bisognava farla prima”, “è tardi”, ecc. la verità è che l’effetto è stato deflagrante e i benaltristi non possono farci niente, anzi probabilmente rosicano perché l’idea non è loro. Io tra chi fa e chi non fa sceglierò sempre chi fa magari sbagliando, magari in ritardo, magari in maniera improvvisata, ma fa invece di parlare e basta perchè ci prova.<br />
Per questo se io non faccio e un altro sì, avrà il mio appoggio nella speranza che funzioni, che la sua idea possa dare un risultato perché <strong>il bene è uno solo: il Milan</strong>.<br />
La protesta ha talmente funzionato mediaticamente (quello che a loro dà e darà sempre fastidio) che coloro che l’hanno sottaciuta fino a oggi sui mass media si sono affrettati a produrre (o farsi &#8220;suggerire&#8221; chi lo sa) quasi a reti unificate articoli, video, tweet ecc. in cui vengono raccontate le prodi gesta dello sfortunato a.d. di cui nessuno comprende il vero dolore che lo attanaglia perché lui fa tutto per il bene del Milan, lo vuol veder vincere, ma attorno a lui sono tutti cattivi oltre che fallaci così se la prendono tutti col povero calimero furlani la cui unica colpa in fondo, è quella di fare bene il suo lavoro per il fondo. Oh poverino! Eccoci di nuovo con il mago dei conti (che mago dei conti non è, anzi) che quando le cose vanno male viene fatto passare per un mero esecutore manco fosse un impiegato e non un amministratore delegato. La verità è che a parer mio se nel suo cuore albergasse una briciola di milanismo si sarebbe dimesso diverso tempo fa perché qualsiasi tifoso milanista che avesse combinato un tale sfacelo sportivo non potrebbe convivere con una simile vergogna. E’ anche per questo che invito chi ancora legge gli articoli o ascolta video ecc. di chi ci racconta queste verità alternative di smetterla di farlo, di togliere il follow, di non dare loro più visualizzazioni. Bisogna lasciarli soli perché anche se ne siamo assuefatti dobbiamo riprenderci e ricordarci che questa non è informazione. Abbandonateli al loro destino.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">A proposito di destino, il tentativo di cancellare la figura di Paolo Maldini si è ritorta contro i suoi mandanti: non solo lo stadio lo ha inneggiato ma le immagini di chi ostenta la sua maglia hanno fatto il giro del mondo tra giornali/riviste come the guardian o kicker ad esempio o “editori social” come sportbible per fare un altro esempio. La cosa non poteva che finire così perché se si è talmente miopi da non capire che cercare di cancellare un’icona mondiale dalla storia del suo club è un clamoroso autogol, la risposta non può che essere questa. Bisogna essere ottenebrati dall&#8217;invidia (e non solo mi verrebbe da pensare) per non capire come questa sia un’operazione suicida quando ormai il mondo è interconnesso, le notizie fanno il giro del mondo in un secondo e dall’altra parte del globo nessuno capirà mai come Maldini venga visto come un problema dal&#8230;Milan. Eccovi serviti con la vostra stessa moneta.<br />
Proprio per questo non bisogna togliere il piede dall’acceleratore, ma spingerlo ancora più in fondo per mandarli in crisi: per Milan-Cagliari spero ci sia una marea di persone con la maglia di Maldini per far fare nuovamente il giro del mondo a certe immagini e far sprofondare nella vergogna certi personaggi. Non è necessario una maglia originale o meno e nemmeno è necessario che abbia stampato il “3”, basta una maglia del Milan col “3” fatto anche con il nastro di carta piuttosto che adesivo, anzi a mio avviso il valore simbolico sarebbe ancora più forte nel caso. Questa è la mia umile idea per chi sarà presente allo stadio.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><em>p.s: chissà se al controllo prima dei cancelli la realtà supererà la geniale fantasia del grande Peppe Coco <a href="https://www.youtube.com/shorts/8AR1PBYoKhE">(qui il link)</a>. </em></p>
<p align="left"><em>p.p.s: la penultima giornata di serie A è nel caos più totale per non avere considerato l&#8217;atp di Roma. Io mi aspetterei le dimissioni di Butti, ma ho come l&#8217;impressione che abbia buoni agganci per rimanere al suo posto.</em></p>
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		<title>Bugiardo bugiardo</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2026 05:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi rossoneri]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è una mitica scena di questa pellicola con protagonista Jim Carrey ormai incapace di mentire in cui afferrando la cornetta del telefono per rispondere all’ennesimo casino creato da un suo cliente urla un liberatorio “basta con le stronzate, idiota!” Potremmo dire che molti, moltissimi tifosi rossoneri se avessero la possibilità di poter parlare liberamente alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C’è una mitica scena di questa pellicola con protagonista Jim Carrey ormai incapace di mentire in cui afferrando la cornetta del telefono per rispondere all’ennesimo casino creato da un suo cliente urla un liberatorio “basta con le stronzate, idiota!”<br />
Potremmo dire che molti, moltissimi tifosi rossoneri se avessero la possibilità di poter parlare liberamente alla nostra dirigenza urlerebbe a ognuno dei suoi componenti la stessa identica frase, alcuni probabilmente sarebbero anche più coloriti. Ormai questa gente non ha più un minimo appiglio a cui attaccarsi, è evidente ai più come non abbiano le capacità per stare nel mondo del calcio, ma aggiungo che dal mio punto di vista sono insufficienti anche come manager perché potrebbero avere dei risultati economici migliori (e non di poco) ma proprio non ci riescono.<br />
Non ce n’è mezzo che si salvi ai miei occhi, sembrano tutti catapultati da un’altra dimensione e con la presunzione di parlare a minus habens. Prendete l’ultima figura scongelata per l’occasione stante l’assenza di Furlani: Cocirio. Probabilmente è male informato, nessuno potrebbe mai pensare che racconti bugie per indorare la pillola non è mai successo con questa proprietà, perché mi sono bastate poche dichiarazioni per capire che forse forse anche lui non era l’uomo giusto al posto giusto.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il successo sul campo tende a portarsi a traino la sostenibilità finanziaria e non il contrario. Una volta che si instaura questa dinamica poi ci sono meno ostacoli per continuare a mantenere la sostenibilità finanziaria e continuare ad avere successo sul campo. Ci sono molti esempi virtuosi in Europa: Bayern Monaco vediamo tutti come giocano</em><br />
Qualcuno lo ha avvisato che il successo sul campo per noi non esiste da anni? Conosce le classifiche della serie A degli ultimi anni? Ha mai letto l’albo d’oro degli ultimi anni? No, perché se arrivassi da un altro pianeta tenderei a pensare che il Milan da diversi anni sta macinando successi sportivi e che avendo come riferimento il Bayern nel giro di non troppo tempo saremo allo stesso livello lottando ogni anno per vincere la champions league con una rosa fatta di campioni.<br />
Secondo me è solo molto sfortunato, sfortunatissimo, probabilmente ha dei collaboratori che gli danno informazioni errate perchè questa proprietà non ha mai raccontato una cosa per un’altra per far star buona la gente, sono sempre stati precisi e rispettosi dei tifosi e della storia del Milan.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per tornare ad essere competitivi, e quindi per competere per i migliori talenti, bisogna per forza di cose far crescere queste tre linee di ricavo (diritti TV, stadio, commerciale)</em><br />
Fermi tutti: ma non era il successo sul campo che trainava la sostenibilità finanziaria? Adesso invece con la crescita dei ricavi si può tornare ad essere competitivi? Poche idee ma confuse, sicuramente sarà sempre un problema di collaboratori un po’ svagati. Ah no scusate, sono io che non capivo: grazie alla stadio di proprietà, ai diritti tv e alla parte commerciale inter e napoli dominano il campionato italiano da anni! Scusate non avevo capito niente.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La storia ci dice che le società che hanno costruito nuovi impianti poi hanno, negli anni successivi, avuto una crescita dei diritti commerciali, perché è un testamento all’ambizione dei club, perché gli sponsor vogliono essere associati a storie di successo, di trasformazione, di infrastrutture nuove.</em><br />
Molto bene, quindi nel nuovo San Siro si assoceranno all’inter perché loro hanno una storia di successo negli ultimi vent’anni o quasi che da noi non esiste più. Non so, così a naso mi sembra un buon modo per tirarsi la zappa sui piedi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’Atletico è una bella storia. Quindici anni fa forse solo chi è appassionato di calcio conosceva la storia dell’Atletico Madrid […] Loro hanno fatto un programma molto serio incentrato sulla costruzione del nuovo stadio, da cui hanno instaurato un volano grazie al quale sono diventati poi molto competitivi.<br />
</em>Tralascio il resto delle cose dette sull’Atletico perché davvero è sfortunatissimo coi suoi collaboratori inducendolo a dire quelle che sembrerebbero enormi bugie, ma nella realtà sono solo errori perché la nostra proprietà è sempre stata franca, precisa e rispettosa di noi tifosi e della nostra storia.<br />
Allora, giusto per permettere ai collaboratori di Cocirio di evitare di sfogliare qualche almanacco o farsi fregare da qualche AI che dà risposte non precise: quindici anni fa l’Atletico vinceva la supercoppa europea sapete ai danni di chi? Dell’inter e ci giocava un certo Aguero. Un’altra cosa incredibile? Giocava la supercoppa perché l’anno prima aveva vinto l’Europa League! Incredibile, non era stata invitata come finalista delle squadre sfigate che non conosce nessuno! La cosa straordinaria? Quella squadra “sconosciuta” fece il double Europa League/Supercoppa per due anni consecutivi e l’anno dopo vinse lo scudetto. Tu pensa la sfiga di Cocirio ad avere collaboratori che sbagliano le loro ricerche.<br />
Però devo dire che una cosa gliel’hanno detta giusta: grazie al nuovo stadio sono diventati molto competitivi&#8230;ah no scusate il Wanda Metropolitano è del 2017 e l’Atletico ha vinto enormemente di più nei 9 anni precedenti al nuovo stadio che nei 9 successivi che arrivano fino a oggi. Vabbé dai ci sta, è solo un errorino, lo sappiamo che i nostri non raccontano mai bugie, come detto io credo alla loro totale buona fede.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sicuramente la Champions League come sapete porta, ad una squadra come il Milan, dai 60 ai 90 milioni di fatturato. Essere in Champions League è fondamentale. Permette di fare una progettualità diversa nel corso dell’estate, sicuramente più ambiziosa e permette di guardare di più al futuro e non alla gestione dell’anno individuale</em><br />
Secondo me è davvero iellatissimo, cioè fossi in lui credo licenzierei certi collaboratori. La progettualità diversa del dopo scudetto: due acquisti in totale (De Ketelaere e Thiaw) il resto prestiti, svincolati (non top) e giocatori di rientro. Che progettualità! Vogliamo parlare della grande progettualità dell’anno successivo che vide la vendita di Tonali per circa 60 mln per poi acquistare pellegrino, loftus-cheek, musah, chukwueze ecc. da cui poi si salvarono i soli reijnders e pulisic? Per non parlare della grande progettualità dell’anno dopo in cui arrivarono Pavlovic, emerson royal, Morata e fofana. Una progettualità talmente lampante nel guardare al futuro da non acquistare un solo grande giocatore, anzi producendosi in una quantità di cessioni abnorme ossia l’esatto contrario della progettualità. Anche qui una sfiga incredibile per il buon Cocirio perché davvero alcuni collaboratori non capiscono nulla, altrimenti avrebbero evitato di fargli dire certe cose visto che questi sono i mercati prodotti da anni consecutivi di partecipazione alla champions league. Lo ripeto, è iellatissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">A me dispiace per Cocirio, come per Furlani, Moncada, Cardinale ecc. perché davvero devono avere alcuni collaboratori che vogliono fargli fare delle brutte figure facendoli passare per bugiardi quando sappiamo tutti che loro tengono tantissimo al Milan e vogliono vederlo primeggiare. Ce lo dicono sempre.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>A cuore aperto</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 05:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi rossoneri]]></category>
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					<description><![CDATA[Il post di oggi non ha a che fare con la partita di domenica scorsa né con la sfida col Sassuolo o la qualificazione champions di cui non mi frega assolutamente niente, anzi quest’ultima la ritengo l’origine di tutti i mali del calcio attuale perché trasformata da occasione di rilancio sportivo per la nuova stagione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il post di oggi non ha a che fare con la partita di domenica scorsa né con la sfida col Sassuolo o la qualificazione champions di cui non mi frega assolutamente niente, anzi quest’ultima la ritengo l’origine di tutti i mali del calcio attuale perché trasformata da occasione di rilancio sportivo per la nuova stagione a mero assegnone staccato per coprire le proprie inadeguatezze. Se prima questa qualificazione era uno sguardo verso il futuro oggi è uno sospiro di sollievo per i conti correnti.<br />
Oggi il mio sguardo va a &#8220;a cuore aperto&#8221;, il video di dolore di qualche giorno fa di Simone Cristao, direttore di Radio Rossonera, uno dei pochi contenuti capace di smuoverti qualcosa dentro, scongelandoti il cuore e facendoti mormorare nella testa <i>‘fratello rossonero il </i><i>tuo </i><i>dolore </i><i>è il m</i><i>io’</i> perché genuino, senza secondi fini come ormai fanno troppi “tifosi” sul web alla ricerca di visualizzazioni, soldini ed appagamento del proprio ego. Io sono più vecchio di Simone, che ho conosciuto ed apprezzato nella mia esperienza a radio rossonera, e sono rimasto colpito perché quel sentimento così ben visibile nei suoi occhi, nella sua mimica, in certi tremori della voce io non lo provo più. Sarà forse l’età che mi ha reso fatalista oppure ho altre cose a cui pensare, non so dirvi, ma anni fa probabilmente mi sarei disperato allo stesso modo e quel che mi è passato per la mente è che ha ragione lui sia nel merito che nel modo di esporlo, con quel grido di dolore che echeggia nella mia testa.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo suo sfogo-appello (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=2_LO1WpAleM">qui il link</a> per chi non lo avesse visto) ci sono due concetti chiave che ritengo debbano essere ribaditi per ricordarci chi siamo:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; la responsabilità che abbiamo come milanisti<br />
&#8211; cosa deve essere il Milan perché c’è stato lasciato così e deve rimanere tale</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono concetti da baci perugina come qualcuno potrebbe pensare, sono concetti di sostanza, concetti base che dovrebbero stare alle fondamenta di ogni tifoso perché se non ti identifichi in certi valori, nella tua storia, allora tifi senza memoria e la memoria è importante perché ci dice chi siamo.<br />
Io a differenza di Simone non provengo da una famiglia di milanisti, anzi provengo da una famiglia che lo sport in generale mai lo ha considerato, ma quando iniziai a tifare lo feci per prima cosa per l’accostamento di colori, ma quello fu solo l’inizio. Quello che mi fece mantenere la barra dritta in una classe composto per almeno il 50% da juventini, con i milanisti in ampia minoranza, fu Baresi, una squadra che aveva in lui un baluardo, un modo di fare calcio diverso, quella sensazione di famiglia descritta da Simone che non riesco più a vedere e che per me era un pilastro inscalfibile da qualsiasi terremoto. Senza voler per forza parlare di noi, il concetto non è lontano da quanto espresso da Rummenigge ricordando l’offera monstre del Chelsea per Ribery: il Bayern non vende i propri top player se la loro assenza può danneggiare il potenziale tecnico della squadra. Pressapoco lo stile Milan, se così vogliamo chiamarlo, che ha formato il me milanista, che ha reso questo club identitario ai miei occhi e in cui mi sono riconosciuto e voglio riconoscermi è qualcosa di simile, ma ancora più spinto: una famiglia i cui pilastri (non per forza solo campionissimi) non vengono toccati.<br />
Per questo non posso che comprendere il suo sconforto anche sulla vicenda Ruud Gullit usato come una sorta di figurina per valorizzare il “brand” Milan nascondendosi tra l’altro dietro Massaro perché impauriti dai fischi che sarebbero potuti piovere se la premiazione l’avesse fatta Gerry Cardinale o Giorgio Furlani. L’utilizzo dei grandi del passato per mero tornaconto ci racconta come questi individui non abbiano nulla da offrire al Milan perché incapaci di generare valore identitario e per questo prosciugano i vecchi valori finché possono cercando di estrarne il massimo valore che non è quello intangibile del tifo, ma qualcosa di molto più venale.<br />
Se qualcuno si stesse domandando “Quindi? Cosa facciamo?” sinceramente non ho risposte, forse perché come scritto sopra certi sentimenti non riesco più a provarli perché mi hanno un po’ ucciso nell’anima ma il buon Simone mi ha ricordato cosa siamo e che responsabilità abbiamo come tifosi. Forse anche il mio è uno sfogo, un tappo che salta all’improvviso, non saprei giudicate voi, ma spero con tutto il cuore che sfoghi pacati e sentiti come questo si possano moltiplicare perché da cosa nasce cosa e chissà che questo simulacro di Milan possa scomparire. Lasciatemi la speranza.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>La battaglia che non mi appassiona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[seal]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 05:30:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La terza sconfitta nelle ultime sei partite ha ridato vita alla diatriba allegri in/allegri out ricordandomi per certi versi quanto accaduto con Pioli con una fazione o l’altra che si ammutoliva quando i risultati erano loro avversi salvo poi riemergere quando gli stessi tornavano a dar loro ragione. Dal mio punto di vista una discussione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La terza sconfitta nelle ultime sei partite ha ridato vita alla diatriba allegri in/allegri out ricordandomi per certi versi quanto accaduto con Pioli con una fazione o l’altra che si ammutoliva quando i risultati erano loro avversi salvo poi riemergere quando gli stessi tornavano a dar loro ragione. Dal mio punto di vista una discussione senza senso, come incavolarsi o lodare un macchinista se il treno arriva in orario o meno, certo magari del suo ce lo mette ma in definitiva è solo l’ultimo dei problemi. Avere un bel treno è meglio di uno con pochi comfort ma se alla fine è sempre in ritardo le comodità saranno pure belle, ma non alleviano l’incazzatura.<br />
A me fa specie dover fare questo discorso perché se c’è uno che non voleva vedere mai più Allegri sulla nostra panchina quello sono proprio io, ma essendo terzi con una media di 2 punti a partita io non capisco di cosa stiamo parlando. Per me è perfettamente in media con il valore della squadra in questa sgangherata serie A dove questo Milan minore a mio avviso partiva per totalizzare quei 75-80 punti perfetti per non vincere niente ed entrare in champions. Qui ci dovremmo incazzare: gli obiettivi.<br />
Io nemmeno a Fonseca o Conceicao davo grandissime colpe, pur ritenendo il secondo totalmente negato, perché erano solo pedine su una scacchiera piena di sterco: dove si muovono si imbrattano. Per me Allegri fa un calcio giurassico basato su un concetto di equilibrio che a mio avviso tale non è (subire poco e finalizzare il poco che si crea) essendo solo l’altra faccia della medaglia di “fare un gol in più dell’avversario”. Un calcio che dà equilibrio è quello che subisce poco e sa creare occasioni da gol con una certa frequenza, il resto non è equilibrio ma rimanere in balìa degli eventi. Detto questo, se arrivasse nel range 75-80 punti cosa gli devo dire? Fa un calcio che non approvo, ma ha fatto ciò che doveva. Il problema sta proprio lì: ciò che doveva è entrare in champions e non deriva da lui questa situazione. E’ giusto criticare partite buttate nel cesso o scelte di campo che non approviamo, ma se poi dimentichiamo quelle in cui facciamo bene o l&#8217;aver ricreato un gruppo allora c’è un problema alla radice, a meno di non pensare che questa squadra dovesse partire con l’obiettivo di lottare per lo scudetto quando nella realtà ci siamo trovati lì finché gli infortuni e il fiato hanno giustamente chiesto il conto avendo una rosa non attrezzata. Scrivere ste cose mi fa girare i cosiddetti perché non lo volevo sulla nostra panchina e non lo vorrei l’anno prossimo, ma il campionato finora è stato anche sopra le nostre attese.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui se non cambia la mentalità della proprietà saremo solo una squadra di pupazzi e l’allenatore forte o scarso che sia solo un altro pupazzo. Sia chiaro, non pupazzi nel senso di burattini che recitano una parte perché che l’allenatore ci tenga e la squadra lo segua a me pare evidente (il gruppo è più che sano), pupazzi per chi comanda perché per loro sono solo parte di un teatrino. E’ giusto pretendere un calcio propositivo ed è ciò a cui dovremmo ambire se fossimo una grande squadra, ma guardiamoci in faccia: siamo diventati una rometta. Il blasone, la storia, le nostre bandiere dicono ben altro ma la realtà è una schifezza con solo l’ultimo scudo a risollevarci da un anonimato ormai abituale. Lo ripeto: abituale. Fare bel/buon calcio al Bologna (leggasi Thiago Motta) o all’Atalanta (leggasi Gasperini) è cosa diversa da farlo in piazze pesanti, nel senso che non sempre ci si riesce e il fallimento è dietro l’angolo. Io per dire avrei voluto provare entrambi da noi, ma come abbiamo potuto vedere hanno fallito non ottenendo risultati né riproponendo le caratteristiche del loro gioco, stessa cosa si può dire per Xabi Alonso col fallimento a Madrid dopo aver visto un leverkusen davvero piacevole. Giusto allora non provare a cambiare? Certo che no, io lo cambierei anche quest’estate ma se non andasse bene anche in quel caso non me la prenderò col mister (a me no che non sia totalmente cretino) perché il problema sta sopra, non è che tifo o non tifo Milan per via di un allenatore.</p>
<p style="text-align: justify;">L’allenatore conta senza dubbio, il problema è che prima di lui conta una società che ha la vittoria come focus e acquista giocatori dalla mentalità vincente che sanno dare del tu al pallone e proprio per questo non mi appassiona la discussione sugli allenatori che si chiamino Fonseca, Conceiçao o Allegri. A me appassiona il Milan e questa proprietà fa di tutto per strapparmelo dal cuore.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>Il non problema</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:02 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questi giorni di pausa forzata per la nazionale è tornato in auge il problema liste per il Milan. Vuoi perché non ci sono altri argomenti, vuoi perché notizie di mercato interessanti non ce ne sono, più “esperti di mercato” ci informano che Bellanova è un nome preso in serie considerazione dal Milan data la necessità di riempire la casella dei giocatori formati nel vivaio rossonero. Questo spauracchio delle liste “incomplete” nasce negli anni precedenti con la coppia furlani-moncada che esagerò nell’acquisto di giocatori dall’estero salvo poi ricordarsi che alcuni sarebbero dovuti essere esclusi per limiti numerici.<br />
La situazione dal mio punto di vista è ancora meno importante perché un conto è parlare di giocatori di qualità, un altro è mettere qualcuno giusto per riempire una casella. Il nome di Bellanova sembra casualmente uno dei pochi spendibili, ma è così necessario? Tralasciando l’aspetto tecnico dove ad essere sinceri lo ritengo inferiore anche ad Athekame quindi non ne capirei il senso, la situazione è questa che vado a descrivervi.<br />
Le società presentano ad inizio stagione due liste di calciatori “principali” formate da massimo 25 giocatori, una per il campionato e una per le coppe che hanno regole di base simili ma anche qualche differenza. La principale è che in serie A gli under 22 (italiani o stranieri) non vengono conteggiati quindi possono essere presenti in numero illimitato. Questo fa sì che la lista per le coppe sia più ristrettiva perché a un numero massimo di 17 stranieri si aggiungono 8 giocatori di formazione italiana, ma di questi un massimo di 4 possono provenire dal vivaio di qualsiasi squadra italiana mentre gli altri 4 devono essere del proprio vivaio. Quindi se vuoi arrivare a una lista di 25 giocatori devi per forza averne 4 del tuo vivaio.<br />
Questa è la situazione attuale del Milan:</p>
<p style="text-align: justify;">STRANIERI: maignan. tomori, pavlovic, odogu, estupinan, athekame, saelemaekers, modric, fofana, rabiot, loftus-cheek. jashari, nkunku, pulisic, leao, gimenez, fullkrug (17 su 17)</p>
<p style="text-align: justify;">ITALIA: pietro terracciano, de winter, ricci (3 su 4)</p>
<p style="text-align: justify;">MILAN: torriani, gabbia, bartesaghi (3 su 4)</p>
<p style="text-align: justify;">EXTRA: musah (straniero), chukwueze (straniero), bondo (italia), filippo terracciano (italia), alphadjo cissé (italia)</p>
<p style="text-align: justify;">Guardando questa lista il problema non può essere aggiungere un calciatore formato dal nostro vivaio semplicemente perché non è vitale, né necessario. Se parlassimo di un nostro giovane che giocherebbe titolare il discorso sarebbe differente, ma non è certo il caso di Bellanova che ha azzeccato un paio di mezze stagioni di cui una con Gasperini che sulle fasce farebbe sembrare decente pure Estupinan. Se proprio devi prendere uno per avere una riserva di buon affidamento allora tanto varrebbe prendere Zappacosta in scadenza.<br />
Il vero problema di questa lista non è e non sarà mai il posto vacante nel vivaio rossonero, ma la necessità di liberarsi di un sacco di zavorre tra gli stranieri e gli “extra” e questo è un problema che ci portiamo dietro da quando la coppia furlani/moncada ha iniziato a rastrellare giocatori senza una reale logica tecnica.<br />
Prendiamo Bondo e Filippo Terracciano. Presi in due mercati di gennaio senza che nessuno ne capisse la reale utilità, oggi sono in prestito e se dovessero tornare indietro non potrebbero rubare l’ultimo posto tra i formati “italia” se volessimo prendere kean o un altro calciatore di formazione italiana. Potremmo mai acquistare qualcuno in tal senso per poi escluderlo dalla lista champions? Sarebbe quantomeno stravagante. Guardando la lista stranieri un posto lo libererà di certo Fullkrug, ma il vero problema è che quell’elenco comprende troppi giocatori scarsi. Senza voler sembrare irrealistico, un buon mercato dovrebbe vedere la partenza a vario titolo almeno di odogu (prestito per giocare), estupinan, loftus-cheek. musah e uno tra nkunku e gimenez se non entrambi. Questo nella speranza che il fulham riscatti chukwueze. Così fosse gli slot da riempire sarebbe cinque in totale per gli stranieri, direi una campagna acquisti decente per rafforzare la rosa se solo si conoscesse il significato di questa parola.<br />
Vista la quantità di pippe messe sotto contratto, il problema non sarà mai l’eventuale buco nel vivaio milanista, ma le voragine di qualità negli stranieri che ci costringono ogni anno a rinnovare pesantemente la rosa invece di fare solo qualche intervento mirato. I soli giocatori stranieri da me citati come da cedere sommano circa 150 mln di cartellini per giocare poco o niente e non spostare di una virgola perché continuando a ragionare sul cercare un giocatore dal cartellino appetitoso per rendere l’operazione meno rischiosa in caso di fallimento, ci ritroviamo ogni anno pieni di giocatori che non funzionano/servono e di cui in qualche modo ti devi liberare per altri presi sempre con lo stesso metodo accendendo poi un cero in chiesa nella speranza di azzeccarlo. Un loop infinito.<br />
In questo loop infinito Bellanova non sarebbe che l’ennesima distrazione spacciata per acquisto “necessario” quando di necessario ci sarebbe solo la cessazione degli acquisti che non spostano una virgola e Rabiot e Modric sono lì a ricordartelo ogni partita.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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