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	<title>Sguardi rossoneri &#8211; Milan Night</title>
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	<title>Sguardi rossoneri &#8211; Milan Night</title>
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		<title>A Milan Cagliari con la maglia di Maldini</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2026 05:30:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nonostante i tentativi di gran parte dell&#8217;informazione di silenziare la protesta social dei tifosi con le 50.000 firme raccolte contro l’a.d. Furlani su change.org, nulla ha potuto fermare la coreografia della curva e quei telefonini che oramai riprendono tutto, compreso quel “bello eh” pronunciato con al fianco uno dei peggiori presidenti della nostra storia. Ancor [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="left">Nonostante i tentativi di gran parte dell&#8217;informazione di silenziare la protesta social dei tifosi con le 50.000 firme raccolte contro l’a.d. Furlani su <em>change.org</em>, nulla ha potuto fermare la coreografia della curva e quei telefonini che oramai riprendono tutto, compreso quel “bello eh” pronunciato con al fianco uno dei peggiori presidenti della nostra storia. Ancor meno però hanno potuto contro quella maglia rossonera col numero 3 ben evidente che dà tanto fastidio, un fastidio che può provare solo e soltanto chi non è milanista: se a San Siro qualcuno vede come un’onta l’ostentazione di quella maglia non può fare altro che alzare le proprie terga dalla propria poltroncina e lasciare lo stadio immediatamente perché lui sì è personaggio non gradito, anzi da schifare.<br />
Nonostante negli scorsi giorni abbia sentito più d’uno affermare che “la protesta così non serve”, “bisognava farla prima”, “è tardi”, ecc. la verità è che l’effetto è stato deflagrante e i benaltristi non possono farci niente, anzi probabilmente rosicano perché l’idea non è loro. Io tra chi fa e chi non fa sceglierò sempre chi fa magari sbagliando, magari in ritardo, magari in maniera improvvisata, ma fa invece di parlare e basta perchè ci prova.<br />
Per questo se io non faccio e un altro sì, avrà il mio appoggio nella speranza che funzioni, che la sua idea possa dare un risultato perché <strong>il bene è uno solo: il Milan</strong>.<br />
La protesta ha talmente funzionato mediaticamente (quello che a loro dà e darà sempre fastidio) che coloro che l’hanno sottaciuta fino a oggi sui mass media si sono affrettati a produrre (o farsi &#8220;suggerire&#8221; chi lo sa) quasi a reti unificate articoli, video, tweet ecc. in cui vengono raccontate le prodi gesta dello sfortunato a.d. di cui nessuno comprende il vero dolore che lo attanaglia perché lui fa tutto per il bene del Milan, lo vuol veder vincere, ma attorno a lui sono tutti cattivi oltre che fallaci così se la prendono tutti col povero calimero furlani la cui unica colpa in fondo, è quella di fare bene il suo lavoro per il fondo. Oh poverino! Eccoci di nuovo con il mago dei conti (che mago dei conti non è, anzi) che quando le cose vanno male viene fatto passare per un mero esecutore manco fosse un impiegato e non un amministratore delegato. La verità è che a parer mio se nel suo cuore albergasse una briciola di milanismo si sarebbe dimesso diverso tempo fa perché qualsiasi tifoso milanista che avesse combinato un tale sfacelo sportivo non potrebbe convivere con una simile vergogna. E’ anche per questo che invito chi ancora legge gli articoli o ascolta video ecc. di chi ci racconta queste verità alternative di smetterla di farlo, di togliere il follow, di non dare loro più visualizzazioni. Bisogna lasciarli soli perché anche se ne siamo assuefatti dobbiamo riprenderci e ricordarci che questa non è informazione. Abbandonateli al loro destino.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left">A proposito di destino, il tentativo di cancellare la figura di Paolo Maldini si è ritorta contro i suoi mandanti: non solo lo stadio lo ha inneggiato ma le immagini di chi ostenta la sua maglia hanno fatto il giro del mondo tra giornali/riviste come the guardian o kicker ad esempio o “editori social” come sportbible per fare un altro esempio. La cosa non poteva che finire così perché se si è talmente miopi da non capire che cercare di cancellare un’icona mondiale dalla storia del suo club è un clamoroso autogol, la risposta non può che essere questa. Bisogna essere ottenebrati dall&#8217;invidia (e non solo mi verrebbe da pensare) per non capire come questa sia un’operazione suicida quando ormai il mondo è interconnesso, le notizie fanno il giro del mondo in un secondo e dall’altra parte del globo nessuno capirà mai come Maldini venga visto come un problema dal&#8230;Milan. Eccovi serviti con la vostra stessa moneta.<br />
Proprio per questo non bisogna togliere il piede dall’acceleratore, ma spingerlo ancora più in fondo per mandarli in crisi: per Milan-Cagliari spero ci sia una marea di persone con la maglia di Maldini per far fare nuovamente il giro del mondo a certe immagini e far sprofondare nella vergogna certi personaggi. Non è necessario una maglia originale o meno e nemmeno è necessario che abbia stampato il “3”, basta una maglia del Milan col “3” fatto anche con il nastro di carta piuttosto che adesivo, anzi a mio avviso il valore simbolico sarebbe ancora più forte nel caso. Questa è la mia umile idea per chi sarà presente allo stadio.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><em>p.s: chissà se al controllo prima dei cancelli la realtà supererà la geniale fantasia del grande Peppe Coco <a href="https://www.youtube.com/shorts/8AR1PBYoKhE">(qui il link)</a>. </em></p>
<p align="left"><em>p.p.s: la penultima giornata di serie A è nel caos più totale per non avere considerato l&#8217;atp di Roma. Io mi aspetterei le dimissioni di Butti, ma ho come l&#8217;impressione che abbia buoni agganci per rimanere al suo posto.</em></p>
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		<title>Bugiardo bugiardo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[seal]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 05:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi rossoneri]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è una mitica scena di questa pellicola con protagonista Jim Carrey ormai incapace di mentire in cui afferrando la cornetta del telefono per rispondere all’ennesimo casino creato da un suo cliente urla un liberatorio “basta con le stronzate, idiota!” Potremmo dire che molti, moltissimi tifosi rossoneri se avessero la possibilità di poter parlare liberamente alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C’è una mitica scena di questa pellicola con protagonista Jim Carrey ormai incapace di mentire in cui afferrando la cornetta del telefono per rispondere all’ennesimo casino creato da un suo cliente urla un liberatorio “basta con le stronzate, idiota!”<br />
Potremmo dire che molti, moltissimi tifosi rossoneri se avessero la possibilità di poter parlare liberamente alla nostra dirigenza urlerebbe a ognuno dei suoi componenti la stessa identica frase, alcuni probabilmente sarebbero anche più coloriti. Ormai questa gente non ha più un minimo appiglio a cui attaccarsi, è evidente ai più come non abbiano le capacità per stare nel mondo del calcio, ma aggiungo che dal mio punto di vista sono insufficienti anche come manager perché potrebbero avere dei risultati economici migliori (e non di poco) ma proprio non ci riescono.<br />
Non ce n’è mezzo che si salvi ai miei occhi, sembrano tutti catapultati da un’altra dimensione e con la presunzione di parlare a minus habens. Prendete l’ultima figura scongelata per l’occasione stante l’assenza di Furlani: Cocirio. Probabilmente è male informato, nessuno potrebbe mai pensare che racconti bugie per indorare la pillola non è mai successo con questa proprietà, perché mi sono bastate poche dichiarazioni per capire che forse forse anche lui non era l’uomo giusto al posto giusto.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il successo sul campo tende a portarsi a traino la sostenibilità finanziaria e non il contrario. Una volta che si instaura questa dinamica poi ci sono meno ostacoli per continuare a mantenere la sostenibilità finanziaria e continuare ad avere successo sul campo. Ci sono molti esempi virtuosi in Europa: Bayern Monaco vediamo tutti come giocano</em><br />
Qualcuno lo ha avvisato che il successo sul campo per noi non esiste da anni? Conosce le classifiche della serie A degli ultimi anni? Ha mai letto l’albo d’oro degli ultimi anni? No, perché se arrivassi da un altro pianeta tenderei a pensare che il Milan da diversi anni sta macinando successi sportivi e che avendo come riferimento il Bayern nel giro di non troppo tempo saremo allo stesso livello lottando ogni anno per vincere la champions league con una rosa fatta di campioni.<br />
Secondo me è solo molto sfortunato, sfortunatissimo, probabilmente ha dei collaboratori che gli danno informazioni errate perchè questa proprietà non ha mai raccontato una cosa per un’altra per far star buona la gente, sono sempre stati precisi e rispettosi dei tifosi e della storia del Milan.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per tornare ad essere competitivi, e quindi per competere per i migliori talenti, bisogna per forza di cose far crescere queste tre linee di ricavo (diritti TV, stadio, commerciale)</em><br />
Fermi tutti: ma non era il successo sul campo che trainava la sostenibilità finanziaria? Adesso invece con la crescita dei ricavi si può tornare ad essere competitivi? Poche idee ma confuse, sicuramente sarà sempre un problema di collaboratori un po’ svagati. Ah no scusate, sono io che non capivo: grazie alla stadio di proprietà, ai diritti tv e alla parte commerciale inter e napoli dominano il campionato italiano da anni! Scusate non avevo capito niente.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La storia ci dice che le società che hanno costruito nuovi impianti poi hanno, negli anni successivi, avuto una crescita dei diritti commerciali, perché è un testamento all’ambizione dei club, perché gli sponsor vogliono essere associati a storie di successo, di trasformazione, di infrastrutture nuove.</em><br />
Molto bene, quindi nel nuovo San Siro si assoceranno all’inter perché loro hanno una storia di successo negli ultimi vent’anni o quasi che da noi non esiste più. Non so, così a naso mi sembra un buon modo per tirarsi la zappa sui piedi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’Atletico è una bella storia. Quindici anni fa forse solo chi è appassionato di calcio conosceva la storia dell’Atletico Madrid […] Loro hanno fatto un programma molto serio incentrato sulla costruzione del nuovo stadio, da cui hanno instaurato un volano grazie al quale sono diventati poi molto competitivi.<br />
</em>Tralascio il resto delle cose dette sull’Atletico perché davvero è sfortunatissimo coi suoi collaboratori inducendolo a dire quelle che sembrerebbero enormi bugie, ma nella realtà sono solo errori perché la nostra proprietà è sempre stata franca, precisa e rispettosa di noi tifosi e della nostra storia.<br />
Allora, giusto per permettere ai collaboratori di Cocirio di evitare di sfogliare qualche almanacco o farsi fregare da qualche AI che dà risposte non precise: quindici anni fa l’Atletico vinceva la supercoppa europea sapete ai danni di chi? Dell’inter e ci giocava un certo Aguero. Un’altra cosa incredibile? Giocava la supercoppa perché l’anno prima aveva vinto l’Europa League! Incredibile, non era stata invitata come finalista delle squadre sfigate che non conosce nessuno! La cosa straordinaria? Quella squadra “sconosciuta” fece il double Europa League/Supercoppa per due anni consecutivi e l’anno dopo vinse lo scudetto. Tu pensa la sfiga di Cocirio ad avere collaboratori che sbagliano le loro ricerche.<br />
Però devo dire che una cosa gliel’hanno detta giusta: grazie al nuovo stadio sono diventati molto competitivi&#8230;ah no scusate il Wanda Metropolitano è del 2017 e l’Atletico ha vinto enormemente di più nei 9 anni precedenti al nuovo stadio che nei 9 successivi che arrivano fino a oggi. Vabbé dai ci sta, è solo un errorino, lo sappiamo che i nostri non raccontano mai bugie, come detto io credo alla loro totale buona fede.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sicuramente la Champions League come sapete porta, ad una squadra come il Milan, dai 60 ai 90 milioni di fatturato. Essere in Champions League è fondamentale. Permette di fare una progettualità diversa nel corso dell’estate, sicuramente più ambiziosa e permette di guardare di più al futuro e non alla gestione dell’anno individuale</em><br />
Secondo me è davvero iellatissimo, cioè fossi in lui credo licenzierei certi collaboratori. La progettualità diversa del dopo scudetto: due acquisti in totale (De Ketelaere e Thiaw) il resto prestiti, svincolati (non top) e giocatori di rientro. Che progettualità! Vogliamo parlare della grande progettualità dell’anno successivo che vide la vendita di Tonali per circa 60 mln per poi acquistare pellegrino, loftus-cheek, musah, chukwueze ecc. da cui poi si salvarono i soli reijnders e pulisic? Per non parlare della grande progettualità dell’anno dopo in cui arrivarono Pavlovic, emerson royal, Morata e fofana. Una progettualità talmente lampante nel guardare al futuro da non acquistare un solo grande giocatore, anzi producendosi in una quantità di cessioni abnorme ossia l’esatto contrario della progettualità. Anche qui una sfiga incredibile per il buon Cocirio perché davvero alcuni collaboratori non capiscono nulla, altrimenti avrebbero evitato di fargli dire certe cose visto che questi sono i mercati prodotti da anni consecutivi di partecipazione alla champions league. Lo ripeto, è iellatissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">A me dispiace per Cocirio, come per Furlani, Moncada, Cardinale ecc. perché davvero devono avere alcuni collaboratori che vogliono fargli fare delle brutte figure facendoli passare per bugiardi quando sappiamo tutti che loro tengono tantissimo al Milan e vogliono vederlo primeggiare. Ce lo dicono sempre.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>A cuore aperto</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 05:30:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il post di oggi non ha a che fare con la partita di domenica scorsa né con la sfida col Sassuolo o la qualificazione champions di cui non mi frega assolutamente niente, anzi quest’ultima la ritengo l’origine di tutti i mali del calcio attuale perché trasformata da occasione di rilancio sportivo per la nuova stagione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il post di oggi non ha a che fare con la partita di domenica scorsa né con la sfida col Sassuolo o la qualificazione champions di cui non mi frega assolutamente niente, anzi quest’ultima la ritengo l’origine di tutti i mali del calcio attuale perché trasformata da occasione di rilancio sportivo per la nuova stagione a mero assegnone staccato per coprire le proprie inadeguatezze. Se prima questa qualificazione era uno sguardo verso il futuro oggi è uno sospiro di sollievo per i conti correnti.<br />
Oggi il mio sguardo va a &#8220;a cuore aperto&#8221;, il video di dolore di qualche giorno fa di Simone Cristao, direttore di Radio Rossonera, uno dei pochi contenuti capace di smuoverti qualcosa dentro, scongelandoti il cuore e facendoti mormorare nella testa <i>‘fratello rossonero il </i><i>tuo </i><i>dolore </i><i>è il m</i><i>io’</i> perché genuino, senza secondi fini come ormai fanno troppi “tifosi” sul web alla ricerca di visualizzazioni, soldini ed appagamento del proprio ego. Io sono più vecchio di Simone, che ho conosciuto ed apprezzato nella mia esperienza a radio rossonera, e sono rimasto colpito perché quel sentimento così ben visibile nei suoi occhi, nella sua mimica, in certi tremori della voce io non lo provo più. Sarà forse l’età che mi ha reso fatalista oppure ho altre cose a cui pensare, non so dirvi, ma anni fa probabilmente mi sarei disperato allo stesso modo e quel che mi è passato per la mente è che ha ragione lui sia nel merito che nel modo di esporlo, con quel grido di dolore che echeggia nella mia testa.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo suo sfogo-appello (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=2_LO1WpAleM">qui il link</a> per chi non lo avesse visto) ci sono due concetti chiave che ritengo debbano essere ribaditi per ricordarci chi siamo:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; la responsabilità che abbiamo come milanisti<br />
&#8211; cosa deve essere il Milan perché c’è stato lasciato così e deve rimanere tale</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono concetti da baci perugina come qualcuno potrebbe pensare, sono concetti di sostanza, concetti base che dovrebbero stare alle fondamenta di ogni tifoso perché se non ti identifichi in certi valori, nella tua storia, allora tifi senza memoria e la memoria è importante perché ci dice chi siamo.<br />
Io a differenza di Simone non provengo da una famiglia di milanisti, anzi provengo da una famiglia che lo sport in generale mai lo ha considerato, ma quando iniziai a tifare lo feci per prima cosa per l’accostamento di colori, ma quello fu solo l’inizio. Quello che mi fece mantenere la barra dritta in una classe composto per almeno il 50% da juventini, con i milanisti in ampia minoranza, fu Baresi, una squadra che aveva in lui un baluardo, un modo di fare calcio diverso, quella sensazione di famiglia descritta da Simone che non riesco più a vedere e che per me era un pilastro inscalfibile da qualsiasi terremoto. Senza voler per forza parlare di noi, il concetto non è lontano da quanto espresso da Rummenigge ricordando l’offera monstre del Chelsea per Ribery: il Bayern non vende i propri top player se la loro assenza può danneggiare il potenziale tecnico della squadra. Pressapoco lo stile Milan, se così vogliamo chiamarlo, che ha formato il me milanista, che ha reso questo club identitario ai miei occhi e in cui mi sono riconosciuto e voglio riconoscermi è qualcosa di simile, ma ancora più spinto: una famiglia i cui pilastri (non per forza solo campionissimi) non vengono toccati.<br />
Per questo non posso che comprendere il suo sconforto anche sulla vicenda Ruud Gullit usato come una sorta di figurina per valorizzare il “brand” Milan nascondendosi tra l’altro dietro Massaro perché impauriti dai fischi che sarebbero potuti piovere se la premiazione l’avesse fatta Gerry Cardinale o Giorgio Furlani. L’utilizzo dei grandi del passato per mero tornaconto ci racconta come questi individui non abbiano nulla da offrire al Milan perché incapaci di generare valore identitario e per questo prosciugano i vecchi valori finché possono cercando di estrarne il massimo valore che non è quello intangibile del tifo, ma qualcosa di molto più venale.<br />
Se qualcuno si stesse domandando “Quindi? Cosa facciamo?” sinceramente non ho risposte, forse perché come scritto sopra certi sentimenti non riesco più a provarli perché mi hanno un po’ ucciso nell’anima ma il buon Simone mi ha ricordato cosa siamo e che responsabilità abbiamo come tifosi. Forse anche il mio è uno sfogo, un tappo che salta all’improvviso, non saprei giudicate voi, ma spero con tutto il cuore che sfoghi pacati e sentiti come questo si possano moltiplicare perché da cosa nasce cosa e chissà che questo simulacro di Milan possa scomparire. Lasciatemi la speranza.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>La battaglia che non mi appassiona</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 05:30:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La terza sconfitta nelle ultime sei partite ha ridato vita alla diatriba allegri in/allegri out ricordandomi per certi versi quanto accaduto con Pioli con una fazione o l’altra che si ammutoliva quando i risultati erano loro avversi salvo poi riemergere quando gli stessi tornavano a dar loro ragione. Dal mio punto di vista una discussione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La terza sconfitta nelle ultime sei partite ha ridato vita alla diatriba allegri in/allegri out ricordandomi per certi versi quanto accaduto con Pioli con una fazione o l’altra che si ammutoliva quando i risultati erano loro avversi salvo poi riemergere quando gli stessi tornavano a dar loro ragione. Dal mio punto di vista una discussione senza senso, come incavolarsi o lodare un macchinista se il treno arriva in orario o meno, certo magari del suo ce lo mette ma in definitiva è solo l’ultimo dei problemi. Avere un bel treno è meglio di uno con pochi comfort ma se alla fine è sempre in ritardo le comodità saranno pure belle, ma non alleviano l’incazzatura.<br />
A me fa specie dover fare questo discorso perché se c’è uno che non voleva vedere mai più Allegri sulla nostra panchina quello sono proprio io, ma essendo terzi con una media di 2 punti a partita io non capisco di cosa stiamo parlando. Per me è perfettamente in media con il valore della squadra in questa sgangherata serie A dove questo Milan minore a mio avviso partiva per totalizzare quei 75-80 punti perfetti per non vincere niente ed entrare in champions. Qui ci dovremmo incazzare: gli obiettivi.<br />
Io nemmeno a Fonseca o Conceicao davo grandissime colpe, pur ritenendo il secondo totalmente negato, perché erano solo pedine su una scacchiera piena di sterco: dove si muovono si imbrattano. Per me Allegri fa un calcio giurassico basato su un concetto di equilibrio che a mio avviso tale non è (subire poco e finalizzare il poco che si crea) essendo solo l’altra faccia della medaglia di “fare un gol in più dell’avversario”. Un calcio che dà equilibrio è quello che subisce poco e sa creare occasioni da gol con una certa frequenza, il resto non è equilibrio ma rimanere in balìa degli eventi. Detto questo, se arrivasse nel range 75-80 punti cosa gli devo dire? Fa un calcio che non approvo, ma ha fatto ciò che doveva. Il problema sta proprio lì: ciò che doveva è entrare in champions e non deriva da lui questa situazione. E’ giusto criticare partite buttate nel cesso o scelte di campo che non approviamo, ma se poi dimentichiamo quelle in cui facciamo bene o l&#8217;aver ricreato un gruppo allora c’è un problema alla radice, a meno di non pensare che questa squadra dovesse partire con l’obiettivo di lottare per lo scudetto quando nella realtà ci siamo trovati lì finché gli infortuni e il fiato hanno giustamente chiesto il conto avendo una rosa non attrezzata. Scrivere ste cose mi fa girare i cosiddetti perché non lo volevo sulla nostra panchina e non lo vorrei l’anno prossimo, ma il campionato finora è stato anche sopra le nostre attese.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui se non cambia la mentalità della proprietà saremo solo una squadra di pupazzi e l’allenatore forte o scarso che sia solo un altro pupazzo. Sia chiaro, non pupazzi nel senso di burattini che recitano una parte perché che l’allenatore ci tenga e la squadra lo segua a me pare evidente (il gruppo è più che sano), pupazzi per chi comanda perché per loro sono solo parte di un teatrino. E’ giusto pretendere un calcio propositivo ed è ciò a cui dovremmo ambire se fossimo una grande squadra, ma guardiamoci in faccia: siamo diventati una rometta. Il blasone, la storia, le nostre bandiere dicono ben altro ma la realtà è una schifezza con solo l’ultimo scudo a risollevarci da un anonimato ormai abituale. Lo ripeto: abituale. Fare bel/buon calcio al Bologna (leggasi Thiago Motta) o all’Atalanta (leggasi Gasperini) è cosa diversa da farlo in piazze pesanti, nel senso che non sempre ci si riesce e il fallimento è dietro l’angolo. Io per dire avrei voluto provare entrambi da noi, ma come abbiamo potuto vedere hanno fallito non ottenendo risultati né riproponendo le caratteristiche del loro gioco, stessa cosa si può dire per Xabi Alonso col fallimento a Madrid dopo aver visto un leverkusen davvero piacevole. Giusto allora non provare a cambiare? Certo che no, io lo cambierei anche quest’estate ma se non andasse bene anche in quel caso non me la prenderò col mister (a me no che non sia totalmente cretino) perché il problema sta sopra, non è che tifo o non tifo Milan per via di un allenatore.</p>
<p style="text-align: justify;">L’allenatore conta senza dubbio, il problema è che prima di lui conta una società che ha la vittoria come focus e acquista giocatori dalla mentalità vincente che sanno dare del tu al pallone e proprio per questo non mi appassiona la discussione sugli allenatori che si chiamino Fonseca, Conceiçao o Allegri. A me appassiona il Milan e questa proprietà fa di tutto per strapparmelo dal cuore.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>Il non problema</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:00:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questi giorni di pausa forzata per la nazionale è tornato in auge il problema liste per il Milan. Vuoi perché non ci sono altri argomenti, vuoi perché notizie di mercato interessanti non ce ne sono, più “esperti di mercato” ci informano che Bellanova è un nome preso in serie considerazione dal Milan data la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questi giorni di pausa forzata per la nazionale è tornato in auge il problema liste per il Milan. Vuoi perché non ci sono altri argomenti, vuoi perché notizie di mercato interessanti non ce ne sono, più “esperti di mercato” ci informano che Bellanova è un nome preso in serie considerazione dal Milan data la necessità di riempire la casella dei giocatori formati nel vivaio rossonero. Questo spauracchio delle liste “incomplete” nasce negli anni precedenti con la coppia furlani-moncada che esagerò nell’acquisto di giocatori dall’estero salvo poi ricordarsi che alcuni sarebbero dovuti essere esclusi per limiti numerici.<br />
La situazione dal mio punto di vista è ancora meno importante perché un conto è parlare di giocatori di qualità, un altro è mettere qualcuno giusto per riempire una casella. Il nome di Bellanova sembra casualmente uno dei pochi spendibili, ma è così necessario? Tralasciando l’aspetto tecnico dove ad essere sinceri lo ritengo inferiore anche ad Athekame quindi non ne capirei il senso, la situazione è questa che vado a descrivervi.<br />
Le società presentano ad inizio stagione due liste di calciatori “principali” formate da massimo 25 giocatori, una per il campionato e una per le coppe che hanno regole di base simili ma anche qualche differenza. La principale è che in serie A gli under 22 (italiani o stranieri) non vengono conteggiati quindi possono essere presenti in numero illimitato. Questo fa sì che la lista per le coppe sia più ristrettiva perché a un numero massimo di 17 stranieri si aggiungono 8 giocatori di formazione italiana, ma di questi un massimo di 4 possono provenire dal vivaio di qualsiasi squadra italiana mentre gli altri 4 devono essere del proprio vivaio. Quindi se vuoi arrivare a una lista di 25 giocatori devi per forza averne 4 del tuo vivaio.<br />
Questa è la situazione attuale del Milan:</p>
<p style="text-align: justify;">STRANIERI: maignan. tomori, pavlovic, odogu, estupinan, athekame, saelemaekers, modric, fofana, rabiot, loftus-cheek. jashari, nkunku, pulisic, leao, gimenez, fullkrug (17 su 17)</p>
<p style="text-align: justify;">ITALIA: pietro terracciano, de winter, ricci (3 su 4)</p>
<p style="text-align: justify;">MILAN: torriani, gabbia, bartesaghi (3 su 4)</p>
<p style="text-align: justify;">EXTRA: musah (straniero), chukwueze (straniero), bondo (italia), filippo terracciano (italia), alphadjo cissé (italia)</p>
<p style="text-align: justify;">Guardando questa lista il problema non può essere aggiungere un calciatore formato dal nostro vivaio semplicemente perché non è vitale, né necessario. Se parlassimo di un nostro giovane che giocherebbe titolare il discorso sarebbe differente, ma non è certo il caso di Bellanova che ha azzeccato un paio di mezze stagioni di cui una con Gasperini che sulle fasce farebbe sembrare decente pure Estupinan. Se proprio devi prendere uno per avere una riserva di buon affidamento allora tanto varrebbe prendere Zappacosta in scadenza.<br />
Il vero problema di questa lista non è e non sarà mai il posto vacante nel vivaio rossonero, ma la necessità di liberarsi di un sacco di zavorre tra gli stranieri e gli “extra” e questo è un problema che ci portiamo dietro da quando la coppia furlani/moncada ha iniziato a rastrellare giocatori senza una reale logica tecnica.<br />
Prendiamo Bondo e Filippo Terracciano. Presi in due mercati di gennaio senza che nessuno ne capisse la reale utilità, oggi sono in prestito e se dovessero tornare indietro non potrebbero rubare l’ultimo posto tra i formati “italia” se volessimo prendere kean o un altro calciatore di formazione italiana. Potremmo mai acquistare qualcuno in tal senso per poi escluderlo dalla lista champions? Sarebbe quantomeno stravagante. Guardando la lista stranieri un posto lo libererà di certo Fullkrug, ma il vero problema è che quell’elenco comprende troppi giocatori scarsi. Senza voler sembrare irrealistico, un buon mercato dovrebbe vedere la partenza a vario titolo almeno di odogu (prestito per giocare), estupinan, loftus-cheek. musah e uno tra nkunku e gimenez se non entrambi. Questo nella speranza che il fulham riscatti chukwueze. Così fosse gli slot da riempire sarebbe cinque in totale per gli stranieri, direi una campagna acquisti decente per rafforzare la rosa se solo si conoscesse il significato di questa parola.<br />
Vista la quantità di pippe messe sotto contratto, il problema non sarà mai l’eventuale buco nel vivaio milanista, ma le voragine di qualità negli stranieri che ci costringono ogni anno a rinnovare pesantemente la rosa invece di fare solo qualche intervento mirato. I soli giocatori stranieri da me citati come da cedere sommano circa 150 mln di cartellini per giocare poco o niente e non spostare di una virgola perché continuando a ragionare sul cercare un giocatore dal cartellino appetitoso per rendere l’operazione meno rischiosa in caso di fallimento, ci ritroviamo ogni anno pieni di giocatori che non funzionano/servono e di cui in qualche modo ti devi liberare per altri presi sempre con lo stesso metodo accendendo poi un cero in chiesa nella speranza di azzeccarlo. Un loop infinito.<br />
In questo loop infinito Bellanova non sarebbe che l’ennesima distrazione spacciata per acquisto “necessario” quando di necessario ci sarebbe solo la cessazione degli acquisti che non spostano una virgola e Rabiot e Modric sono lì a ricordartelo ogni partita.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>L’arte del non vincere</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 08:37:59 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non ho dubbi a riguardo, a mio modo di vedere Cardinale è il peggior proprietario che ci potesse capitare perché l’italo-americano è la materializzazione in carne ed ossa dei nostri peggiori incubi: un uomo d’affari a cui non interessa del Milan come club calcistico. Non è una frase buttata lì, una considerazione tanto per, è l’evidenza delle sue azioni, delle sue interviste e dei suoi silenzi: lui è tutto ciò che ogni tifoso dovrebbe temere. E’ l’uomo nero venuto per rovinare i miei sogni, anzi distruggerli nel suo significato più innocente.<br />
Facendo mente locale cosa ricordiamo di lui? Un pollicione in piazza Duomo per lo scudetto vinto da altri, l’intervista in cui non sapeva quante coppe campioni avessimo vinto, “berlusconi 2.0”, costruire stadi per la serie A, dollaro incrementale, “i tifosi vogliono vincere sempre, ma se vinci ogni anno è meno interessante” e potrei continuare. Nessuna e dico nessuna vera dichiarazione da proprietario di un club sportivo che come primo obiettivo dovrebbe avere per l’appunto la competizione sportiva. Non è una questione di ruffianeria, se quella cosa non ce l&#8217;hai dentro non la ripeterai come un mantra ogni volta che ne hai occasione per ricordare a tutti nella società ciò a cui bisogna ambire.<br />
Dal mio punto di vista è il peggio che ci potesse capitare, una sorta di Cairo in salsa rossonera da cui differisce solo per il bacino a cui fa riferimento. Per come la vedo io a lui interessa semplicemente piazzarsi nei primi quattro per i soldi che può portare a casa e avendo già di base uno dei primissimi fatturati in Italia tra le squadre di calcio è una sorta di atto dovuto. Un po’ come il Toro che per fatturato dovrebbe sempre stare nel limbo di chi non partecipa alle coppe e di chi non retrocede e così è nei fatti. Nessun vero obiettivo sportivo per noi, semplice galleggiamento per strategia economica.</p>
<p style="text-align: justify;">A Cardinale interessa talmente tanto il Milan che in generale non rilascia interviste in Italia. E’ di pochi giorni fa la sua venuta nel <em>Bel Paese</em> con passaggio a Milanello per, presumo, salutare squadra e staff. Essendo già di suo quasi un evento epocale mi sarei aspettato che i giornalisti sempre appollaiati a Milanello per qualsiasi cosa potessero rivolgergli qualche domanda e invece manco per idea. Poi ovviamente viene fuori un’intervista o quello che è al financial times in cui tra le varie cose afferma come sia difficile costruire uno stadio in Italia, insomma la solita solfa: business.<br />
Con tutta probabilità non ha voluto parlare ai giornalisti perché di calcio non sa nulla, perché i risultati sono nulli e perché qualcuno gli avrebbe chiesto cosa si sarebbero dovuti aspettare i tifosi. Qualcuno potrebbe obiettare che queste risposte le dovrebbe dare l’a.d. ma direi che dopo le “ambizioni fortificate” e gli scarsi risultati pure lui ha scelto di alzare una sorta di cortina fumogena, spuntando ogni tanto qua e là non con interviste ma con “spifferi” arrivati a questo o quel giornalista. La verità inscalfibile è che nei club in cui si punta a vincere ogni anno i proprietari, gli a.d. o i presidenti quel focus lo ribadiscono con costanza e appena le cose non vanno come devono tuonano e agiscono, anche sbagliando, per modificare ciò che ostacola le loro possibilità di vittoria. Il nostro terzetto è quanto di più lontano da tutto ciò e sfido chiunque a trovare dichiarazioni non buttate lì sull’argomento vittoria.<br />
Per come la vedo io, se fosse nata per davvero la superlega con il nostro posticino assicurato di diritto avremmo una squadra ancor meno competitiva perché a quel punto non sarebbe nemmeno necessario sforzarsi un minimo per arrivare quarti. La proprietà Cardinale partendo da presupposti non sportivi non potrà che essere una bella lapide con su scritto “vivacchiare” perché di questo parliamo e lo abbiamo ben visto in più occasioni. Pensare che la costruzione dello stadio possa mutare questo status è per me un’utopia. Ad oggi abbiamo già un distacco economico con i nostri rivali europei imbarazzante (figlio di gestioni pessime e risultati sportivi assai scadenti) e già questo ci dovrebbe far riflettere, ma ancor più il fatto che anche prendendo per buona quella che io ritengo al massimo una frase buttata lì a più riprese per tener buono il popolino, fino al 2031 che si fa? Si traccheggia immagino, perché è bastato un anno andato storto per veder vendere tutto il parco giocatori che si potesse vendere indipendentemente dall’importanza nella squadra. Ecco perché per me questa rimane la peggior proprietà che ci potesse capitare perché mai parlerà realmente di calcio, perché il focus non sarà mai il mio di tifoso e perché in fondo hanno già dimostrato che vincere o perdere non fa differenza e l’unica cosa che muta il loro atteggiamento è entrare o meno in champions league perché in quel caso li si tocca sul vivo: i soldi.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>Sfortune</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 06:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi rossoneri]]></category>
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					<description><![CDATA[Come non titolare così? Quando vedi un agente (quello di André) pubblicare una foto del genere con sullo sfondo la copertina di un periodico (fortune italia) che celebra il faccione di Giorgio Furlani non puoi che pensare che vada aggiunta una esse e completata in sfortune rossonere. Provo sincero imbarazzo, non lo dico per scherzo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come non titolare così? Quando vedi un agente (quello di André) pubblicare una foto del genere con sullo sfondo la copertina di un periodico (fortune italia) che celebra il faccione di Giorgio Furlani non puoi che pensare che vada aggiunta una esse e completata in <i>sfortune rossonere</i>.<br />
Provo sincero imbarazzo, non lo dico per scherzo, verso quelle persone che cercano di autocelebrarsi, di elevarsi tramite un culto della personalità che è fine a se stesso e che soprattutto non è supportato né da evidenze né dal popolo in questo caso rossonero.<br />
Ho visto e letto tentativi più o meno ridicoli di screditare chi davvero è un idolo affermando come fosse incapace di lavorare in gruppo se non addirittura con istinti megalomani da <i>one man show</i> e poi mi tocca vedere immagini come queste fotografare in maniera indelebile lo stato delle cose: un agente di un giocatore non trattato dal d.s. insieme all’a.d., che di campo ha già dimostrato di capirne poco, con in bella vista il suo faccione incorniciato nemmeno fosse il <em>“person of the year”</em> del Time. Questo è il livello a cui siamo giunti.<br />
Per la cronaca André sembrava saltato per la (a quanto pare) gioia di Allegri, ma questa recentissima pubblicazione dell’incontro di qualche settimana fa sembra dirci che non è affatto tramontata la trattativa con buona pace di mister e d.s. che mi verrebbe da pensare se ne devono stare zitti e a cuccia.</p>
<p style="text-align: justify;">Sfortune appunto, sfortune rossonere, sfortune di un popolo che ne ha le palle piene di gente di certe situazioni, che non vede nemmeno col binocolo una società ben strutturata anzi continua a vedere una gestione da comare del cortile che vuole impossessarsi di tutto perché lo ritiene suo per diritto divino. Basta ca**o, mi sarei rotto di queste logiche comparse per una strana coincidenza con la salita al potere di Furlani, deus ex machina di una squadra che non funziona.<br />
Vediamo i fantatisci numeri dell’a.d. che nessuno ci invidia.<br />
Nominato amministratore delegato a novembre 2022 a stagione in corso al posto di Gazidis con a capo della parte sportiva Maldini e Massara. Il Milan campione in carica arriva quarto in campionato e viene eliminato nelle semifinali di champions dall’inter. Scudetto al Napoli.<br />
Dalla stagione successiva con i pieni poteri ottiene:<br />
&#8211; una supercoppa italiana<br />
&#8211; una coppa italia persa col Bologna<br />
&#8211; scudetto della stella all’inter<br />
&#8211; scudetto del Napoli<br />
&#8211; quasi certo bis scudetto dell’inter<br />
&#8211; una mancata partecipazione a una qualsiasi coppa europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine la copertina di Fortune Italia non è sbagliata perché quest’uomo fa le fortune di tutta Italia partendo da nord, passando per il centro e arrivando fino al sud. L’uomo perfetto da avere come rivale perché dà meno fastidio di un tarzanello. L’unico problema è che per eliminare un tarzanello basta una basilare igiene personale mentre per staccare lui dal Milan occorre un repulisti probabilmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un caso che dal post lazio-milan sia partita una campagna contro Leao che ricorda molto quella adottata con Theo Hernandez per cui scrissero qualsiasi cosa pur di screditarlo, poi han speso 18 mln (buona parte di quanto tirato su con theo a un anno dalla scadenza) per portare Estupinan. Assomiglia molto anche alla tecnica usata con Maignan che a quanto pare volevano sostituire con Suzuki e per questo era diventato bolso, un po’ rottame e anche un po’ appesantito. Poi però Allegri lo convince a rimanere (cara grazia!) e magicamente torna appunto Magic!<br />
Adesso assistiamo allo stesso trattamento per Leao che non avrà gli atteggiamenti corporei di chi si fa il mazzo, ma che il suo da ala destra lo ha sempre fatto e i numeri sono lì a certificarlo. Invece oggi leggiamo che Leao nelle ultime settimane non fosse concentrato al 100% saltando addirittura qualche colazione! Penso che fra poco leggeremo come qualche volta addirittura dimentichi di abbassare la tavoletta del water quando scarica l’acqua per non parlare di quelle imperdonabili perdite economiche perché addirittura a volte chiude le porte dimenticandosi di spegnere la luce perché troppo sbadato. Dove andremo a finire signora mia!<br />
La verità è che dai piani alti staranno già apparecchiando o sperando nella vendita perché quello vogliono e ricordate le parole di Scaroni a riguardo. Leao ha sbagliato con quella uscita e quell’isterismo in Lazio-Milan? Ma certo! Solo che sono scene già viste infinite volte specie in partite in cui un giocatore vorrebbe determinare e non riesce, specie in partite in cui sai che sono vita o morte perché ti giochi le ultime chance scudetto. Questo è il quadro in cui ci muoviamo e guarda a volte le coincidenze tutti sono partiti descrivendolo come IL problema del Milan quando IL primo problema è Sfortune, l’uomo delle fortune di tutta Italia tranne quella rossonera.<br />
Quando Sfortune lascerà ogni qualsiasi ruolo nella società rossonera stapperò quello buono perché cari nighters dobbiamo fare festa come la stanno facendo tutte le altre società sapendo che c’è lui al comando.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>Come Bodø</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 09:30:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Jens Petter Hauge. Parto da qui, la mia grande passionaccia nata ai tempi dell’eliteserien trasmessa da DAZN. Non sapete, o forse sì perché sicuramente ne avrò scritto qui su Milan Night, quanto ero felice per il suo arrivo, un ragazzo con doti per me indiscutibili che per qualche oscuro motivo non è mai riuscito a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Jens Petter Hauge. Parto da qui, la mia grande passionaccia nata ai tempi dell’eliteserien trasmessa da DAZN. Non sapete, o forse sì perché sicuramente ne avrò scritto qui su Milan Night, quanto ero felice per il suo arrivo, un ragazzo con doti per me indiscutibili che per qualche oscuro motivo non è mai riuscito a sbocciare fuori da casa sua. Il talento è cristallino perché se fosse frutto della serata magica non potrebbe ripetere certe prestazioni con costanza. E’ come quei fiori delicati, stupendi, che se li provi a ripiantare da altre parti non sbocceranno mai, ma Hauge per me rimane una gioia da vedere.<br />
Sono felicissimo per Jens perché si meritava una doppia serata del genere e poi diciamocelo è milanista dentro, come lo è suo padre Jan Ingvald: molto più milanista di tanti che a parole si professano tali. Così il Bodø Glimt ha battuto per due volte con un sonoro 5-2 totale gli ingiocabili: una volta con freddo, sintetico e un piccolo stadio, un’altra con temperature gradevoli, erba e un grande stadio. <em>Come Bodø!</em> Sono sicuro scriverebbe oggi Chiara e molti di noi agli amici interisti come direbbe il buon Max.<br />
Questa uscita rovinosa celebrata anche da ESPN (non pizza e fichi) come una delle più grandi eliminazioni nella storia della champions league descrive in maniera perfetta lo stato del nostro calcio: una squadra che domina in Italia e piglia scoppoloni in europa. Nonostante non vogliano sentirselo dire, assomigliano molto a quella juve che tanto disprezzavano, con un divario tra campionato e coppe difficilmente giustificabile se non col pensiero di molti. Tre finali europee: 2 gol fatti e 9 subìti, in champions addirittura un tennistico 0-6. In questa champions se si esclude il Dortmund sono arrivate solo vittorie contro squadre modestissime che rendono meno drammatici i loro numeri perché togliendo le prime quattro sfide (Ajax, Slavia, Union Saint Gilloise, Kairat) la statistica recita impietosamente 1 vittoria e 5 sconfitte con 6 gol fatti e 11 subìti (una media di quasi due reti a partita). I numeri non mentono direbbe qualcuno e quando in campionato sei abituato a scenette mentre in europa quasi si mettono a ridere (vedere ieri barella o il cucciolo da salvare bastoni) poi succede di non ritrovarsi più.</p>
<p style="text-align: justify;">Come Bodø! Già, vedendo ieri la giusta esultanza dei norvegesi mi è venuto subito in mente il nostro Milan, alla dimensione portata da elliott prima e cardinale poi grazie anche all’incessante disastroso lavoro di furlani, moncada e scaroni. Ibra nemmeno lo considero, al massimo è lo zanetti dell’inter.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Oggi il Milan con una visione strategica di alto livello può andare a competere il prossimo anno con le più grandi. Se invece si scegliesse una visione di mantenimento, senza investimenti, senza un’idea da Milan rimarremmo nel limbo tra le migliori sei o sette squadre in Italia per tentare di rivincere lo scudetto e qualificarci per la champions. Per questo è il momento che la proprietà, Elliott o quella che potrebbe arrivare, chiuda il triennio e capisca che strategia vuole per il futuro. Con due o tre acquisti importanti e il consolidamento dei giocatori che abbiamo possiamo competere per qualcosa di più grande in champions.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Così parlava Paolo Maldini a maggio 2022 alla gazzetta dello sport, quasi quattro anni fa oramai e direi che il discorso non solo non fa una grinza ed è attuale, ma si è drammaticamente avverato. I più puntigliosi si attaccheranno al “gli investimenti ci sono stati però” ma è uno specchietto per le allodole perché la realtà è che l’investimento per questa gente è il Milan usato come “prodotto finanziario” per produrre valore con le plusvalenze ad esempio. Red Bird, proprietario del Milan, non ha finanziato il Milan attingendo da altri “prodotti”, non ha investito per come immagina ogni tifoso per farla breve, semplicemente lo gestisce come meglio crede ossia vivendo in un limbo chiamato quarto posto, cedendo e acquistando come un’udinese qualsiasi solo con lo stadio più bello e un brand che ancora attira nel mondo, ma fino a quando senza trofei? Perchè poi si fa in fretta a trasformarsi nell’ajax.<br />
Torniamo quindi al punto di partenza: come Bodø. Perchè questo siamo diventati, una squadra che continuando in questo limbo riterrà epico vincere uno spareggio che ti porta agli ottavi di finale di champions. Come il Bodø appunto.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sicuramente non mi leggerà, ma ancora tanti complimenti Jens Petter Hauge: ti meriti serate del genere.</em></p>
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		<title>Messaggio alla nazione</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 09:45:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ieri abbiamo assistito a qualcosa di bizzarro come minimo o inquietante a voler essere più realisti. L’affaire Bastoni lo conosciamo tutti inutile tornarci, quello che però mai mi sarei aspettato è vedere Marotta usare il palcoscenico della lega serie A come fosse una sorta di balcone o la James S. Brady press briefing room della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ieri abbiamo assistito a qualcosa di bizzarro come minimo o inquietante a voler essere più realisti. L’affaire Bastoni lo conosciamo tutti inutile tornarci, quello che però mai mi sarei aspettato è vedere Marotta usare il palcoscenico della lega serie A come fosse una sorta di balcone o la James S. Brady press briefing room della Casa Bianca.<br />
Le immagini parlano chiaro: sfondo ben evidente della lega, spianata di microfoni e Marotta quasi a parlare da un pulpito. Da quando la lega è diventata una sede distaccata degli uffici dell’inter? Marotta per quanto mi riguarda può fare tutte le dichiarazioni che vuole, anche affermare che Cristo è morto di freddo, ma non così. Rilasci le sue esternazioni dalla sede, per strada come ha sempre fatto o come meglio crede, ma non così con microfoni spianati in locali deputati ad altro.<br />
E’ un’immagine potente, è un’immagine voluta, simbolo di una forza che le altre società accettano supinamente al di là di qualche scaramuccia verbale. Non so cosa pensare, o meglio lo so esattamente ma preferisco tacere.<br />
Abbiamo così assistito a una sorta di messaggio alla nazione pallonara, non ai tifosi dell’inter che hanno diritto di sentirsi dire qualsiasi cosa, anche fosse la più surreale al mondo. La nazione pallonara non ha Marotta come presidente e nemmeno come amministratore delegato quindi nella migliore delle ipotesi è stata una scena di cattivo gusto, nella peggiore&#8230;beh fate voi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’altro messaggio è quello alla nazione rossonera espresso da quello che ahinoi è il presidente del Milan, colui che sta scalando rapidamente la vetta per diventarne il peggiore nella storia.<br />
Quest’uomo continua a rilasciare dichiarazioni che sono più di una coltellata per noi tifosi, qualcosa che sa di tradimento della fede rossonera. Io non so perché faccia certe dichiarazioni, non credo conosca la storia Milan, ma sono certo che non dovrebbe rappresentarci a livello istituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Da otto anni sono presidente del Milan, ogni tanto me lo dimentico. È un&#8217;esperienza incredibile. Certo, devo prendere lezioni di calcio da Marotta tutti i giorni eh non c&#8217;è il minimo dubbio”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, noi ad esempio non ce lo dimentichiamo perché non riesce a fare una dichiarazione da milanista, non riesce mai a prendere una posizione da milanista, non riesce mai a fare qualcosa di milanista. Noi non dimenticheremmo mai nulla, specialmente la data precisa in cui ci sarebbe stato affidato l’incarico più bello del mondo se fossimo davvero milanisti.<br />
Ancor più non staremmo lì a lodare una volta sì e l’altra pure il rivale cittadino che da anni ti bagna il naso mentre tu pensi stia piovendo nella migliore delle ipotesi perché nella peggiore, cioè quella che molti tifosi pensano, a te dei successi del Milan interessa zero perché ti basta qualificarti alla champions per i soldi che porta e nient’altro.<br />
Infine Scaroni quando parla di iconicità degli stadi dovrebbe ricordare che i successi servono ma non sono sufficienti per rendere iconico un luogo altrimenti basterebbe costruirne uno come tanti altri. City e Psg hanno stadi iconici? Direi proprio di no. Il dortmund ha uno stadio iconico? Direi di sì. Parlare in maniera così semplicistica di cosa sia iconico o meno è anche svilente per chi è incaricato di realizzare il nuovo stadio oltre al fatto che data la voglia che ha la nostra proprietà di vincere al massimo lo diventerebbe per i successi dell’inter, magari lui intendeva proprio questo in modo da poter continuare a ripetere di dover prendere lezioni di calcio da Marotta.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Seal</strong></em></span></p>
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		<title>Il bivio</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 10:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sguardi rossoneri]]></category>
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					<description><![CDATA[Non potrei definire in altro modo la partita di mercoledì con il como, uno snodo cruciale per capire se la nostra stagione si conclude qui oppure prosegue. Come avevo già scritto in precedenza, per me e per la statistica la qualificazione alla champions non era in discussione e la sconfitta della juventus, oltre al pareggio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non potrei definire in altro modo la partita di mercoledì con il como, uno snodo cruciale per capire se la nostra stagione si conclude qui oppure prosegue. Come avevo già scritto in precedenza, per me e per la statistica la qualificazione alla champions non era in discussione e la sconfitta della juventus, oltre al pareggio tra napoli e roma, non fanno che rafforzare ancora di più questa tesi. A questo punto della stagione l’unico obiettivo rimasto è stare vicini all’inter per provare a giocarsi lo scudetto fino all’ultimo. Molto difficile? Sì, ma possibile.<br />
Per fare questo però bisognerà assolutamente vincere contro i laghée che all’andata ci hanno fatto un mazzo tanto per almeno un tempo, ma che si sono scontrati contro un Rabiot monumentale, colui che per una prestazione altamente deficitaria di Fabbri salterà la partita al contrario del graziato Nico Paz.<br />
A mio avviso per vincere mercoledì servirà un’impresa perché Fabregas ci ha fatto malissimo, mettendo in luce tutti i nostri difetti e la prestazione dell’andata non dovrà essere replicata. Per fare ciò servirà una prestazione maiuscola anche di San Siro perché il momento è qui e ora, non è replicabile e non avremo una seconda possibilità. C’è chi ci crede, chi non ci crede, ma era così anche nell’ultimo campionato vinto e proprio il pubblico trascinò quella squadra a qualcosa che nessuno di noi avrebbe pensato ad inizio stagione. Serve San Siro, serve un effetto bolgia perché alla fine se mercoledì non si vince ci trascineremo fino alla trentottesima quasi con un effetto amichevole perché gli obiettivi sono tutto nella vita sia per i giocatori che per noi e una volta sfumati vai avanti giusto per inerzia in attesa di azzerare e averne di nuovi.</p>
<p style="text-align: justify;">Di bivio si potrebbe parlare anche per il movimento serie A. Sia chiaro, di “errori” macroscopici come quelli appena passati se ne sono visti negli anni, la differenza è che sembra essere tornato il clima, l’atmosfera di calciopoli tra i tifosi inteso come fiducia sotto zero nella classe arbitrale ormai non ritenuta neutrale e non credo siano un caso le dichiarazioni di Rocchi di qualche tempo fa in cui affermava <em>se qualcuno non crede nella nostra buona fede io domani mattina lascio</em>. Arrivare a pronunciare questa frase a mio parere non è un gesto di forza, al contrario è l’ultimo modo per provare ad acquistare credibilità in un ambiente (parlo sempre dei tifosi) che ormai ne ha pochissima perché il var e la tecnologia in generale non nascondono più nulla a meno che non si voglia non mostrare.<br />
Si può fare una scelta, fare un repulisti eliminando tutte quelle figure che non danno più alcuna fiducia al pubblico (gravina, butti, rocchi giusto per fare tre esempi) oppure proseguendo in questo modo con Marotta sovraesposto in ogni dove tanto per fare un altro esempio. Così facendo la sfiducia non potrà che acuirsi perché se le cose non vanno bisogna cambiarle e non cantare dal proprio pulpito una cantilena di cui frega nulla a nessuno. Anche in questo caso siamo a un bivio, ma qui ahimé sappiamo come funziona e nulla cambierà.</p>
<p style="text-align: justify;">Sabato chi è stato messo di fronte a un bivio è invece padre cristian da montalchivu che dopo l’omelia di qualche giorno prima aveva avuto subito l’occasione per mettere in pratica il suo verbo caritatevole. Con mio sommo non stupore si è rivelato per quel che è, come una statuetta di qualche sedicente veggente che di miracoloso non ha nulla, anzi le sue parole sono lì da sentire: lo stereotipo del tifoso da bar che negherebbe l’evidenza pur di fronte a mille prove. Non è un caso che girino mille meme e già questo dice se non tutto, tanto. Il bivio c’era, ma lui ha fatto finta di non vederlo perché alla fine è come tutti gli altri, anzi peggio perché pensava di spiegarci la vita per dirla al Raoul Duke.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><em>Seal</em></strong></span></p>
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