Chiudiamo qui la serie A per salvare il prossimo campionato

5006

In questi giorni si moltiplicano le ipotesi sul futuro di questa stagione sportiva, ognuno ha la propria soluzione come se tutto si potesse risolvere, rientrare nei ranghi, come nulla fosse accaduto quando è accaduto e sta accadendo il finimondo.
Tante volte si cerca di dirimere una situazione intricata ben oltre la normale tollerabilità perché il dio denaro è sempre lì in prima fila a riscuotere il suo obolo e tutti stanno belli ordinati senza fiatare. La serie A, come tutte le altre discipline agonistiche, dovrebbe essere una questione di sport innanzitutto e senza la sana e regolare competizione non ha senso, è priva di significato.
Già la questione porte aperte/chiuse ha sbilanciato gli equilibri, ma i tragici eventi di questi giorni (chissà quanto dureranno) impongono riflessioni di più ampio respiro. E’ chiaro che il danno economico per l’industria calcio (tra le prime cinque in Italia) sia ingente, ma come succede per noi gente comune, il mondo pallonaro si deve mettere in testa che una ripresa per forza potrebbe avere conseguenze devastanti per il futuro. Ognuno di noi ci sta rimettendo e va messo in conto, per tutti.

Una delle ipotesi che si va diffondendo è far ripartire il campionato anche a inizio maggio in modo da chiuderlo entro giugno, mese in cui scadono i contratti dei calciatori. Se si badasse solo al presente potrebbe avere un senso, ma con un minimo di sguardo al futuro significherebbe condannare la prossima annata sportiva.
Il primo problema è l’avere un campionato falsato. Inutile nasconderci, i giocatori sono fermi e ci sono squadre in piena lotta retrocessione con parecchi giocatori in quarantena (sampdoria) e nessuno sa quanti ne spunteranno. Cosa facciamo? Ci fermiamo ogni volta che ne beccano uno? Quale regolarità potrà mai avere un campionato in cui molti avranno paura a scendere in campo e la forma atletica dovrà essere nuovamente ritrovata? Per quanto tempo poi, visto che dopo due mesi tiratissimi tutto si rifermerà? Chi si assume il rischio degli infortuni per la prossima stagione? Chissà se qualcuno si è posto queste domande.
Perchè questo progetto alla “armiamoci e partite funzioni dev’essere rinviato euro 2020 al prossimo anno, ma anche qui sorgono dubbi non indifferenti. Va bene rinviamolo, ma guardate come si intasa tutto:

– campionato da terminare entro giugno ossia 2 mesi giocando praticamente sempre
– preliminari coppe a luglio e agosto
– preparazione nuova stagione a caso
– campionato che inizia al massimo alla penultima di agosto per non arrivare troppo vicino a euro 2021

Il problema più grosso a mio avviso è una moltitudine di infortuni a cui si andranno ad aggiungere molti calciatori con valigie in mano (e sto tralasciando eventuali nuovi contagi). Non sono cose da sottovalutare perché i calciatori in fondo sono il bene primario delle società, insieme ai tifosi.

ricordiamoci di dare una mano

Non assegnare scudetto, retrocessioni e coppa italia non è lesa maestà, situazioni emergenziali impongono decisioni anche impopolari che tengano conto della regolarità dello sport odierno e futuro perché l’errore più grande sarebbe quello di dar vita a un campionato 2021/22 già sballato in partenza.
C’è poi un problema enorme legato proprio alla programmazione dei club, perché conoscere a giugno il proprio destino significa impedire a molti di loro di prepararsi alla nuova stagione. E’ giusto rovinare il prossimo campionato per salvaguardarne uno che comunque vada sarà falsato da tutti questi stop e quarantene? Io preferisco buttare al macero questo (qualcuno potrebbe dire “grazie sei milanista!” anche se ho ancora da giocarmi la coppa italia) perché per me la cosa importante è la regolarità, poi vinca il migliore (cioè non noi per chissà quanti anni).
Regolarità. Secondo voi potrà mai essere regolare quello attuale dopo un’interruzione di 1 o 2 mesi? Potrà mai essere regolare il prossimo dopo aver trascinato quello odierno in un periodo (maggio/giugno) dove ci sarà da boccheggiare e gli infortuni ce li porteremo nella nuova stagione sportiva? Non lo so, a me sembra una forzatura esagerata.

Quello che invece capisco è la necessità di comunicare le squadre per le competizioni europee e lì il problema è più serio perché la roma qualche possibilità di andare in champions league al posto dell’atalanta ancora ce l’ha. Francamente disputerei una partita secca tra le due con i bergamaschi in situazione di vantaggio con due risultati su tre a disposizione. Dalla serie B farei salire il solo Benevento (praticamente ha già vinto) portando la serie A a 21 con 4 retrocessioni oppure uno spareggio secco tra Brescia e Spal con le stesse modalità di Atalanta-Roma. A mio parere la soluzione in grado di far meno danni è quella dove non si gioca e se proprio lo si deve fare, il minimo sindacabile cioè due partite con questa ipotesi. E’ una bella soluzione? No, fa schifo, ma permette a tutte le squadre di poter programmare il futuro in tempi quasi canonici dando quelle certezze anche sul fronte della salute dei calciatori che non dovrebbero mai essere dimenticate.
Come dice Arrigo Sacchi “il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti”, basterebbe ricordarlo per non rompere del tutto il giocattolo, mantenendo quella minima speranza di veder prevalere lo sport sul dio denaro, perché a volte nella vita ci si può fermare.

Seal


Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.