Chi se l’aspettava

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Dopo oltre un mese di giubilo i rinnovi di Maldini e Massara ancora latitano. Inutile girarci intorno, nessuno avrebbe mai pensato che la questione diventasse così lunga e complicata oppure no? Beh, prendetemi per pazzo ma che si arrivasse agli sgoccioli per me era un’opzione non così assurda. Non credo Cardinale sia stato catapultato al Milan dalla sera alla mattina e Maldini è Maldini, non fa certo la figura di contorno come zanetti o nedved.
Paolo è uomo che parla poco ma quando lo fa non lascia nulla al caso ed ogni parola ha un peso pari a quello di un macigno anche se detta nella maniera più educata e neutra possibile. Non è la prima volta che si lascia andare a dichiarazioni di rilievo dopo una vittoria importante, credo sia il metodo da lui ritenuto più efficace per avere un sano confronto su aspetti fondamentali senza quei retropensieri dovuti a risultati non esaltanti. Paolo non è uomo facile e non sarebbe una leggenda vivente se lo fosse perché il carattere è fondamentale per arrivare ai massimi livelli, i campioni sono così prendere o lasciare.
Se questa premessa era d’obbligo la mia risposta alla domanda ad inizio post lo è ancor di più. Paolo è un vincente e se dobbiamo dirla tutta non ha nemmeno bisogno di lavorare ma il lavoro che fa gli piace, ancor di più dopo due anni di risultati in crescendo con un rispetto sui tavoli internazionali sempre più marcato. Ricordiamo che questo Milan era affondato, scomparso, un gigante dormiente agli occhi del mondo pallonaro finché non è rientrato sua maestà Maldini leggenda vivente che può vantare ben 5 dicasi 5 coppe campioni/champions. In tempi ristrettissimi e pochi denari ha riportato prima il Milan in champions dopo ben 8 anni per poi fargli vincere il campionato dopo 11 anni catapultandolo al contempo nell’urna principale della Champions. Tutto ciò pesa, pesa tantissimo e lui batte cassa perché è in una chiara posizione di forza o quantomeno è ciò che pensa (giustamente dico io) visti i risultati ottenuti. Paolo ha già ripetuto più volte che si sente garante nei confronti dei tifosi e badate che non sono parole di circostanza perché Maldini le parole di circostanza non sa nemmeno cosa siano, quando parla lo fa per dire ciò che vuol dire senza girarci troppo attorno seppur in maniere educata e composta. Non mi sorprende che voglia ottenere il massimo possibile perché è tipico dei campioni e lo farà fino a quando sarà possibile, ma allo stesso tempo dico che firmerà anche se ottenesse solo un decimo di quanto richiesto.

Indipendentemente da come finirà questa vicenda rimane assurda la gestione del cambio societario. Bene han fatto a far uscire tutto a campionato concluso, ma dalla festa in piazza Duomo è passato più di un mese e tutto sembra essersi cristallizzato o svuotato se volete. Non si può pensare di acquistare un brand come il Milan e poi lasciare la comunicazione al nulla più completo perché era scontato che un passaggio di proprietà con un presidente lontano, nessun rinnovo tra dirigenti e giocatori portasse nervosismo dopo uno scudetto vinto. Giornali e i giornalisti hanno ragione, ci marciano o fanno terrorismo? Inutile cercare una risposta perché la società non facendo niente fa tutto ciò che serve per farli rimestare nel torbido e chi ci vanno di mezzo sono i tifosi. Io non sclero a dirla tutta, ma capisco benissimo chi lo fa. Era lecito aspettarsi una maggior attenzione vero il popolo rossonero (basti solo pensare alla marea umana dei festeggiamenti) soprattutto dopo il video di insediamento di Cardinale. Io non mi aspettavo un simile vuoto di potere e comunicativo, sono deluso ve lo confesso. Non possono bastare le parole di Stadioni il cui ruolo ben conosciamo perché espressione di quello che dovrebbe essere il passato e questo dovrebbe essere chiaro a chi fa comunicazione. Fra poco tutto questo cinema (muto) terminerà, ma non spazzerà via quell’alone di superficialità che si trascina con sé. E’ una partenza in salita per la nuova proprietà, ma se vuoi una ferrari devi avere un bel portafogli e saperla guidare oltre a non essere Binotto. Vedremo come andrà.

Sappiamo però come è andata a Calhanoglu: di traverso.
Potremo rissumere il tutto in “festa scudetto e titolo – goduria maxima parte 2”. Proprio a un mese esatto dai festeggiamenti se ne esce con un’intervista poi ritrattata (avranno hackerato il traduttore?) in cui lacrime e bile scorrono copiose tra denti digrignanti e appendisite perfurada. La parte su Zlatan ci starebbe eccome perché con tutti i messaggi che gli ha fatto recapitare per scaricarli avrà dovuto montare in casa un’antenna grande quanto il palco di un cervo adulto, non credo sia stato un problema per lui sia chiaro ma deve aver colpito e affondato. Era lecito attendersi la risposta del turco solo che se una persona dice di non voler rispondere ma poi lo fa in maniera infantile si fa rider dietro nella migliore delle ipotesi.
La capacità di quest’uomo di farci godere è davvero inaspettata, dopo un mese con acque che si stavano calmando è riuscito a riaccendere il fuoco sotto le ceneri ed ogni milanista non ha potuto che godere nel vederlo impazzire nuovamente come dopo il derby e il fischio finale dell’ultima di campionato. Ha nuovamente detto che loro erano più forti e ci ha fatto godere nuovamente, ma credo non sia una novità: lui parla gli altri godono.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.