Carne al fuoco

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Se vado a rivedere i titoli dei miei ultimi scritti trovo previsioni e calma piatta a ricordarmi di come tutto ciò che riguardasse i nostri colori sia stato piuttosto soporifero nelle ultime settimane, tanto da risvegliarmi come in preda a una sequenza di schiaffioni alla Terence Hill per la quantità di avvenimenti concentratisi in breve tempo.
Partiamo da quella fresca di giornata per chi scrive ossia lo stadio. Sul sito ufficiale appare un comunicato ben dettagliato dal titolo categorico: un nuovo stadio per Milano. Il titolo dice molto, anzi dice tutto. L’obiettivo, senza tanti giri di parole, è uno stadio nuovo e viene specificato come sia per Milano, una puntualizzazione di certo non casuale e tutto ciò viene confermato dalle parole successive.
Analizzando con voi i vari punti partiamo dal presupposto che un vero progetto inteso come “disegno dello stadio” ad oggi non c’è perché parliamo di fattibilità della trasformazione urbanistica proposta alla municipalità. I punti salienti sono subito rimarcati:

– un nuovo impianto, di circa 60.000 posti a sedere, nell’area contigua a quella dell’attuale stadio (di proprietà del Comune di Milano e attualmente in concessione ai due Club);
– un distretto multifunzionale nell’area del Meazza dedicato allo sport, all’intrattenimento, allo shopping e al divertimento, che rappresenti un luogo di aggregazione in grado di accogliere cittadini, tifosi e turisti 365 giorni all’anno, dando occupazione a oltre 3.500 persone.

In pratica tutte le notizie circolate finora si sono rivelate corrette: una stadio con capienza drasticamente ridotta (25% in meno rispetto a quella attuale), in condivisione con quelli là e a fronte di volumetrie per la creazione del distretto multifunzionale.
Già mi girano pensando a uno stadio nuovo in condivisione e a questo ci aggiungono il carico di “uno stadio” e non “lo Stadio” perché potrà essere bello quanto volete ma con quella capienza è uno in mezzo a tanti altri, inutile nascondercelo. Si passa dal quarto stadio per numero di spettatori (San Siro) ad uno che faticherebbe a entrare nei primi venti in europa, ognuno tragga le proprie conclusioni, magari dando uno sguardo a quello che scrivevo qualche tempo fa (link). Io non ho mai visto qualcuno pensare in grande ridimensionando, potevo capire una piccola riduzione a favore di una maggiore fruibilità degli spazi, diversificazione del pubblico spettarore e studio della fan experience, ma francamente una riduzione così netta sembra avere altre basi, quella del pubblico inglese tanto per intenderci che non è quello italiano (spero qualcuno ne abbia tenuto conto). A questo aggiungiamoci che i maggiori club inglesi stanno tentando in ogni modo di ingrandire le capienze e lo stesso bayern che la ridusse l’ha successivamente aumentata. Semplificando, basare uno studio su una fase storica in cui il Milan non vince una beata minchia e non è competitivo da diversi anni non ha senso. Guardando le presenze della stagione appena conclusa anche se riducessimo la presenza nei due big match con juventus e inter a 60.000 spettatori otterremmo una media superiore alle 52.000 presenze nell’ennesimo anno di nulla mischiato col niente a livello sportivo. Un Milan vincente o che lotta constantemente per i migliori traguardi in uno stadio nuovo con mille comodità, che numeri potrebbe ottenere? Io un’idea ce l’avrei, l’obiettivo quindi qual è? A voi la risposta.

Un’altra annotazione importante nel comunicato riguarda la formula per la realizzazione dello stadio.

Il Progetto di Fattibilità è stato predisposto secondo la specifica normativa vigente (c.d. Legge sugli Stadi) che promuove la valorizzazione delle infrastrutture sportive nel nostro Paese. Gli investimenti saranno sostenuti da AC Milan e FC Internazionale, a fronte della concessione di un diritto di superficie a 90 anni, da assegnarsi tramite gara pubblica, per la quale i due Club, in qualità di proponenti, avranno un diritto di prelazione.

La formula del diritto di superficie non deve apparire strana anzi per dirla tutta è la stessa del gobbodromo ed era anche l’unica che ritenevo possibile quando il sindaco volle mettere per l’ennesima volta i puntini sulle i in questa vicenda con una dichiarazione che definirei zoppicante (per chi volesse ecco il link). Una simile soluzione dovrebbe essere più che gradita al comune quindi tutto dovrebbe volgere per il meglio.
Lasciando da parte le solite frasi di rito quello che appare chiaro è come la ristrutturazione di San Siro non sia un’opzione presa minimamente in considerazione e le parole utilizzate per concludere il comunicato anche in questo caso sono state scelte con estrema precisione:

AC Milan e FC Internazionale sono assolutamente convinti del valore della propria proposta e confidano di poter donare alla città, a cui sono legati da identità e senso di appartenenza, una nuova eccellenza, contribuendo al posizionamento sempre più globale di Milano.

Fatemelo scrivere: è finalmente arrivato l’anno zero per lo stadio.

C’è stato poi il raduno, ma soprattutto c’è stato Boban autentico mattatore sia durante la presentazione di Giampaolo sia nel giorno del raduno. Le parole di Zorro non sono mai banali, sono nette e vanno dritte al punto senza lasciar scampo. Possono piacere o meno, ma è una bellezza sentirlo parlare. Sul futuro:

“Noi speriamo sia una vita da Milan. Non è un caso che si dica che il Milan è il Milan. Noi tutti abbiamo nel cuore di fare quello che già si sta facendo, dopo la sfortunata vendita del club qualche anno fa. Ora c’è una stabilità certa con la proprietà attuale. Si parla tanto di una società non ambiziosa, ma non è vero. Il Milan non può non essere ambizioso. Purtroppo ci sono delle restrizioni, dei prezzi da pagare. Sta a noi essere bravi e far sì che questo tempo passi veloce. Sta a noi dimostrare le capacità per poter far tornare il Milan a competere sui livelli più alti. Ce la metteremo tutta. Non ho problemi nel fallire, il problema sarebbe non provarci. Qua al Milan, soprattutto.”

Il passo è importante, in poche righe condensa tutto un mondo. Lo dice chiaro come suo solito “il Milan non può non essere ambizioso” e nonostante le restrizioni Sta a noi essere bravi e far sì che questo tempo passi veloce. Sta a noi dimostrare le capacità (…) Non ho problemi nel fallire, il problema sarebbe non provarci”. Cosa vuoi dirgli? Niente, ha già detto tutto prendendo il toro per le corna senza nascondersi dietro un dito chiamato UEFA, perché sta a loro dimostrare di essere bravi sul serio nonostante tutto. Per certi versi ancora più importanti sono le parole successive.
“Non avrei potuto vivere con me stesso se non c’avessi provato. Per questo sono qua, per provare a dare quello che so fare” a cui aggiunge quelle sull’aver lasciato l’incarico alla FIFA ossia “Non mi è costato nulla, il Milan è una grande sfida. Forse la più grande sfida sportiva della mia vita”
Di norma quando sento dichiarazioni di questo genere la mia conclusione è senza la stessa “seee vabbé”, ma nel caso specifico faccio tranquillamente un’eccezione perché come detto Boban non è tipo da ruffianate dice quel che pensa e stop. Se ci credi bene, se non ci credi a lui frega nulla e va avanti uguale, anzi probabilmente ti risponde che o non sei onesto o non capisci. Boban per me è questo, prendere o lasciare e io prendo.
L’intervista è lunghissima e scusatemi se non la ripercorro tutta scegliendo solo queste frasi che con qualsiasi altro intervistato avrei saltato a pié pari, ma credo che da queste parole si possa comprendere lo spirito che percorrerà la nostra stagione. Errori ce ne saranno e visto il nostro stato non saranno pochi, ma lui è la mia garanzia che farà di tutto per riportarci su una strada ormai smarrita da troppo tempo e difficile da trovare. Il suo non essere banale e scontato è poi percepibile nella precisazione su Donnarumma (“per il momento è così”) o se volete nella dichiarazione finale che dà una botta a Gattuso (senza mancargli di rispetto sia chiaro):

Una squadra come il Milan non può accettare di avere ambizioni medie. Non si può finire una partita accontentandosi di aver dato semplicemente tutto, però perdendo. Non è una cosa da Milan. Cercheremo di essere competitivi e di arrivare in Champions League, ma di giocare bene e costruire. Dobbiamo dare una speranza di un gioco, di una qualità e di prestazioni superiori”

Gli obiettivi di Zvone Boban sono tutti riassumibili in questo periodo e quando dice “dobbiamo dare una speranza di gioco” non posso che firmare col sangue, perché alla fine nello sport vince uno soltanto e se proprio non posso vincere devo poter vedere giocare un buon calcio che mi dia speranza per il futuro. La scelta del calcio giampagne sarà giusta? Lo scopriremo.

Ci sarebbe poi da parlare delle dichiarazioni di Gazidis e del ritorno di Bonera (perché?!), ma di carne al fuoco direi che ce n’è già parecchia per farvi discutere per un’intera giornata.

Forza Milan!

Seal

P.S: un grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla festa di Milan Night, mi sono davvero divertito grazie alla vostra presenza. Un grazie speciale a Ziofede76 per avermi fatto cappottare dalle risate!

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.