Auto e bolidi

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photo William Clavey

Terzo posto meritato. Inizio così, senza i miei soliti distinguo, precisazioni e postille, perché sono i numeri a certificarlo.
Abbiamo ormai passato i due terzi del campionato e dopo l’analisi dei numeri rossoneri al primo terzo di campionato (13^ giornata) e alla fine del girone di andata, le impressioni generali sono migliori di quanto non dica un campionato molto complicato e il sentimento dei tifosi.
Il tifoso, come è giusto che sia, è poco razionale e per quanto provi a usare la ragione spesso giunge a conclusioni affrettate o parziali. Iniziamo dalla prima critica ossia i punti totalizzati e l’intramontabile “ne abbiamo persi troppi per strada”. Dando un primo sguardo allo specchietto qui a lato la considerazione sui punti persi sembrerebbe trovare la sua ragion d’essere con i soli 4 punti in più totalizzati rispetto alla passata stagione e addirittura un solo punto di differenza rispetto al Milan montelliano made in China. Quindi è corretto dire che ne abbiamo persi tanti per strada? A mio parere no, a meno che non si pensi di essere i rivali dei gobbi. Si può sempre fare meglio, ma la realtà è che dalla stagione 2006/07 (non sono andato oltre) in sole tre occasioni il Milan è giunto a questo punto della stagione con un punteggio migliore. Inaspettato vero?

La differenza con le due stagioni precedenti è però certificata dal dato sulla differenza reti, spesso vera cartina di tornasole sulla bontà di una squadra nel suo complesso. Ebbene, come si può notare, il dato di questo anno è almeno doppio rispetto alle due stagioni precedenti e rappresenta la quinta miglior performance dal 2006/07 ad oggi. Mica cotica.
Un’altra considerazione portata avanti in riferimento ad un Milan terzo (o in lotta champions) per via della fortuna riguardava una lotta champions con una quota punti davvero bassa rispetto agli anni passati. Ebbene, se fino al giro di boa tutto ciò era tremendamente vero, oggi dopo due terzi di campionato non è più così. Sempre prendendo in considerazione le stagioni dal 2006/07 ad oggi, con l’attuale punteggio il Milan si sarebbe ritrovato terzo nel 50% dei casi (quindi non per caso o per fortuna) e sarebbe rientrato nelle prime quattro 9 volte su 12. Dite che ancora non basta? Allora vi do un altro dato. Prendendo in considerazione la classifica aggregata dei miglior attacchi e delle migliori difese (la cui classifica finale è sostanzialmente identica a quella a punti di fine stagione) i rossoneri alla ventiseiesma giornata si confermerebbero terzi. Quindi il Milan non è terzo di culo e nemmeno perché il punteggio è basso, il Milan è terzo perché ad oggi merita di esserlo, indipendentemente dalle idee che ognuno di noi ha su mister, rosa e gioco espresso. Giusto come dato statistisco l’ultima volta che il Milan si è ritrovato nei primi tre posti alla ventiseiesima giornata era la stagione 2011/12, sette anni fa.

Se siamo lì è perché c’è stata una serie di miglioramenti, magari poco evidenti nella singola partita, ma tremendamente tangibili nei numeri che non può non dipendere dalla crescita del gruppo, dei singoli (vedasi Donnarumma e Bakayoko su tutti) e dalla mentalità impressa dall’allenatore. Ponendo a confronto le prime tredici giornate con quelle successive appare un incontrovertibile cambio di tendenza: meno gol fatti, ma un bunker difensivo ineguagliabile. Direi che se da una parte Donnarumma ha chiuso la saracinesca, Gattuso ha messo il lucchetto. Se vogliamo questo dato è ancora più visibile e confermato nel paragone tra le prime sette giornate dei due gironi con il Milan dietro solo ai gobbi nei punti conquistati, grazie ad una difesa capace di incassare soli due gol.
Questo era tutt’altro che scontato specie in presenza della grana Higuain, una vera e propria bomba in grado di distruggere tutto il lavoro fatto. Invece dopo il suo addio con l’arrivo di Paquetà, insieme al suo sostituto Piątek, il cambio di passo è stato notevole e per certi versi inaspettato.

A questo punto ci sarebbe da domandarsi dove potrebbe arrivare questo Milan. Guardando al presente si può affermare che quanto fatto finora vale la tanto auspicata qualificazione alla champions league perché il percorso odierno, per quanto poco spettacolare e sparagnino, dimostra di essere più che sufficiente per ottenere il piazzamento desiderato. Sembra scontato come ragionamento, ma a pensarci bene quante volte guardando le singole partite abbiamo avuto sensazioni opposte per prestazioni non eccezionali, punte abbandonate al loro destino o giocatori apparsi inadatti? Basterebbe ricordare le partite del girone di ritorno dove in taluni casi le critiche sono arrivate copiose (me per primo per la sfida con la Roma ad esempio) ma a conti fatti non sono state esattamente una passeggiata di salute con tre trasferte sulla carta tutt’altro che semplici (Genova, Bergamo e Roma) ed il Napoli a domicilio concluse però con 5 vittorie e 2 pareggi.

Dando invece uno sguardo al futuro per me questa squadra è in rampa di lancio per tornare ad alti livelli. Magari sto facendo dei voli pindarici, ma anche qui sono i numeri a portarmi a questi ragionamenti. Guardando la tabella qui a fianco ad oggi questa stagione ha numeri molto simili a quelli del 2006/07 e 2007/08, ma a mio avviso sono le prospettive a poter essere ben diverse. Se quelle stagioni rappresentavano l’inizio del nostro tramonto sportivo, grazie a mercati fatti a spot per poi abdicare totalmente, in questo caso potremmo trovarci davanti a una nuova alba rossonera grazie a programmazione, mercati ben fatti e una rosa giovane. I numeri sembrano parlare chiaro: il Milan ha tutte le carte in regola per svoltare, bisogna intervenire in attacco. Se la società non si priverà dei suoi pilastri e ingaggerà giocatori offensivi di rango allora il futuro sarà roseo e a quel punto starà al mister, chiunque esso sia, mantenere in carreggiata un bolide sicuramente da collaudare, ma estremamente performante. Io ci credo.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.