Imprevedibilità

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The field is sown with green wheat germs

Ad un mese, o poco meno, dall’inizio ufficiale del mercato è già il momento di stilare un piccolo borsino dei movimenti del Milan, soffermandoci, in questo caso, sulle entrate. Al 30 luglio, i rossoneri hanno finalizzato quattro acquisti, con Leao e Duarte ormai prossimi alla firma. Doveva essere un mercato fatto di giovani di prospettiva al fine di realizzare una rosa su cui Mister Giampaolo potesse lavorare, e così è stato. L’età media degli acquisti di Boban, Maldini e Massara recita solo 22 anni.  

THEO HERNANDEZ – Il terzino francese è stato il primo acquisto ufficiale del Milan. Per il classe 1997 si è mosso in prima persona Paolo Maldini che, ad Ibiza, ha incontrato l’ex giocatore del Real Madrid. Il fatto che lo stesso Maldini si sia esposto per portare a Milanello questo giovane talento è un’evidente dimostrazione delle sue qualità che, tuttavia, sono state talvolta offuscate da alcune pecche sotto l’aspetto comportamentale. Hernandez è un terzino molto veloce, abile nel dribbling e in grado di fornire assist ai propri compagni una volta raggiunto il fondo campo. Purtroppo, però, l’avventura rossonera del ventunenne non è iniziata nel migliore dei modi, con l’infortunio subito all’esordio in International Champions Cup contro il Bayer.

RADE KRUNIC – Se Hernandez è stato il primo acquisto ufficiale, Krunic è stato il primo giocatore ad essere concretamente preso dal Milan, lo scorso 12 giugno. Il bosniaco, in rossonero, ritrova così Marco Giampaolo, già incontrato all’Empoli. Nato nel 1993 è, per ora, il calciatore più “vecchio” acquistato dal Milan in questa sessione di mercato. Krunic ha nel suo bagaglio la capacità di adattarsi a molti ruoli del centrocampo, sa giocare da mezz’ala, da vertice basso e da trequartista, in particolare è in questa posizione che ha giocato negli anni di Empoli sotto la guida di Giampaolo. Ad oggi, però, è difficile ipotizzare una maglia da titolare per Krunic che ha già esordito, nel ruolo di mezz’ala, con il Milan contro il Benfica, nella seconda partita di ICC.

ISMAEL BENNACER – Insieme a Krunic, anche Ismael Bennacer di è trasferito dall’Empoli al Milan. L’algerino può, ad oggi, essere definito il miglior colpo in prospettiva dei rossoneri che si sono mossi con grande anticipo. Boban, Maldini e Massara, infatti, sono riusciti a fermare il classe 1997 prima del suo exploit in Coppa D’Africa, vinta dalla sua Algeria, dove è stato premiato come miglior calciatore della competizione. Quello di Bennacer è un innesto finalizzato a regalare maggiore qualità a Marco Giampaolo in mezzo al campo. L’algerino è stato tra i migliori, infatti, in cabina di regia nella scorsa Serie A con una media di 44.6 passaggi a partita a fronte dei 28.04 della media del ruolo.

RAFAEL LEAO – Rafael Leao è l’ultimo ad essere sbarcato a Milano, e, con tutta probabilità, sarà il prossimo a firmare con il Milan. Il portoghese sarà il più giovane acquisto rossonero in questa sessione di calciomercato, con i suoi soli vent’anni. Attaccante molto fisico ma anche molto veloce, è passato la scorsa estate dallo Sporting Lisboa al Lille dove, in 24 presenze, ha collezionato 8 gol e 2 assist. Leao è una prima punta naturale e per essere efficace al meglio nel 4-3-1-2 di Giampaolo al fianco di Piatek dovrà imparare i movimenti da seconda punta.

LEO DUARTE – Leo Duarte sarà, almeno per il momento, l’ultimo acquisto del Milan. Il brasiliano, infatti, è atteso nelle prossime ore a Milano per sostenere visite mediche, test di idoneità e per poi firmare il contratto. Proveniente dal Flamengo, il difensore ritroverà al Milan Paquetà. Duarte è un difensore più efficace che esteticamente bello nel giocare. La qualità, infatti, non è la sua principale caratteristica, ben compensata tuttavia da una grande forza fisica, pur non essendo un colosso fisicamente, e rapidità.

L’immobilismo iniziale è finito e questo mi rende soddisfatto e speranzoso. Si è scelta una strada, quella dei giovani di talento che potrebbero diventare fior di giocatori, e la si porta avanti con coerenza e, a quanto ho capito, in accordo con l’allenatore. Aspetto questo non certo secondario, viste le nostre tristi esperienze del passato. Non sono stati promessi campioni roboanti, quindi chi critica a prescindere dovrebbe imparare che la critica si basa non sulle proprie fissazioni, ma sugli accadimenti quando differiscono dagli intendimenti. Si sparava ai quattro venti di squadra ultra competitiva e si compravano giocatori di merda che si sono dimostrati deleteri fin da subito. Io non ho una conoscenza approfondita di questi giocatori e un’idea me la farò solo quando li avrò visti all’opera. Di certo mi avvicinerò con la voglia di adottarli e non di stroncarli; bisogna capire e aspettare, poi trarremo le dovute conclusioni.

Apprezzo la coerenza, lo ripeto, se non si può spendere che almeno si rischi, che almeno si provi a cercare di fare qualcosa di diverso. Ho sempre incolpato le varie dirigenze di non arrivare prima sui prospetti, mi tocca sperare soltanto che stavolta abbiano giocato d’anticipo. Non guardo il calcio estivo a cui non credo. Non ci perdo tempo, aspetto solo gli incontri ufficiali; tuttavia non posso non rilevare, nei giudizi di molti, che almeno adesso ci sia una parvenza di gioco. Vi sembra poco? Certo, parliamo di un livello embrionale, ma almeno c’è una traccia, c’è un’idea. Aspettiamo che questo seme germogli, da troppi anni il campo del gioco è arido e secco. Non facciamo un raccolto da quasi due lustri. Il contadino Marco, detto il GIAMMAESTRO, sta arando questo campo con pazienza e devozione, il minimo è dargli fiducia. Rimando ad un giudizio più approfondito quando questo gioco si sarà spiegato in tutta la sua concretezza, per ora apprezzo il lavoro, il parlare poco e il cercare i fatti concreti. Forse questo Leao potrebbe essere un altro Niang, ma poi penso che cretini come quello ne nascono uno per decennio e per questo siamo già al completo. Lo ripeto per l’ennesima volta, mi stanno bene i giovani prospetti purché non si dichiari di arrivare quarti. Coerenza. Tuttavia se qualcuno mi chiedesse in cosa spero la mia risposta sarebbe la seguente: “Io spero e sogno una squadra che abbia nell’imprevedibilità la sua caratteristica precipua, capace di destabilizzare un pronostico, una partita, un giudizio definitivo. Per troppi anni siamo stati prevedibili nel gioco, nelle situazioni, nelle sconfitte e nelle figuracce. Imprevedibilità, non chiedo altro.”

L’infortunio di Theo Hernandez è arrivato dopo che si erano infortunate tante ironie tra il suo gran gol nella partitellina contro il Novara e il panico ingenerato negli avversari ogniquavolta ne seminava uno nella partitellona contro il Bayern. Proprio nell’estate in cui se arriva Lazaro a 20 milioni è un campione e l’Hertha è il Real Madrid rispetto all’Empoli, mentre se arriva Theo alla stessa cifra non va bene perché c’è già questo e c’è già l’altro e il fatto che arrivi dal Real Madrid è un dettaglio insignificante. In realtà le ironie estive, diventate persino stucchevoli tanto sono reiterate e scontate sempre e solo contro il Milan, hanno prodotto un danno. Che è proprio l’infortunio di Theo. L’ex Real ha voluto dimostrare, ha voluto forzare, ha cercato di dare subito la sua impronta e le sue rassicurazioni, rispetto al recente passato e anche alle perplessità mediatiche che lo hanno accompagnato al Milan. Il terreno terriccioso di Kansas City e la voglia di fare subito bene gli hanno fatto lo sgambetto.

Fonte Milan News

Così parlò l’esperto di editoria sportiva nei giusti toni nell’ultimo vomitoriale rivolto ai fedeli del sabato mattina. Mi ricorda tanti altri scritti come questo basati sull’irrazionalità assoluta, come quando Balotelli giocava male per colpa dei tifosi cattivi o di Cissokhò rispedito al mittente per colpa dei tifosi criticoni e dei giornalisti tromboni. Purtroppo quando bisogna ingraziarsi i nuovi padroni si scrivono sciocchezze come queste che non meritano nemmeno una spiegazione, un bambino della seconda elementare ne rileva in tempo reale la pochezza e la povertà. Del resto è tipico di quei personaggi tristi che non hanno il dono dell’ironia e quando manca è una vera disgrazia, è come nascere senza un arto. Così si finisce per vedere nemici ovunque, complotti, congiure, cospirazioni, massonerie e trame di palazzo. Se un ragionamento come questo avesse basi minimamente razionali, oggi Montolivo sarebbe senza gambe e braccia, tanta è stata l’ironia che abbiamo prodotto (e a ragione) in questi anni. Questo scritto lo numeriamo come allegato 35.694 da aggiungere al Piano Marshall. La comunicazione rossonera sempre più alla deriva e basata su elementi stantii che si coprono di ridicolo ogni volta che aprono bocca. Dio ce ne liberi e presto.

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.