E se stavolta…

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Scrivo dopo Larry che ha fatto un’analisi fantastica delle due squadre che si affronteranno a Bergamo. Francamente non trovo articoli simili nella stampa sportiva e nemmeno in quella rossonera, ma questo non è sorprendente vista l’ignoranza delle penne rossonere, gente imprestata da altri mestieri e che avrebbero fatto la gioia dei campi agricoli; ma non per coltivare, oggi come oggi è una cosa difficile, ma per stare al posto delle bestie da soma. Scrivo dopo Larry dicevo sopra e quindi ne eredito il lascito, cioè quella di un’analisi che alla fine giunge a mettere da una parte il miglior attacco e dall’altra una difesa impenetrabile. Ho semplificato, chiaramente, ma il centrocampo è la chiave di tutto e per ora quello atalantino mi sembra più dinamico.

Alcuni autorevoli esponenti della stampa rossonera

Se non ci fosse stata la partita contro il Cagliari sarei meno ottimista, ma nei 90 minuti contro i sardi almeno mi sono divertito, senza vedere la solita lentezza, senza i soliti retropassaggi, senza il solito, diciamolo, catenaccio inverecondo. Che poi, intendiamoci una volta per tutte sul concetto di catenaccio; l’Inter Trapattoniana che si opponeva alla sinfonia sacchiana non era un muro eretto a difesa del punticino, ma sapeva ripartire con degli stoccatori che davano anche spettacolo in quel che rappresentavano. Se noi ripartissimo di volata, se noi, una volta conquistata palla, ci gettassimo in verticale…, ma non sarebbe un piacere per gli occhi? Quante volte Donnarumma riconquista palla, sta per lanciare con le mani e nessuno riparte? Questa è la mentalità che io disprezzo in maniera assoluta e che mi hanno fatto sbottare duramente dopo il pareggio di Roma.

Il brodino contro il Cagliari mi ha ritemprato e la speranza è tornata ad avvolgere le mie idee; è davanti agli occhi di tutti la campagna acquisti di Leonardo: i fatti parlano chiaro, i giocatori presi fanno la differenza, a partire da Ciokko Baiokko che è stata una rivelazione; sono anni che chiedo un giocatore a centrocampo dal rendimento costante; Baiokko lo è. Pioatek e Paquetà parlano con i gol e con prestazioni maiuscole, con un brasiliano atipico, capace di adattarsi subito, di non avere preconcetti al sacrificio e dai comportamenti ed atteggiamenti cavallereschi. Ecco, e su questo sono definitivo, posso dire che abbiamo sicuramente un gruppo di bravi ragazzi, senza mai atteggiamenti sopra le righe, senza buffoni e senza prime donne, come invece si legge presso i nostri dirimpettai. Loro sono sicuramente bravi ragazzi, ma Gattuso in questo è stato determinante.

Mi piace pensare a questo quarto posto senza quella pippa di Montolivo invocato, nei momenti di penuria, da inutili testimoni di un retaggio indegno. Qui ci siamo scordati un decennio di teste di cazzo, crestati, puttanieri, mignottari, mesciati, bigodinati, bonghisti, piloti da strapazzo, morti, stramorti e cadaveri in avanzato stato di decomposizione, con una serie impressionante di pippe che giocavano con il clistere conficcato nel culo. Ce li siamo dimenticati, ma al primo errore di Musacchio scattano le punizioni esemplari; cazzo, abbiamo giocato per quasi un decennio con Bonerauncalciatore che ci faceva perdere punti ad ogni partita, con allenatori vergognosi ed improponibili come Inzaghi e addirittura Brokko Brokki. Pensate che, secondo me, Micione Arkan meriterebbe la panchina d’oro: Destro ha segnato su assist di Poli, in quel momento si è oscurato il cielo e si è aperta la terra! Tutti abbiamo sentito il centurione urlare: “Costui era veramente il Figlio di Dio!”

Chiaramente il Cagliari non è un ostacolo insormontabile, ma va detto che abbiamo fatto piangere contro quattro scappati di casa lussemburghesi dediti all’idraulica e alla panetteria. Probabilmente adesso stiamo meglio fisicamente, probabilmente, anzi sicuramente, i due PP sono stati una manna e hanno preso per mano una squadra che sembrava allo sbando. Cedere Higuain è stata una decisione giusta e saggia ed io stesso ne sono rimasto sorpreso: ho sbagliato io, ma non Leonardo. Punto. Rimane il dilemma delle due ali o presunte tali; disastrose quasi sempre, soprattutto il turcodepresso, ma anche Suso durato al solito un quadrimestre. Per loro passa gran parte del nostro destino, o crescono e danno continuità alle loro prestazioni, o non sempre troveremo un Cagliari scadente. E quale migliore esame dell’Atalanta di Gasperini? Di certo con il gasp non ci si annoia, io le partite me le gusto fino alla fine, con quei due laterali che sono due vere e proprie belve; ecco la mia preoccupazione: e se Calabria rimane solo? Di sicuro Gattuso saprà ovviare, ma se ci ripresentiamo con soluzioni statiche…attenzione che ne usciamo con le ossa rotte. Di contro, se attaccati, non sono esenti da limiti, anzi! Ecco per me la chiave dell’incontro, bisogna attaccare, bisogna sorprenderli, perchè se li lasciamo suonare la loro sinfonia…può trasformarsi in musica funebre per noi.

Voglio essere propositivo, voglio intravedere dei segnali che possano alimentare i miei e i vostri sogni. Se poi dovessimo soccombere, bisognerà soprattutto vedere il modo in cui dovesse malauguratamente maturare l’evento sinistro. Se poi dovessimo oprganizzare il solito fortino…, beh per me non è calcio e non lo sarà mai. Per me è inaccettabile che questa rosa pratichi un calcio sparagnino. Non mi si venga a dire che non abbiamo giocatori adatti al pressing…perchè è la minkiata dell’anno. Ne ho parlato con dei tecnici e a momenti mi prendevo degli insulti. Poche storie, niente paura e a Bergamo per vincere, Adesso.

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.