Che serva da esempio

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Dopo essere milanista sono anti juventino da sempre; lo preciso per non essere frainteso. Se dopo la partita di ieri l’Atletico Anticalcio avesse passato il turno sarebbe stato un insulto al buon gusto, al calcio giocato, alla decenza e alla dignità (ammesso che esista ancora) di questo sport. Nel calcio, per come lo vedo io, si può e si deve vincere convincendo e questo può passare tra diverse strade. Quella più consona a me è l’assalto alla porta avversaria, con giocate velocissime verticali e sovrapposizioni sulle fasce, con un pressing asfissiante ai limiti dell’infarto. Questo è il calcio che preferisco.

Lo scarpino rovesciato, simbolo dell’anti calcio dell’Atletico Catenaccio

Poi mi può anche piacere il contropiede, le cosiddette ripartenze, ma quelle vere, quelle con velocità supersonica e con la voglia, a monte, di sorprendere l’avversario; può essere un cercare il punto debole dell’avversario o un approfittarsi di una sua distrazione, ma dal punto di vista estetico, un contropiede del tipo che vi ho citato può essere godibile e bello a vedersi. Il tiki minkia lento e compassato lo detesto, non mi piace, mi irrita e spesso fa addormentare; fare 64645363829 passaggi inutili per fare un metro non si confà alla mia caratterialità. Ma il tiki minkia, nonostante il mio disgusto, è pur sempre calcio.

Il cholismo invece è l’anticalcio, è quanto di più ripugnante, ributtante e raccapricciante ci possa essere. E questo qui lo pagano pure decine di milioni di euro per organizzare fortini e pestaggi? Bisogna essere veramente idioti e senza alcun rudimento di calcio per finanziare un tipo di anticalcio così deplorevole. E si gratta pure i coglioni in pubblico per far vedere che la sua squadra ha gli attributi. E dove stavano ieri sera questi super dotati? Non potrei mai e poi mai sostenere un calcio così vomitevole e rinunciatario. Andrebbe cacciato all’istante lui e chi lo paga. Sono cose che vanno bene per gli sfigati di Madrid, a loro si addicono perfettamente. Facessero materassi, questo gli compete e li mettessero davanti alla porta.

Dove voglio arrivare? Il mio disegno è molto semplice. Si avvicina il derby e sento dire che abbiamo sue risultati, che il pareggio ci può andar bene e altre scemenze simili. Le partite si giocano per vincerle, non per fare calcoli. Gattuso si metta in testa di preparare la partita per raderli al suolo. Rispolveriamo il pressing che contro il Sassuolo era rimasto negli spogliatoi, non si può certo scendere in campo e aspettare l’Inter con calcoli della minkia. Sono allo stremo, litigano fra loro, hanno molti infortunati e stanno dietro in classifica, ergo vanno finiti. Serve una partita di puro attacco, di assalto assoluto, di annichilamento estremo, di pressione pure sui pali della loro porta che vanno sradicati a pallonate. Se comincio a vedere tattiche attendistiche o peggio, spengo. Lo dico prima.

Nel derby romano la Lazio era nettamente sfavorita, intelligenti pauca. La scelta degli uomini non mi compete, faccio solo notare come in questo momento Castigliokko sia in palla, anche se pasticcione, ma in palla. Suso non mi appare così pronto alla pugna, spesso sparisce dalla scena, scontando una condizione fisica non ottimale. E’ necessario esporlo a queste figure? Io non ne sono sicuro. Lo stesso Biglia, reduce redivivo, ed autore di una prova magistrale contro il rione di Verona, non penso possa ripetere la stessa prova contro l’Inter; ecco perchè io mi fido di più di Ciokko Baiokko e della sua vigoria. Su Piatek cosa dire? Che è predestinato, che si prenderà definitivamente il Milan e i suoi tifosi, scaraventando il pallone in porta contro l’Inter, è scritto. A patto che si giochi dalle sue parti…

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.