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Tre punti dovevano essere e tre punti sono stati. Contro una squadra ostica come il Parma, il Milan di Gattuso è stato autore di una prestazione con numerosi spunti positivi.
Partiamo dal mister. Dopo la vagonata di critiche ricevute per il pareggio laziale, Gattuso effettua una mossa con cui giornalisti e tifosi avrebbero potuto distruggerlo una volta per tutte, mandandolo al patibolo come o’ fess of the year: Abate schierato centrale di difesa.

tifosi del Milan alla lettura della coppia centrale

Nessuno avrebbe mai potuto pensare che il campestre potesse disputare due buone partite consecutive, figurarsi poi giocando la seconda da centrale in una difesa a quattro dovendosela vedere con Gervinho. Strano ma vero la mossa è perfetta e il nostro forrest disputa probabilmente la sua miglior partita da quando milita nelle serie professionistiche (e qui dovrebbe farsi una domanda e darsi una risposta) costringendo D’Aversa a spostare di fascia l’ivoriano. E non finisce qui. Come contro la lazio il mister decide di schierarsi a specchio rispetto all’avversario e ancora una volta ha ragione lui. Dopo averci fatto vedere una mistica difesa a tre Abate-Zapata-Rodriguez (tra qualche anno diventerà una leggenda tramandata a figli e nipoti) sfoggia una fantascientifica coppia centrale Abate-Zapata con cui i tifosi (me per primo) han tentato atti di autolesionismo appena letta la formazione ufficiale. In entrambi i casi ha avuto ragione il mister dimostrando di sapersi adattare all’avversario, ma soprattutto di averli studiati. Pur non amando il gioco di Gattuso bisogna esser franchi: se queste due mosse le avesse fatte un guru della panchina questi sarebbe stato incensato per giorni interi.
Se è pur vero che il gioco del mister non è spumeggiante bisogna anche dire che contro il Parma al minuto sedici si è potuta ammirare un’azione notevole: Milan che recupera palla in difesa, con una serie di triangolazioni elude il pressing avversario, lancio lungo millimetrico di Calhanoglu per Suso che di prima appoggia il pallone per l’inserimento di Calabria, scarico su Kessié che gliela ridà e pallone rasoterra in area su cui manchiamo il gol di un nulla. Questo è il calcio che amo: elusione del pressing avversario, gran lancio a sorprendere lo schieramento opposto, terzino fluidificante che si inserisce e palla in mezzo. Il tutto in pochissimi secondi. Non so se quanto visto sia frutto di una giocata estemporanea dei vari calha/suso/calabria o meno, ma credo che si stia costruendo qualcosa di buono, oltre alla famosa solidità di gruppo.
Tra le cose positive ci sono da annoverare l’aver messo Bakayoko al centro di questo Milan incerottato e la reazione dei rossoneri allo svantaggio. Diversamente da tante altre volte la squadra non si è abbattuta dopo il gol subìto, ma ha pareggiato dopo soli cinque minuti, per poi ribaltarla. Non è la prima volta che accade ed è un segnale importante.
La pecca più grossa rimane però la titubanza nei calci piazzati dove spesso i nostri avversari ci puniscono oltre misura. Questo rimane un aspetto su cui concentrarsi.

Tralasciando le pecche di una squadra incerottata e imperfetta all’origine, questo Milan è quarto in classifica dopo 14 giornate contro ogni pronostico, specie di noi tifosi rossoneri spesso troppo concentrati sui difetti (ce ne sono molti) rispetto alle cose positive. Anche a causa del rinvio della prima di campionato il Milan non tornava tra le prime quattro della classifica da oltre 14 mesi, da quel Milan-Spal 2-0 del 20 settembre 2017. Il ritorno nella parte alta della classifica arriva con una prova in cui si sono palesati i soliti limiti in fase conclusiva (contropiedi buttati, tiri sbilenchi, ecc,), ma in cui la squadra ha dimostrato di esserci con la testa acquistando consapevolezza nei propri mezzi. Chi era allo stadio come il sottoscritto avrà certamente notato come la squadra non si sia smarrita, anzi è stato Bakayoko a richiamare il pubblico, ormai assuefatto da anni ad un rigido copione di delusione e sconforto, ad un maggior coinvolgimento.
Se da una parte Baka sta conquistando la fiducia dei tifosi, affianco a lui Kessié sembra mancare della sua proverbiale progressione. Dallo stadio il giocatore è sembrato non essere al meglio dal punto di vista fisico, come se un problema lo attanagliasse da tempo. Spero che qualcuno se ne possa prendere cura in maniera adeguata, o quantomeno non faccia la fine di molti suoi compagni entrati in infermeria con un piccolo acciacco ed usciti con il prete al loro fianco.

Come detto domenica ero allo stadio e nonostante la partita fosse alle 12:30 il primo e secondo anello si presentavano come un autentico muro di tifosi, con numerose famiglie e tantissimi bambini arrivati con ampio anticipo, oltre a molti rossoneri agli sportelli per attivare la cuore rossonero o ritirare il biglietto sostituivo. Quest’ultima circostanza mi ha lasciato piacevolmente sorpreso per un entusiasmo che finalmente sta tornando. Il numero dei presenti dev’essere stato sottovalutato da molti perché tanti (me compreso) sono entrati a partita già iniziata viste le code agli ingressi. In tutta franchezza non me lo aspettavo, ma probabilmente è anche dovuto ai tempi che cambiano. L’odiato anticipo delle 12:30 è davvero così odiato? A vedere la quantità di bambini, famiglie e milan club ben folti, forse questo orario figlio del calcio moderno è meno deleterio di quanto si possa pensare e più consono proprio alle famiglie e quei bimbi che rappresenteranno i futuri tifosi rossoneri. Chissà che il lunch match non diventi la partita per le famiglie.

Abbonamenti. E’ notizia di qualche giorno l’apertura di una campagna abbonamenti per il girone di ritorno. Sul momento devo dire che sono rimasto un po’ interdetto perché per avere successo dovremmo assistere ad una campagna acquisti invernale faraonica per nomi, dato che ad oggi il Milan ha una media spettatori di gran lunga superiore alle 50mila presenze, non andando mai sotto i 45 mila in nessun match. Non potrà essere l’arrivo di Paquetà a convincere migliaia di tifosi ad abbonarsi, né l’eventuale arrivo di Ibrahimovic, quindi cosa c’è sotto? In attesa di scoprirlo (senza patemi) non resta che concentrarci su questo mese di dicembre dove ogni partita sarà una battaglia per incominciare con quel primo gradino di crescita che si chiama qualificazione alla champions league.

C’è poi chi combatte battaglie senza nemico a suon di rutti sulla tastiera di un computer risalente al 1986. Una sorta di giapponese che spara rutti in continuazione come una mitragliatrice nonostante di certi personaggi, a loro tanto cari, non freghi una mazza a nessuno perché il tifoso, quello che si può fregiare di questo titolo, tiene alla squadra e ai suoi colori. Gli altri, i campioni di triplo rutto aspirato, possono sempre fare qualche chilometro verso nord e recarsi in brianza ammirando giovani italiani con i capelli a posto e senza tatuaggi. I tifosi del Milan capiscono i loro dubbi esistenziali ed il loro smarrimento al sapore di salsa rosa e credo sopporterebbero la loro perdita, anzi, rimanere finalmente da soli a tifare per bolliti e formaggi stranieri stagionati come Donnarumma, Calabria, Conti, Caldara, Romagnoli e Cutrone non dev’essere poi così male. Possiamo sopravvivere. Alla grande.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.