Segnali d’allarme

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Il primo segnale d’allarme lo notai in Milan-Empoli. Al di la del risultato rotondo, di quelli che sulla carta non ammettono replica, avevo notato alcune sbavature e piccole sofferenze di troppo. La riprova l’abbiamo avuta con Sassuolo e Chievo. Due partite vinte immeritatamente; la prima, salvata da un’autorete di Lirola, la seconda con troppa sofferenza considerando la caratura e la situazione di classifica dell’avversario. Nel calcio moderno, al di là del valore dei giocatori, degli schemi e del modulo la condizione fisica è conditio sine qua non. Non basta di per sé se non hai qualità e talento, se non vai in campo determinato e con la voglia di vincere, se non sai cosa fare quando hai la palla tra i piedi ma se è deficitaria soffri e rischi a prescindere con chiunque.  Magari la sfanghi contro avversari di rango palesemente inferiore ma quando sale il livello paghi con gli interessi. Per questo motivo, nonostante ci dessero tutti per favoriti (più per il momento no dei dirimpettai che per nostri meriti effettivi) avevo brutti presentimenti. Dopo il derby temevo ancor di più la sfida di Marassi perché la Samp è in un buon momento di forma, perché, specie in casa, è un osso davvero duro da rosicare ed infine perché temevo che oltre alla condizione fisica il derby avesse lasciato scorie pesanti da digerire. Purtroppo l’istinto non si sbagliava ed il risultato è stato una sconfitta che rischia di compromettere seriamente la nostra corsa ad un piazzamento CL.

il rigorello se lo sarebbe anche procurato…

Se, da una parte, il Napoli fa il suo dovere (a proposito, grazie Carletto) piallando i lupacchiotti che appaiono spelacchiati nonostante il cambio di allenatore (prendere nota…), l’Inter ben si guarda dal fare il suo perdendo in casa con la Lazzie. Non ci hanno fatto un favore ma non se lo sono fatto neppure loro. Se da una parte conservano due punticini di vantaggio (tre se consideriamo che a parità di punti hanno il vantaggio degli scontri diretti) dall’altra hanno il calendario peggiore insieme alla Roma (che sembra essere in crisi nera). Di contro la Lazio, di fatto a pari punti con noi perché do per scontato che passeggeranno nel recupero contro l’Udinese in casa, sembra quella con il calendario più abbordabile e nel miglior momento di forma di tutto il suo campionato. Insomma una situazione ingarbugliatissima dove i giochi sono tutt’altro che fatti con l’Atalanta che, per soprammercato, si è rifatta sotto e la Roma che rimane pur sempre la Roma. Insomma, una situazione che fino a due partite fa ci vedeva nettamente favoriti per uno degli slot disponibili, si è fatta molto incerta.

Addossare al solo Donnarumma il peso della sconfitta di ieri lo considero un errore. A parte che è la classica superpapera che non trova spiegazioni (ma chiunque abbia mai giocato in porta ne ha fatte di altrettanto clamorose e sa che è una di quelle cose che accadono e basta e dalle quali nemmeno i grandissimi sono esenti), andare in svantaggio al primo minuto, per quanto pesante da digerire, ti lascia tutta la partita per recuperare. Certo è un errore che pesa, per il modo e per l’importanza del momento e della partita. Un errore che può costare una stagione nella quale però, va considerato, più e più volte ci ha salvato il sedere parando tutto il parabile ed anche di più.  Episodi a parte, invece, non ho mai avuto la sensazione che l’avremmo ripresa. Per 75 minuti buoni i doriani ci hanno portato a spasso a piacimento, correndo il doppio (c’è chi mi ha ribadito correndo mentre noi camminavamo…), arrivando primi su tutti i palloni, pressando rabbiosamente il nostro tikistaceppa impedendoci di fatto di costruire il gioco come siamo abituati a fare. Insomma siamo sembrati impotenti. Gli ultimi 15 minuti di assalto all’arma bianca (i soliti) non fanno testo e sono arrivati solo quando la Samp, fatalmente, ha dovuto tirare un poco i remi in barca dopo che avevano corso per tutta la partita come forsennati (ma hanno corso sempre con intelligenza rallentando a tratti per recuperare e sono arrivati alla fine stancucci ma non stremati, sufficientemente lucidi per difendere con una certa calma il vantaggio negli ultimi minuti dopo aver sfiorato il raddoppio più volte). Questa la cronaca.

speriamo che non si passi dai segnali d’allarme direttamente al disastro…

Senza indugiare sui singoli e sul nostro gioco/non gioco (ne hanno già parlato abbondantemente Max nelle pagelle, la Prof. e John, inutile ritornarci sopra) tocca, come sempre, guardare avanti. La buona notizia è che siamo comunque ancora quarti e che tutto dipende da noi. L’altra, più una speranza che una notizia, è che questo appare come l’ennesimo momento buio e difficile della stagione. Uno di quelli in cui Rino ha sempre saputo dare il meglio di se. Uno di quei momenti in cui serve rinserrare le fila, compattarsi, dimenticare le recenti scottature e reagire (la sua specialità insomma). Chissà che non ci riesca ancora una volta magari facendo qualche scelta, una volta tanto, imprevedibile (come fu, ad esempio, quella di schierare Abate centrale in un momento di emergenza). Di contro i dubbi sulla condizione atletica, alla quale si è aggiunta di prepotenza anche una condizione psicologica pesante, rimangono. Non facendomi l’illusione di poter fare risultato all’Ideal standard WC, ho la sensazione che ci giocheremo molto (se non tutto) nello scontro diretto con la Lazio che affronteremo presumibilmente con tre punti di svantaggio. Purtroppo in questa situazione avremo un solo risultato possibile, la vittoria, mentre se le cose non fossero precipitate nelle ultime due sciagurate partite, avremmo potuto affrontarla con la serenità del doppio risultato utile. Il tutto sempre ammesso, ed al momento non riesco a darlo per scontato, che stasera si faccia risultato con l’udinese. Dovremo cominciare da lì e poi si vedrà. Potremmo sbizzarrirci in critiche feroci e contumelie ma cosa cambierebbe? Al momento meglio stringere i denti e supportare la squadra ed i ragazzi perché il risultato finale di questa stagione è troppo importante, poi, a giochi fatti, liberi tutti… Al momento mi sento solo di tifare per i nostri colori ed inizierò questa sera a San Siro e spero di essere in buona compagnia nonostante l’orario assurdo sperando che ai segnali d’allarme non seguano i disastri. Per il resto, come sempre…

FORZA MILAN

Axel

PS. Non sapevo che avessero modificato il regolamento. Ero rimasto che ogni partita rinviata, per qualsivoglia motivo, dovesse essere recuperata alla prima data utile. Nel caso della Lazio si è passati alla seconda. Guarda caso la prima data utile avrebbe dovuto essere il mercoledì prima della sfida con noi ed è scivolata, per motivi sconosciuti, alla settimana dopo. A meno che il corso di decoupage della moglie dell’aiuto magazziniere degli aquilotti sia un motivo considerato valido dal regolamento per un ulteriore rinvio (fonte Seal)

ma i chirurghi non dovrebbero stare in camice bianco ?

PPS. La sconfitta contro la Samp è strameritata ed inappellabile. Però mi chiedo quante volte abbiamo perso una partita meritando di vincerla (o vice versa) per un episodio sfortunato. Chessò, magari un rigorello risolutivo. Mi chiedo anche quanti punti delle nostre avversarie sono stati così meritati e quante volte l’episodio ha fatto la differenza anche per loro. Mi chiedo anche se i punti valgono tutti uguali o se quelli non meritati vengono conteggiati con l’handicap. A me risulta che a fine campionato “punctorum non olet” ma forse mi sbaglio. Due episodi che avrebbero potuto far girare la partita e gli equilibri. L’ottimo Orsato ha pensato bene di darci torto in tutti e due. Se il rigore su Piatek mi è sembrato indiscutibile (non importa se il difensore tocca la palla, il fallo lo fa prima con una ancata da dietro proditoria e volontaria senza la quale mai sarebbe arrivato a toccare il pallone) ed anche se il fallo di mano in area può essere considerato involontario (anche se quest’anno al VAR li hanno dati quasi tutti…), sono due episodi quantomeno discutibili. Possibile che i nostri episodi discutibili siano sempre e regolarmente buoni solo per i  nostri avversari? sapete che c’è ? I chirurghi dovrebbero stare in sala operatoria e non ad arbitrare partite di calcio. Per quelle servirebbero degli arbitri. Chiedo troppo ?

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.