Rotte e traversate

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Nove punti in sette giorni. E’ bastata una settimana per cambiare radicalmente gli umori di un’intera tifoseria intenta a richiedere lo scalpo dell’allenatore e punizioni corporali per più di un giocatore chiedendone a gran voce il sacrificio umano o in seconda battuta la cessione. Il tifo è così, cieco, a volte fin troppo, ma il tifoso rossonero viene da così tanti anni di anonimato e prese per i fondelli che ogni passo falso viene vissuto come una delle dieci piaghe d’Egitto mentre l’avvicinarsi ai primi posti trasforma improvvisamente i sacrifici umani in semidei.
La realtà è che fino ad oggi questa squadra ha dimostrato di seguire l’allenatore, esattamente come nella stagione passata, e nei momenti di maggiori difficoltà in qualche modo se l’è cavata facendo affidamento su tutto ciò che aveva. A volte è davvero poco, ma se non sei un gruppo unito certe cose non le ottieni, soprattutto sei hai una lista infinita di infortunati ed i grandi giocatori in rosa sono ridotti al lumicino.
Prendete Romagnoli ad esempio. A mio avviso nel primo tempo ha commesso un paio di errori che potevano costarci carissimo e non ha ancora la personalità per essere il nostro faro, ma il modo in cui recupera palla nell’azione che lo porterà al gol è da manuale del condottiero in erba. E in misura inferiore lo stesso si può dire del fenicottero di Malaga, entrato con l’ignoranza di chi ti restituisce una botta con gli interessi se lo tocchi e che corre immediatamente verso la panchina subito dopo il gol. E vogliamo parlare di Andrea Conti? Guardatelo quando Balic cerca di perdere ulteriore tempo. Questi flash sono la miglior rappresentazione dell’unità di questo gruppo.
In parole povere quando la nave Milan viene cannoneggiata, questi giocatori riescono a riparare tutte le falle continuando a navigare anche quando non c’è un porto sicuro all’orizzonte. Non è roba da poco e proprio per questo aspetto, indipendentemente dal risultato di domenica sera, la squadra rimarrà in lizza per il quarto posto con quei nove punti frutto di un grande spirito.

E quando la nave è intatta e viaggia in acque tranquille? Finora siamo sempre mancati. Brutto da dire, ma vero. Uno dei limiti più evidenti di questa squadra sembra essere la necessità di vivere con l’acqua alla gola, il coltello tra i denti e via discorrendo. A ben vedere qualcosa di insostenibile nel lungo periodo perché la tenuta mentale di una squadra si deve basare su una serie di certezze e non sulle situazioni limite. Potrà sembrare pretestuoso parlarne dopo tre vittorie consecutive, ma è proprio in questi momenti che bisognerebbe analizzare gli aspetti da migliorare.
Questa squadra sembra aver bisogno di imbattersi in fasi problematiche per trovare le forze necessarie ad affondare i propri rivali perché quando incomincia a fare calcoli sbaglia sempre rotta. E’ qui che dovranno lavorare il mister e la società affinché il gruppo capisca che delle certezze esistono (non sto parlando del fantomatico “gioco” di cui scrivono i giornali) e se ci si impegna con costanza gli altri torneranno a temerci su tutti i campi.
Potrebbe sembrare una questione di lana caprina, ma non lo è affatto. A mio modo di vedere questa squadra vivrà necessariamente di alti e bassi durante tutta la stagione perché, indipendentemente dalla qualità media della rosa non elevatissima, non ha un passato a cui aggrapparsi ed il futuro se lo deve guadagnare partita dopo partita. In soldoni non abbiamo ancora abbastanza personalità per evitare determinati rovesci. I risultati aiutano sicuramente in tal senso, ma ogni giorno dovranno essere Leo, Paolo e Rino a inculcare la giusta mentalità vivendo le fasi di down nella maniera meno isterica possibile riducendo così proprio il numero di burrasche a favore di un caldo mare piatto.

La riduzione del numero di burrasche da qui al mercato di gennaio potrebbe passare dalle prestazioni di Donnarumma. Visto il numero di infortunati e una fase difensiva non eccezionale (eufemismo) da additarsi spesso e volentieri alle prestazioni dei singoli è proprio il 99 l’elemento che potrebbe far svoltare la stagione.
Lo dico prima: io sono uno di quelli che avrebbe schierato Reina titolare fin dalla prima partita di campionato. Le motivazioni non sono legate al caos accaduto lo scorso anno o all’avere un procuratore alla pizzaiola, ma all’insicurezza mostrata e gli errori pacchiani in sequenza. Lo dico sottovoce, ma nelle ultime due partite Donnarumma ha mostrato dei segnali di ripresa e se tornasse a disputare partite di buon livello allora potremmo vivere sonni più tranquilli pur non avendo una grande difesa. Sembrerà una banalità, ma il suo recupero sarebbe uno spartiacque decisivo per le nostre ambizioni perché i portieri non ti faranno vincere un campionato, ma possono evitare che tu lo perda.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.