Reboot

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Le pause per le nazionali sono in generale una iattura. A parte le crisi di astinenza da campionato di noi tifosi, ci tocca sorbire le favole che i media si inventano per riempire i vuoti. Da un CR7 che pare più veloce di Leclerc a Monza, alla campagna vendite fallimentare del Milan i cui dirigenti sarebbero rei di non essere riusciti a vendere nessuno. C’è del vero, non si può negare, infatti l’Inter ha venduto il Ninja per una fortuna e la Juve ha straplusvalenzato con Dybala ed Higuain. Ma i “coglioni” siamo solo noi… Solo due esempi tipici di scoop da pausa nazionale. Tralascio il resto delle indegnità, prime fra tutti quelli dei giornalisti di casa nostra, per decenza.

Mi chiedo spesso se il calendario delle Nazionali, che spezzano in continuazione i campionati, abbia un senso. Oltre alla possibilità che i giocatori si infortunino, oltre al fatto che quelli che devono andare “overseas” tornano all’ultimo momento straniti da voli interminabili e fusi orari, si interrompe la routine allenamenti/partite che normalmente regola la vita di calciatori e società. Quest’anno per noi è anche peggio. Siamo una squadra con un nuovo allenatore che predilige, per sua stessa ammissione, giocatori magari meno forti ma che hanno già imparato i suoi dettami rispetto agli altri, anteponendo il modo di stare in campo alla potenzialità del singolo. In questa rosa, che già di suo ha limiti e mancanze, praticamente tutti i nuovi, quelli che dovrebbero dare nuova linfa e migliorare il rendimento complessivo sono arrivati subito prima (o subito dopo) l’inizio del campionato insieme a diversi altri già facenti parte della rosa dell’anno scorso dispersi questa estate nelle varie competizioni internazionali. In questa situazione la continuità sarebbe stato oro colato ma tant’è, le regole sono uguali (quasi) per tutti e Giampaolo dovrà fare di necessità virtù. Basteranno quei pochi allenamenti prima di domenica a dare al mister le indicazioni giuste? Sarà in grado di schierare una formazione rinnovata in qualche ruolo rispetto alle prime due di campionato piuttosto deludenti o si affiderà alle sue certezze preferendo rimandare gli inserimenti a d.d.d.? I giocatori al rientro dalle trasferte nazionali in quali condizioni arriveranno? In poche parole, che Milan potremo aspettarci contro l’Hellas?

All’inizio del campionato pronosticai 7 punti nelle prime quattro partite. Pari a Udine, bottino pieno con Brescia e Verona e che nel derby sarebbe stata dura fare punti. Non dico che avrei firmato questo risultato, penso sempre che quando si va in campo bisogna giocarsela alla morte e che può succedere di tutto, ma avevo messo in conto una partenza in salita (da cui la previsione del pari di Udine), due vittorie magari con fatica e risicate ma pur sempre vittorie e che il derby arrivasse troppo presto per vedere la squadra che ha in mente il mister con tutte le conseguenze del caso. Questa la fredda analisi. Non sarei stato felice ma nemmeno troppo deluso (per quanto perdere un derby rode immensamente per default). La sconfitta contro l’Udinese rischia di pesare perché credo che la corsa delle pretendenti al quarto posto (Atalanta, Lazio, Milan, Roma in rigoroso ordine alfabetico) dipenderà proprio dalla capacità delle stesse di non perdere punti contro quelle sulla carta destinate ad arrivare dal settimo/ottavo posto in giù e dagli scontri diretti mentre, per tutte le pretendenti al quarto posto, sarà difficile portare via punti alle prime tre, aggiungendo a Juve e Napoli l’Inter, che quest’anno sembra fare sul serio, che apparentemente giocano un campionato a parte. Duro da mandar giù ma credo che al momento sia questa la nostra dimensione ed è meglio restare con i piedi per terra.

Al di là di tutte le remore che posso avere sulla rosa e su Giampaolo, ma proprio in virtù delle sue capacità di “insegnante di calcio”, mi aspetto una squadra che migliorerà partita dopo partita durante la stagione. Sia perché i giocatori, se si applicheranno e ci crederanno, riusciranno sempre meglio ad interpretare i voleri del mister (ed anche Maldini e Boban dovranno fare la loro parte per supportarlo…) sia perché, nelle prime due uscite, ho avuto la chiara impressione che avessero i muscoli pesanti, pieni di acido lattico, segno di una preparazione tosta e faticosa che, mi auguro, pagherà nel corso della stagione e, per finire, perché Giampaolo stesso riuscirà col tempo a conoscere meglio “i suoi polli” affinando via via le scelte sui giocatori da mandare in campo di partita in partita. Mi aspetto di vedere mano a mano un 11 titolare diverso da quelli visti contro Udinese e Brescia. Sarà quindi importante riuscire a sfangarla in queste prime partite ad iniziare da domenica in quel di Verona che, bene non dimenticarlo, per noi è storicamente un campo ostico come pochi altri e gli scaligeri, contro di noi, tendono sempre a giocare alla morte. Serviranno calma ed un sano pragmatismo, sperano che anche il mister sappia fare di necessità virtù pur senza rinunciare ai suoi principi base.

La vittoria a Verona non è scontata ma sarebbe un buon viatico per il derby permettendo ai giocatori ed al mister di affrontarlo a cuore più leggero con la consapevolezza che, per quanto intrinsecamente importante, non è già una partita decisiva. Se a Verona le cose non andassero bene si complicherebbe maledettamente tutto il proseguo. Quindi ? Quindi andiamo al Bentegodi e portiamo a casa questi tre punti, in fondo si può. Si può pure pensare di dominare l’Hellas a Verona per quanto possa sembrare un pensiero rivoluzionario. Al resto penseremo poi…

FORZA MILAN

Axel

PS: Oggi aggiungo anche un FORZA SCHUMI !

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.