Questo è calcio …

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Noi milanisti ci siamo sempre. e sempre col cuore. meriteremmo qualcosa di meglio...

Parma, Domenica 22/09, ore 19:25 circa. Chiesa va in pressing sulla trequarti atalantina. Ruba palla a Palomino e si invola lungo la linea laterale. Palomino lo rincorre ringhiandogli addosso conscio di averla fatta grossa. Chiesa alza la testa e con la coda dell’occhio coglie Ribery che corre quasi alla sua altezza verso il vertice destro dell’area. Sventagliata di 40 metri in corsa a tagliare il campo, precisa, perfetta. O ha il goniometro in testa e la velocità di calcolo di un computer di terza generazione o è solo l’istinto animale del calciatore di razza. Non importa. Ribery modula la sua corsa ed arriva sul pallone al millimetro. Anziché stoppare, con il rischio di farsi rimontare da Djimsiti, calcia al volo sull’angolo opposto. Gollini rimane impietrito e la palla si insacca a fil di palo. Tutto bellissimo mi dico, questo è calcio… 18 minuti più tardi arriva un cross in area viola. Palla respinta di testa che arriva sui piedi del Papu appostato fuori dal vertice sinistro dell’area. Stoppa la palla senza guardarla, con la testa alta attenta ai movimenti dei compagni. Ilicic, che sa che il Papu la mette dove vuole, si incunea in area con un taglio perfetto. Manco a dirlo Gomez gli scodella una palombella ben dosata. Sufficientemente arcuata per superare in altezza il marcatore che lo copre ed arrivare sul petto di Ilicic. Stop, e mentre la palla scivola verso terra, il buon Ili, pur sbilanciato, la colpisce al volo in una sorta di mezza rovesciata. Dragowsky ci prova ma non ci arriva e la palla entra. Di nuovo bellissimo, questo è calcio. Finirà con un pari, con un tiro al volo di Castagne da fuori di esterno altrettanto bello quanto tecnicamente perfetto. Questo è calcio…

Ecco, se Voi vi sentite così, immaginatevi noi…

Oggi, dopo un derby giocato malissimo e perso peggio, dopo aver visto una squadra senza gioco ed idee ma anche senza attributi (ma un grazie a Rebic è doveroso), dopo un inizio di campionato condito da due brutte partite contro le neo promosse ed una sconfitta all’esordio contro una seria candidata alla retrocessione, sarebbe facile scrivere un post. Basterebbe inveire contro Giampaolo e, magari, Suso (a proposito, se fai un fiore non puoi cagarci sopra e se, dopo aver strappato una palla e galoppato per tutto il campo avesse visto Leao sulla sua sinistra solo come una particella di sodio nella famosa acqua benefica forse staremmo parlando di altro… ). Basterebbe gridare scandalizzati per i nuovi che non giocano ai quali ci aggrappiamo come se da soli fossero la panacea di tutti i nostri mali. Basterebbe limitarsi all’insulto condito da qualche battuta sarcastica, infiorettarlo con qualche frase ad effetto ed il gioco sarebbe fatto. Eppure…

…Eppure mi chiedo se ci fossero stati Suso al posto di Chiesa e Piatek al posto di Ribery, Calha al posto del Papu e Rebic (ma metteteci pure chi volete della nostra rosa) al posto di Ilicic, avremmo visto la stessa partita, e non sto parlando di Messi, CR7, Mbappè o Cavani… Due allenatori dei quali il primo, Montella, lo abbiamo cacciato (secondo me giustamente) coi forconi ed il secondo, Gasp, che quando si vociferava fosse tra i candidati alla nostra panchina, ha fatto storcere il naso a parecchi di noi (me compreso). Non voglio assolutamente giustificare Giampaolo e chi mi legge ricorderà cosa ne ho sempre scritto in tempi non sospetti, anche prendendomi qualche rimbrotto. Lo vedo in confusione totale e, almeno pare, sta mettendo in mostra i limiti caratteriali che temevo molto di più di quelli tecnici. La conferenza stampa del dopo derby credo si spieghi da se. Però in campo ci vanno i giocatori ed i giocatori li compra, sceglie, conferma o vende, la società, così come ha scelto il tecnico. Insomma torno ad un concetto a me caro. Una squadra non può andare male o bene, solo per un allenatore o un giocatore più o meno forte. Una squadra è un meccanismo complesso. Dirigenza, tecnico, staff e giocatori (e senza contare tutto il resto che incide comunque non foss’altro che per procurare le risorse necessarie a creare una squadra più competitiva) devono essere tutti all’altezza.

Far soffrire una vecchia volpe come Godin non è da tutti. Speriamo non demotivino anche lui…

L’anno scorso difesi Gattuso anche oltre i suoi meriti e fui uno degli ultimi ad voler accettare i suoi limiti ma c’era un motivo, a mio avviso giustificato, per farlo, oltre al ricordo del giocatore che ho amato, che non voglio di certo negare, che probabilmente mi impediva di essere obiettivo quanto avrei dovuto. Gattuso ebbe almeno il merito di incarnare una società assente e che lo aveva scaricato e delegittimato fin dall’inizio della stagione riuscendo per buona parte della stessa a tenere in mano lo spogliatoio. Intendiamoci, aveva un vantaggio non da poco. La sua storia milanista gli dava un’immagine presso giocatori e tifosi che, in un certo senso, gli permetteva di farlo. Bisogna però dargli atto che non si è tirato indietro pur commettendo errori e non essendo certo un allenatore formato e finito. Non si può chiedere la stessa cosa ad un allenatore arrivato tra la perplessità generale dell’ambiente e della tifoseria, che è sembrato (e per me è stato ma non ho prove a sostegno) un ripiego, che non può vantare un passato vincente, che ha idee talebane che implicano tempo per essere messe in pratica (e tempo non ne avevamo) che, in più, non sembra avere quella corazza di acciaio al titanio che servirebbe per gestire una situazione complicata ed in divenire come questa con uno spogliatoio che, si mormora, sia già sul piede di guerra. Aggiungo, e vale in generale, l’impressione che stiamo commettendo lo stesso errore che abbiamo già commesso in passato, quello di cercare il capro espiatorio a tutti i costi. Il colpevole unico, il generatore di tutti i mali, quello il cui allontanamento risolverebbe d’incanto tutti i problemi. E’ umano perché vorremmo che fosse così semplice e questo ci eviterebbe di fare i conti con una realtà troppo difficile da accettare e troppo complicata da analizzare. Una realtà che, con ogni probabilità, implica, anche nella migliore delle ipotesi, tempi molto lunghi per tornare ad essere quel minimo competitivi e dietro la facciata della quale non sappiamo cosa ci sia realmente.

Francamente non so cosa aspettarmi da qui al prossimo futuro. Non saprei dire se sia meglio cambiare la guida tecnica da subito o insistere nella speranza che la squadra, piano piano, faccia suoi i dettami del tecnico con la speranza che migliori. Se i nuovi che invochiamo (mi metto in prima linea) possano davvero cambiare sensibilmente le cose. Anche se me lo auguro, Bennacer su tutti, visto che Biglia in questo momento è impresentabile. Non vorrei che ci aspettassimo troppo da loro, che ci stessimo illudendo, che si rischi di bruciarli prima del tempo. Tra l’altro bisogna considerare che un conto è inserire i giovani in una squadra forte, strutturata e con una identità (come il Napoli) o in piazze che hanno meno aspettative che perdonano più facilmente passaggi a vuoto, un altro è inserirli in una squadra che si deve costruire, reduce da annate pessime, ma dove, al contempo, per il solo nome che porta e per lo stadio dove gioca, le aspettative sono comunque altissime. Non lo so perchè non sono un tecnico, perché non li vedo quando si allenano, non ne conosco caratteri e capacità. Solo di una cosa sono certo. Questo è il momento in cui la società deve farsi sentire. Se crede in Giampaolo lo sostenga senza se e senza ma, se non ci crede che agiscano subito e si prendano le loro responsabilità. Che non comincino col tiro al piccione sul solito colpevole perché, anche ammesso che sia davvero l’unico colpevole (e non lo credo), lo hanno scelto loro.

Giovedì si torna in campo. Si va a Torino contro quel Toro che tra campionato e coppa sta mostrando tutti i limiti di una squadra nella quale, il tanto decantato presidente dei 100 milioni per chiunque, non ha voluto investire pur avendo gufato la nostra esclusione dalle coppe come se i nostri guai finanziari rendessero la sua banda meritevole di andarci al posto nostro. Vorremmo mica dargli ragione vero ? Mi auguro di vedere qualcosa di meglio rispetto alle prime quattro partite. Mi accontenterei di vedere qualche azione e poter esclamare sorpreso: Questo è calcio…

FORZA MILAN !

Axel

 

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.