Piccole cose

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Cosa rende una squadra una grande squadra ? Cosa fa di una stagione un successo ? Basta avere i migliori giocatori ed il tecnico più blasonato ? Sulla carta sì ma la prova dei fatti ha dimostrato spesso che l’inferenza così enunciata sarebbe falsa. D’altra parte fosse solo pura matematica, una mera somma di voti, la ricetta sarebbe troppo facile e basterebbe avere più risorse degli altri ed accaparrarsi i migliori per essere sicuri di arrivare al successo. Non è così semplice né così scontato. Ci sono millemila variabili che prese una ad una sembrano insignificanti ma messe insieme fanno la differenza. Piccole cose.

Vista allo stadio la partita è diversa da quello che può sembrare in TV. Le telecamere ti fanno vedere tanti particolari che dagli spalti non puoi apprezzare ma dal vivo la visione d’insieme rende meglio perché le telecamere tendono a focalizzarsi sul pallone e sul centro dell’azione mentre spesso è altrettanto importante quello che succede davanti, dietro ed ai lati che in TV non riesci a percepire. Tante piccole cose insomma.

La prima che noto è che per 70 minuti, quanti ne permette la forma fisica in questo periodo, la squadra gioca in 25 metri. E’ vero , il 4-3-3 di Gattuso si trasforma in fase di non possesso in un 4-5-1 con Calha e Suso sulla linea dei centrocampisti. Anzi, sembra più una specie di 4-1-4-1- perché Biglia si posiziona tra la linea di  centrocampo e quella di difesa spostandosi a destra e sinistra a seconda di dove è necessario fare densità. La Roma non riesce a far gioco e il profetino del calcio non ci capisce una beata. Ma forse è solo una piccola cosa.

Un capitano deve avere soprattutto una caratteristica. Deve essere ascoltato dai compagni. Romagnoli si è conquistato i galloni non foss’altro che per aver rinnovato il contratto ad occhi chiusi quando sembrava che stesse andando tutto a scatafascio e che, almeno secondo la stampa, stessero facendo tutti a gara per scappare a gambe levate. sul campo però devi dimostrare di esserne degno e lui sta facendo le prove tecniche di bravo capitano. Ha capito la lezione, o forse qualcuno stavolta glie l’ha spiegata bene, e comanda la difesa. L’ho visto più volte con la mano alzata comandare i compagni di reparto avanti ed indietro in continuazione per mantenere le linee strette ma allo stesso tempo non lasciare lo spazio ai giallorossi di scattare tra un movimento in avanti ed il successivo a tornare indietro. Giocare in una linea di difesa in continuo movimento è più faticoso ma se il capitano ti richiama e ti guida ti fai il culo e trotti. Se lo riconosci come capitano ovviamente perchè è molto più comodo stare bassi ed aspettare ma se poi lasci le praterie e ti bucano come un puntaspilli non ti puoi lamentare. Se Mateo stavolta non commette errori e gioca un’ottima partita è anche per questo. Mi chiedo se è solo una piccola cosa.

So che mi sto cercando delle rogne ma la partita di Suso mi è piaciuta. E’ vero che il suo classico movimento a rientrare lo conoscono tutti ma gli riesce (quasi) sempre lo stesso. La differenza la fa ciò che fai dopo quel movimento. Robben, per fare un esempio, sul quel movimento ci ha costruito una carriera da top player perché lo sa far fruttare bene. Suso è ancora lontanissimo ma noto con piacere ed una certa sorpresa che forza molto meno del solito il tiro, prova a mettere più palle in mezzo ed a premiare gli inserimenti di Calabria. Cerca di rientrare a centrocampo un po di più, qualche volta si accentra e si scambia con Calha, prova qualche lancio a tagliare il campo ed in fase di costruzione scende per dettare lo scarico al compagno che ha il pallone tra i piedi. Anche per lui alcune piccole cose. Che stia provando a diventare uomo squadra ?

Dopo Napoli Milan avevo invocato un po più di coraggio ed un piglio diverso. Sono stato accontentato. Una partita in cui la vittoria ci stava tutta (tanto quanto la sconfitta a Napoli) ma soprattutto un atteggiamento completamente diverso (anche per i motivi di cui ho scritto sopra). Non penso che Gattuso di colpo sia diventato il genio degli allenatori ma una mossa in particolare mi ha colpito. Quando è entrato Castillejo avrei preferito uscisse Suso. Era alla frutta come Calha ma a parità di frutta preferisco Calha tutta la vita ma avevo fatto i conti senza l’oste. Ho immaginato poi che la scelta non fosse tra i due ma tra le due posizioni. La Roma a sinistra era in crisi. Oltre a Florenzi, fuori per infortunio, dal 32° del ST Di Francesco deve rinunciare anche al suo sostituto (Karsdorp) inserendo Santon… Già Laxalt stava imperversando grazie alle sue doti di velocità ed il buon Rino ha pensato che inserendo un “Samu” veloce e fresco (dimostratosi poi anche parecchio grintoso) su quella linea li avrebbe fatti a fette.  Insieme alla modifica del modulo con l’inserimento di Cutrone è stata la chiave di volta. L’ha azzeccata e questa volta anche Ringhio le sue piccole cose ce le ha messe.

Higuain dimostra che non è solo un grande attaccante. Canta i salmi e porta la croce. Va a cercarsi il pallone a metà campo, fa girare tutto l’attacco, corre, pressa, recupera palloni, apre, si offre sempre per il passaggio e tiene in costante all’erta le difese avversarie. Segna un gol da attaccante di razza che annullano solo dopo aver inviato le immagini VAR alla NASA dove con l’ausilio di un interferometro di ultima generazione stabiliscono che era in fuorigioco perché non si era tagliato le unghie dei piedi il giorno prima e poi sforna l’assist partita, e che assist, per Cutrone. Perché le piccole cose hanno la loro importanza ma le grandi ne hanno di più. Ed avere un Higuain là davanti è una cosa grandissima.

Adesso non resta che aspettare la fine della pausa delle nazionali e poi, tra campionato e coppa, ci aspetta un periodo densissimo. 7 partite in 21 giorni anche se tutte apparentemente alla portata. Credo che questo ciclo dirà molto sulle potenzialità e le capacità di tenuta della squadra. Non mi sono suicidato dopo la sconfitta di Napoli e non intono i miei peana per la vittoria di Venerdì. Trarre conclusioni dopo sole due partite mi sembra impossibile ma vedere tante piccole cose iniziare ad andare al loro posto mi fa almeno sperare.

FORZA MILAN ! e questa non è una piccola cosa …

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.